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	<title>Con i piedi per terra &#187; Consumi</title>
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	<description>Notizie e attualità dal mondo dell&#039;agricoltura</description>
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		<title>Maltempo: danni anche sul portafoglio. Cia, a febbraio la spesa costerà 50 euro in più</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 15:24:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il maltempo fa lievitare la spesa delle famiglie italiane, non solo per il riscaldamento ma anche per la tavola. Cosi&#8217; come il consumo di metano e&#8217; cresciuto del 30 per cento nella prima settimana di febbraio rispetto allo stesso periodo del mese scorso, cosi&#8217; il budget per il carrello alimentare e&#8217; gia&#8217; lievitato del 10 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/spesa12.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/spesa12-300x225.jpg" alt="" title="spesa1" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-42438" /></a><br />
Il maltempo fa lievitare la spesa delle famiglie italiane, non solo per il riscaldamento ma anche per la tavola. Cosi&#8217; come il consumo di metano e&#8217; cresciuto del 30 per cento nella prima settimana di febbraio rispetto allo stesso periodo del mese scorso, cosi&#8217; il budget per il carrello alimentare e&#8217; gia&#8217; lievitato del 10 per cento nel confronto con gli stessi giorni di gennaio. L&#8217;effetto &#8220;accaparramento&#8221;, insieme ai fenomeni speculativi sui prezzi di frutta e verdura, provocati dalle gelate nei campi e dalle difficolta&#8217; di distribuzione delle merci per i rallentamenti e i blocchi dei tir su strade e autostrade, hanno gia&#8217; portato a un esborso di 50 euro in piu&#8217; a famiglia rispetto allo scontrino mensile per cibo e bevande. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori.<br />
Considerato che la spesa per gli alimentari e&#8217; pari mediamente a 467 euro al mese per nucleo familiare, vuol dire che gli italiani a febbraio ne spenderanno invece 517. Un aggravio gia&#8217; acquisito e destinato a salire ancora -prosegue la Cia- se neve e freddo polare continueranno a infuriare in tutt&#8217;Italia. Allo stesso modo -osserva la Cia- e&#8217; destinata a crescere ancora anche la stima dei danni all&#8217;agricoltura. Il maltempo e&#8217; finora costato al settore primario 250 milioni di euro, che diventano 500 se si considera l&#8217;intera filiera dell&#8217;agroalimentare italiano, dal campo ai trasporti al dettaglio. E il peggioramento delle condizioni meteo nel week-end preannuncia nuovi problemi e ulteriori spese per i produttori.Ad oggi sono ferme piu&#8217; di 50 mila aziende agricole e oltre 8 mila restano senza luce e gas. Inoltre -ricorda la Cia- il 30 per cento dei raccolti in campo aperto (cavoli, radicchio, carciofi, indivia e cicoria) e&#8217; andato perso, completamente &#8220;bruciato&#8221; dal gelo. Poi vanno aggiunti i danni alle migliaia di strutture aziendali come serre, cascine, depositi, magazzini e stalle, danneggiate o crollate sotto il peso della neve. In piu&#8217;, ben il 5 per cento delle piante, tra alberi da frutta, olivi e viti, e&#8217; stato distrutto, e sono gia&#8217; morti per il freddo eccessivo 10 mila animali, tra mucche, pecore, cavalli, maiali e polli. Infine c&#8217;e&#8217; l&#8217;incremento &#8220;stellare&#8221; della bolletta energetica, visto che con le temperature siberiane, gli agricoltori devono ricorrere massicciamente al riscaldamento di serre e stalle.(AGI) </p>
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		<title>Il maltempo colpisce anche il carrello della spesa</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 09:25:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Temperature a picco e scaffali sempre più vuoti. La rincorsa dei prezzi dei prodotti freschi (frutta, verdura e latte in primo luogo) è già cominciata. I primi aumenti di questi giorni, secondo l&#8217;Osservatorio nazionale Federconsumatori, hanno già provocato un aggravio del 10% sulla spesa mensile delle famiglie. &#8220;Ma siamo solo agli inizi &#8211; dice il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/centro-commerciale-21.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/centro-commerciale-21-300x236.jpg" alt="" title="centro commerciale 2" width="300" height="236" class="alignleft size-medium wp-image-42208" /></a>Temperature a picco e scaffali sempre più vuoti. La rincorsa dei prezzi dei prodotti freschi (frutta, verdura e latte in primo luogo) è già cominciata. I primi aumenti di questi giorni, secondo l&#8217;Osservatorio nazionale Federconsumatori, hanno già provocato un aggravio del 10% sulla spesa mensile delle famiglie. &#8220;Ma siamo solo agli inizi &#8211; dice il presidente Rosario Trefiletti &#8211; se la situazione si prolungherà, i fenomeni di accaparramento si farebbero più accentuati, arrivando a determinare un&#8217;accelerazione incontrollabile&#8221;. Così, se gli aumenti dovessero protrarsi la ricaduta sulla spesa delle famiglie sarebbe pari al 40% in più, arrivando a toccare i 132,89 euro mensili, calcola Federconsumatori. I ritocchi di questi giorni si sono limitati invece a un +10% dice la Coldiretti, causando un esborso di quasi 20 euro in più (19,71) dalle tasche di ogni nucleo familiare. Diverso invece il conteggio di Casper che stima rincari-boom del 200% sui freschi nelle ultime ore e annuncia ricorsi presso 104 Procure nazionali. Trefiletti ed Elio Lannutti, presidente Adusbef, ritengono &#8220;urgente un intervento di carattere istituzionale, in grado di far rientrare la situazione nella normalità, prima che degeneri ulteriormente&#8221;. Ma a fronte di gelo e supermercati sguarniti, si è registrato anche un calo dei consumi. A certificarlo è la Coldiretti che registra nelle regioni colpite dal maltempo &#8220;un taglio del 20% negli acquisti quotidiani di frutta e verdura per effetto del gelo e della neve che hanno bloccato gli italiani in casa e impedito le consegne con interi centri isolati&#8221;. L&#8217;organizzazione agricola stima in questi giorni una flessione media del 30% nelle forniture, più acuta in alcune zone. Il ministro delle Politiche agricole tuttavia rassicura: &#8220;Non bisogna enfatizzare più di tanto gli aumenti dei prezzi dei prodotti alimentari. Ci sono rincari qua e là ma nessuno stravolgimento del mercato&#8221; dice Mario Catania. &#8220;Sono piccoli episodi speculativi, gravi e da perseguire, che sarebbero però più rari con una filiera corta e trasparente&#8221; aggiunge il titolare del Mipaaf. Il ritocco all&#8217;insù dei listini si sta verificando soprattutto per bieta, broccoli, carciofi, cavolfiori, indivia e scarola. Ma anche carne, latte e pesce potranno subire notevoli rincari, dicono le associazioni dei consumatori. Sfiora la cifra-record dei 500 milioni di euro il bilancio dei danni al settore primario, secondo la mappatura tracciata dalla Confagricoltura nelle regioni più colpite. Una conta dei danni destinata ad aggravarsi, a giudicare dalla strage di animali che il gelo sta compiendo negli allevamenti al Nord e al Centro. (ANSA)</p>
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		<title>Latte: 85% degli italiani lo consuma, ma vincono i formaggi</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 15:01:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono una rarita&#8217; gli italiani che non consumano latte e formaggi, stando ai risultati dell&#8217;indagine biennale condotta da Astra Ricerche per Assolatte, presentata nell&#8217;ambito della consegna dei premi per il concorso giornalistico &#8216;L&#8217;attentibile&#8217;, indetto proprio dall&#8217;associazione dei produttori del settore lattiero-caseario. Il 92% degli italiani, infatti, mangia formaggi; l&#8217;85% beve latte; il 77% consuma sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/Ditecheese4.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/Ditecheese4-300x200.jpg" alt="" title="Ditecheese4" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-42189" /></a><br />
Sono una rarita&#8217; gli italiani che non consumano latte e formaggi, stando ai risultati dell&#8217;indagine biennale condotta da Astra Ricerche per Assolatte, presentata nell&#8217;ambito della consegna dei premi per il concorso giornalistico &#8216;L&#8217;attentibile&#8217;, indetto proprio dall&#8217;associazione dei produttori del settore lattiero-caseario.<br />
Il 92% degli italiani, infatti, mangia formaggi; l&#8217;85% beve latte; il 77% consuma sia burro sia yogurt e latti fermentati; il 70% non rinuncia alla panna. Percentuali che fanno balzare quello lattiero-caseario al primo posto tra i settori dei consumi alimentari nostrani.<br />
Se i formaggi vincono soprattutto tra i 25-34enni dei ceti medio-alti, il latte spopola al sud, yogurt e latti fermentati sono preferiti dai 45-54enni delle regioni centrali, di ceto e istruzione medio-alti. Il burro si consuma piu&#8217; al sud che al nord e attraversa trasversalmente tutte le fasce sociali mentre la panna e&#8217; amata dai giovani adulti, soprattutto del Triveneto. Quanto alle motivazioni che spingono al consumo di questi prodotti, il latte porta con se&#8217; un aspetto di tradizione e di accompagnamento lungo tutte le fasi della vita; yogurt e latti fermentati vincono sul piano del benessere mentre i formaggi su quello del sapore.Discorso a parte per il burro, che ha visto crescere i consumi negli ultimi dieci anni e che viene scelto oltre che per l&#8217;indispensabilita&#8217; in certe preparazioni anche per il gusto e le molte varianti in cui viene proposto. A dispetto delle informazioni relative al contenuto di grassi, anche la panna viene scelta per il sapore e la consistenza. &#8220;Questa fotografia &#8211; ha commentato Enrico Finzi, presidente di Astra Ricerche &#8211; mostra tre realta&#8217; di fondo della nostra societa&#8217;: quasi quattro italiani su dici vivono in condizioni di marginalita&#8217; sia socio-economica che psico-culturale; l&#8217;insoddisfazione per la propria vita vale per il 51% dei nostri connazionalij i veramente felici non superano il 26%. E i prodotti lattiero-caserai cosa c&#8217;entrano con tutto questo? Essi appaiono tanto piu&#8217; forti per consumo e piu&#8217; amati quanto piu&#8217; si passa dai cittadini piu&#8217; poveri e insoddisfatti a quelli piu&#8217; realizzati e contenti&#8221;.<br />
Quello lattiero caseario e&#8217; uno dei fiori all&#8217;occhiello del settore agroalimentare italiano &#8211; ha osservato il ministro delle Politiche agricole, Mario Catania &#8211; Settore nel quale ci sono sicuramente ombre e problemi ma che ci ha dato grandi soddisfazioni e che il governo cerca e cerchera&#8217; di sostenere nella prospettiva di un sempre maggiore sviluppo&#8221;. Il ministro ha tenuto a precisare che alcune azioni importanti sono state gia&#8217; intraprese, come la presentazione in parlamento del disegno di legge per la riorganizzazione della filiera della produzione del latte, nell&#8217;ottica di una maggiore trasparenza. &#8220;La nostra speranza &#8211; ha proseguito Catania &#8211; e&#8217; che questa norma venga valutata positivamente e venga anche difesa dagli attacchi di lobby come quella della grande distribuzione&#8221;. </p>
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		<title>Inflazione: Cia, la corsa dei prezzi penalizza i consumi</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 13:56:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 2012 comincia male per le tasche degli italiani: a gennaio il carrello della spesa delle famiglie ha registrato un nuovo boom, con un rincaro annuo del 4,2%, di un punto superiore al tasso d&#8217;inflazione tendenziale (+3,2%), imputabile sopratutto agli aumenti dei carburanti e dei listini alimentari. L&#8217;ennesimo &#8216;salasso&#8217;, che contribuisce ad affossare ulteriormente i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/centro-commerciale-2.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/centro-commerciale-2-300x236.jpg" alt="" title="centro commerciale 2" width="300" height="236" class="alignleft size-medium wp-image-42027" /></a><br />
Il 2012 comincia male per le tasche degli italiani: a gennaio il carrello della spesa delle famiglie ha registrato un nuovo boom, con un rincaro annuo del 4,2%, di un punto superiore al tasso d&#8217;inflazione tendenziale (+3,2%), imputabile sopratutto agli aumenti dei carburanti e dei listini alimentari. L&#8217;ennesimo &#8216;salasso&#8217;, che contribuisce ad affossare ulteriormente i consumi, specie quelli per la tavola. Questo il commento della Confederazione italiana agricoltori (Cia) ai dati diffusi oggi dall&#8217;Istat. I prezzi dei prodotti alimentari, spiega l&#8217;associazione, continuano a lievitare a causa del duplice effetto dell&#8217;impennata del gasolio da un lato, ma anche di speculazioni che gonfiano ulteriormente i listini. Risultato: lo zucchero è schizzato a +15,9%, il caffé a +16,5%, il pane a +2,9% e la pasta a +2,1%. Un esborso maggiore che spinge le famiglie a ridurre i consumi e ad orientarsi sempre più verso i discount o le offerte commerciali della Gdo (40% nuclei familiari). Ad essere particolarmente penalizzati, ricorda la Cia, sono anche gli agricoltori, che &#8220;non traggono nessun vantaggio dal rincaro dei listini alimentari al supermercato, ed anzi continuano a combattere con il caro-gasolio&#8221;, il cui prezzo è lievitato del 130% da gennaio 2010, con un aggravio di spesa di oltre 5mila euro ad impresa. </p>
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		<title>Maltempo: Cia, consegne alimentari fresche calate della metà</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 11:53:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il grande freddo che ha investito l&#8217;Italia, portando intense nevicate soprattutto al Centro-Nord, sta bloccando le consegne di prodotti deperibili, come frutta, verdura, carne, latte e formaggi. Le cattive condizioni del fondo stradale hanno rallentato fortemente la circolazione dei tir, con la conseguenza che la distribuzione di alimentari freschi agli stabilimenti e ai punti vendita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/neve-tanta-1.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/neve-tanta-1.jpg" alt="" title="neve tanta" width="240" height="160" class="alignleft size-full wp-image-42018" /></a>Il grande freddo che ha investito l&#8217;Italia, portando intense nevicate soprattutto al Centro-Nord, sta bloccando le consegne di prodotti deperibili, come frutta, verdura, carne, latte e formaggi. Le cattive condizioni del fondo stradale hanno rallentato fortemente la circolazione dei tir, con la conseguenza che la distribuzione di alimentari freschi agli stabilimenti e ai punti vendita della Gdo e&#8217; diminuita della meta&#8217; rispetto al quantitativo medio abituale, che si attesta sulle 50 mila tonnellate al giorno in tutto il Paese. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori.<br />
L&#8217;ondata di gelo siberiano ha reso impraticabili molte strade rurali e interpoderali, soprattutto in collina e nelle zone montane, rendendo quasi impossibili non soltanto gli spostamenti di merci dalle imprese agricole, ma anche gli stessi approvvigionamenti aziendali, prima di tutto quelli mangimistici -continua la Cia-. Ora il freddo polare sta arrivando anche al Sud, dove si concentra il 70 per cento del valore commerciale della produzione ortofrutticola, e si teme un nuovo &#8220;caos viabilita&#8217;&#8221;. Con effetti diretti sia sui campi che sugli scaffali dei supermercati, dove i prezzi alimentari ancora risentono delle speculazioni provocate dallo sciopero degli autotrasportatori. (AGI)</p>
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		<title>Cia: con la spesa in campagna risparmi fino a 1.680 euro</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 15:56:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel 2011 gli acquisti direttamente nelle aziende agricole sono cresciuti del 15%, un piccolo boom, dovuto alla qualità delle produzioni agricole ma anche ai prezzi, visto che si può risparmiare fino a 1.680 euro l&#8217;anno per nucleo familiare. Lo afferma la Cia a Fieragricola, dove festeggia il successo della sua rete nazionale di vendita diretta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/cesto-spesa.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/cesto-spesa-300x300.jpg" alt="" title="AA026244" width="300" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-41954" /></a>Nel 2011 gli acquisti direttamente nelle aziende agricole sono cresciuti del 15%, un piccolo boom, dovuto alla qualità delle produzioni agricole ma anche ai prezzi, visto che si può risparmiare fino a 1.680 euro l&#8217;anno per nucleo familiare. Lo afferma la Cia a Fieragricola, dove festeggia il successo della sua rete nazionale di vendita diretta creata nel 2008 a partire da un sito di incontro tra domanda e offerta e ormai allargata all&#8217;intero territorio nazionale. Secondo i calcoli della Cia, su un budget medio mensile per alimentari e bevande di 467 euro a famiglia, la &#8216;spesa in campagna&#8217; fa spendere circa 140 euro in meno. Non poco, soprattutto se si considera che la crisi economica ha costretto una famiglia su 3 a tagliare il carrello alimentare, mentre 3 su 5 hanno dovuto modificare il menù quotidiano e oltre il 30% ha scelto di rivolgersi quasi esclusivamente agli hard-discount e alle promozioni commerciali. La vendita diretta in azienda agricola non è solo sinonimo di risparmio, ma anche di qualità. Il numero sempre crescente di consumatori che sceglie di fare la spesa nei campi, conclude la Cia, può dire di aver recuperato la completa tracciabilità dei cibi, con la piena garanzia della salubrità e della bontà di produzioni e trasformazioni, tutte naturali e made in Italy. (ANSA).</p>
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		<title>Star bene col cibo è anche questione di etichette</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 16:12:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono sempre di più gli italiani che leggono le etichette degli alimenti. E non lo fanno più solo per conoscere la data di scadenza, ma anche per saperne gli ingredienti, e per capire se un certo prodotto è adatto o no alle proprie esigenze. Ed è anche per fare chiarezza nella &#8216;giungla&#8217; delle etichette al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/centro-commerciale-14.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/centro-commerciale-14-300x236.jpg" alt="" title="centro commerciale 1" width="300" height="236" class="alignleft size-medium wp-image-41703" /></a>Sono sempre di più gli italiani che leggono le etichette degli alimenti. E non lo fanno più solo per conoscere la data di scadenza, ma anche per saperne gli ingredienti, e per capire se un certo prodotto è adatto o no alle proprie esigenze. Ed è anche per fare chiarezza nella &#8216;giungla&#8217; delle etichette al supermercato che domani si apre a Milano &#8216;Etichet-ti-amo. L&#8217;importanza di una corretta lettura delle etichette alimentarì , evento organizzato da Nestlè e ospitato al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano. Nel corso dell&#8217;evento, adulti e famiglie potranno discutere con gli esperti e capire il linguaggio delle etichette alimentari, anche alla luce delle modifiche che avverranno con il nuovo regolamento dell&#8217;Unione Europea. Esperti di dietetica e nutrizione, insieme ai rappresentanti dei consumatori, parteciperanno a un vero e proprio talk show radiofonico che sarà trasmesso anche in diretta nazionale, grazie alla presenza delle speaker di Mamme in Radio. All&#8217;incontro parteciperanno Tina Napoli di Cittadinanzattiva, Michela Barichella (responsabile della dietetica e della nutrizione clinica degli Istituti Icp di Milano) e Tommaso Pronunzio del Centro ricerche Ales. Nel corso del dibattito saranno presentati anche i dati dell&#8217;ultima edizione dell&#8217;Osservatorio Adi-Nestlé, che mostrano il reale livello di conoscenza e consapevolezza degli italiani rispetto alle corrette abitudini alimentari e alle informazioni contenute nelle etichette. Al termine dell&#8217;incontro, infine, sarà possibile visitare gratuitamente la mostra internazionale &#8216;Buon appetito. L&#8217;alimentazione in tutti i sensì, dove attraverso giochi e pannelli interattivi si ripercorrono i temi della sana e corretta alimentazione.(ANSA).</p>
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		<title>Conad: prodotti a marchio a 2,2 mld. +20%</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 10:16:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non solo più uova e legumi, i cui consumi sono in crescita, e meno carne, le cui vendite sono calate. Ma anche molti, molti più prodotti a marchio. La crisi modifica i consumi, stando a quanto si legge nei dati presentati da Conad in occasione di Marca, la manifestazione della &#8216;private label&#8217;, a Bologna. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/conad.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/conad.jpg" alt="" title="conad" width="200" height="46" class="alignleft size-full wp-image-41178" /></a>Non solo più uova e legumi, i cui consumi sono in crescita, e meno carne, le cui vendite sono calate. Ma anche molti, molti più prodotti a marchio. La crisi modifica i consumi, stando a quanto si legge nei dati presentati da Conad in occasione di <strong><a href="http://www.conipiediperterra.com/marca-by-bologna-fiere-convegno-inaugurale-in-diretta-su-antenna-verde-e-sul-nostro-sito-0117.html">Marca, la manifestazione della &#8216;private label&#8217;</a></strong>, a Bologna. Il fatturato dei prodotti a marchio Conad infatti nel 2011 è cresciuto del 20%, arrivando a 2,2 miliardi di euro. Sono prodotti che garantiscono un risparmio medio, rispetto agli omologhi di marchi noti, del 25-30%, con anche punte in alcuni settori del 50% In cinque anni la quota di mercato della marca commerciale è passata dal 18,3% del 2007 al 24,5% del 2011, crescendo molto più della media del mercato italiano, con una differenza in termini di quota rispetto al totale Italia di 7,2%. Ottima la &#8216;performance&#8217; dei prodotti tradizionali di Sapori&#038;Dintorni Conad (+25%), ma il vero boom è quello di Conad Biologico (+48%). Il direttore marketing e private label Giuseppe Zuliani ha spiegato che per il futuro &#8220;valorizzeremo il ruolo chiave del prodotto a marchio nei freschi supportando le numerose novità in previsione: dall&#8217;ulteriore evoluzione del take away alla segmentazione del mercato delle carni e dell&#8217;ortofrutta. Un nuovo ambito di lavoro sarà quello dell&#8217;extralimentare, settore a cui ci siamo affacciati da poco e che vedrà l&#8217;ingresso del marchio Conad in altre nuove categorie&#8221;. (ANSA). </p>
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		<title>Inflazione: il record degli aumenti spetta al caffè</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 16:28:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel carrello della spesa alimentare 2011 è la tradizionale tazzina a far registrare gli aumenti più elevati, con un rincaro dell&#8217;11% per il caffè e del 10% per lo zucchero; al contrario la riduzione più evidente si è registrata per il pomodoro, il cui prezzo è sceso del 4% rispetto allo scorso anno. Il dato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/caffe-tazzina.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/caffe-tazzina.jpg" alt="" title="caffe&#039; tazzina" width="240" height="180" class="alignleft size-full wp-image-41080" /></a><br />
Nel carrello della spesa alimentare 2011 è la tradizionale tazzina a far registrare gli aumenti più elevati, con un rincaro dell&#8217;11% per il caffè e del 10% per lo zucchero; al contrario la riduzione più evidente si è registrata per il pomodoro, il cui prezzo è sceso del 4% rispetto allo scorso anno. Il dato emerge da un&#8217;analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi all&#8217;andamento dell&#8217;inflazione nel 2011, che ha evidenziato come l&#8217;aumento medio dei prezzi di cibi e bevande (+2,4%) sia stato inferiore alla crescita dell&#8217;inflazione (+2,8%). L&#8217;alimentare &#8220;ha dunque contribuito in generale a frenare l&#8217;inflazione&#8221;, spinta in alto soprattutto dai costi dei prodotti energetici, carburanti in testa. L&#8217;effetto calmieratore della tavola sarebbe principalmente dovuto, secondo l&#8217;associazione, a due fattori: il crollo dei prezzi di frutta e verdura sui campi e il boom degli acquisti diretti dal produttore (+20%), che hanno riguardato ben 8 milioni di italiani. </p>
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		<title>Italiani a caccia di offerte: il 61% ha cambiato le proprie abitudini</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 11:13:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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		<description><![CDATA[Più di sei italiani su dieci (precisamente il 61%) nel 2011 hanno modificato i propri comportamenti di acquisto confrontando con più attenzione i prezzi, prima di riempire il carrello della spesa. E&#8217; quanto emerge da una indagine Coldiretti/Swg in riferimento ai dati Istat relativi all&#8217;andamento dell&#8217;inflazione nel 2011. &#8220;Il 59% degli italiani nel 2011 è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/centro-commerciale-12.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/centro-commerciale-12-300x236.jpg" alt="" title="centro commerciale 1" width="300" height="236" class="alignleft size-medium wp-image-41048" /></a><br />
Più di sei italiani su dieci (precisamente il 61%) nel 2011 hanno modificato i propri comportamenti di acquisto confrontando con più attenzione i prezzi, prima di riempire il carrello della spesa. E&#8217; quanto emerge da una indagine Coldiretti/Swg in riferimento ai dati Istat relativi all&#8217;andamento dell&#8217;inflazione nel 2011. &#8220;Il 59% degli italiani nel 2011 è andato alla ricerca delle offerte 3 per 2, in misura maggiore rispetto al passato&#8221;, spiega l&#8217;indagine, precisando che per effetto della crisi si è allungato il tempo trascorso al supermercato. &#8220;La maggioranza degli italiani (55%) infatti ha aumentato il tempo dedicato a fare la spesa, prestando più attenzione ai prodotti da mettere nel carrello&#8221;. Il 57% degli italiani, secondo l&#8217;indagine, ha peraltro ridotto lo spreco di cibo. Tra questi, &#8220;il 47% lo ha fatto facendo la spesa in modo più oculato, il 31% riducendo le dosi acquistate, il 24% utilizzando gli avanzi per il pasto successivo e il 18% guardando con più attenzione alla data di scadenza. Una tendenza positiva &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; in un Paese come l&#8217;Italia dove a causa degli sprechi dal campo alla tavola viene perso cibo per oltre dieci milioni di tonnellate per un valore stimato in 37 miliardi&#8221;.<br />
&#8220;Complessivamente la spesa per alimentari, trasporti, combustibili ed energia elettrica rappresentano oltre il 40% delle spese familiari&#8221;, precisa la Coldiretti, sottolineando che &#8220;per effetto dell&#8217;aumento record dei prezzi, la spesa per trasporti, combustibili ed energia elettrica ha sorpassato nel 2011 quella per gli alimentari e rappresenta il 19% della spesa familiare totale&#8221;. Si tratta di &#8220;un cambiamento che riflette l&#8217;andamento dei prezzi sul mercato dove un litro di gasolio costa più di un litro di latte o di un chilo di pasta&#8221;, sottolinea la confederazione agricola, che avverte: &#8220;bisogna evitare il rischio reale che le famiglie italiane per far fronte ai rincari energetici in un momento di crisi siano costrette a risparmiare con l&#8217;acquisto di cibo a basso prezzo, a cui può corrispondere anche bassa qualità e rischi per la salute&#8221;. </p>
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