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	<title>Con i piedi per terra &#187; Agricoltura</title>
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	<description>Notizie e attualità dal mondo dell&#039;agricoltura</description>
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		<title>Confagri: greggi nella morsa del gelo. In quattro regioni persi 200 mila litri di latte</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 09:55:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Anche le pecore, a causa del freddo, e dell’alimentazione (che è fatta di foraggi, mangimi, paglia e non erbai freschi) stanno producendo meno latte. Nelle quattro regioni del Centro Italia (Toscana, Lazio, Umbria e Abruzzo) i pastori hanno dovuto portare le greggi al riparo in stalle, spesso in ricoveri di fortuna. E si calcola già [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/pascolo-pecore21.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/pascolo-pecore21.jpg" alt="" title="pascolo pecore2" width="275" height="184" class="alignleft size-full wp-image-42300" /></a><br />
“Anche le pecore, a causa del freddo, e dell’alimentazione (che è fatta di foraggi, mangimi, paglia e non erbai freschi)  stanno producendo meno latte. Nelle quattro regioni del Centro Italia (Toscana, Lazio, Umbria e Abruzzo) i pastori hanno dovuto portare le greggi al riparo in stalle, spesso in ricoveri di fortuna. E si calcola già un calo della produzione di 200 mila litri di latte”. Lo sottolinea Confagricoltura in relazione all’impatto del maltempo sugli allevamenti zootecnici.<br />
Per le galline, invece, c’è il problema che, in presenza di acqua gelata, smettono di produrre uova – fa presente Confagricoltura -. C’è un impegno incessante degli avicoltori a sgelare le tubazioni, in modo da permettere agli animali di bere. Circa il 3-4% delle uova raccolte gelano. Comunque i macchinari (“crack detector”) evidenziano le uova compromesse e le escludono dalla catena.</p>
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		<title>Da Fruitlogistica di Berlino emergono le priorità per il rilancio dell&#8217;ortofrutta italiana</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 16:28:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il rilancio del settore ortofrutticolo in Italia è un tema di grande attualità in questo momento così cruciale anche per la discussione in corso sulle nuove politiche comunitarie. Il settore ortofrutta vale il 31 % della PLV agricola italiana e rappresenta un&#8217;asse portante dell’economia agricola europea. Le grandi sfide di questo momento e la profonda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/Senna-Stefano-Bruni.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/Senna-Stefano-Bruni-300x200.jpg" alt="" title="Senna Stefano Bruni" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-42286" /></a><br />
Il rilancio del settore ortofrutticolo in Italia è un tema di grande attualità in questo momento così cruciale anche per la discussione in corso sulle nuove politiche comunitarie. Il settore ortofrutta vale il 31 % della PLV agricola italiana e rappresenta un&#8217;asse portante dell’economia agricola europea. Le grandi sfide di questo momento e la profonda crisi che il settore sta vivendo in termini di prezzi alla produzione, redditività per le aziende agricole e diffuso calo dei consumi, spinge verso la necessità di un grande rilancio, incentrato su  alcuni elementi chiave che sono stati discussi oggi in Piazza Italia, a Berlino. A presiedere la tavola rotonda che ha visto la partecipazione di tutte le rappresentanze dell&#8217;ortofrutta organizzata, il Cavalier Paolo Bruni, in qualità di Presidente di CSO, il Centro Servizi Ortofrutticoli che ha organizzato ed ospitato l&#8217;incontro all&#8217;interno dello stand Piazza Italia &#8220;L&#8217;Italia &#8211; dichiara Paolo Bruni, presentando la tavola rotonda &#8211; produce un totale di 36 milioni di tonnellate di frutta e verdura e questo dato ci colloca al primo posto in Europa, è evidente che uno dei punti chiave su cui focalizzare i nostri sforzi per rilanciare la competitività del settore è legato alla nostra capacità di dare nuovo impulso all&#8217; export.</p>
<p>Oggi l&#8217;Italia, secondo dati elaborati da CSO, esporta un totale di 3 milioni e 800.000 tonnellate di ortofrutta pari al 13 % della produzione; analiticamente si parla di 2,5 milioni di tonnellate di frutta pari al 14% della produzione, 300.000 tonnellate di agrumi e 1 milione di tonnellate di ortaggi pari ad appena l&#8217;11% della produzione ed è evidente da questi numeri che le potenzialità di crescita sono molto ampie. A rimarcare la necessità di mettere a punto strumenti strategici per l&#8217;export è Davide Vernocchi di Alleanza per le Cooperative italiane: &#8220;Dobbiamo agire tempestivamente e in modo coordinato &#8211; dichiara Vernocchi &#8211; per poter creare le condizioni di apertura di nuovi mercati attraverso l&#8217;abbattimento di quelle barriere, ad esempio per le mele e le pere in USA che oggi sono utilizzate spesso come strumento distorsivo per il libero scambio delle merci. E’ importantissimo &#8211; sottolinea Davide Vernocchi &#8211; che l’Unione Europea presti una maggiore attenzione ai produttori di ortofrutta che versano in questo momento in una crisi spaventosa.&#8221;</p>
<p>E Gino Peviani, presidente di Fruitimprese, concorda con la tesi di Alleanza cooperativa evidenziando la necessità di mettere a punto un sistema di tutela finanziario/assicurativa per le imprese che si affacciano ai nuovi mercati. &#8220;E&#8217; necessario &#8211; sottolinea Peviani &#8211; che il sistema Italia si rafforzi per affrontare mercati sempre più complessi con strumenti efficaci, coordinamento, elasticità e dotazioni tecniche per migliorare la competitività&#8221;. Ma lo sviluppo dell&#8217;export non può che essere accompagnato da un rafforzamento delle Organizzazioni dei produttori in Italia, come rimarca il presidente di Unaproa Ambrogio De Ponti&#8221;. Occorre &#8211; dichiara De Ponti &#8211; che il nostro sistema sia coeso e strategicamente finalizzato ad ottenere risultati importanti anche utilizzando lo strumento della promozione attraverso progetti europei, un valido aiuto per le imprese sia in Italia che all&#8217;estero&#8221;.  La tavola rotonda di Fruitlogistica ha offerto una ottima opportunità alle Organizzazioni ortofrutticole italiane di condividere strategie, come ha rimarcato Gianni Petrocchi di Italia Ortofrutta. &#8220;Siamo di fronte &#8211; dichiara Petrocchi &#8211; ad un momento di accesa discussione in Europa sulla riforma della PAC e sull&#8217;OCM unica. Vogliamo mettere in campo tutta la nostra competenza ed esperienza per discutere e mettere a punto strumenti di gestione delle crisi efficaci che possano essere un valido supporto alle aziende quando i prezzi alla produzione non coprono nemmeno i costi sostenuti.&#8221; &#8220;La coesione e l&#8217;univocità sono elementi che danno forza e rilevanza alle istanze rivolte al governo dichiara Dario Stefano, Coordinatore degli Assessori Regionali all&#8217; Agricoltura, mi farò portavoce diretto di queste istanze in sede di Conferenza Stato Regioni evidenziando la grande novità del sistema ortofrutticolo italiano: La scelta del dialogo per individuare priorità e strategie comuni. Un approccio nuovo – continua Stefano – che viene da un comparto che è tratto identitario dell’agroalimentare italiano e del Made in Italy in generale (vale 12 miliardi di euro) e che ci può consentire di lavorare meglio per modificare una politica europea troppo lontana dai temi dello sviluppo.&#8221;</p>
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		<title>Col freddo le mucche fanno meno latte e calano anche le uova</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 16:23:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Zootecnia]]></category>

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		<description><![CDATA[Con il freddo gelido le mucche hanno ridotto in media del 15 per cento la produzione di latte con la raccolta che a livello nazionale si è ridotta di 4 milioni di litri al giorno che vengono a mancare nei caseifici e sulle tavole degli italiani. Lo afferma la Coldiretti nel sottolineare le pesanti conseguenze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/bovini-latte-4.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/bovini-latte-4-300x236.jpg" alt="" title="bovini latte 4" width="300" height="236" class="alignleft size-medium wp-image-42273" /></a><br />
Con il freddo gelido le mucche hanno ridotto in media del 15 per cento la produzione di latte con la raccolta che a livello nazionale si è ridotta di 4 milioni di litri al giorno che vengono a mancare nei caseifici e sulle tavole degli italiani. Lo afferma la Coldiretti nel sottolineare le pesanti conseguenze determinate dal freddo negli allevamenti che insieme alle perdite subite nelle coltivazioni, concorrono al bilancio provvisorio di 200 milioni di euro di danni per l&#8217;agroalimentare italiano in una settimana di maltempo. Gli effetti delle temperature estreme &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; si fanno sentire anche sugli allevamenti di pecore particolarmente presenti nelle regioni centrali colpite dal maltempo, dove il crollo della produzione di latte è ancora maggiore e stimato pari al 30%. Con il freddo gli animali mangiano di più e consumano più energia per difendersi riducendo quindi le produzioni. Un comportamento che &#8211; riferisce ancora l&#8217;organizzazione agricola &#8211; riguarda anche le galline allevate a terra che depongono fino al 20% di uova al meno al giorno. Ma il freddo ha provocato anche una vera strage di agnellini per aborti mentre sono centinaia tra mucche, pecore, cavalli, conigli morti, feriti o dispersi a causa del maltempo che ha provocato crolli di stalle e capannoni. Almeno un milione di animali &#8211; continua la Coldiretti &#8211; per l&#8217;emergenza maltempo ha difficoltà a essere rifornita di acqua e cibo a causa degli ostacoli a garantire l&#8217;approvvigionamento di mangimi o acqua. </p>
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		<title>Vino: il 20% degli italiani è disposto a sacrifici per una bottiglia chic</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 16:04:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Olio e vino]]></category>
		<category><![CDATA[brunello di montalcino]]></category>
		<category><![CDATA[consumi vino]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[Nonostante la crisi, gli italiani non sembrano intenzionati a rinunciare al piacere di un buon bicchiere di vino, soprattutto se nazionale: 1 italiano su 5 (in maggioranza uomini di età compresa tra i 25 e i 34 anni) è disposto a fare sacrifici per acquistare una bottiglia prestigiosa, il 70% la considera un regalo prezioso, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/brunello.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/brunello.jpg" alt="" title="brunello" width="240" height="160" class="alignleft size-full wp-image-42279" /></a><br />
Nonostante la crisi, gli italiani non sembrano intenzionati a rinunciare al piacere di un buon bicchiere di vino, soprattutto se nazionale: 1 italiano su 5 (in maggioranza uomini di età compresa tra i 25 e i 34 anni) è disposto a fare sacrifici per acquistare una bottiglia prestigiosa, il 70% la considera un regalo prezioso, il 48% un investimento, il 32% una gratificazione. Ma bere vino made in Italy significa anche orgoglio nazionale (72%) e patriottico sostegno all&#8217;economia (76%). Sono questi alcuni dei principali risultati del sondaggio Ipso &#8216;Gli italiani ed i vini pregiati in tempo di crisi: il caso Brunello di Montalcino&#8217;, presentato oggi a Milano in occasione del debutto in società del &#8216;Castelgiocondo 2007 Brunello di Montalcino&#8217; dei Marchesi dé Frescobaldi. E proprio il Brunello è considerato dagli italiani la &#8216;Ferrari&#8217; del vino, con il 24% di preferenze, oltre ad essere tra i più amati (11%) dopo il Chianti (18%) e il Barbera (15%). Un risultato confermato anche dal mercato, che nel 2011 ha registrato un deciso incremento delle vendite rispetto al 2010 (9,3 milioni di bottiglie prodotte contro 8,3). </p>
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		<title>Agricoltura: Cia, la rinascita delle aree rurali passa dai giovani</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 15:53:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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		<description><![CDATA[Il ricambio generazionale è il segreto della rinascita delle aree agricole. E&#8217; il messaggio emerso nel quinto seminario di &#8216;Agriyou-Terra giovane&#8217; a Verona, il progetto europeo sulla Pac dell&#8217;Agia, l&#8217;associazione dei giovani imprenditori della Cia-Confederazione italiana agricoltori. Solo dando la terra ai giovani e mettendoli nella possibilità di lavorarla, spiegano gli under 35, le aree [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/Aziende-Agricole-11.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/Aziende-Agricole-11-300x236.jpg" alt="" title="Aziende Agricole 1" width="300" height="236" class="alignleft size-medium wp-image-42264" /></a><br />
Il ricambio generazionale è il segreto della rinascita delle aree agricole. E&#8217; il messaggio emerso nel quinto seminario di &#8216;Agriyou-Terra giovane&#8217; a Verona, il progetto europeo sulla Pac dell&#8217;Agia, l&#8217;associazione dei giovani imprenditori della Cia-Confederazione italiana agricoltori. Solo dando la terra ai giovani e mettendoli nella possibilità di lavorarla, spiegano gli under 35, le aree agricole possono diventare un luogo socialmente ed economicamente appetibile. Del resto i numeri del progressivo invecchiamento delle campagne ricordati nel seminario, parlano chiaro: il 17% della popolazione rurale europea supera i 65 anni, percentuale che per gli agricoltori sale al 34,1%; e l&#8217;Italia fa ancora peggio toccando quota 44,5%, contro il 2,9% di imprenditori &#8216;junior&#8217;. Secondo il presidente nazionale di Agia-Cia Luca Brunelli per mettere fine al fenomeno di spopolamento, occorre affrontare la redditività in agricoltura, adottando politiche riformatrici sul mercato del lavoro che rendano più remunerativo il mestiere del produttore. &#8220;Le zone rurali rappresentano il 92% della superficie Ue e impegnano il 53% della manodopera, creando il 45% di valore aggiunto &#8211; ha precisato il presidente nazionale della Cia, Giuseppe Politi &#8211; è ora di considerarle una risorsa da valorizzare, soprattutto in questo momento di crisi globale&#8221;. </p>
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		<title>Pesca: alleanza cooperative, Ue dia risposte sul caro gasolio</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 15:53:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;appello dei pescatori al commissario europeo per la pesca, Maria Damanaki, per contrastare il caro-gasolio ha ricevuto una risposta &#8220;ai limiti del sarcasmo&#8221;, secondo l&#8217;Alleanza delle cooperative italiane. &#8220;Sul gasolio non si può fare nulla al di fuori del de minimis, ma si può anche consumarne di meno&#8221;, avrebbe detto il commissario ieri nel corso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/Adriatico1.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/Adriatico1-300x225.jpg" alt="" title="Adriatico" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-42269" /></a><br />
L&#8217;appello dei pescatori al commissario europeo per la pesca, Maria Damanaki, per contrastare il caro-gasolio ha ricevuto una risposta &#8220;ai limiti del sarcasmo&#8221;, secondo l&#8217;Alleanza delle cooperative italiane. &#8220;Sul gasolio non si può fare nulla al di fuori del de minimis, ma si può anche consumarne di meno&#8221;, avrebbe detto il commissario ieri nel corso dell&#8217;assemblea di Europeche, l&#8217;Associazione degli armatori Ue. Acgi Agrital, Federcoopesca-Confcooperative e Lega Pesca hanno denunciato in una nota il rischio che si ripeta quanto avvenuto nel 2008 con il Commissario Borg, quando &#8220;tante manifestazioni, serrate e blocchi dei porti in tutta Europa non produssero niente e &#8211; hanno ricordato &#8211; il prezzo del gasolio si abbassò da solo sull&#8217;onda della crisi mondiale&#8221;. Nel corso dell&#8217;assemblea, si è sviluppato un intenso dibattito sulla riforma della politica per la pesca. &#8220;Damanaki ha ribadito la sua rigida impostazione richiamando, in particolare, la necessità di una ulteriore riduzione della flotta attraverso l&#8217;introduzione delle concessioni trasferibili, che dove già attuate hanno portato al ritiro del 30-50% dei pescherecci&#8221;. </p>
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		<title>Maltempo: Rabboni (E-R), attivare il Fondo di Solidarietà Nazionale</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 15:27:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[fondo di solidarietà nazionale]]></category>
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		<category><![CDATA[tiberio rabboni]]></category>

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		<description><![CDATA[“Forte preoccupazione per i danni alle produzioni zootecniche ed agricole, per possibili effetti delle basse temperature sugli impianti arborei e, più in generale, sull’andamento dell’annata agraria. Appena concluse le stime dei danni da parte delle Province e degli Enti territoriali delimiteremo l&#8217;area ai fini del riconoscimento ministeriale dell&#8217;eccezionalità dell’evento e della conseguente attivazione delle provvidenze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/Rabboni.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/Rabboni-300x232.jpg" alt="" title="Rabboni" width="300" height="232" class="alignleft size-medium wp-image-42261" /></a><br />
“Forte preoccupazione per i danni alle produzioni zootecniche ed agricole, per possibili effetti delle basse temperature sugli impianti arborei e, più in generale, sull’andamento dell’annata agraria. Appena concluse le stime dei danni da parte delle Province e degli Enti territoriali delimiteremo l&#8217;area ai fini del riconoscimento ministeriale dell&#8217;eccezionalità dell’evento e della conseguente attivazione delle provvidenze previste sul Fondo di solidarietà nazionale. Stiamo inoltre verificando l’effettiva situazione della campagna assicurativa perche&#8217; se risultasse non avviata anche gli eventuali danni alle colture dovranno essere compensati dal fondo di solidarieta&#8217; nazionale”. E’ quanto dichiara oggi l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni, che il prossimo 16 febbraio ha in programma un incontro a Roma con il ministro delle politiche agricole Mario Catania. “Al Ministro illustrerò i primi dati conoscitivi e chiederò che la dotazione finanziaria del  Fondo di solidarietà nazionale sia adeguatamente integrata per dare risposta ai bisogni delle imprese agricole danneggiate” – ha anticipato Rabboni, ricordando che  lo stesso presidente della Regione Vasco Errani  ha chiesto ieri al Governo una proroga dei termini per i previsti adempimenti da parte delle imprese nei confronti di Agenzia delle Entrate, Inps e Inail.</p>
<p>Le rilevazioni attualmente in corso sul territorio regionale e in particolare sulla Romagna, più gravemente colpita, serviranno a delimitare le aree ai fini  del riconoscimento ministeriale della eccezionalità dell’evento e della conseguente attivazione delle provvidenze previste sul Fondo di solidarietà nazionale per il ripristino dei fabbricati rurali (abitazioni, stalle, fienili, ricoveri attrezzi) danneggiati o distrutti. Inoltre la Regione sta provvedendo insieme ai Consorzi di difesa operanti in Emilia-Romagna  a verificare l’effettiva situazione della campagna assicurativa che al momento non è ancora stata avviata. Infatti la norma nazionale stabilisce che per i danni risultanti assicurabili all’interno del Piano assicurativo agricolo nazionale non possono essere attivati gli interventi compensativi. “Se ci dovessero essere danni ingenti alle produzioni in conseguenza delle basse temperature” – ha ricordato. </p>
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		<title>Vino: aziende dimezzate in dieci anni</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 14:04:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Solo un&#8217;azienda vinicola su due ha resistito agli ultimi, terribili, dieci anni. I dati del censimento agricoltura 2011 dell&#8217;Istat, elaborati da Winenews, mostrano che nel 2010 erano in attività solo 383.645 aziende, il 51,5% in meno rispetto a quelle del 2000. Negli stessi anni, l&#8217;estensione delle vigne è diminuita del 12% fino a 632.140 ettari. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/vigne2.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/vigne2-300x225.jpg" alt="" title="vigne2" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-42247" /></a><br />
Solo un&#8217;azienda vinicola su due ha resistito agli ultimi, terribili, dieci anni. I dati del censimento agricoltura 2011 dell&#8217;Istat, elaborati da Winenews, mostrano che nel 2010 erano in attività solo 383.645 aziende, il 51,5% in meno rispetto a quelle del 2000. Negli stessi anni, l&#8217;estensione delle vigne è diminuita del 12% fino a 632.140 ettari. Il calo più drastico &#8211; segnala Winenews &#8211; è stato nel Lazio, con la chiusura del 70,5% delle aziende (restano attive in 20.485 nel 2010) e un numero di ettari quasi dimezzato nel decennio (-45,7% a 16.082). Hanno sofferto anche la Liguria, che ha perso il 68% delle aziende e il 45,1% dell&#8217;estensione e la Calabria (-61% delle aziende). La Sicilia è rimasta la regione con il più alto numero di ettari coltivati (110.699 nel 2010 ettari nonostante il calo del 9,5%), seguita dalla Puglia e dal Veneto. Hanno conosciuto invece aumenti dell&#8217;estensione a due cifre il Trentino Alto Adige (+12% a 15.323 ettari) e il Friuli Venezia Giulia (+10% a 19.668 ettari). Tra le regioni a più forte vocazione vinicola, hanno limitato le perdite di estensione sotto il 10% solo la Toscana (-3% a 56.587 ettari) e l&#8217;Emilia Romagna (-73% a 55.814). </p>
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		<title>Vino bio: l&#8217;Europa dice sì</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 13:58:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalla UE]]></category>
		<category><![CDATA[Olio e vino]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[comitato produzione biologica]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<category><![CDATA[vino biologico]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Europa riconosce il vino biologico &#8216;doc&#8217;. Una conquista importante per i viticoltori biologici italiani ed europei, che dalla vendemmia 2012 potranno utilizzare il termine &#8220;vino biologico&#8221; sulle etichette. La decisione presa oggi a Bruxelles dal Comitato per la produzione biologica dell&#8217;Ue è stata commentata con soddisfazione dal commissario Ue all&#8217;agricoltura, Dacian Ciolos, secondo cui &#8220;si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/uva-nera-1.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/uva-nera-1-300x225.jpg" alt="" title="uva nera 1" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-42244" /></a><br />
L&#8217;Europa riconosce il vino biologico &#8216;doc&#8217;. Una conquista importante per i viticoltori biologici italiani ed europei, che dalla vendemmia 2012 potranno utilizzare il termine &#8220;vino biologico&#8221; sulle etichette. La decisione presa oggi a Bruxelles dal Comitato per la produzione biologica dell&#8217;Ue è stata commentata con soddisfazione dal commissario Ue all&#8217;agricoltura, Dacian Ciolos, secondo cui &#8220;si dà ai consumatori la certezza che un &#8216;vino biologico&#8217; è stato prodotto applicando norme più rigorose&#8221;.<br />
Entrerà in vigore il prossimo primo agosto, secondo quanto appreso dall&#8217;ANSA, il nuovo regolamento che permetterà ai viticoltori biologici di utilizzare il termine &#8220;vino biologico&#8221; sulle etichette, accompagnato dal logo biologico dell&#8217;Ue e dal numero di codice dell&#8217;organismo di certificazione competente. Una decisione che, non solo garantisce ai consumatori un prodotto di maggiore qualità, ma permette al settore di rilanciare la produzione. Insomma, anche il vino biologico, orfano della normativa europea del 1991, che dava una base legale all&#8217;agricoltura biologica, può contare da ora su una legislazione europea armonizzata, mettendo fine ad una moltitudine di standard privati di vinificazione che si sono sviluppati negli anni in diversi Stati membri. Il compromesso raggiunto, oggi a Bruxelles, prevede per il vino biologico una presenza di solfiti pari a 100 milligrammi il litro per i vini rossi e 150 per i vini bianchi e rosé: 50 milligrammi in meno per ogni categoria, rispetto ai livelli attualmente in vigore per i vini convenzionali. Tuttavia, per i vini dei Paesi del centro e del nord d&#8217;Europa, Francia compresa, in cui è presente un tenore di zucchero residuo superiore a 2 grammi il litro, la presenza limite di solfiti per il vino biologico passa da 100 a 120 milligrammi il litro per i vini rossi, e da 150 a 170 per quelli bianchi e rosé.</p>
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		<title>Maltempo: Coldiretti Pesca, danni per 5 mln alla flotta delle Marche</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 11:44:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Pesca]]></category>
		<category><![CDATA[Coldiretti]]></category>
		<category><![CDATA[Impresa Pesca Marche]]></category>
		<category><![CDATA[maltempo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il maltempo è costato sino ad oggi alla pesca marchigiana quasi 5 milioni di euro. A denunciarlo è Coldiretti Impresa Pesca Marche che ha fatto una stima dei problemi causati dalle cattive condizioni meteorologiche in mare e dalla neve che ha bloccato le attività a terra. Particolarmente penalizzati gli impianti di acquacoltura lungo il litorale. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/peschereccio.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/peschereccio-300x192.jpg" alt="" title="peschereccio" width="300" height="192" class="alignleft size-medium wp-image-42241" /></a><br />
Il maltempo è costato sino ad oggi alla pesca marchigiana quasi 5 milioni di euro. A denunciarlo è Coldiretti Impresa Pesca Marche che ha fatto una stima dei problemi causati dalle cattive condizioni meteorologiche in mare e dalla neve che ha bloccato le attività a terra. Particolarmente penalizzati gli impianti di acquacoltura lungo il litorale. Il mare grosso ha spazzato via le strutture, per un danno di circa mezzo milione di euro che si aggiunge agli 800mila euro di mancato guadagno negli ultimi venti giorni. Ma, sottolinea Coldiretti Impresa Pesca, il maltempo ha impedito anche alle barche di uscire. Tra vongolare, strascico e volanti, piccola pesca, dal 30 gennaio ad oggi è mancato sul mercato pesce per 3,5 milioni di euro, e ciò senza calcolare lo sciopero delle scorse settimane. I problemi alla circolazione causati dalla neve e l&#8217;incapacità di consegnare il prodotto fresco, la chiusura dei mercati ittici e la scarsa attività dei ristoranti si sono uniti alle condizioni proibitive del mare, costringendo a restare in porto la quasi totalità delle imbarcazioni. </p>
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