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	<title>Con i piedi per terra &#187; Zootecnia</title>
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	<description>Notizie e attualità dal mondo dell&#039;agricoltura</description>
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		<title>Quote latte: Catania a Lega, “non cambia nulla”</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 17:12:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il governo ha ascoltato con attenzione, non c&#8217;è null&#8217;altro da aggiungere&#8221;. Così il ministro delle Politiche agricole Mario Catania ha commentato l&#8217;incontro ieri con i leader della Lega Nord che ha toccato la vicenda delle quote latte. &#8220;Nulla cambia rispetto alla politica esistente&#8221; ha aggiunto il ministro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/bovini-latte-21.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/bovini-latte-21-300x236.jpg" alt="" title="bovini latte 2" width="300" height="236" class="alignleft size-medium wp-image-42364" /></a><br />
Il governo ha ascoltato con attenzione, non c&#8217;è null&#8217;altro da aggiungere&#8221;. Così il ministro delle Politiche agricole Mario Catania ha commentato l&#8217;incontro ieri con i leader della Lega Nord che ha toccato la vicenda delle quote latte. &#8220;Nulla cambia rispetto alla politica esistente&#8221; ha aggiunto il ministro. </p>
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		<title>Confagri: greggi nella morsa del gelo. In quattro regioni persi 200 mila litri di latte</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 09:55:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Anche le pecore, a causa del freddo, e dell’alimentazione (che è fatta di foraggi, mangimi, paglia e non erbai freschi) stanno producendo meno latte. Nelle quattro regioni del Centro Italia (Toscana, Lazio, Umbria e Abruzzo) i pastori hanno dovuto portare le greggi al riparo in stalle, spesso in ricoveri di fortuna. E si calcola già [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/pascolo-pecore21.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/pascolo-pecore21.jpg" alt="" title="pascolo pecore2" width="275" height="184" class="alignleft size-full wp-image-42300" /></a><br />
“Anche le pecore, a causa del freddo, e dell’alimentazione (che è fatta di foraggi, mangimi, paglia e non erbai freschi)  stanno producendo meno latte. Nelle quattro regioni del Centro Italia (Toscana, Lazio, Umbria e Abruzzo) i pastori hanno dovuto portare le greggi al riparo in stalle, spesso in ricoveri di fortuna. E si calcola già un calo della produzione di 200 mila litri di latte”. Lo sottolinea Confagricoltura in relazione all’impatto del maltempo sugli allevamenti zootecnici.<br />
Per le galline, invece, c’è il problema che, in presenza di acqua gelata, smettono di produrre uova – fa presente Confagricoltura -. C’è un impegno incessante degli avicoltori a sgelare le tubazioni, in modo da permettere agli animali di bere. Circa il 3-4% delle uova raccolte gelano. Comunque i macchinari (“crack detector”) evidenziano le uova compromesse e le escludono dalla catena.</p>
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		<title>Col freddo le mucche fanno meno latte e calano anche le uova</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 16:23:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con il freddo gelido le mucche hanno ridotto in media del 15 per cento la produzione di latte con la raccolta che a livello nazionale si è ridotta di 4 milioni di litri al giorno che vengono a mancare nei caseifici e sulle tavole degli italiani. Lo afferma la Coldiretti nel sottolineare le pesanti conseguenze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/bovini-latte-4.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/bovini-latte-4-300x236.jpg" alt="" title="bovini latte 4" width="300" height="236" class="alignleft size-medium wp-image-42273" /></a><br />
Con il freddo gelido le mucche hanno ridotto in media del 15 per cento la produzione di latte con la raccolta che a livello nazionale si è ridotta di 4 milioni di litri al giorno che vengono a mancare nei caseifici e sulle tavole degli italiani. Lo afferma la Coldiretti nel sottolineare le pesanti conseguenze determinate dal freddo negli allevamenti che insieme alle perdite subite nelle coltivazioni, concorrono al bilancio provvisorio di 200 milioni di euro di danni per l&#8217;agroalimentare italiano in una settimana di maltempo. Gli effetti delle temperature estreme &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; si fanno sentire anche sugli allevamenti di pecore particolarmente presenti nelle regioni centrali colpite dal maltempo, dove il crollo della produzione di latte è ancora maggiore e stimato pari al 30%. Con il freddo gli animali mangiano di più e consumano più energia per difendersi riducendo quindi le produzioni. Un comportamento che &#8211; riferisce ancora l&#8217;organizzazione agricola &#8211; riguarda anche le galline allevate a terra che depongono fino al 20% di uova al meno al giorno. Ma il freddo ha provocato anche una vera strage di agnellini per aborti mentre sono centinaia tra mucche, pecore, cavalli, conigli morti, feriti o dispersi a causa del maltempo che ha provocato crolli di stalle e capannoni. Almeno un milione di animali &#8211; continua la Coldiretti &#8211; per l&#8217;emergenza maltempo ha difficoltà a essere rifornita di acqua e cibo a causa degli ostacoli a garantire l&#8217;approvvigionamento di mangimi o acqua. </p>
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		<title>Situazione drammatica negli allevamenti di Romagna e Marche</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 09:36:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Neve e gelo colpiscono anche gli allevamenti del bestiame in Emilia-Romagna. A lanciare l&#8217;sos è la Coldiretti regionale sottolineando che la situazione è più difficile in Romagna e che &#8220;nella sola Valmarecchia si contano decine di capannoni crollati e centinaia di capi coinvolti, molti dei quali morti o feriti sotto i crolli&#8221;. Inoltre, secondo la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/neve31.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/neve31-300x225.jpg" alt="" title="neve3" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-42212" /></a>Neve e gelo colpiscono anche gli allevamenti del bestiame in Emilia-Romagna. A lanciare l&#8217;sos è la Coldiretti regionale sottolineando che la situazione è più difficile in Romagna e che &#8220;nella sola Valmarecchia si contano decine di capannoni crollati e centinaia di capi coinvolti, molti dei quali morti o feriti sotto i crolli&#8221;. Inoltre, secondo la Coldiretti, la neve sta ostacolando le operazioni di soccorso degli animali rimasti senza ricovero e le consegne dei mangimi, mentre chi è riuscito a raggiungere gli allevamenti in molti casi non può consegnare il latte munto quotidianamente che rischia quindi di essere buttato. Per salvare gli animali in pericolo in molti casi sono intervenuti la Forestale e la Protezione Civile. Oltre alla neve &#8211; ricorda ancora la Coldiretti &#8211; il problema è il grande freddo: &#8220;le temperature, che permangono costantemente sotto lo zero, hanno provocato il congelamento delle tubature, rendendo difficile l&#8217;approvvigionamento di acqua per abbeverare gli animali&#8221;.<br />
Situazione drammatica anche nelle Marche dove, segnala la Coldiretti, la produzione del latte è a rischio. In un allevamento di Sassofeltrio (Pesaro Urbino) venerdì scorso è crollato il tetto della stalla sotto il peso della neve. Il titolare, Walter Baldacci, ha sistemato le sue 40 mucche in ricoveri di fortuna ma la sua azienda è da cinque giorni letteralmente sepolta dalla neve, arrivata a tre metri e mezzo. Nelle ultime ore oltre all&#8217;acqua e al cibo è venuta anche a mancare l&#8217;energia elettrica. Coldiretti Pesaro ha chiesto alla Protezione civile e alla Provincia l&#8217;intervento di una turbina per aprire un varco nel muro di ghiaccio per portare acqua e cibo agli animali ma fino a ieri sera la tormenta di neve ha impedito ai mezzi di muoversi.<br />
Gravi difficoltà anche per gli allevamenti di pecore nell&#8217;Ascolano, rimasti isolati a causa della neve. Il gelo e l&#8217;assenza di acqua e cibo stanno causando decessi e aborti, mentre la produzione di latte é crollata del 70%, con l&#8217;ulteriore rischio di dover buttare il resto per l&#8217;impossibilità di consegnarla. A Monteprandone l&#8217;allevatore Palmarino Losani rischia di veder falcidiato il suo gregge dopo aveva già perso 300 animali nell&#8217;alluvione del 2011. Problemi gravi anche per l&#8217;allevamento Stangoni che ha greggi a Venarotta e Palmiano. Nel primo caso si è riusciti a ricoverare gli animali in un capannone, grazie alla disponibilità del Comune, mentre nell&#8217;altro la situazione è ancora difficile. </p>
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		<title>Coldiretti: negli allevamenti di suini gasolio +50%</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 08:49:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Negli allevamenti di suini la spesa del gasolio da riscaldamento è salita del 50% e in alcuni casi é addirittura raddoppiata passando dai 300 litri al giorno dello stesso periodo dell&#8217;anno scorso ai 500 litri al giorno di questa ultima settimana: è quanto spiega Coldiretti Lombardia che parla di &#8220;bollette roventi nelle aziende suinicole da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/maiali.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/maiali-300x225.jpg" alt="" title="maiali" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-42153" /></a>Negli allevamenti di suini la spesa del gasolio da riscaldamento è salita del 50% e in alcuni casi é addirittura raddoppiata passando dai 300 litri al giorno dello stesso periodo dell&#8217;anno scorso ai 500 litri al giorno di questa ultima settimana: è quanto spiega Coldiretti Lombardia che parla di &#8220;bollette roventi nelle aziende suinicole da quando l&#8217;Italia è diventata una succursale della Siberia&#8221;. &#8220;Una cosa così non l&#8217;ho mai vista e speriamo che finisca presto perché sta diventando davvero pesante &#8211; spiega Marco Lunati, allevatore di suini a Mairago, in provincia di Lodi &#8211; c&#8217;é la caldaia che continua ad andare e non si ferma mai, anche perché dove ci sono i suinetti post svezzamento bisogna tenere i 29 gradi e dove ci sono quelli da 30 chili si deve in ogni caso restare sui 25 gradi. Senza contare il 20 per cento in più di razione alimentare per gli adulti che così possono affrontare meglio ai rigori di questo inverno. Se va avanti così non so quanto potremo resistere&#8221;. (ANSA). </p>
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		<title>Maltempo: in Sardegna manca il foraggio, allevatori in difficoltà</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 14:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Molti allevatori senza foraggio a causa delle abbondanti nevicate di questi giorni nel Nuorese e in Ogliastra e costretti ad utilizzare mangimi, rischiano la bancarotta. L&#8217;allarme e&#8217; della Coldiretti in una nota nella quale si afferma che la mancanza di foraggio e&#8217; da imputare ai ritardi nelle forniture prima a causa del blocco dei TIR [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/fienagione.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/fienagione.jpg" alt="" title="fienagione" width="240" height="159" class="alignleft size-full wp-image-42098" /></a><br />
Molti allevatori senza foraggio a causa delle abbondanti nevicate di questi giorni nel Nuorese e in Ogliastra e costretti ad utilizzare mangimi, rischiano la bancarotta. L&#8217;allarme e&#8217; della Coldiretti in una nota nella quale si afferma che la mancanza di foraggio e&#8217; da imputare ai ritardi nelle forniture prima a causa del blocco dei TIR e poi dalle abbondanti nevicate che nel complesso hanno paralizzato i trasporti per due settimane. Cio&#8217; sta costringendo gli allevatori a sopperire a tale mancanza con i mangimi che costando oltre 30 euro al quintale, stanno determinando il tracollo economico delle imprese agricole.<br />
La Coldiretti di Nuoro-Ogliastra chiede anche la solidarieta&#8217; di tutte le imprese agricole della Sardegna per mettere a disposizione il foraggio delle aziende che sono in difficolta&#8217;. Per far fronte all&#8217;emergenza l&#8217;associazione ha scritto al Prefetto di Nuoro ed ha richiesto l&#8217;intervento dell&#8217;assessore regionale all&#8217;Agricoltura Oscar Cherchi per venire incontro in tempi rapidi alle aziende ovi-caprine. </p>
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		<title>Efficiente e sostenibile, la stalla del 2030 nell’identikit del Crpa</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 11:35:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come sarà la stalla da latte del 2030? Il panorama produttivo lattiero del futuro avrà una ossatura importante, costituita da imprese famigliari. È questa la sorpresa. Certo, il calo progressivo che ha caratterizzato la zootecnia di questi anni – con una flessione intorno al 20 per cento in dieci anni – proseguirà, così come la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/bovini-latte-1.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/bovini-latte-1-300x236.jpg" alt="" title="bovini latte 1" width="300" height="236" class="alignleft size-medium wp-image-42011" /></a>Come sarà la stalla da latte del 2030? Il panorama produttivo lattiero del futuro avrà una ossatura importante, costituita da imprese famigliari. È questa la sorpresa. Certo, il calo progressivo che ha caratterizzato la zootecnia di questi anni – con una flessione intorno al 20 per cento in dieci anni – proseguirà, così come la concentrazione di capi in stalla. Però, il nucleo delle imprese a conduzione famigliare resisterà, a patto ovviamente che si applichino le nuove tecnologie (edifici zootecnici, robot e giostre per la mungitura, sistemi automatici per l’alimentazione). Fra le realtà modello per l’applicazione delle innovazione, Israele e Olanda costituiscono un po’ il faro nel segmento lattiero.<br />
Contemporaneamente, l’azienda da latte del futuro dovrà essere in grado di migliorare la gestione, ottimizzando i costi (compresi quelli energetici), le risorse e il benessere animale, da intendersi come risorsa, piuttosto che un onere. Molto importante la capacità degli allevatori di organizzarsi per gestire nel modo più vantaggioso il mercato del latte.<br />
È questo l’identikit tracciato dal CRPA &#8211; Centro ricerche produzioni animali di Reggio Emilia, coordinatore del progetto «Innova Latte 2010» (<strong><a href="http://www.innovalatte2030.it">www.innovalatte2030.it</a></strong>), finanziato dalla Regione Emilia-Romagna e da Interpulse, nel corso di un convegno molto seguito a Fieragricola, 110ª rassegna internazionale dell’agricoltura, in programma a Veronafiere fino a domenica (<strong><a href="http://www.fieragricola.it">www.fieragricola.it</a></strong>).<br />
La competitività, dunque, non esclude – ma al contrario valorizza – l’impresa famigliare. Quello che è importante, oggi come fra 18 anni, è riuscire a rimanere sul mercato. Le dimensioni, pertanto, sono relative.<br />
Una stalla da 100mila bovine in mungitura. Sembra fantascienza, eppure è una panoramica del mondo del latte nell’anno 2012. Possono suonare come curiosità, eppure sono istantanee provenienti da tutto il mondo. Come la stalla con 100mila vacche in mungitura, esempio di gigantismo ma non di efficienza, attiva in Arabia Saudita, o il sistema di mungitura in alta quota, adottato sulle Ande dagli agricoltori peruviani. Efficienza non sempre è sinonimo di grandi dimensione, come appunto si è visto. Un esempio è il particolare sistema «cooperativistico» di movimentazione del latte, del quale si servono gli allevatori in Nigeria. Altroché Paesi in via di sviluppo…</p>
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		<title>Germania, allarme per un virus che colpisce il bestiame</title>
		<link>http://www.conipiediperterra.com/germania-allarme-per-un-virus-che-colpisce-il-bestiame-0201.html</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 13:09:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cresce l&#8217;attenzione in Germania sul virus di Schmallenberg &#8211; rilevato per la prima volta nel novembre scorso &#8211; per l&#8217;aumento dei casi di contaminazione fra gli allevamenti del bestiame. Il virus può colpire diversi animali: finora è stato rilevato su pecore, vitelli e capre. Secondo il Friedrich Loeffler Institut i casi di aziende colpite in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/pascolo-pecore2.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/pascolo-pecore2.jpg" alt="" title="pascolo pecore2" width="275" height="184" class="alignleft size-full wp-image-41874" /></a><br />
Cresce l&#8217;attenzione in Germania sul virus di Schmallenberg &#8211; rilevato per la prima volta nel novembre scorso &#8211; per l&#8217;aumento dei casi di contaminazione fra gli allevamenti del bestiame. Il virus può colpire diversi animali: finora è stato rilevato su pecore, vitelli e capre. Secondo il Friedrich Loeffler Institut i casi di aziende colpite in Germania sono 186; e ad oggi le regioni tedesche toccate dal problema sono otto. La regione con il maggior numero di casi è la Renania Settentrionale Vestfalia; ma sono state già colpite anche aziende di Bassa Sassonia, Assia, Brandeburgo, Schleswig-Holstein, Renania-Palatinato, Baden-Wuerttenberg, e Turingia. Il primo caso fu registrato nel novembre scorso nella città di Schmallenberg, nel Sauerland. La contaminazione riguarda però anche allevamenti in Olanda, Belgio, Gran Bertagna e Francia. La Russia ha deciso di sospendere da oggi le importazioni di animali da tutti i paesi coinvolti. </p>
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		<title>Nitrati: agricoltori veneti perplessi sulle procedure regionali</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 11:50:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Assessore regionale all&#8217;agricoltura dribbla l&#8217;accordo preso in conferenza Stato Regioni a giugno scorso sulla Direttiva Nitrati e invita direttamente gli allevatori a chiedere la deroga. La lettera a sua firma inviata agli imprenditori agricoli zootecnici che disconosce un impegno assunto pubblicamente, ha fatto scattare le reazioni delle Organizzazioni agricole venete (Cia, Coldiretti) che chiedono a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/bovini-latte-1.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/bovini-latte-1-300x236.jpg" alt="" title="bovini latte 1" width="300" height="236" class="alignleft size-medium wp-image-41649" /></a>L&#8217;Assessore regionale all&#8217;agricoltura dribbla l&#8217;accordo preso in conferenza Stato Regioni a giugno scorso sulla Direttiva Nitrati e invita direttamente gli allevatori a chiedere la deroga.<br />
La lettera a sua firma inviata agli imprenditori agricoli zootecnici che disconosce un impegno assunto pubblicamente, ha fatto scattare le reazioni delle Organizzazioni agricole venete (Cia, Coldiretti) che chiedono a Franco Manzato quale sia la sua posizione rispetto a quanto dichiara e quel che fa.<br />
L&#8217;intesa &#8220;salva stalle&#8221; raggiunta proprio grazie al suo impegno che metteva il Veneto in prima fila, prevede l&#8217;aggiornamento delle zone vulnerabili attraverso la definizione dei carichi inquinanti attribuibili ai diversi settori civili e produttivi. In sostanza si tratta dell&#8217;unica soluzione che scagiona l&#8217;agricoltura dall&#8217;ingiustificata responsabilita&#8217; di essere l&#8217;unico settore imputato di inquinamento di azoto nelle acque.<br />
Il protocollo riduceva, inoltre, il carico amministrativo e sviluppava misure per la valorizzazione della sostanza organica.<br />
Le associazioni sono perplesse di fronte ad un&#8217; offerta cosi complicata, come quella della deroga, che va nella direzione opposta a quello che chiedono gli agricoltori: limiti sostenibili, regole trasparenti e semplici nonche&#8217; burocrazia ridotta all&#8217;osso. &#8220;Esiste &#8211; sostengono i rappresentanti di categoria &#8211; un tavolo istituzionale appositamente creato per concertare la politica agricola regionale. E&#8217; in quella sede che si discute e si prendono le decisioni ma, a quanto pare, l&#8217;Assessore Manzato, tra una convocazione e l&#8217;altra applica un suo metodo spesso contrastante con quanto stabilito e che per ricaduta viene intrapreso dalle strutture tecniche. Quali altre sorprese avra&#8217; in serbo per la competitivita&#8217; delle imprese e del sistema agroalimentare?&#8221; (AGI)</p>
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		<title>Benessere animale: pubblicate dall’Efsa le linee guida</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 17:22:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Zootecnia]]></category>
		<category><![CDATA[benessere animale]]></category>
		<category><![CDATA[efsa]]></category>
		<category><![CDATA[linee guida]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha pubblicato linee guida pionieristiche che definiscono per la prima volta una metodologia standardizzata per la valutazione del rischio relativo al benessere animale. La metodologia, basata su un approccio graduale, è progettata per essere applicata a tutte le specie animali e a tutti i fattori che incidano sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/bovini-trasporto-1.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/bovini-trasporto-1-300x236.jpg" alt="" title="bovini trasporto 1" width="300" height="236" class="alignleft size-medium wp-image-41625" /></a>L&#8217;Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha pubblicato linee guida pionieristiche che definiscono per la prima volta una metodologia standardizzata per la valutazione del rischio relativo al benessere animale. La metodologia, basata su un approccio graduale, è progettata per essere applicata a tutte le specie animali e a tutti i fattori che incidano sul benessere animale, tra cui la stabulazione, il trasporto, lo stordimento e la macellazione. L&#8217;elaborazione delle linee guida rappresenta un rafforzamento dell&#8217;impegno dell&#8217;Authority, con sede a Parma, volta ad assicurare che tutte le sue attività sul benessere animale siano basate su solide metodologie scientifiche. Le linee guida saranno applicate dal gruppo di esperti scientifici dell&#8217;Efsa sulla salute e il benessere degli animali per l&#8217;elaborazione dei futuri pareri scientifici sui rischi associati al benessere animale e concorrono all&#8217;attuazione della strategia dell&#8217;Unione europea per il benessere degli animali 2012-2015, di recente adozione. L&#8217;Efsa presenterà i suoi recenti lavori sulla valutazione del rischio associato al benessere animale in occasione di una conferenza internazionale a Bruxelles (29 febbraio &#8211; 1 marzo 2012), organizzata dalla Commissione europea e dalla Presidenza danese dell&#8217;Ue, dal titolo &#8220;Attuazione del benessere animale mediante la nuova strategia dell&#8217;Ue: conferimento di responsabilità al consumatore e opportunità di mercato&#8221;. </p>
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