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	<title>Con i piedi per terra &#187; Grandi colture</title>
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	<description>Notizie e attualità dal mondo dell&#039;agricoltura</description>
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		<title>Istat: aumentano le intenzioni di semina per il frumento.</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 10:07:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le intenzioni di semina dichiarate dagli agricoltori, relative all&#8217;annata agraria 2011-2012, mostrano un significativo aumento delle superfici destinate alla coltivazione di frumento tenero (+18,6%) e duro (+11,3%) e una diminuzione di quelle a mais da granella (-3,1%).Lo rileva una analisi dell&#8217;Istat sulle intenzioni di semina degli agricoltori. Nelle dichiarazioni risultano in aumento le superfici destinate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/grano.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/grano-300x225.jpg" alt="" title="grano" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-42226" /></a>Le intenzioni di semina dichiarate dagli agricoltori, relative all&#8217;annata agraria 2011-2012, mostrano un significativo aumento delle superfici destinate alla coltivazione di frumento tenero (+18,6%) e duro (+11,3%) e una diminuzione di quelle a mais da granella (-3,1%).Lo rileva una analisi dell&#8217;Istat sulle intenzioni di semina degli agricoltori.<br />
Nelle dichiarazioni risultano in aumento le superfici destinate alla coltivazione di cereali minori, quali orzo (+19,2%) e avena (+13,1%), mentre il sorgo registra una diminuzione (-19,7%).<br />
Relativamente ai semi oleosi le intenzioni di semina indicano una diminuzione complessiva delle superfici investite a girasole (-5%), soia (-16,4%) e colza (-29,9%).<br />
Per quello che riguarda le ortive, si registra una lieve diminuzione delle superfici investite a pomodoro (-0,7%) e una piu&#8217; marcata riduzione di quelle a legumi freschi (-9,4%) e ad altre ortive (3,7%).<br />
Per quanto riguarda le leguminose da granella,continua l&#8217;Istat, a fronte di una riduzione delle superfici destinate ai piselli (-7,6%), le intenzioni dichiarate indicano un aumento di quelle destinate ai fagioli e alle fave (+21,7%).<br />
In lieve flessione la superficie investita a foraggere temporanee (-3,8%) e sostanzialmente stabile quella investita a patate (+0,6%).In aumento del 5,5% risultano le superfici dichiarate a riposo.(AGI)</p>
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		<title>Confagricoltura Torino:  i comuni dimezzino l’Imu</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 10:59:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Confagricoltura Torino ha scritto a tutti i sindaci della provincia per chiedere che &#8220;dimezzino l&#8217;Imu prevista per i fabbricati rurali e riducano sensibilmente l&#8217;aliquota prevista per i terreni agricoli&#8221; e ha chiesto un incontro urgente al prefetto Alberto Di Pace. &#8220;L&#8217;Imu &#8211; afferma il presidente di Confagricoltura Torino Vittorio Viora &#8211; colpirà pesantemente terreni agricoli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/Aziende-Agricole-1.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/Aziende-Agricole-1-300x236.jpg" alt="" title="Aziende Agricole 1" width="300" height="236" class="alignleft size-medium wp-image-41923" /></a>Confagricoltura Torino ha scritto a tutti i sindaci della provincia per chiedere che &#8220;dimezzino l&#8217;Imu prevista per i fabbricati rurali e riducano sensibilmente l&#8217;aliquota prevista per i terreni agricoli&#8221; e ha chiesto un incontro urgente al prefetto Alberto Di Pace. &#8220;L&#8217;Imu &#8211; afferma il presidente di Confagricoltura Torino Vittorio Viora &#8211; colpirà pesantemente terreni agricoli e fabbricati rurali, dalle stalle ai fienili, fino alle cascine e ai capannoni necessari per ricoverare trattori e attrezzi. In questo modo il decreto Salva Italia andrà di fatto a tassare quelli che sono a tutti gli effetti mezzi di produzione per le imprese agricole. Riteniamo che la terra coltivata da un&#8217;impresa agricola e i fabbricati rurali debbano avere un trattamento fiscale diverso, in quanto il reddito dominicale dei terreni è da intendersi comprensivo anche della redditività delle costruzioni rurali asservite, anche se destinate a edilizia abitativa da parte del soggetto conduttore del terreno&#8221;. Per il Piemonte la manovra in termini di aggravio di imposte costerà all&#8217;agricoltura circa 135 milioni. &#8220;Se non saranno apportate modifiche alla normativa, molte imprese agricole saranno costrette a cessare l&#8217;attività &#8211; avverte Viora &#8211; con danni irreparabili per il tessuto produttivo locale e per l&#8217;occupazione&#8221;. (ANSA).</p>
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		<title>Zucchero: tavolo tecnico Molise-Puglia su crisi del settore</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 09:33:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Tavolo tecnico presieduto dall&#8217;assessore regionale all&#8217;Agricoltura, Angiolina Fusco Perrella, ha affrontato le problematiche relative al settore bieticolo-saccarifero che interessano lo Zuccherificio di Termoli (Campobasso). All&#8217;incontro hanno partecipato anche un delegato dell&#8217;assessore all&#8217;Agricoltura della Regione Puglia, il presidente dello Zuccherificio e le Rsu aziendali in rappresentanza dei dipendenti. &#8220;Nello specifico &#8211; informa una nota della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/zucchero-1.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/zucchero-1-300x236.jpg" alt="" title="zucchero 1" width="300" height="236" class="alignleft size-medium wp-image-41356" /></a><br />
Il Tavolo tecnico presieduto dall&#8217;assessore regionale all&#8217;Agricoltura, Angiolina Fusco Perrella, ha affrontato le problematiche relative al settore bieticolo-saccarifero che interessano lo Zuccherificio di Termoli (Campobasso). All&#8217;incontro hanno partecipato anche un delegato dell&#8217;assessore all&#8217;Agricoltura della Regione Puglia, il presidente dello Zuccherificio e le Rsu aziendali in rappresentanza dei dipendenti. &#8220;Nello specifico &#8211; informa una nota della Regione &#8211; sono stati evidenziati i fattori che hanno determinato l&#8217;attuale stato di crisi, con specifico riferimento alla riduzione della coltivazione e dei conferimenti di bietole, causato dalla carenza di adeguate politiche europee e nazionali di settore. Dal confronto è emersa la ferma volontà di tutti i partecipanti a fare gioco di squadra, al fine di salvaguardare l&#8217;unica importante realtà del settore presente nel centro-sud, vitale per l&#8217;economia dell&#8217;area territoriale del basso Molise&#8221;. Durante la riunione si è posto l&#8217;accento anche sulla necessità di salvaguardare la realtà dello stabilimento a cui afferiscono le produzioni di cinque regioni per coltivazioni altrimenti non più praticabili in una vasta area del Mezzogiorno. E&#8217; stata inoltre rimarcata la necessità di abbattere, quanto più possibile, i costi di produzione che potrebbero garantire un reddito remunerativo per le aziende produttrici. &#8220;E&#8217; necessaria &#8211; è stato detto &#8211; anche una più massiccia presenza della Regione Puglia nell&#8217;ambito dell&#8217;assetto sociale dello Zuccherificio, in considerazione del fatto che i produttori pugliesi conferiscono circa i 2/3 del prodotto lavorato&#8221;. (ANSA).</p>
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		<title>Zucchero: il Cipe sblocca 35 mln di euro per settore bieticolo saccarifero</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 10:13:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Via libera del Cipe all&#8217;assegnazione di 35 milioni di euro per la campagna annuale del bieticolo saccarifero. E&#8217; quanto si legge in una nota del Cipe. L&#8217;assegnazione riguarda per la campagna di commercializzazione 2009-2010. Lo stanziamento necessario a coprire l&#8217;intero fabbisogno dell&#8217;aiuto nazionale, in particolare per la campagna 2010-2011, si legge nella nota, verrà definito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/zucchero-2.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/zucchero-2-300x236.jpg" alt="" title="zucchero 2" width="300" height="236" class="alignleft size-medium wp-image-41318" /></a><br />
Via libera del Cipe all&#8217;assegnazione di 35 milioni di euro per la campagna annuale del bieticolo saccarifero. E&#8217; quanto si legge in una nota del Cipe. L&#8217;assegnazione riguarda per la campagna di commercializzazione 2009-2010. Lo stanziamento necessario a coprire l&#8217;intero fabbisogno dell&#8217;aiuto nazionale, in particolare per la campagna 2010-2011, si legge nella nota, verrà definito con successivo provvedimento.</p>
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		<title>Barbabietole: dalla Regione ER 1 milione 475.000euro per frenare il calo delle superfici</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 15:10:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dalla Regione 1 milione 475 mila euro per sostenere la coltivazione della barbabietola da zucchero e arginare il calo delle superfici. A tanto ammontano gli aiuti erogati alle 2.451 aziende agricole che nel 2011 si sono impegnate a mantenere nei propri avvicendamenti colturali questa importante coltura. “Anche in una situazione particolarmente problematica per il bilancio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/12/zucchero-2.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/12/zucchero-2-300x236.jpg" alt="" title="zucchero 2" width="300" height="236" class="alignleft size-medium wp-image-40228" /></a>Dalla Regione 1 milione 475 mila euro per sostenere la coltivazione della barbabietola da zucchero e arginare il calo delle superfici. A tanto ammontano gli aiuti erogati alle 2.451 aziende agricole che nel 2011 si sono impegnate a mantenere nei propri avvicendamenti colturali questa importante coltura. “Anche in una situazione particolarmente problematica per il bilancio regionale, abbiamo ritenuto necessario un impegno straordinario per salvaguardare e rilanciare ciò che resta di questo settore fondamentale per la nostra regione e per il paese – ha spiegato l’assessore regionale all’agricoltura, Tiberio Rabboni &#8211;  La Regione Emilia-Romagna ha puntualmente mantenuto gli impegni assunti con i produttori. Il Governo nazionale non ha sicuramente fatto altrettanto. Dopo oltre due anni di promesse non sono ancora stati erogati gli aiuti nazionali, pari a circa 86 milioni di euro, autorizzati dall’Unione europea per le campagne 2009 e 2010; mi auguro quindi che il nuovo Ministro delle politiche agricole sia in grado di risolvere una situazione che sta provocando gravissimi problemi all’intero comparto”.<br />
L’iniziativa della Regione ha consentito di erogare un contributo sotto forma di aiuto &#8220;de minimis” pari ad 82,61 euro ad ettaro, per un totale di 17.865 ettari coltivati a barbabietola da zucchero.<br />
Nel 2011 sono cessati, come stabilito dalla riforma dell’Organizzazione Comune di mercato dello zucchero, gli aiuti accoppiati, ovvero parzialmente legati alla produzione. “Quello che si sta chiudendo – ha concluso Rabboni – è stato certamente un anno problematico. Tuttavia sono convinto che i prezzi elevati dello zucchero sui mercati mondiali, l’aumento della produttività della filiera e l’incremento dei contributi previsti dall’Europa- dai 14,7 milioni del 2011 ai 19,7 milioni previsti per il 2012 e il 2013 &#8211;   ottenuto grazie al rilevante impegno della Regione Emilia – Romagna e delle Organizzazioni di categoria, consentano ai bieticoltori di guardare al futuro con maggiore serenità”.</p>
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		<title>Cereali: Confagricoltura, cade monopolio su grano canadese</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 09:03:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;La fine del monopolio del Canadian Western Amber Durum (Cwb) sul mercato del grano duro canadese avrà effetti anche sulle importazioni in Italia, favorendo la trasparenza delle quotazioni anche in Europa, in attesa di un&#8217;iniziativa analoga nel nostro Paese, come da tempo annunciato da Borsa Italiana&#8221;. Lo afferma Confagricoltura in una nota, commentando l&#8217;avvio della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/12/grano4.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/12/grano4-300x225.jpg" alt="" title="grano" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-40135" /></a><br />
&#8220;La fine del monopolio del Canadian Western Amber Durum (Cwb) sul mercato del grano duro canadese avrà effetti anche sulle importazioni in Italia, favorendo la trasparenza delle quotazioni anche in Europa, in attesa di un&#8217;iniziativa analoga nel nostro Paese, come da tempo annunciato da Borsa Italiana&#8221;. Lo afferma Confagricoltura in una nota, commentando l&#8217;avvio della quotazione di contratti a termine future per il frumento duro, il frumento tenero e l&#8217;orzo in Canada. &#8220;Dal 1 agosto 2012, dopo 70 anni di monopolio, il frumento duro, il tenero e l&#8217;orzo potranno essere liberamente contrattati da qualsiasi operatore canadese ed estero&#8221;, sottolinea l&#8217;associazione agricola. Confagricoltura ricorda che il Canada é al secondo posto come produttore mondiale di grano duro dopo l&#8217;Unione Europea, dove il 50% della produzione si realizza in Italia. Il Canada è comunque il maggiore esportatore di grano duro, coprendo in media il 50% delle esportazioni mondiali. In media, l&#8217; 80% del grano duro di produzione canadese è esportato. I principali importatori sono l&#8217;Italia e i paesi del Nord Africa (Algeria, Tunisia, Marocco). (ANSA). </p>
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		<title>ANB promuove l’accordo bietole per lo stabilimento di San Quirico (Pr)</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 08:50:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ANB (Associazione Nazionale Bieticoltori) invita i produttori di bietole ad aderire al contratto di coltivazione per lo zuccherificio di San Quirico (Pr). Al fine di consentire di decidere con tempestività gli orientamenti produttivi della propria azienda, ANB ha programmato più di 20 assemblee coi produttori, affisso manifesti e distribuito volantini. L’iniziava ha previsto, inoltre, comunicazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/12/Stabilimento-San-Quirico.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/12/Stabilimento-San-Quirico-300x168.jpg" alt="" title="Stabilimento San Quirico" width="300" height="168" class="alignleft size-medium wp-image-39557" /></a>ANB (Associazione Nazionale Bieticoltori) invita i produttori di bietole ad aderire al contratto di coltivazione per lo zuccherificio di San Quirico (Pr). Al fine di consentire di decidere con tempestività gli orientamenti produttivi della propria azienda, ANB ha programmato più di 20 assemblee coi produttori, affisso manifesti e distribuito volantini. L’iniziava ha previsto, inoltre, comunicazioni postali, contatti telefonici, incontri organizzati presso le sedi provinciali di Confagricoltura, riunioni tecniche in stretta collaborazione con l’ufficio agricolo di Eridania Sadam e con le altre associazioni bieticole. L’invito rivolto gli agricoltori del tradizionale bacino bieticolo legato allo stabilimento di San Quirico – in pratica l’Emilia ovest e la bassa Lombardia oltre alle zone ex Casei Gerola – è legato all’accordo interprofessionale sottoscritto con la società Eridania Sadam per la campagna bieticolo- saccarifera 2012 che prevede una valorizzazione delle barbabietole da zucchero a 50 €/ton (base 16°). “L’intesa – dice il direttore generale di ANB, Michele Distefano – prevede anche un eventuale supplemento di plusvalore in riferimento al mercato dello zucchero e si rivolge anche alle zone non tradizionali della Romagna e della Toscana. L’intesa presenta aspetti innovativi  e buone opportunità di reddito ai fini del consolidamento del bacino bieticolo emiliano-lombardo”. ANB sottolinea inoltre, ancora una volta, che le condizioni di valorizzazione (50 euro tonnellata), la certezza dei tempi dei pagamenti, i vantaggi agronomici derivanti dalla rotazione, rendono molto interessante la scelta di seminare bietole. “In un mercato globale in cui i prezzi dello zucchero rimarranno elevati – conclude Distefano &#8211; non possiamo rinunciare a conservare gli ettari necessari per il mantenimento dei bacini”.</p>
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		<title>Prezzi: Confagricoltura, listini in rialzo per la crisi dell’eurozona</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 15:02:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le quotazioni di grano, mais e soia hanno registrato un nuovo rialzo, dopo la riunione dei banchieri centrali dell’eurozona che ha incoraggiato gli investitori. La situazione all’interno dell’Unione europea è il fattore principale del rialzo dei prezzi delle materie prime e il mercato si augura che l&#8217;incontro dei ministri delle Finanze darà una risposta convincente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/12/grano-trebbiatura.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/12/grano-trebbiatura-300x225.jpg" alt="" title="grano trebbiatura" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-39277" /></a>Le quotazioni di grano, mais e soia hanno registrato un nuovo rialzo, dopo la riunione dei banchieri centrali dell’eurozona che ha incoraggiato gli investitori. La situazione all’interno dell’Unione europea è il fattore principale del rialzo dei prezzi delle materie prime e il mercato si augura che l&#8217;incontro dei ministri delle Finanze darà una risposta convincente alla crisi.<br />
Lo fa presente Confagricoltura che rileva come, per il bushel di grano in consegna a dicembre i listini segnino 6,0125 dollari contro i 5,9800 di martedì al Chicago Board of Trade. Per quello in scadenza a dicembre 5,9575 dollari contro i 5,9450. Il contratto di un bushel di soia per consegna a gennaio è salito a 11,3125 dollari contro gli 11,2500.<br />
 “Si tratta dell’ennesima ripercussione, sui mercati delle commodity, causata dalle vicende della politica finanziaria e monetaria mondiale, ma anche dall’andamento dell’economia dei Paesi leader (area euro inclusa)”. Così il commento di Confagricoltura, che aggiunge: “In questo caso l’effetto è stato positivo; le quotazioni di frumento, mais e soia hanno registrato ieri un rialzo sulla base della previsione di una decisione dei ministri delle Finanze di eurogruppo sull’estensione della capacità di intervento del cosiddetto Fondo salva-Stati, ovvero il Fondo europeo di stabilità finanziaria. La decisione è poi stata rinviata ai due successivi passaggi istituzionali: la bilaterale Francia/Germania di lunedì 5 dicembre e il Consiglio EcoFin di venerdì 9”.<br />
E già oggi le quotazioni dei futures di frumento e mais, sia a Chicago sia a Parigi, manifestano una tendenza neutra o cedente. “I mercati delle commodity agricole restano in balìa della grande incertezza che c’è sul futuro dell’economia mondiale e dell’area euro &#8211; commenta ancora Confagricoltura -. Ciò si traduce in un’accentuata volatilità dei prezzi, con inversioni di tendenza quasi giornaliere, ma comunque orientate prevalentemente al ribasso a causa della sfiducia che serpeggia tra gli investitori. C’è da augurarsi che Bruxelles sia in grado di varare al più presto quelle misure contro la volatilità dei prezzi che sono tra le priorità annunciate dal commissario Ciolos”.</p>
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		<title>Il Consorzio Agrario Bo-Mo punta sul grano duro</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 10:37:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il boom della pasta italiana nel mondo è suffragata dalle cifre diffuse in occasione del recente World Pasta Day. Un piatto di pasta su quattro mangiato nel mondo viene prodotto in Italia e sono addirittura sette su dieci quelli consumati in Europa, con la Germania che da sola assorbe il 19,3% dell&#8217;export. Ma cresce la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/10/grano-trebbiatura.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/10/grano-trebbiatura-300x225.jpg" alt="" title="grano trebbiatura" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-37637" /></a>Il boom della pasta italiana nel mondo è suffragata dalle cifre diffuse in occasione del recente World Pasta Day. Un piatto di pasta su quattro mangiato nel mondo viene prodotto in Italia e sono addirittura sette su dieci quelli consumati in Europa, con la Germania che da sola assorbe il 19,3% dell&#8217;export. Ma cresce la domanda dei mercati emergenti: +53,9% in Russia rispetto al 2009, +61% in Cina, +36% in India ed è autentico boom tra gli sceicchi, con un +135,6% di pasta italiana in Arabia Saudita nell&#8217;ultimo anno. Ma questi numeri non devono far dimenticare la materia prima con cui la pasta viene fatta: il grano duro.<br />
Una produzione che nel 2011 ha visto un calo del raccolto del 6% (dati Coldiretti) con 128mila ettari persi a inizio campagna per colpa delle ondate di maltempo che hanno condizionato a più riprese le semine, ma anche delle forti oscillazioni nei prezzi riconosciuti ai produttori che alimentano incertezza e comprimono i redditi. Pertanto cresce la percentuale di grano straniero utilizzata per la produzione nazionale di pasta all’insaputa del consumatori, non essendo ancora obbligatoria l’indicazione in etichetta dell’origine: la percentuale di grano duro importato supera il 40%.<br />
Partendo da queste premesse il sistema dei Consorzi agrari italiani si sta impegnando per il rilancio della produzione nazionale di grano duro proprio per supportare i progetti di pasta artigianale ottenuta con grano al 100% italiano, dalla “pasta dei coltivatori” fatta con grano toscano alla Valle del grano con quello siciliano fino alla pasta Ghigi prodotta in Emilia Romagna.<br />
In questo contesto, mentre le operazioni di semina sono in pieno svolgimento,  il Consorzio agrario di Bologna e Modena (Caip) riconferma il suo impegno a sostegno del grano duro con le vantaggiose formule incentivanti sui contratti di coltivazione. “Chi sottoscrive il contratto ‘Grano sano e sicuro’ – dice il direttore generale Caip, Angelo Barbieri – si vedrà la produzione assicurata tramite uno specifico accordo con la compagnia Fata Assicurazioni, che prevede la copertura da Grandine-Vento Forte-Fusariosi. Per chi sottoscrive lo specifico contratto la polizza è gratuita, in quanto è il Caip che si accolla le spese assicurative. La novità più importante è la copertura assicurativa per eventuali perdite produttive a causa di attacchi fungini di “Fusarium”, una pericolosa patologia che in annate particolarmente piovose può declassare la qualità del frumento duro, tanto da arrecare forti perdite produttive per il cerealicoltore. Assicurandosi, l’agricoltore è quindi coperto da questi rischi, indipendenti dal proprio operato, ma che dipendono esclusivamente dalle avversità climatiche”. L’agricoltore, dal canto suo, deve seguire solo un facile<br />
percorso produttivo (scelta varietale, fertilizzazioni e interventi fungini), ben collaudato dai tecnici del Caip, che gli assicura un miglioramento delle proprie produzioni di frumento mentre, contro le avversità meteorologiche, ci pensa l’assicurazione del Caip. Le analisi del grano ritirato saranno svolte presso il laboratorio analisi del Caip di San Giorgio di Piano (Bo). Sempre in tema di valorizzazione del frumento duro, il Caip propone il già collaudato contratto “Alta Qualità Barilla”, che prevede un prezzo di liquidazione predefinito di 270 € /ton, con ulteriori premi per determinati  valori di tenore proteico. Tale contratto può essere integrato anche dalla copertura assicurativa descritta sopra.<br />
Complessivamente nelle province di Bologna e Modena si prevede un aumento delle semine dei cereali a paglia, se l’andamento climatico lo permetterà. L’annata agraria 2011 ha segnato per le aziende agricole del territorio una ripresa di interesse per i cereali grazie alle elevate produzioni ottenute. Infatti, sia i cereali a paglia (frumento tenero e duro) con medie produttive di 80 quintali/ettaro, che i cereali estivi (sorgo e mais) con punte per il mais di 130 quintali e medie ben oltre i 100 quintali, hanno rappresentato un’eccezione produttiva che da molti anni i nostri agricoltori stavano aspettando.<br />
Ancora in tema di valorizzazione delle produzioni cerealicole, il Caip ricorda il vantaggioso contratto su mais a prezzo  predefinito di 205 €/ton che ha raccolto il consenso dei maiscoltori del territorio, per una quantità di 11.000 tonnellate. Aderendo al Protocollo di Intesa della Regione Emilia Romagna, il Caip ritira e stocca un prodotto di qualità igienico-sanitaria idonea all’alimentazione delle vacche da latte della zona del Parmigiano Reggiano. </p>
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		<title>La filiera bieticolo-saccarifera contro il sistema delle quote</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 16:09:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[No alla soppressione del sistema delle quote nazionali di produzione di zucchero. Lo afferma in una nota, la filiera bieticolo-saccarifera italiana, commentando le proposte della riforma Pac. &#8220;Non si vede l&#8217;utilità di procedere alla soppressione del sistema delle quote &#8211; affermano industria, bieticoltori e sindacati &#8211; che, senza garantire una migliore funzionalità del mercato dello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/10/zucchero-2.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/10/zucchero-2-300x236.jpg" alt="" title="zucchero 2" width="300" height="236" class="alignleft size-medium wp-image-37130" /></a><br />
No alla soppressione del sistema delle quote nazionali di produzione di zucchero. Lo afferma in una nota, la filiera bieticolo-saccarifera italiana, commentando le proposte della riforma Pac. &#8220;Non si vede l&#8217;utilità di procedere alla soppressione del sistema delle quote &#8211; affermano industria, bieticoltori e sindacati &#8211; che, senza garantire una migliore funzionalità del mercato dello zucchero, minerebbe la sostenibilità della produzione in Italia, a danno dell&#8217;economia, dell&#8217;occupazione e degli stessi consumatori&#8221;. Una proposta, sottolinea ancora la filiera, che ignora quanto già approvato dal Parlamento europeo nel maggio del 2011, laddove afferma di essere &#8220;favorevole alla proroga, quanto meno fino al 2020, del regime del mercato dello zucchero del 2006 nella forma attuale e chiede misure adeguate volte a salvaguardare la produzione di zucchero in Europa&#8221;. La filiera quindi ribadisce la necessità che il vigente sistema regolamentare del mercato zucchero non venga stravolto e che vengano preservate le quote e i relativi &#8216;diritti di produzione&#8217; a livello nazionale. </p>
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