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	<title>Con i piedi per terra &#187; Biologico</title>
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	<description>Notizie e attualità dal mondo dell&#039;agricoltura</description>
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		<title>Biologico: Ue-Usa, in arrivo accordo reciproco su certificazione</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 16:03:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nuova importante decisione in arrivo per il biologico. Gli uffici del commissario europeo all&#8217;agricoltura, Dacian Ciolos, e i rappresentanti dell&#8217;amministrazione Usa, stanno finalizzando &#8211; secondo quanto si apprende a Bruxelles &#8211; un accordo bilaterale per il riconoscimento reciproco negli scambi di prodotti biologici. La sigla dell&#8217;accordo, salvo difficoltà dell&#8217;ultima ora, è attesa la prossima settimana. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/biologico-2.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/biologico-2-300x236.jpg" alt="" title="biologico 2" width="300" height="236" class="alignleft size-medium wp-image-42350" /></a><br />
Nuova importante decisione in arrivo per il biologico. Gli uffici del commissario europeo all&#8217;agricoltura, Dacian Ciolos, e i rappresentanti dell&#8217;amministrazione Usa, stanno finalizzando &#8211; secondo quanto si apprende a Bruxelles &#8211; un accordo bilaterale per il riconoscimento reciproco negli scambi di prodotti biologici. La sigla dell&#8217;accordo, salvo difficoltà dell&#8217;ultima ora, è attesa la prossima settimana. In questo modo, spiega un esperto Ue si aprirebbe un mercato enorme &#8211; quello americano &#8211; per i produttori biologici europei, e viceversa. In concreto, Ue e Usa dovrebbero riconoscere l&#8217;equivalenza dei documenti che certificano i rispettivi prodotti biologici nei scambi commerciali. In questo modo, ad esempio, un produttore italiano di prodotti biologici potrebbe esportare sul mercato americano senza richiedere &#8211; come avviene ora &#8211; un secondo documento che certifichi la qualità bio e gli standard del prodotto. </p>
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		<title>Un pranzo italiano alla fiera bio più grande del mondo</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 10:59:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; così popolare da essere ormai una celebrità. Piace così tanto che davanti al suo bancone una fila lunghissima ferma il passo dall&#8217;ora di pranzo fino al pomeriggio inoltrato. I vini italiani che serve sono così prelibati da spopolare tra i clienti tedeschi, inglesi e giapponesi: puoi sentirli, un po&#8217; su di giri, intonare tarantelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/pranzo-bio02.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/pranzo-bio02-300x224.jpg" alt="" title="pranzo bio02" width="300" height="224" class="alignleft size-medium wp-image-41045" /></a><br />
E&#8217; così popolare da essere ormai una celebrità. Piace così tanto che davanti al suo bancone una fila lunghissima ferma il passo dall&#8217;ora di pranzo fino al pomeriggio inoltrato. I vini italiani che serve sono così prelibati da spopolare tra i clienti tedeschi, inglesi e giapponesi: puoi sentirli, un po&#8217; su di giri, intonare tarantelle che risuonano per tutti i giganteschi padiglioni del Biofach di Norimberga, la fiera del Biologico più grande al mondo. </p>
<p>E&#8217; il ristorante itinerante del Consorzio il Biologico: cibo raffinato, spirito nomade.<br />
Così l&#8217;Italia conquista anche chi viene da lontano, con i suoi vini da uve biologiche e un menu tradizionale studiato da uno chef d&#8217;alta classe: le melanzane alla parmigiana, la pasta al pomodoro e basilico, le mozzarelle, il pane preparato ogni mattina e servito ancora tiepido. Tutto rigorosamente biologico.<br />
La tradizione del ristorante del Consorzio il Biologico è iniziata, come tutte le storie d&#8217;una volta, da un&#8217;idea che pareva irrealizzabile: portare in giro per il mondo non solo i prodotti, ma anche la cucina migliore, per insegnare che il biologico non è solo sicuro e sano, ma anche buono.<br />
Al Consorzio, però, hanno deciso di provarci, e oggi la prima tappa per tutti i visitatori delle grandi fiere internazionali è il pranzo presso il padiglione italiano.<br />
Anche quest&#8217;anno, a Norimberga tornerà il ristorante itinerante, che per essere perfetto nei quattro giorni della fiera richiede mesi di preparazione. Il menu? E&#8217; ancora segreto.</p>
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		<title>Biologico: Cia, serve un sistema di controllo più rigoroso</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 15:46:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/logo-bio-nuovo.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/logo-bio-nuovo-300x201.jpg" alt="" title="logo bio nuovo" width="300" height="201" class="alignleft size-medium wp-image-40941" /></a>E&#8217; &#8220;indispensabile&#8221; rendere più efficace, rigoroso e trasparente il sistema di certificazione dell&#8217;agricoltura biologica. Lo ribadisce la Confederazione italiana agricoltori (Cia), inviando al Ministero delle Politiche Agricole un documento di proposte per &#8220;tutelare e valorizzare i produttori biologici che operano nel nostro Paese e che nel 2011 hanno dato vita ad un giro d&#8217;affari di oltre 2 miliardi di euro&#8221;. Lo scorso dicembre la Guardia di Finanza aveva portato alla luce una maxi truffa di falsi prodotti bio. L&#8217;operazione, secondo l&#8217;associazione, avrebbe messo in evidenza &#8220;malfunzionamenti&#8221; dell&#8217;intero sistema di controlli, che impongono &#8220;profondi miglioramenti&#8221;. Per la Cia occorrerebbe in primo luogo emanare un decreto ministeriale che imponga agli operatori notificati la scelta di un unico Organismo di controllo. Andrebbe inoltre attivato e implementato il progetto di informatizzazione del settore e predisposta una banca dati unica che incroci tutte le informazioni oggi disperse tra vari soggetti (Ministero, Icqrf, Regioni, Organismi di controllo), che contenga anagrafica delle aziende, piani annuali di produzione e relative variazioni, stato della certificazione e che possa essere accessibile a tutti gli operatori. Sarebbe inoltre da valutare l&#8217;ipotesi di tracciare in tale banca dati le transazioni commerciali al di sopra di una certa dimensione. A parere della Cia, bisognerebbe inoltre definire e rendere più lineari le funzioni di accreditamento, autorizzazione, controllo e vigilanza degli organismi del sistema e verificare l&#8217;attuale quadro sanzionatorio. Ultimo nodo, il sistema di controllo delle dogane, da rendere più incisivo in attesa di una regolamentazione comunitaria. (ANSA)</p>
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		<title>Biologico più sicuro con “l&#8217;impronta digitale”</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 15:32:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche metodi analitici innovativi possono contribuire a rendere il bio piu&#8217; sicuro. Un gruppo di ricercatori europei lavorera&#8217; nei prossimi tre anni alla messa a punto di un&#8217; &#8220;impronta digitale analitica&#8221; dei prodotti biologici, che permettera&#8217; di identificare il &#8220;vero bio&#8221; rispetto ai tentativi di frode. Il progetto, piu&#8217; che mai attuale dopo la scoperta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/iper-in-Atene.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/iper-in-Atene-300x225.jpg" alt="" title="iper in Atene" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-40782" /></a><br />
Anche metodi analitici innovativi possono contribuire a rendere il bio piu&#8217; sicuro. Un gruppo di ricercatori europei lavorera&#8217; nei prossimi tre anni alla messa a punto di un&#8217; &#8220;impronta digitale analitica&#8221; dei prodotti biologici, che permettera&#8217; di identificare il &#8220;vero bio&#8221; rispetto ai tentativi di frode. Il progetto, piu&#8217; che mai attuale dopo la scoperta della truffa da parte della Guardia di Finanza grazie all&#8217;azione &#8220;Gatto con gli stivali&#8221;, sara&#8217; coordinato dall&#8217;Universita&#8217; di Copenhagen e vede la collaborazione italiana della Fondazione Edmund Mach, con la competenza acquisita negli ultimi anni dal Centro ricerca e innovazione relativamente ai rapporti tra isotopi stabili soprattutto dell&#8217;azoto, dell&#8217;AIAB, che definira&#8217; le filiere e raccogliera&#8217; i campioni da sottoporre ad analisi, e di BIOS che partecipera&#8217; alla valutazione dell&#8217;applicabilita&#8217; all&#8217;interno del sistema di certificazione.<br />
Il progetto transnazionale dall&#8217;acronimo &#8220;AuthenticFood&#8221; ha avuto inizio a novembre e prevede la collaborazione di ben 16 partner provenienti da 11 paesi europei, includendo diverse competenze analitiche, agronomiche e di sistema di controllo.<br />
Nel progetto AuthenticFood i ricercatori europei considereranno alcuni prodotti biologici vegetali (in particolare pomodoro, cereali e derivati) e completeranno lo sviluppo di una serie di metodi analitici tra i piu&#8217; promettenti ed innovativi per l&#8217;autenticazione dei prodotti alimentari di origine vegetale.<br />
Lo scopo principale del progetto e&#8217; mettere a punto degli strumenti che permettano di rafforzare l&#8217;affidabilita&#8217; dei prodotti bio e che garantiscano ulteriormente i consumatori ma anche gli utilizzatori di materie prime, quali i mulini, i mangimifici, i produttori di passate.<br />
Gli strumenti analitici che verranno valutati e laddove possibile combinati mediante tecniche statistiche multivariate, includono metodiche di analisi dei residui di fitofarmaci, dei rapporti tra isotopi stabili di diversi elementi e del profilo minerale e metabolomico. Diversi di questi metodi sono gia&#8217; utilizzati per l&#8217;autenticazione anche di prodotti biologici, tuttavia va ancora analizzato il grado di affidabilita&#8217; a seconda delle varianti (clima, varieta&#8217;, gestione agronomica, specie, tipo di trasformazione ecc.) ed il costo.<br />
Il mercato del bio e&#8217; in costante e solida crescita e questo ha attratto anche l&#8217;attenzione di societa&#8217; ed individui disonesti che hanno trovato la via tra le maglie del sistema di controllo per commercializzare fraudolentemente grandi quantita&#8217; di derrate convenzionali con falsi certificati di biologico. La recente azione della Guardia di Finanzia, denominata &#8220;gatto con gli stivali&#8221; rende ancora piu&#8217; attuale il progetto e fruibili i risultati, proprio sulle filiere su cui si lavorera&#8217; in Italia: grano duro-semola-pasta e pomodoro-salsa. E&#8217; ovvio che i metodi analitici non potranno sostituire le serie procedure di ispezione e certificazione, ma di certo potranno risultarne utile complemento sia per gli enti di certificazione che per le autorita&#8217; deputate al controllo ed anche per le aziende che acquistano materie prime su mercati internazionali. (AGI) </p>
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		<title>Bruni (Cogeca): &#8220;Maggiori controlli su prodotti biologici per preservare settore &#8220;</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 16:38:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Il maxi sequestro di falsi prodotti biologici effettuato questa mattina in varie regioni italiane, conferma la necessità di intensificare i controlli lungo tale filiera per difendere dalle speculazioni un settore in graduale ma costante crescita&#8221; lo ha dichiarato Paolo Bruni, presidente di Cogeca, commentando l&#8217;operazione &#8220;Gatto con gli stivali&#8221; condotta oggi dalla Guardia di Finanza. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/12/Bruni.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/12/Bruni-300x231.jpg" alt="" title="Bruni" width="300" height="231" class="alignleft size-medium wp-image-39455" /></a>&#8220;Il maxi sequestro di falsi prodotti biologici effettuato questa mattina in varie regioni italiane, conferma la necessità di intensificare i controlli lungo tale filiera per difendere dalle speculazioni un settore in graduale ma costante crescita&#8221; lo ha dichiarato Paolo Bruni, presidente di Cogeca, commentando l&#8217;operazione &#8220;Gatto con gli stivali&#8221; condotta oggi dalla Guardia di Finanza.<br />
&#8220;Il comparto del bio &#8211; ha aggiunto Bruni &#8211; ha mostrato la capacità  in questi anni di conquistare un numero sempre maggiore di consumatori sul mercato nazionale ed europeo ed e&#8217; pertanto sempre più spesso oggetto di attenzione da parte di operatori spregiudicati i cui comportamenti criminali rischiano di vanificare lo sforzo delle numerose aziende agricole e cooperative che hanno effettuato importanti investimenti per valorizzare tali produzioni: è pertanto indispensabile proseguire sulla strada dei controlli capillari, in particolare sull&#8217;import di materie prime&#8221; ha concluso Bruni. </p>
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		<title>Truffa prodotti bio: i commenti del mondo agricolo</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 14:46:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Venivano venduti come prodotti biologici certificati, sicuri, controllati. Ma non lo erano affatto. La scoperta della maxi truffa alimentare da parte della Guardia di Finanza di Verona viene accolta con unanime indignazione e allarme dal mondo agricolo che, plaudendo all&#8217;impegno delle Fiamme Gialle, sottolinea il peso del danno economico e di immagine per uno dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/12/mele4.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/12/mele4-225x300.jpg" alt="" title="mele4" width="225" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-39516" /></a><br />
Venivano venduti come prodotti biologici certificati, sicuri, controllati. Ma non lo erano affatto. La scoperta della <strong><a href="http://www.conipiediperterra.com/falsi-prodotti-bio-i-dettagli-dell%E2%80%99operazione-gatto-con-gli-stivali-1206.html">maxi truffa alimentare</a></strong> da parte della Guardia di Finanza di Verona viene accolta con unanime indignazione e allarme dal mondo agricolo che, plaudendo all&#8217;impegno delle Fiamme Gialle, sottolinea il peso del danno economico e di immagine per uno dei segmenti più vivaci dell&#8217;agroalimentare e dell&#8217;economia italiani. L&#8217;Italia, ricordano le organizzazioni agricole, detiene il primato europeo nel bio per numero di produttori certificati e per ettari di terreno coltivati. &#8220;Più della metà degli italiani &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; acquista oggi prodotti biologici, (+11,5% consumi primo quadrimestre 2011). Diventa dunque sempre più importante non abbassare la guardia sul fronte dei controlli, anche alla luce di un aumento del 49% delle importazioni nel 2010&#8243;.<br />
&#8220;Una grande truffa che danneggia i consumatori alla ricerca dei prodotti di qualità, rischia di creare ulteriore sfiducia nei cittadini sulla trasparenza dei mercati e penalizza pesantemente i tanti produttori biologici seri che con impegno operano per fornire prodotti di pregio e migliorare l&#8217;ambiente&#8221; commenta la Confederazione italiana agricoltori (Cia), sulla stessa linea Confagricoltura secondo la quale &#8220;L&#8217;operazione della Guardia di Finanza fa bene al settore del biologico ed ai consumatori&#8221;. Il bio, ricorda l&#8217;associazione agricola, &#8220;non è più un settore di nicchia, per questo, conclude Confagricoltura, diventa essenziale combattere le truffe che rappresentano &#8220;un enorme danno economico e di immagine&#8221;.<br />
Secondo Copagri, infine, non bisogna &#8220;abbassare la guardia&#8221; sulla contraffazione, vero e proprio &#8220;delitto&#8221; contro l&#8217;economia e l&#8217;agroalimentare italiano. “La crisi economica – conclude poi Copagri &#8211; può diventare un terreno ancora più fertile per le truffe ed è quindi necessario prevenire e reprimere, &#8220;evitando che i responsabili, una volta scontata la pena, possano rientrare nel circuito commerciale&#8221;. </p>
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		<title>Consorzio Biologico : pieno appoggio all&#8217; operazione &#8220;Gatto con gli stivali&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 11:05:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In merito all&#8217;operazione della guardia di Finanza di Verona denominata &#8220;Gatto con gli Stivali&#8221;, CCPB e il Consorzio il Biologico dichiarano pieno appoggio all&#8217;attività degli inquirenti per smascherare una truffa che getta ombra sul lavoro della stragrande maggioranza degli operatori del biologico, che ogni giorno, da più di tre decenni, dedicano la loro vita alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/12/logo-bio-nuovo.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/12/logo-bio-nuovo-300x201.jpg" alt="" title="logo bio nuovo" width="300" height="201" class="alignleft size-medium wp-image-39394" /></a>In merito all&#8217;operazione della guardia di Finanza di Verona denominata &#8220;Gatto con gli Stivali&#8221;, CCPB e il Consorzio il Biologico dichiarano  pieno appoggio all&#8217;attività degli inquirenti per smascherare una truffa che getta ombra sul lavoro della stragrande maggioranza degli operatori del biologico, che ogni giorno, da più di tre decenni, dedicano la loro vita alla produzione di prodotti sani, sicuri e rispettosi dell&#8217;ambiente. CCPB e Consorzio il Biologico riuniscono e certificano i principali operatori del biologico in Italia, tra cui Alma Verde Bio, Coop, Alce Nero, NaturaSì e Orogel.“Siamo noi le prime vittime del falso bio”Questa mattina la Guardia di Finanza di Verona ha reso noto un maxi sequestro da 700mila tonnellate di cereali falsamente biologici per il valore di 220 milioni di euro. L&#8217;operazione è stata denominata “Gatto con gli Stivali”. Un giro di affari che proseguiva da anni garantendo ai truffatori guadagni ingentissimi. Le merci, provenienti anche da paesi esteri dell&#8217;Unione Europea, venivano trasformate agli occhi della legge in prodotti biologici attraverso false fatture che contribuivano ad aggirare il sistema di tracciabilità che caratterizza la filiera del biologico.<br />
Fabrizio Piva, amministratore delegato dell&#8217;ente di certificazione del biologico CCPB dichiara che: “Come CCPB abbiamo in questi ultimi mesi collaborato con gli organi di vigilanza per smascherare queste truffe che, per sete di facile denaro, rischiano di compromettere il lavoro e l&#8217;impegno di aziende serie che hanno fatto del biologico un&#8217;eccellenza italiana invidiata in tutto il mondo”.<br />
A nome dell&#8217;ente di certificazione, Piva sottolinea come il vero biologico italiano sia la prima vittima di questo sistema delinquenziale e rischi di mettere a repentaglio l&#8217;immagine di un settore che in tempi di crisi continua a crescere rappresentando un&#8217;ancora di salvataggio per l&#8217;industria agroalimentare italiana. “Il sistema di controllo e certificazione – conclude Piva &#8211; ha dimostrato anche in questo caso di essere in grado di espellere i soggetti che operano contro la legge”.<br />
Della megatruffa nel settore dei prodotti biologici scoperta dalla Guardia di finanza, diamo i dettagli nelle notizie in primo piano. I militari del comando di Verona hanno sequestrato oltre 700 mila tonnellate di prodotti alimentari falsamente biologici che venivano commercializzati e scoperto un giro di fatture false per oltre 200 milioni di euro. Sei le persone arrestate.( Le Fiamme gialle stanno eseguendo in queste ore a Verona, Ferrara,<br />
Pesaro Urbino e Foggia 6 ordinanze di custodia cautelare in carcere, disposte dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Verona, a carico di altrettante persone accusate di aver immesso sul mercato prodotti alimentari falsamente biologici &#8220;per un valore pari a oltre un decimo dell&#8217;intero mercato nazionale di settore&#8221;.</p>
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		<title>Domani a Zola Predosa (Bo) “Bio con vinci”</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 09:42:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[prober]]></category>
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		<description><![CDATA[La creatività viene premiata: e insieme, viene riconosciuta l&#8217;attenzione dei ragazzi alle buone pratiche e all&#8217;alimentazione biologica. Il concorso Bio Con Vinci è pensato per promuovere il biologico educando i consumatori del domani a una scelta più consapevole, ma anche valorizzando la loro autonomia di pensiero ed espressione. “Comunica ai tuoi coetanei la relazione tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/11/bambina-che-mangia.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/11/bambina-che-mangia-300x248.jpg" alt="" title="bambina che mangia" width="300" height="248" class="alignleft size-medium wp-image-38239" /></a>La creatività viene premiata: e insieme, viene riconosciuta l&#8217;attenzione dei ragazzi alle buone pratiche e all&#8217;alimentazione biologica. Il concorso Bio Con Vinci è pensato per promuovere il biologico educando i consumatori del domani a una scelta più consapevole, ma anche valorizzando la loro autonomia di pensiero ed espressione.<br />
“Comunica ai tuoi coetanei la relazione tra qualità dell’alimentazione, salute e salvaguardia dell’ambiente”: i ragazzi delle scuole secondarie di primo grado che hanno raccolto la sfida di Prober, promotrice del concorso in collaborazione con CCPB e ALIMOS, saranno protagonisti,  venerdì 11 novembre, di una mattinata di festa a Zola Predosa.<br />
I partecipanti al concorso si sono impegnati, insieme ai loro insegnanti, nella produzione di elaborati di vario genere riguardanti l&#8217;agricoltura biologica e la sostenibilità. L&#8217;obiettivo era creare una vera campagna di comunicazione, attraverso l&#8217;ideazione di materiale cartaceo (pieghevoli, manifesti, locandine) o di  uno spot radio/video. Il target proposto sono stati gli stessi coetanei, nell&#8217;idea che la comunicazione tra pari riesca meglio a diffondere comportamenti virtuosi nella vita quotidiana. Tre i premi in palio, che saranno assegnati ai migliori elaborati: un apparecchio cinefotografico digitale ad uso della scuola al primo classificato, e una  fornitura di materiale didattico (o buono per l’acquisto di importo equivalente) al secondo e terzo classificato. E al termine della premiazione, merenda bio per tutti.<br />
Il progetto &#8220;Biopertutti&#8221;, all&#8217;interno del quale è stato realizzato “Bio con vinci”, è stato promosso dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e Regione Emilia-Romagna, Assessorato Agricoltura.</p>
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		<title>Il Biologico in prima pagina</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 09:29:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Lettere in redazione]]></category>
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		<category><![CDATA[biologico repubblica]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e volentieri pubblichiamo un articolo di commento all&#8217;inchiesta apparsa sull&#8217;ultimo numero del Venerdì di Repubblica. Fabrizio Piva, amministratore delegato di CCPB, riflette sul rapporto tra chilometro zero e biologico nelle scelte dei consumatori, che sempre più scelgono il cibo &#8220;pulito&#8221;. &#8220;Ci fa piacere vedere che per una volta anche i media di massa riconoscono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/11/logo-bio-nuovo.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/11/logo-bio-nuovo-300x201.jpg" alt="" title="logo bio nuovo" width="300" height="201" class="alignleft size-medium wp-image-37900" /></a>Riceviamo e volentieri pubblichiamo un articolo di commento all&#8217;inchiesta apparsa sull&#8217;ultimo numero del Venerdì di Repubblica. Fabrizio Piva, amministratore delegato di CCPB, riflette sul rapporto tra chilometro zero e biologico nelle scelte dei consumatori, che sempre più scelgono il cibo &#8220;pulito&#8221;.<br />
&#8220;Ci fa piacere vedere che per una volta anche i media di massa riconoscono al biologico un valore positivo per tutti, e non solo per una nicchia di consumatori salutisti e (tra le righe) un po&#8217; fanatici. L&#8217;articolo di Emanuele Coen apparso sullo scorso numero del Venerdì di Repubblica parla degli aumenti record nelle vendite dei prodotti biologici, collegandoli agli effetti della crisi. Il titolo è “Bio: la crisi dà più spazio ai buoni di natura”. Considerate le precedenti incursioni della stampa mainstream (Repubblica inclusa) nell&#8217;ambito, che tendevano a mettere in luce solo le truffe del “falso bio”, questo sembra davvero un segno incoraggiante. Ci si può chiedere quali siano le ragioni di questo cambio di rotta: innanzitutto, i numeri. Le elaborazioni di Cia su dati Ismea, la Coldiretti: tutti riscontrano, a fronte di un brutale crollo dei consumi alimentari, non solo un&#8217;ottima tenuta, ma una crescita sorprendente nel mercato del cibo pulito. Sorprendente perché arriva fino al 101% nel primo quadrimestre dell&#8217;anno, ma anche perché si registra in prodotti lavorati, che il senso comune accosta meno al biologico: i formaggi, i crackers, la pasta.<br />
Ma c&#8217;è anche un altro elemento “nuovo” che rinforza il messaggio positivo, la certificazione. Si approfitta dei venti anni del regolamento Cee che per la prima volta ha disciplinato il settore, per tracciare un ritratto fedele del biologico e riconoscerne la popolarità non solo nei negozi specializzati ma anche nei grandi supermercati e perfino nei discount. Il marchio europeo della foglia verde non è più solo una garanzia, ma anche una cifra di riconoscibilità premiata dai consumatori.<br />
Il bio comincia finalmente a pensare in grande, ma sulla strada restano ancora molti interrogativi. Per esempio, il rapporto del settore con il mercato equo e solidale, ma soprattutto con la filiera corta: il cosiddetto “chilometro zero”. Questa sarà una delle prossime sfide del mercato, che dovrà trovare un equilibrio tra due aspetti della produzione che spesso vengono erroneamente identificati: un prodotto a filiera corta non è necessariamente biologico, e viceversa. Qual è il comportamento che rende l&#8217;impronta del consumatore più leggera? Bisogna privilegiare la filiera corta o il bio, anche a costo di acquistare cibo proveniente da lontano? Secondo Coldiretti (che naturalmente sposa la causa dei coltivatori italiani) il chilometro zero è oggi imprescindibile, mentre secondo Andrea Ferrante, presidente di Aiab (Associazione Italiana per l&#8217;Agricoltura Biologica) “è legittima la curiosità di assaggiare cibi di altre culture, dobbiamo evitare esagerazioni autarchiche”.<br />
“Il biologico è sicuramente un settore attento alle tipicità e al &#8216;locale&#8217;  &#8211; commenta Fabrizio Piva, amministratore delegato dell&#8217;ente di certificazione CCPB &#8211; ma una volta per tutte vogliamo definire cosa intendiamo per &#8216;chilometro zero&#8217;, vogliamo dare una chiave di lettura al consumatore? Se si tratta di prodotto italiano chiamiamolo per nome ed evitiamo allocuzioni il cui zero non ha alcun significato. Il biologico è biologico indipendentemente dal luogo di coltivazione, il metodo di produzione non ha confini e conferisce dignità a tutti coloro che producono nel rispetto delle regole che ne contraddistinguono le tecniche e la storia. Non credo che con l&#8217;autarchia facciamo un gran servizio al nostro sistema produttivo anche se preferisco, a parità di condizioni, prodotti italiani. Facciamo un gran servizio al nostro sistema produttivo se creiamo le condizioni perché sia più competitivo sui mercati mondiali e non certo chiudendo le frontiere: se lo facessero anche i tedeschi per noi sarebbero guai, e seri”.<br />
Lou Del Bello &#8211;  CCPB </p>
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		<title>Emilia Romagna: cresce la domanda “bio” ma non le aree coltivate</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 15:40:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Emilia-Romagna prima in Italia per numero di operatori biologici e prima tra le regioni del Nord per superfici coltivate, ma nonostante l&#8217;aumento della domanda di prodotti biologici, non cresce la loro area di coltivazione. Il quadro è emerso al convegno &#8216;Il futuro del biologico in Emilia-Romagna tra orientamento al mercato e nuova Pac&#8217;, dove l&#8217;assessore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/10/biologico-1.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/10/biologico-1-300x236.jpg" alt="" title="biologico 1" width="300" height="236" class="alignleft size-medium wp-image-37467" /></a>Emilia-Romagna prima in Italia per numero di operatori biologici e prima tra le regioni del Nord per superfici coltivate, ma nonostante l&#8217;aumento della domanda di prodotti biologici, non cresce la loro area di coltivazione. Il quadro è emerso al convegno &#8216;Il futuro del biologico in Emilia-Romagna tra orientamento al mercato e nuova Pac&#8217;, dove l&#8217;assessore regionale all&#8217;Agricoltura, Tiberio Rabboni, ha esortato a &#8220;collegare di più produzione e mercato&#8221;. Tra le proposte per il settore Bio, accordi di filiera, aiuti del Piano rurale Psr differenziati (&#8220;per sostenere maggiormente quelle che promuovono a loro volta produzioni bio a monte e a valle&#8221;) e una banca dati nazionale contro le agro-piraterie: &#8220;la penetrazione di falsi prodotti bio produrrebbe un danno gravissimo alla reputazione dell&#8217;intero sistema&#8221;. &#8220;Proporremo ai grandi operatori del biologico regionali e nazionali &#8211; ha precisato Rabboni &#8211; l&#8217;adesione a contratti quadro con produttori e allevatori, per programmare meglio le produzioni e le loro caratteristiche, anche ampliando la possibilità di usufruire dei contributi già previsti al riguardo dal Psr. I dati confermano che l&#8217;Emilia-Romagna è prima in Italia per numero di operatori biologici e prima nel nord del Paese per superfici coltivate &#8211; ha detto Rabboni &#8211; tuttavia assistiamo a un paradosso: di fronte a una domanda di prodotti biologici in forte crescita, con un +12% in Italia, anche nella nostra regione le superfici coltivate rimangono sostanzialmente stabili. Da qui l&#8217;esigenza di lavorare per collegare sempre più produzioni e domanda&#8221;. Sono 3.585 gli operatori Bio in Emilia-Romagna (dati 2010, +2,3% rispetto al 2009) e di questi 2.725 sono aziende agricole (erano 2.699 nel 2009) e 860 le imprese di trasformazione (805 nel 2009). In crescita in particolare gli allevamenti (580 a 625, +7,76%) e le aziende agricole in conversione (da 301 a 441, +46,51%). La provincia di Forlì-Cesena è in testa con 549 aziende agricole bio, seguita da Parma (434) e Bologna (359). La superficie regionale coltivata a biologico è di 76.781 ettari (-1,28% rispetto al 2009), circa il 7% della superficie agricola totale. Dal 2007 a oggi il biologico, pur contando meno del 3% del totale delle aziende agricole regionali, ha ricevuto finanziamenti dal Piano rurale per 181 milioni di euro, ovvero il 34% dei contributi complessivi, per compensare i maggiori costi del biologico e riconoscere il beneficio ambientale che questo tipo di agricoltura rende alla collettività. (ANSA)</p>
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