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	<title>Con i piedi per terra &#187; DOP e IGP</title>
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	<description>Notizie e attualità dal mondo dell&#039;agricoltura</description>
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		<title>Speck Alto Adige, produzione in crescita</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 16:44:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La produzione di speck in Alto Adige ha fatto registrare nel 2011 una notevole crescita. Il numero complessivo di baffe marchiate dal Consorzio Tutela Speck Alto Adige è stato di 6,4 milioni per circa 28.700 tonnellate di speck. Rispetto all&#8217;anno precedente la crescita è dei 4,2 percento. Più contenuta &#8211; 1% &#8211; la crescita dello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/speck-formaggio.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/speck-formaggio.jpg" alt="" title="speck formaggio" width="240" height="160" class="alignleft size-full wp-image-42360" /></a><br />
La produzione di speck in Alto Adige ha fatto registrare nel 2011 una notevole crescita. Il numero complessivo di baffe marchiate dal Consorzio Tutela Speck Alto Adige è stato di 6,4 milioni per circa 28.700 tonnellate di speck. Rispetto all&#8217;anno precedente la crescita è dei 4,2 percento. Più contenuta &#8211; 1% &#8211; la crescita dello Speck Alto Adige Igp (indicazione geografica protetta) del quale sono state prodotte 2,5 milioni di baffe pari a circa il 38% del totale. Lo Speck Alto Adige è connotato da una miscela speciale di spezie, sale, pepe, alloro, ginepro e rosmarino ed è protetto dall&#8217;Unione Europea. </p>
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		<title>Ue: pronto un progetto di promozione per Dop, Igp e Stg</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 09:30:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un sostegno più forte alla promozione dei prodotti alimentari di alta qualità, come le denominazioni d&#8217;origine e le indicazioni geografiche protette (Dop e Igp) e le specialità tradizionali garantite (Stg), in primo luogo la Pizza alla Napoletana, ma anche un nuovo approccio sull&#8217;origine del prodotto, rappresentano due elementi rilevanti per l&#8217;Italia nel progetto di proposta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/salumi-2.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/salumi-2-300x236.jpg" alt="" title="salumi 2" width="300" height="236" class="alignleft size-medium wp-image-41985" /></a><br />
Un sostegno più forte alla promozione dei prodotti alimentari di alta qualità, come le denominazioni d&#8217;origine e le indicazioni geografiche protette (Dop e Igp) e le specialità tradizionali garantite (Stg), in primo luogo la Pizza alla Napoletana, ma anche un nuovo approccio sull&#8217;origine del prodotto, rappresentano due elementi rilevanti per l&#8217;Italia nel progetto di proposta messo a punto dal commissario Ue all&#8217;agricoltura, Dacian Ciolos. La proposta che dovrebbe essere varata dalla Commissione europea il prossimo marzo. Il documento, che sta particolarmente a cuore al commissario, punta a realizzare una vera e propria riforma per mettere in valore a livello europeo, ma soprattutto sul mercato mondiale, le eccellenze prodotte in Europa. Il progetto, che prende anche spunto dalle misure introdotte dai partner mondiali per favorire le loro esportazioni, tocca numerosi aspetti, compreso l&#8217;approccio da seguire in caso di crisi di mercato, come è avvenuto lo scorso anno per l&#8217;ortofrutta. &#8211; DOP-IGP-STG &#8211; Si pensa ad un sostegno rafforzato per la promozione &#8220;di sistemi europei di qualità alimentare quali le denominazione d&#8217;origine protette, le indicazioni geografiche e le specialità tradizionali garantite, e i prodotti riconosciuti in questi sistemi&#8221;. Inoltre, le azioni potrebbero anche interessare &#8220;messaggi tematici che illustrano le caratteristiche dei prodotti europei quali la qualità, la salute, lo sviluppo sostenibile e il benessere degli animali&#8221;. &#8211; ORIGINE &#8211; La menzione dell&#8217;origine &#8220;Europa”, dovrebbe sempre, &#8220;in modo esplicito o no, emergere nelle azioni di formazione e di promozione&#8221;. Per i prodotti registrati a livello europeo come Dop e Igp, &#8220;la menzione dell&#8217;origine a titolo principale resterebbe possibile, come avviene ora, a condizione che queste referenze corrispondano esattamente a quelle che sono state registrate&#8221;. La bozza del commissario Ciolos passa ora all&#8217;esame degli uffici dei singoli commissari europei e, alla luce delle loro riflessioni, il documento potrebbe essere modificato o ritardato. L&#8217;Italia attende da anni una legislazione europea per promuovere le proprie eccellenze sui mercati Ue e mondiali. (ANSA). </p>
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		<title>Parmigiano Reggiano: +18% le quotazioni del 2011. Alai, programmare per dare stabilità</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 15:22:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[DOP e IGP]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono stati necessari otto anni segnati da una pesante crisi e da una lenta ripresa, ma nel 2011 il Parmigiano-Reggiano è riuscito a superare le quotazioni medie toccate nel 2003, l’annata migliore del decennio 2000-2010. I prezzi all’origine si sono infatti attestati, lo scorso anno, sulla media di 10,76 euro/kg, mentre nel 2003 si collocarono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/parmigiano-6.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/parmigiano-6-300x236.jpg" alt="" title="parmigiano 6" width="300" height="236" class="alignleft size-medium wp-image-41889" /></a>Sono stati necessari otto anni segnati da una pesante crisi e da una lenta ripresa, ma nel 2011 il Parmigiano-Reggiano è riuscito a superare le quotazioni medie toccate nel 2003, l’annata migliore del decennio 2000-2010.<br />
I prezzi all’origine si sono infatti attestati, lo scorso anno, sulla media di 10,76  euro/kg, mentre nel 2003 si collocarono a 9,25 euro/kg.<br />
Il “sorpasso”, sfiorato nel 2010, quando i prezzi medi all’origine si posizionarono a 9,14 euro/kg, è avvenuto soprattutto grazie al buon andamento del primo quadrimestre 2011 (picco in aprile, con 11,45 euro/kg di media mensile), cui ha fatto seguito un ripiegamento delle quotazioni (10,40 euro/kg la media di luglio) e, infine, la stabilità degli ultimi quattro mesi con 10,50 euro/kg.<br />
Rispetto al 2010, dunque, l’incremento delle quotazioni si è attestato di poco al di sotto del 18%, “ed è un valore – sottolinea il presidente del Consorzio del Parmigiano-Reggiano, Giuseppe Alai – che ha finalmente restituito ai produttori quella redditività e quella possibilità di investimento che è mancata per molti anni”.<br />
Non è allora casuale il dato che indica nel 7,1% l’incremento della produzione 2011 (3.231.862 forme, per un valore, all’origine, di 1,215 miliardi di euro), cioè quasi il triplo rispetto al +2,44% del 2010.<br />
“Un valore molto alto, ma grazie alle azioni che sono state messe in atto in campo commerciale – spiega Alai – non siamo in situazione di allarme: le scorte hanno registrato un aumento modesto e fisiologico (un 11,5% in più, equivalente però a sole 84.000 forme e a livelli identici a quelli del 2009); il +4,2% delle esportazioni è un buon dato e lo sono, soprattutto, i ritiri effettuati dalla società I4S, che interessano oltre 180.000 forme destinate a mercati e tipologie di consumo diversi da quelli interni”. “Resta però il fatto – e qui Alai non nasconde qualche preoccupazione – che la crescita produttiva va riportata rapidamente entro limiti sopportabili da un mercato che ha già penalizzato duramente i produttori”.<br />
“L’approvazione dei criteri di gestione dei piani produttivi da parte dell’Assemblea dei soci del novembre scorso, con gli annessi contributi consortili aggiuntivi per chi sforerà i tetti produttivi – sottolinea il presidente del Consorzio – è in tal senso incoraggiante, ma l’obbligo del governo della produzione per garantire redditività ai produttori non è legato soltanto alla coerenza rispetto alle capacità di assorbimento del mercato”. “La storia ci dice che il calo dei consumi e delle quotazioni – spiega Alai – si lega in modo evidente alle repentine ed ampie oscillazioni dei prezzi al dettaglio, che tendono a disorientare i consumatori e ad abbassarne la fidelizzazione”.<br />
“Il problema – sostiene Alai – non è solo nostro, ma riguarda tutti i principali formaggi duri italiani, e primariamente quelli a lunga stagionatura. Tra questi, il Parmigiano-Reggiano è quello che nel 2011 ha registrato il minor incremento dei prezzi al consumo nei punti vendita italiani (+14,7% contro punte di oltre il 20% per altri duri), ma i prodotti similari d’importazione sono rimasti ben al di sotto di questi dati, facendo segnare un’oscillazione limitata al +6,5%: pur con prezzi non dissimili o pressoché identici a quelli di tanti prodotti italiani, il risultato, come accade da anni, è che  questi  ultimi  hanno  guadagnato 2.000  tonnellate di vendite nella Gdo, mentre sono calati i<br />
consumi interni delle nostre migliori Dop, con una flessione che si è attestata appena al di sotto del 4% per il Parmigiano-Reggiano grazie al buon andamento dei consumi extradomestici”.<br />
Ed è proprio su questi che punta il Consorzio di tutela, nel cui mirino vi sono il canale ho.re.ca., le esportazioni (oggi il 32% del totale delle vendite, con l’Europa che ha brillato nel 2011, con un +7,7%, mentre gli Usa hanno ceduto il 5,1% dopo il +30% del 2010), i prodotti innovativi a base di Parmigiano-Reggiano (snack, rilancio del monodose “Mito” con due nuove aziende in produzione, barrette, formaggini, sottilette, ecc.) e il vending, quella distribuzione automatica che strizza l’occhio soprattutto al fuori casa, al fuori pasto e ai giovani.<br />
A queste linee si lega dunque quella “stabilità dei redditi” di cui parla Alai a proposito di 383 caseifici artigianali (9 in meno rispetto al 2010) e di 3.558 allevamenti (96 in meno), ma su tutto, ribadisce il direttore del Consorzio, Leo Bertozzi, resta la necessità di una buona gestione della produzione, che ci ha visti anticipatori – già nel 2006 – di quei piani produttivi che la UE sembra finalmente orientata ad assegnare come compito ai Consorzi di tutela.<br />
“Vedremo nei prossimi mesi se questi principi di governo della produzione andranno in porto – conclude Bertozzi – ma intanto questa linea italiana si è affermata, grazie all’intelligente lavoro del presidente della Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento Europeo, Paolo De Castro, il cui contributo è stato certamente importante anche per l’approvazione definitiva, in sede UE, di quel nuovo disciplinare del Parmigiano-Reggiano che è entrato in vigore alla fine dell’agosto 2011, legando ancor di più il prodotto al territorio ed imponendo anche quel confezionamento in zona di origine che entrerà in vigore tra otto mesi”.</p>
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		<title>La Soprèssa Vicentina DOP a Tecno&amp;Food di padova</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 11:30:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Consorzio tutela Soprèssa Vicentina DOP sarà presente a Tecno&#038;Food, salone biennale professionale per bar, alberghi e ristoranti, in programma a Padova dal 5 all&#8217;8 febbraio. Nello stand allestito al padiglione 5, spazio 227-228, troveranno spazio le quattro aziende aderenti al consorzio (Salumificio Valpasubio, Salumificio dei Castelli, Salumificio Micad e Salumificio di Asiago/Salumificio Vicentino). Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/sopressa-vicentina2.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/sopressa-vicentina2.jpg" alt="" title="sopressa vicentina2" width="208" height="134" class="alignleft size-full wp-image-41859" /></a>Il Consorzio tutela Soprèssa Vicentina DOP sarà presente a Tecno&#038;Food, salone biennale professionale per bar, alberghi e ristoranti, in programma a Padova dal 5 all&#8217;8 febbraio. Nello stand allestito al padiglione 5, spazio 227-228, troveranno spazio le quattro aziende aderenti al consorzio (Salumificio Valpasubio, Salumificio dei Castelli, Salumificio Micad e Salumificio di Asiago/Salumificio Vicentino).<br />
Per far conoscere  il goloso salume il Consorzio Soprèssa DOP ha preparato la “Merenda Contenta”, un sacchetto da asporto in tutto simile a quello del più famoso fast food americano. Al posto di hamburger, patatine e cola però il visitatore della fiera patavina troverà qualcosa di più nostrano (e sano): un panino preparato con pane La Vicentina (pane prodotto con grano locale dai panificatori artigiani della provincia di Vicenza) e Soprèssa Vicentina DOP; un sacchetto di Crocca in Bocca di Mais Marano (gallette di mais a forma di fiammiferino) e un bicchiere di vino Tai Rosso Colli Berici DOC (con la collaborazione del Consorzio tutela vini Colli Berici e Vicenza).<br />
La Soprèssa Vicentina DOP si farà conoscere agli intenditori anche attraverso una degustazione teatralizzata: a guidarla sarà una voce narrante che condurrà i partecipanti in un viaggio tra sapori ed emozioni. Le degustazioni si ripeteranno tutti i giorni della fiera alle ore 12, alle 14, alle 16.<br />
A fornire nuovi spunti di utilizzo in cucina agli chef invece ci penserà uno show cooking, organizzato dalla Regione del Veneto, in cui la Soprèssa diventerà ingrediente di quattro ricette che la vedrà protagonista di uno sfizioso menu, con proposte dall&#8217;antipasto al secondo piatto.<br />
Per ulteriori informazioni: <strong><a href="http://www.sopressavicentina.it ">www.sopressavicentina.it</a> </strong></p>
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		<title>Italia sul podio mondiale della qualità, Dop a quota 240</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 15:43:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cresce nei numeri e in valore la produzione agroalimentare di qualità certificata. Con 239 prodotti nel registro Ue, una base produttiva di 85mila aziende, un volume prodotto di circa 1,3 milioni di tonnellate, un fatturato alla produzione di circa 6 miliardi di euro, che diventano quasi 10 al consumo (7,4 sul mercato interno, 2,6 export), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/salumi-22.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/salumi-22-300x236.jpg" alt="" title="salumi 2" width="300" height="236" class="alignleft size-medium wp-image-41831" /></a><br />
Cresce nei numeri e in valore la produzione agroalimentare di qualità certificata. Con 239 prodotti nel registro Ue, una base produttiva di 85mila aziende, un volume prodotto di circa 1,3 milioni di tonnellate, un fatturato alla produzione di circa 6 miliardi di euro, che diventano quasi 10 al consumo (7,4 sul mercato interno, 2,6 export), l&#8217;Italia si conferma nel 2010 leader mondiale della qualità agroalimentare, facendo registrare un&#8217;impennata produttiva di oltre il 20% su base annua rispetto al 2009. E&#8217; quanto si evince dal rapporto &#8216;Qualivita-Ismea 2011 sulle produzioni agroalimentari italiane Dop-Igp-Stg&#8217;, presentato questa mattina al ministero delle Politiche agricole. La qualità insomma torna a crescere e sconfigge la crisi, dopo la flessione registrata nel 2008 e nel 2009. E le prospettive appaiono piuttosto favorevoli: nel 2011, secondo dati preliminari Ismea, si dovrebbe confermare l&#8217;andamento positivo, sia con riferimento ai consumi interni, sia alle esportazioni. Nel 2012 il quadro potrebbe comunque deteriorarsi, ma la componente export, che pesa per 1/3 sul totale, dovrebbe essere in grado di bilanciare un eventuale rallentamento del mercato nazionale.<br />
Osservando nel dettaglio il fatturato generato dai singoli prodotti, si continua a rilevare una elevata concentrazione delle denominazioni: nel 2010 le prime dieci Dop-Igp assommavano oltre l&#8217;82% del fatturato complessivo del comparto, una percentuale che però si è assottigliata di 4 punti rispetto al 2004. Allo stesso tempo si registra l&#8217;ascesa di nuove denominazioni, in particolare l&#8217;Aceto Balsamico di Modena, entrato di prepotenza nelle top-ten per fatturato all&#8217;origine nel 2010 (4%). Oltre che per l&#8217;Aceto Igp, nel 2010 si sono registrati tassi di crescita importanti per il Grano Padano Dop (dal 10 al 24%), per il Parmigiano Reggiano Dop e per la Mozzarella di Bufala Campana Dop. E&#8217; oscillato tra il 3 e il 6% l&#8217;incremento della Bresaola della Valtellina Igp, della Mortadella Bologna Igp, del Gorgonzola Dop. In flessione, al contrario, il giro d&#8217;affari dei due principali prosciutti Dop (Parma e San Daniele) e del Pecorino Romano (-4%). Quello dei formaggi si conferma il principale comparto delle denominazioni (57% su fatturato totale), seguito dai prodotti a base di carne, dagli ortofrutticoli e cereali, dagli aceti balsamici e dagli oli e grassi. Un dato che si rovescia se si considera il numero complessivo di denominazioni. Ciò significa che esiste una forte asimmetria tra incidenza delle denominazioni e valore di mercato. Non mancano dunque margini di miglioramento: &#8220;questo è il momento della svolta&#8221; ha detto il segretario generale di Qualivita, Mauro Rosati. Fondamentale sarà puntare su innovazione, organizzazione aziendale, standard di qualità, giovani, grande distribuzione e comunicazione, per la quale nel 2010 i consorzi hanno investito 28,5 milioni di euro. La presentazione del rapporto è stata inoltre occasione per presentare, con &#8216;Anteprima Dop&#8217;, i 14 nuovi prodotti entrati nel paniere di qualità, registrati nella seconda parte del 2011. </p>
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		<title>All’Aceto Balsamico di Modena IGP l’Oscar della top 15 di Qualivita</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 14:40:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con appena poco più di due anni di certificazione alle spalle, ovvero dopo il riconoscimento della IGP avvenuto nel luglio 2009, l’Aceto Balsamico di Modena si piazza di prepotenza al primo posto della nota ‘Top 15’ di Qualivita &#8211; la fondazione che si occupa di studi e promozione sulle Indicazioni Geografiche alimentari italiane ed europee [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/presentazione-rapporto-qualivita-roma-31-gennaio.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/presentazione-rapporto-qualivita-roma-31-gennaio-300x225.jpg" alt="" title="presentazione rapporto qualivita roma 31 gennaio" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-41818" /></a>Con appena poco più di due anni di certificazione alle spalle, ovvero dopo il riconoscimento della IGP avvenuto nel luglio 2009, l’Aceto Balsamico di Modena si piazza di prepotenza al primo posto della nota ‘Top 15’ di Qualivita &#8211; la fondazione che si occupa di studi e promozione sulle Indicazioni Geografiche alimentari italiane ed europee &#8211; illustrata stamani al Mipaaf alla presenza del Ministro Mario Catania in occasione della presentazione del rapporto 2011 sulle produzioni agroalimentari italiane DOP, IGP, STG curata da Qualivita e Ismea.<br />
&#8220;Quello della usurpazione, ma anche contraffazione e imitazione &#8211; ha commentato il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Mario Catania &#8211;  è un fenomeno alimentato dalla qualità e dal successo riscosso nel mondo dai prodotti agroalimentari Made in italy. Una delle prime preoccupazioni del Governo è quello di combattere tali fenomeni, che purtroppo non avvengono solo a livello internazionale ma anche nazionale. E&#8217;  allo studio una proposta di legge in tal senso&#8221;.<br />
Il prodotto si è distinto per le ottime performance economiche (243 milioni di euro all’origine, 405 milioni al consumo) ma soprattutto per la grande quantità di volumi esportati ( 195 milioni di fatturato da export), che ne fanno il prodotto tipico italiano con la maggior quota di esportazione (pari al 92% dei volumi).<br />
L’Aceto Balsamico di Modena, autentico vessillo del Made in Italy, dopo il riconoscimento europeo ha continuato a riscuotere positivi risultati, facendo balzare il comparto degli aceti italiani a denominazione protetta &#8211; che oltre alla IGP comprende le due DOP ‘Balsamico Tradizionale’ di Modena e Reggio Emilia &#8211; al quarto posto nella graduatoria DOP e IGP dei fatturati all’origine di ISMEA.<br />
“Siamo estremamente compiaciuti di questo risultato, che conferma la importanza rivestita dal riconoscimento della IGP all’ Aceto Balsamico di Modena per tutto il comparto delle denominazioni protette italiane – ha dichiarato Cesare Mazzetti, Presidente del Consorzio Aceto Balsamico di Modena – tuttavia siamo consci delle difficoltà che ancora assillano i nostri prodotti, e in particolare l’Aceto Balsamico di Modena, per la esistenza di numerose imitazioni e contraffazioni non solo sui mercati extraeuropei, ma anche in quelli dei Paesi membri, e addirittura su quello italiano”.<br />
Per queste ragioni il Consorzio ribadisce l’importanza che vengano proseguite, e anzi intensificate, azioni di tutela delle denominazioni da parte di tutte le Istituzioni, in collaborazione con le Autorità degli altri Paesi europei: un successo di queste azioni non può che rafforzare l’economia del nostro territorio e delle filiere ad esso afferenti.<br />
L’Aceto Balsamico di Modena nel corso del 2011 ha conseguito un volume di prodotto certificato pari a 93 milioni di litri, e i primi mesi del 2012 – nonostante una crisi generalizzata nei consumi alimentari – mostra una buona tenuta dei consumi.</p>
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		<title>Incontro tra il ministro Catania e l’Associazione dei Consorzi di tutela</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 16:33:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Italia si distingue per un patrimonio agroalimentare unico in termini di ricchezza, varietà e pregio. detenendo una posizione di leadership in ambito comunitario, non solo come numero di prodotti riconosciuti a marchio Dop e Igp, ma anche in termini di fatturato. E proprio il Consiglio direttivo di Aicig &#8211; Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/marchi-dop-e-igp.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/marchi-dop-e-igp-300x148.jpg" alt="" title="marchi-dop-e-igp" width="300" height="148" class="alignleft size-medium wp-image-41597" /></a>L’Italia si distingue per un patrimonio agroalimentare unico in termini di ricchezza, varietà e pregio. detenendo una posizione di leadership in ambito comunitario, non solo come numero di prodotti riconosciuti a marchio Dop e Igp, ma anche in termini di fatturato. E proprio il Consiglio direttivo di Aicig &#8211; Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche &#8211; ha incontrato oggi il Ministro Mario Catania, per un confronto sulle tematiche più attuali legate al settore delle produzioni DOP e IGP.<br />
Durante l’incontro sono state affrontate una serie di tematiche che hanno spaziato dall’operatività quotidiana dei Consorzi fino all’esame dell’evoluzione normativa comunitaria. L’attenzione è stata focalizzata in particolare sulla necessità di ottenere nella futura normativa l’inserimento di una disposizione che permetta ai Consorzi di tutela di regolamentare i volumi produttivi per trovare un equilibrio tra domanda e offerta. Tale previsione è già stata inserita nel pacchetto latte e dovrà essere contenuta anche nel pacchetto qualità attualmente in discussione a Bruxelles.<br />
L’incontro ha dato esito più che positivo, confermando la grande sensibilità del Ministro rispetto alla richieste avanzate dai Consorzi di tutela.<br />
&#8220;E&#8217; importante sensibilizzare tutti i componenti del Governo in merito alle necessità del settore agroalimentare &#8211; afferma Giuseppe Liberatore, Presidente AICIG. A Bruxelles è in corso un&#8217;evoluzione normativa che caratterizzerà il nostro settore per i prossimi decenni &#8211; prosegue Liberatore &#8211; è di fondamentale importanza supportare gli interessi degli agricoltori nazionali: la regolamentazione dei volumi produttivi, per trovare un equilibrio tra domanda e offerta, è un aspetto imprescindibile per il corretto sviluppo del settore. L’esperienza del Ministro Catania potrà certamente garantire la tutela degli interessi nazionali sui tavoli di discussione comunitari.”</p>
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		<title>Asiago Dop, traguardi storici per l&#8217;export</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 08:51:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Massimi traguardi storici per l&#8217;export del Formaggio Asiago nel 2011. I dati del Consorzio di Tutela della Dop casearia veneto-trentina, confermano con un +6,5% il trend di crescita inaugurato nel 2010, anno in cui le vendite estere hanno raggiunto il massimo valore storico. Il formaggio Asiago Dop ha concluso da poco la propria partecipazione a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/ASIAGOrsz_formaggio2.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/ASIAGOrsz_formaggio2-300x200.jpg" alt="" title="ASIAGOrsz_formaggio2" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-41545" /></a><br />
Massimi traguardi storici per l&#8217;export del Formaggio Asiago nel 2011. I dati del Consorzio di Tutela della Dop casearia veneto-trentina, confermano con un +6,5% il trend di crescita inaugurato nel 2010, anno in cui le vendite estere hanno raggiunto il massimo valore storico. Il formaggio Asiago Dop ha concluso da poco la propria partecipazione a &#8220;Winter Fancy Food&#8221;, manifestazione rivolta agli operatori commerciali svoltasi dal 14 al 17 gennaio a San Francisco, cui ha partecipato con un&#8217;azione sinergica, di tipo informativo-promozionale, curata dal Consorzio di Tutela, e commerciale, con trattative e contatti gestiti direttamente dagli esportatori. Per i soci del Consorzio che hanno partecipato alla manifestazione il bilancio è più che positivo. Nel periodo gennaio-ottobre 2011, le vendite all&#8217;estero di formaggio Asiago DOP hanno del resto registrato un incremento del 6,5%, confermando il trend positivo del 2010, anno in cui si era verificato il record storico di esportazioni, con un +23% rispetto all&#8217;anno precedente. Il posizionamento del formaggio Asiago nello spazio che gli compete a livello internazionale, ossia il food di qualità, è strategico per sostenere la produzione della Dop, un sistema di produzione dai costi più alti rispetto alle trasformazioni casearie generiche. Coerentemente, proseguono pertanto le attività volte a sostenere la domanda anche in alcuni altri importanti Paesi europei, quali &#8211; in questo momento &#8211; Spagna, Austria e Germania. Nella penisola iberica è in corso dal 2010 un&#8217;attività promozionale volta al posizionamento del prodotto nei confronti della ristorazione di qualità e dell&#8217;alta gastronomia, nell&#8217;ambito della quale è prevista la partecipazione al congresso di chef e gourmet &#8220;Madrid Fusiòn&#8221;, in corso fino al 26 gennaio. (ANSA). </p>
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		<title>Le Dop salgono a 238. Catania, dimostrazione di eccellenza</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 15:57:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Mario Catania]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/olive2.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/olive2-225x300.jpg" alt="" title="olive2" width="225" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-41004" /></a><br />
&#8220;Con l&#8217;iscrizione della denominazione dell&#8217;olio extravergine di oliva Vulture Dop salgono a 238 i prodotti italiani riconosciuti dall&#8217;Ue&#8221;. Lo afferma il ministro delle politiche agricole, Mario Catania, commentando la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell&#8217;Ue del Regolamento relativo all&#8217;iscrizione del prodotto nel registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette. &#8220;E&#8217; l&#8217;ennesima dimostrazione dell&#8217;eccellenza del nostro patrimonio agroalimentare &#8211; afferma Catania &#8211; e, nello specifico, dell&#8217;olio di oliva italiano che vanta non solo una tradizione secolare, ma una qualità indiscussa&#8221;. Le olive destinate alla produzione del &#8216;Vulture&#8217;, la cui domanda di riconoscimento risale al 2005, devono essere prodotte e trasformate nel territorio dei comuni di Melfi, Rapolla, Barile, Esonero in Vulture, Atella, Ripacandida, Maschito, Ginestra e Venosa. Sulla Gazzetta, informa ancora il ministero, è stato pubblicato il via libera delle modifiche del disciplinare di produzione della Dop extravergine &#8216;Dauno&#8217;, la cui zona di produzione è la provincia di Foggia. Tali modifiche riguardano la prova dell&#8217;origine, il metodo di ottenimento, l&#8217;etichettatura e l&#8217;adeguamento di alcune condizioni nazionali, mirate a tutelare e valorizzare maggiormente l&#8217;extra vergine di oliva Dauno.</p>
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		<title>Consorzi prodotti qualità: da Agensud aiuti per promozione, favorite le aggregazioni</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 12:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[DOP e IGP]]></category>
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		<description><![CDATA[Il nuovo anno porta oltre 10 milioni di euro a 26 consorzi di valorizzazione e tutela e organismi associativi di produttori di qualità Dop, Igp, Doc e Docg. E&#8217; stato infatti pubblicato il decreto di assegnazione dei contributi messi a bando dall&#8217;Agensud, struttura commissariale del ministero agricoltura. L&#8217;aiuto, autorizzato in sede comunitaria, consentirà ai consorzi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/mozzarella-di-bufala-5.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/mozzarella-di-bufala-5-300x201.jpg" alt="" title="mozzarella di bufala 5" width="300" height="201" class="alignleft size-medium wp-image-40806" /></a><br />
Il nuovo anno porta oltre 10 milioni di euro a 26 consorzi di valorizzazione e tutela e organismi associativi di produttori di qualità Dop, Igp, Doc e Docg. E&#8217; stato infatti pubblicato il decreto di assegnazione dei contributi messi a bando dall&#8217;Agensud, struttura commissariale del ministero agricoltura. L&#8217;aiuto, autorizzato in sede comunitaria, consentirà ai consorzi di tutela selezionati di promuovere, in Italia e all&#8217;estero, le peculiarità dei prodotti nonché di favorire l&#8217;aggregazione tra produttori. &#8220;Si tratta di un&#8217;iniziativa, prevista dalla legge 231 del 2005, già sperimentata in passato e fortemente attesa dagli operatori del settore; costituisce un significativo segnale di attenzione del governo per la promozione delle produzioni italiane di qualità, eccellenze del paese, e per l&#8217;agricoltura in generale&#8221; dice Roberto Iodice, commissario dell&#8217;Agensud. I ventisei soggetti selezionati (alcuni di essi associati) che riceveranno un finanziamento di 400.000 da spendere in un biennio, operano in diverse aree territoriali e rappresentano quasi tutte le tipologie dei comparti agricoli produttivi italiani. Tra i consorzi beneficiati dal finanziamento figurano l&#8217;olio della valle del Belice, la ciliegia dell&#8217;Etna, la mozzarella di bufala campana, il pomodoro di Sammarzano, il pistacchio di Bronte, il limone di Siracusa, il prosciutto amatriciano, l&#8217;olio extravergine del Cilento.</p>
<p>Ecco l&#8217;elenco dei prodotti ammessi al finanziamento:<br />
OLIO VALLE DEL BELICE DOP &#8211; TRAPANI &#8211; OLIVA NOCELLARA DEL BELICE DOP &#8211; TRAPANI &#8211; FICODINDIA DELL&#8217;ETNA &#8211; CATANIA &#8211; CILIEGIA DELL&#8217;ETNA &#8211; CATANIA &#8211; FORMAGGIO VASTEDDA DEL BELICE DOP &#8211; AGRIGENTO &#8211; ARANCIA DI RIBERA DOP &#8211; AGRIGENTO &#8211; FAGIOLI BIANCHI DI ROTONDA DOP &#8211; POTENZA &#8211; MELANZANA ROSSA DI ROTONDA DOP &#8211; POTENZA &#8211; VINI CASTEL DEL MONTEBARI &#8211; OLIO TERRA DI BARI DOP &#8211; BARI &#8211; MOZZARELLA DI BUFALA CAMPANA DOP &#8211; CASERTA &#8211; POMODORO S. MARZANO DOP &#8211; SALERNO &#8211; AGRUMI DEL GARGANO FOGGIA &#8211; CIPOLLA ROSSA DI TROPEA IGP &#8211; VIBO VALENTIA &#8211; PESCA DI LEONFORTE IG &#8211; PENNA &#8211; BERGAMOTTO DI REGGIO CALABRIA DOP &#8211; REGGIO CALABRIA &#8211; PATATA DELLA SILA IGP &#8211; COSENZA &#8211; PISTACCHIO VERDE DI BRONTE DOP &#8211; CATANIA &#8211; LIMONE DI SIRACUSA IGP &#8211; SIRACUSA &#8211; CAROTA NOVELLA DI ISPICA IGP &#8211; RAGUSA &#8211; PANE DI MATERA IGP &#8211; MATERA &#8211; OLIO EXTRAVERGINE LAMETIA DOP &#8211; CATANZARO &#8211; SAMNIUM TUTELA VINI &#8211; BENEVENTO &#8211; PROSCIUTTO AMATRICIANO &#8211; ROMA &#8211; OLIO SABINA DOP &#8211; ROMA &#8211; OLIO EXTRAVERGINE CILENTO &#8211; SALERNO </p>
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