Catania: modificare proposta Ciolos su greening

Nella riforma della politica agricola comune post 2013 il greening (l’aiuto Ue destinato all’inverdimento dell’agricoltura ndr) “non deve essere punitivo per le imprese: l’obiettivo va bene, ma va realizzato senza provocare costi sproporzionati per le imprese agricole. E questo significa che bisogna fare una serie di modifiche alla proposta della Commissione europea”. Lo ha detto oggi a Bruxelles, rispondendo alle domande dei cronisti, il ministro per le politiche agricole e della pesca, Mario Catania, che sul delicato tema ha trovato oggi punti di convergenza con la collega tedesca Ilse Aigner. Sul fronte del greening quindi – ha spiegato il ministro – “bisogna intanto esentare tutte le imprese piccole e medie dalla diversificazione tra tre colture – che sono l’elemento portante della proposta del greening – in quanto si tratta di un meccanismo costoso per un impresa piccola e media. Poi – ha proseguito – bisogna riconoscere maggiormente alcune realtà colturali: in primo luogo gli arboreti e i pascoli magri che sono due realtà che devono essere considerate già di per sé realizzanti il greening, secondo lo schema che la Commissione usa nella sua proposta per i pascoli permanentì. Se noi riusciamo – ha concluso Catania – “a fare queste operazioni – escludere le piccole e medie aziende e trovare una soluzione accettabile sia per le colture arboree, sia per i pascoli magri, già siamo un passo avanti”.

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