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	<title>Con i piedi per terra &#187; Pesca</title>
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	<description>Notizie e attualità dal mondo dell&#039;agricoltura</description>
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		<title>Maltempo: pesca, in Friuli Venezia Giulia danni per oltre 2 milioni di euro</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 10:12:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ammonta a 2 milioni e 250mila euro di mancati introiti, di cui 450mila solo a Trieste, la stima dei danni provocati dal maltempo al comparto pesca del Friuli Venezia Giulia secondo Guido Doz, presidente Fvg Agci Agrital, che chiederà lo stato di calamità. &#8220;Si tratta di un danno molto grosso &#8211; ha spiegato Doz &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/barca.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/barca.jpg" alt="" title="barca" width="240" height="180" class="alignleft size-full wp-image-42298" /></a><br />
Ammonta a 2 milioni e 250mila euro di mancati introiti, di cui 450mila solo a Trieste, la stima dei danni provocati dal maltempo al comparto pesca del Friuli Venezia Giulia secondo Guido Doz, presidente Fvg Agci Agrital, che chiederà lo stato di calamità. &#8220;Si tratta di un danno molto grosso &#8211; ha spiegato Doz &#8211; stimabile in circa 500 euro al giorno per peschereccio. Se si pensa che l&#8217;attività è rimasta bloccata negli ultimi 15 giorni per il maltempo, è facile fare il conto visto che le imbarcazioni ufficiali del comparto sono 300&#8243;. A causa della bassa temperatura del mare &#8211; che ieri ha toccato i 5 gradi &#8211; il pesce sta migrando verso acque più calde. &#8220;Il rischio che il mare si &#8216;svuoti&#8217; esiste sia per i pescatori che per tutta la filiera della miticoltura &#8211; ha aggiunto Doz &#8211; che ha subito dei grossi danni, questa temperatura fa si che i molluschi non riescano a crescere e quindi avremo problemi anche nella stagione estiva&#8221;. (ANSA). </p>
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		<title>Pesca: alleanza cooperative, Ue dia risposte sul caro gasolio</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 15:53:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;appello dei pescatori al commissario europeo per la pesca, Maria Damanaki, per contrastare il caro-gasolio ha ricevuto una risposta &#8220;ai limiti del sarcasmo&#8221;, secondo l&#8217;Alleanza delle cooperative italiane. &#8220;Sul gasolio non si può fare nulla al di fuori del de minimis, ma si può anche consumarne di meno&#8221;, avrebbe detto il commissario ieri nel corso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/Adriatico1.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/Adriatico1-300x225.jpg" alt="" title="Adriatico" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-42269" /></a><br />
L&#8217;appello dei pescatori al commissario europeo per la pesca, Maria Damanaki, per contrastare il caro-gasolio ha ricevuto una risposta &#8220;ai limiti del sarcasmo&#8221;, secondo l&#8217;Alleanza delle cooperative italiane. &#8220;Sul gasolio non si può fare nulla al di fuori del de minimis, ma si può anche consumarne di meno&#8221;, avrebbe detto il commissario ieri nel corso dell&#8217;assemblea di Europeche, l&#8217;Associazione degli armatori Ue. Acgi Agrital, Federcoopesca-Confcooperative e Lega Pesca hanno denunciato in una nota il rischio che si ripeta quanto avvenuto nel 2008 con il Commissario Borg, quando &#8220;tante manifestazioni, serrate e blocchi dei porti in tutta Europa non produssero niente e &#8211; hanno ricordato &#8211; il prezzo del gasolio si abbassò da solo sull&#8217;onda della crisi mondiale&#8221;. Nel corso dell&#8217;assemblea, si è sviluppato un intenso dibattito sulla riforma della politica per la pesca. &#8220;Damanaki ha ribadito la sua rigida impostazione richiamando, in particolare, la necessità di una ulteriore riduzione della flotta attraverso l&#8217;introduzione delle concessioni trasferibili, che dove già attuate hanno portato al ritiro del 30-50% dei pescherecci&#8221;. </p>
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		<title>Maltempo: Coldiretti Pesca, danni per 5 mln alla flotta delle Marche</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 11:44:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il maltempo è costato sino ad oggi alla pesca marchigiana quasi 5 milioni di euro. A denunciarlo è Coldiretti Impresa Pesca Marche che ha fatto una stima dei problemi causati dalle cattive condizioni meteorologiche in mare e dalla neve che ha bloccato le attività a terra. Particolarmente penalizzati gli impianti di acquacoltura lungo il litorale. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/peschereccio.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/peschereccio-300x192.jpg" alt="" title="peschereccio" width="300" height="192" class="alignleft size-medium wp-image-42241" /></a><br />
Il maltempo è costato sino ad oggi alla pesca marchigiana quasi 5 milioni di euro. A denunciarlo è Coldiretti Impresa Pesca Marche che ha fatto una stima dei problemi causati dalle cattive condizioni meteorologiche in mare e dalla neve che ha bloccato le attività a terra. Particolarmente penalizzati gli impianti di acquacoltura lungo il litorale. Il mare grosso ha spazzato via le strutture, per un danno di circa mezzo milione di euro che si aggiunge agli 800mila euro di mancato guadagno negli ultimi venti giorni. Ma, sottolinea Coldiretti Impresa Pesca, il maltempo ha impedito anche alle barche di uscire. Tra vongolare, strascico e volanti, piccola pesca, dal 30 gennaio ad oggi è mancato sul mercato pesce per 3,5 milioni di euro, e ciò senza calcolare lo sciopero delle scorse settimane. I problemi alla circolazione causati dalla neve e l&#8217;incapacità di consegnare il prodotto fresco, la chiusura dei mercati ittici e la scarsa attività dei ristoranti si sono uniti alle condizioni proibitive del mare, costringendo a restare in porto la quasi totalità delle imbarcazioni. </p>
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		<title>Pesca: a Bologna un incontro sulla crisi</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 14:23:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Credito d’imposta per far fronte al rincaro dei prezzi, in particolare di quelli petroliferi; estensione alle imprese del settore e alle loro cooperative di strumenti per favorire l’accesso al credito quali i Confidi; modalità di recupero dei punti di penalità assegnati ai possessori di licenza di pesca e ai comandanti dei peschereggi. Sono alcune delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/pescherecci1.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/pescherecci1-217x300.jpg" alt="" title="pescherecci" width="217" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-42182" /></a><br />
Credito d’imposta per far fronte al rincaro dei prezzi, in particolare di quelli petroliferi; estensione alle imprese del settore e alle loro cooperative di strumenti per favorire l’accesso al credito quali i Confidi; modalità di recupero dei punti di penalità assegnati ai possessori di licenza di pesca e ai comandanti dei peschereggi. Sono alcune delle richieste per far fronte alla crisi che sta colpendo il comparto della pesca, emerse oggi a Bologna nel corso di una riunione convocata dall’assessore regionale all’agricoltura ed economia ittica Tiberio Rabboni. Ai rappresentanti delle associazioni imprenditoriali e dei sindacati presenti Rabboni ha annunciato un prossimo incontro a Roma con il ministro Mario Catania il 16 febbraio. “ Porterò l’esito della riunione odierna al Ministro – ha detto Rabboni – e gli sottoporrò le proposte che oggi abbiamo condiviso. Si tratta di misure necessarie, alcune delle quali da attivare con urgenza, per far fronte a una crisi del settore che si sta aggravando”.<br />
Tra le proposte su cui si è trovato l’accordo oggi in Regione anche quella relativa al fermo biologico, con la richiesta di predisporre l’organizzazione del prossimo periodo di interruzione obbligatorio (luglio-settembre), individuando per tempo le risorse finanziarie e gli ammortizzatori sociali per il suo sostegno e definendo modalità e tempistiche in modo da renderlo maggiormente congruo con le esigenze dell’area dell’alto Adriatico. Secondo i partecipanti va inoltre rivisto l’accordo multi regionale per consentire alle Regioni di impegnare le risorse inutilizzate del Fondo Europeo per la Pesca per finanziare la “rottamazione” delle imbarcazioni. Dall’incontro è infine emersa la richiesta di rendere immediatamente operativo il distretto di pesca “Alto Adriatico” con la partecipazione delle tre Regioni Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Ministero, apportando le opportune modifiche al decreto istitutivo del 23 febbraio 2010. “Occorre rendere più efficiente la governance del distretto – ha spiegato Rabboni &#8211;  attraverso un più stretto legame con il territorio e le rappresentanze imprenditoriali e dei pescatori. A tal fine chiediamo la costituzione di una Commissione Consultiva, composta dai rappresentanti delle Associazioni di categoria più rappresentative, per concertare le politiche di attuazione dell’area distrettuale, con particolare riferimento all’emanazione dei piani di gestione locali e alle peculiarità di un contesto fortemente segnato dal delta del PO”.</p>
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		<title>80% dei pescherecci in porto. In commercio solo pesce straniero</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 17:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra proteste e maltempo l&#8217;80% circa dei pescherecci questa settimana è rimasta in porto. Un fermo che si traduce in mercati ittici chiusi, pescherie semivuote e grande distribuzione fornita di prodotti freschi e surgelati ma solo di produzione straniera, con prezzi stabili o in leggero calo rispetto ad un mese fa a causa della consueta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/pescherecci.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/pescherecci-217x300.jpg" alt="" title="pescherecci" width="217" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-42050" /></a>Tra proteste e maltempo l&#8217;80% circa dei pescherecci questa settimana è rimasta in porto. Un fermo che si traduce in mercati ittici chiusi, pescherie semivuote e grande distribuzione fornita di prodotti freschi e surgelati ma solo di produzione straniera, con prezzi stabili o in leggero calo rispetto ad un mese fa a causa della consueta diminuzione dei consumi dopo le festività natalizie. Praticamente, fa notare la Federcoopesca-Confcooperative, non si pesca da due settimane perché, oltre alla neve che ha paralizzato le marinerie negli ultimi giorni, gli operatori continuano a manifestare contro i costi del gasolio e i regolamenti comunitari, in particolare quello sui controlli che istituisce patente a punti. In Puglia, dopo Trani e Manfredonia, la protesta da ieri, sottolinea l&#8217;associazione, è approdata anche a Barletta. In stato di agitazione sono anche Marche, Molise, Lazio, Liguria, Emilia Romagna; in Veneto, oltre un centinaio di pescatori di Chioggia e di Porto Tolle hanno manifestato davanti a Veronafiere per l&#8217;inaugurazione di Fieragricola, cogliendo l&#8217;occasione della presenza del ministro delle Politiche agricole Mario Catania. Agitazioni anche in Sicilia e in Sardegna, dove oggi è stato ricoverato un pescatore che da una settimana stava facendo lo sciopero della fame e della sete ad oltranza per protestare contro le norme troppo restrittive in materia di pesca imposte dall&#8217;Unione Europea. (ANSA)</p>
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		<title>Pesca: il costo del gasolio “affonda” 13 mila imbarcazioni</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 12:02:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;aumento del 25% del prezzo del gasolio sta affondando i 13 mila pescherecci italiani, con un aggravio di 2 mila euro a impresa. E&#8217; quanto denuncia Coldiretti Impresa Pesca, in occasione della diffusione dei dati Istat sull&#8217;inflazione che evidenziano un boom dei prezzi dei carburanti. Il gasolio incide fino alla metà dei costi di produzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/Adriatico.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/Adriatico-300x225.jpg" alt="" title="Adriatico" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-42021" /></a><br />
L&#8217;aumento del 25% del prezzo del gasolio sta affondando i 13 mila pescherecci italiani, con un aggravio di 2 mila euro a impresa. E&#8217; quanto denuncia Coldiretti Impresa Pesca, in occasione della diffusione dei dati Istat sull&#8217;inflazione che evidenziano un boom dei prezzi dei carburanti. Il gasolio incide fino alla metà dei costi di produzione e l&#8217;aumento delle quotazioni negli ultimi dodici mesi, ha aggravato una situazione resa già difficile dal contemporaneo calo dei prezzi pagati ai pescatori. Proprio per far conoscere all&#8217;opinione pubblica la grave crisi del settore ittico, sottolinea la Coldiretti, oggi a Salerno i pescatori sono scesi in piazza con gli agricoltori per regalare pesce e verdure ai cittadini. La forbice tra prezzo all&#8217;origine e prezzo al consumo si è sempre più allargata: alle imprese agricole sono destinati 17 centesimi per ogni euro del prezzo al consumo, che diventano 25 centesimi a quelle della pesca. Un ulteriore fattore di crisi è rappresentato anche dalla stretta creditizia da parte delle banche. La quasi totalità degli istituti negli ultimi mesi ha ristretto gli affidamenti alle imprese del settore o, dove possibile, ha elevato le garanzie. In questo modo, conclude la Coldiretti ImpresaPesca, si stanno limitando gli investimenti nella pesca e nell&#8217;acquacoltura e togliendo la liquidità necessaria alle stesse operazioni di ordinaria gestione commerciale. </p>
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		<title>Protesta dei pescatori: manifestanti all’inaugurazione di Veronafiere</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 15:41:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oltre un centinaio di pescatori di Chioggia e di Porto Tolle stanno manifestando davanti a Veronafiere in occasione dell&#8217;inaugurazione della 110/a edizione della rassegna Fieragricola affinché le loro rimostranze relative alla crisi della pesca italiana possano raggiungere il ministro Mario Catania che tra breve inaugurerà la rassegna. &#8220;Siamo qui per sostenere le nostre rivendicazioni sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/pescatori.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/pescatori.jpg" alt="" title="pescatori" width="240" height="180" class="alignleft size-full wp-image-41945" /></a>Oltre un centinaio di pescatori di Chioggia e di Porto Tolle stanno manifestando davanti a Veronafiere in occasione dell&#8217;inaugurazione della 110/a edizione della rassegna Fieragricola affinché le loro rimostranze relative alla crisi della pesca italiana possano raggiungere il ministro Mario Catania che tra breve inaugurerà la rassegna. &#8220;Siamo qui per sostenere le nostre rivendicazioni sulla pesca &#8211; ha detto Giuliano Zanellato, presidente di una cooperativa di pescatori chioggioti &#8211; il nostro problema è il caro gasolio, la riduzione delle agevolazioni e i vari problemi economici legati al comparto&#8221;. In segno di protesta i pescatori hanno fatto esplodere dei piccoli mortaretti che tuttavia non hanno provocato danni. La manifestazione si svolge sotto gli occhi di un discreto numero di poliziotti in assetto antisommossa e molti pescatori indossano i classici giubbotti arancioni di salvataggio.<br />
&#8220;I pescatori devono sapere che siamo vicinissimi alle loro esigenze e che faremo di tutto per andare loro incontro&#8221;. Lo ha osservato il ministro dell&#8217;Agricoltura Mario Catania oggi inaugurando a Verona Fiera Agricola, rispondendo indirettamente alla manifestazione di protesta promossa davanti al Palazzo delle Esposizioni dai pescatori di Chioggia e Porto Tolle. &#8220;L&#8217;unica cosa &#8211; ha proseguito il rappresentante del governo &#8211; è che non possiamo violare le regole comunitarie che tutelano le risorse ittiche. Gli stock delle specie pescabili &#8211; ha proseguito Catania &#8211; sono sempre più ridotti e dobbiamo salvaguardarli per lasciarli alle generazioni successive: la risorsa marina va mantenuta come l&#8217;abbiamo trovata&#8221;. Sull&#8217;argomento è intervenuto anche l&#8217;assessore regionale del Veneto alla Pesca, Franco Manzato, sottolineando come &#8220;norme comunitarie che insistono su territori e acque diverse vanno gestite diversamente&#8221;. &#8220;Basti pensare &#8211; ha spiegato Manzato &#8211; alle dimensioni delle reti da pesca e al problema del gasolio che sta massacrando il comparto con accise impossibili, capaci di porre fuori concorrenza le nostre flotte&#8221;. Manzato ha annunciato di voler puntare ad ottenere &#8220;un riconoscimento unico e caratteristico per l&#8217;alto Adriatico, grazie al quale riuscire a ottenere strategie comuni e risorse particolari per questi territori&#8221;. Impossibilitati ad incontrare direttamente il ministro Catania i pescatori hanno chiesto e ottenuto da Manzato di farsi interprete delle loro esigenze presso il ministro: lo stesso rappresentante dell&#8217;esecutivo veneto ha promesso il proprio interessamento presso il ministro per organizzare entro il più breve tempo possibile un incontro tra le parti al ministero.</p>
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		<title>Protesta dei pescatori: barche ferme</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 10:57:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tra proteste e maltempo buona parte della flotta peschereccia italiana è ancora ferma in porto e lo sarà probabilmente fino a venerdì. Molti mercati ittici sono ancora chiusi, con la grande distribuzione che viene rifornita principalmente con prodotto ittico fresco o surgelato ma proveniente dall&#8217;estero. E&#8217; il quadro che emerge in seguito alla ripresa delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/pescatore.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/pescatore.jpg" alt="" title="pescatore" width="180" height="240" class="alignleft size-full wp-image-41919" /></a>Tra proteste e maltempo buona parte della flotta peschereccia italiana è ancora ferma in porto e lo sarà probabilmente fino a venerdì. Molti mercati ittici sono ancora chiusi, con la grande distribuzione che viene rifornita principalmente con prodotto ittico fresco o surgelato ma proveniente dall&#8217;estero. E&#8217; il quadro che emerge in seguito alla ripresa delle attività di pesca, dopo il weekend e lo stop della scorsa settimana, che ha paralizzato buona parte delle marinerie italiane per protestare contro i costi del gasolio e i regolamenti comunitari. Le zone dove in questo momento lo stato di agitazione è più evidente sono Puglia, Marche, Molise, Lazio, Liguria, Emilia Romagna; in Sicilia, pur restando lo stato di agitazione, si è ripreso a lavorare, stessa cosa in Sardegna, dove resiste qualche focolaio di protesta nella zona del Sulcis. Del resto, non ci sono state novità in merito alle cause della protesta. La Federcoopesca ricorda che da gennaio 2011 al gennaio di questo anno, il prezzo medio industriale del gasolio per i pescherecci in Italia si è attesto sui 0,75 centesimi per litro, poco più di quello che pagano i colleghi francesi (0,65 centesimi/litro) e spagnoli (tra 0,65 e 0,72 centesimi/litro). L&#8217;altra nota dolente per gli operatori, è il Regolamento sui Controlli, in particolare la norma sulla patente a punti per i pescatori, che l&#8217;associazione ha impugnato, presentando ricorso presso il Tribunale di I grado dell&#8217;Unione europea.(ANSA)</p>
<p>GARDINI (PDL), UE TUTELI AEREA ADRIATICO<br />
Il caro gasolio e le regole comunitarie hanno messo &#8220;in ginocchio&#8221; i pescatori dell&#8217;Adriatico che stanno scioperando per chiedere l&#8217;attenzione delle istituzioni europee: è necessario che l&#8217;Ue intervenga &#8220;per garantire condizioni di lavoro eque&#8221; e riconosca &#8220;la particolarità dell&#8217;area adriatica&#8221;. A chiederlo è l&#8217;eurodeputata del Pdl Elisabetta Gardini in un&#8217;interrogazione presentata alla Commissione europea. &#8220;Centinaia di famiglie non possono essere dimenticate, migliaia di persone rischiano di non avere più mezzi di sostentamento&#8221;, denuncia la Gardini. Bruxelles dovrebbe affrontare &#8220;con la massima urgenza&#8221; la questione della pesca in Italia per evitare &#8220;il fallimento delle marinerie dell&#8217;Adriatico&#8221;. Secondo l&#8217;europarlamentare del Pdl, si tratta di una regione che ha caratteristiche &#8220;del tutto diverse da quelle degli altri mari europei&#8221; e di cui l&#8217;Ue &#8220;dovrebbe tenere conto&#8221;. (ANSA).</p>
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		<title>Pesca: protesta in Liguria</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 09:35:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Regione Liguria chiederà di affrontare i problemi legati al regolamento europeo sulla pesca (numero 404) nella prossima riunione della commissione agricoltura e pesca delle regioni italiane, in programma nelle prossime settimane. Lo ha stabilito l&#8217;assessore regionale Giovanni Barbagallo dopo avere ascoltato le proteste dei pescatori liguri, incontrati negli uffici del Consiglio regionale insieme con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/pescherecci-liguria.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/pescherecci-liguria-300x225.jpg" alt="" title="pescherecci liguria" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-41841" /></a><br />
La Regione Liguria chiederà di affrontare i problemi legati al regolamento europeo sulla pesca (numero 404) nella prossima riunione della commissione agricoltura e pesca delle regioni italiane, in programma nelle prossime settimane. Lo ha stabilito l&#8217;assessore regionale Giovanni Barbagallo dopo avere ascoltato le proteste dei pescatori liguri, incontrati negli uffici del Consiglio regionale insieme con il presidente Rosario Monteleone e i capigruppo. L&#8217;obiettivo è evitare, come denunciano i circa 1500 pescatori professionisti liguri, che il decreto della Ue &#8220;affondi il comparto riducendo di oltre la metà la cattura dei pesci&#8221;. Una delegazione ha spiegato che &#8220;le nuove regole di fatto impediranno di pescare. Con la lampara, ad esempio &#8211; ha detto Stefano Briola, della coop di Portofino &#8211; si dovrà scendere a 50 metri di profondità, invece che a 30, dove sarà difficile trovare bughe, calamari, sueli, occhiate e barracuda&#8221;.<br />
Secondo i pescatori &#8220;non è giusto applicare regole per l&#8217;alto mare alla pesca sotto costa perché sono realtà differenti&#8221;. Tra le regole contestate, anche la licenza a punti e altre norme sulle tecniche che riguardano il tipo di reti e l&#8217; uso dei palamiti. Su richiesta della delegazione dei pescatori, svincolata dalle associazioni di categoria, Barbagallo ha invitato i rappresentanti delle marinerie liguri a collaborare alla stesura dei piani di gestione e ha assicurato l&#8217;impegno ad avviare un contatto con le Capitanerie di Porto in questa fase molto delicata dei rapporti con il mondo della pesca professionale. Barbagallo ha detto che il ruolo della Regione Liguria è limitato dalle normative. Fra le nuove norme l&#8217;obbligo di etichettare a bordo tutte le specie pescate e la divisione in contenitori &#8211; &#8220;se in una frittura ci sono dieci specie di pesci, occorre dividerle in dieci cassette&#8221;, hanno detto i pescatori &#8211; oltre al divieto di pesca in diverse zone &#8220;senza tener conto della realtà locale&#8221;. Secondo il consigliere del Pdl Roberto Bagnasco, la Regione deve invece fare di più &#8220;dando maggiori risorse al comparto e facendo in fretta i piani di gestione&#8221;. (ANSA). </p>
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		<title>Pesca: marinerie Marche in sciopero almeno fino a venerdì</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 10:56:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/pescherecci6.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/pescherecci6-217x300.jpg" alt="" title="pescherecci" width="217" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-41804" /></a>I pescherecci delle sette marinerie marchigiane non usciranno in mare &#8220;almeno fino a venerdi&#8217;&#8221;. Lo ha detto oggi il presidente nazionale dell&#8217;associazione Marinerie d&#8217;Italia, il civitanovese Francesco Caldaroni. La serrata dei pescatori, arrivata al decimo giorno, e&#8217; scattata per protestare contro il caro gasolio e le due nuove normative europee, che prevedono la tracciabilita&#8217; del prodotto &#8220;impossibile da attuare&#8221; secondo Caldaroni. Tra gli altri motivi della protesta, anche la licenza di pesca a punti.<br />
Il settore marchigiano della pesca, con circa 2.500 imbarcazioni, e&#8217; il terzo per dimensioni in Italia, dopo le marinerie di Sicilia e Puglia. (AGI)</p>
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