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	<title>Con i piedi per terra &#187; Alimentazione</title>
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	<description>Notizie e attualità dal mondo dell&#039;agricoltura</description>
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		<title>Scuola: con Coldiretti merenda sana, locale e stagionale</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 14:10:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Entra nel pieno delle attività “Educazione alla Campagna Amica” il progetto promosso da Coldiretti rivolto agli alunni e agli insegnanti delle scuole primarie di Modena e provincia con l’obiettivo di formare dei consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti per valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e ricostruire il legame [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/educazione-campagna-amica.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/educazione-campagna-amica-300x225.jpg" alt="" title="educazione campagna amica" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-42257" /></a>Entra nel pieno delle attività “Educazione alla Campagna Amica” il progetto promosso da Coldiretti rivolto agli alunni e agli insegnanti delle scuole primarie di Modena e provincia con l’obiettivo di formare dei consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti per valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e ricostruire il legame che unisce i prodotti dell&#8217; agricoltura con i cibi consumati ogni giorno.<br />
Con il titolo “La mia merenda: sana, locale, stagionale”, la 19° edizione dell’iniziativa scolastica di Coldiretti vede coinvolti 500 alunni modenesi in un percorso che li guiderà in forma di gioco a ideare la ricetta di una merenda sana che tenga conto di  provenienza e stagionalità dei prodotti. Inoltre, alla presenza di insegnanti e genitori, si svolgerà un incontro &#8211; confronto con gli esperti dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria infantile e del Centro regionale per i disturbi del comportamento alimentare in età evolutiva del Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna, diretti dal prof. Emilio Franzoni.<br />
Secondo i dati dell’Istituto Superiore della Sanità – rende noto Coldiretti – in Emilia Romagna il 20% dei ragazzi tra i 6 e i 17 anni è obeso e il 9% è sovrappeso. Una vera e propria emergenza che sta mettendo a rischio il futuro delle nuove generazioni per effetto del progressivo abbandono dei principi della dieta mediterranea a favore del consumo di cibi grassi e ricchi di zucchero come le bibite gassate da parte delle giovani generazioni. Per questo  l’ipotesi di tassare i cibi spazzatura all’esame di Governo e Regioni &#8211; merita forte sostegno  sottolinea Coldiretti &#8211; purchè avvenga con criteri oggettivi e seri e contestualmente venga sostenuto il cibo genuino e del territorio anche a scuola. Una opportunità &#8211; precisa Coldiretti &#8211; per un Paese come l’Italia che è leader europeo nella produzione di frutta e verdura e degli altri alimenti base della dieta mediterranea che sono stati riconosciuti scientificamente come “elisir” di lunga vita.</p>
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		<title>Il maltempo colpisce anche il carrello della spesa</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 09:25:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Temperature a picco e scaffali sempre più vuoti. La rincorsa dei prezzi dei prodotti freschi (frutta, verdura e latte in primo luogo) è già cominciata. I primi aumenti di questi giorni, secondo l&#8217;Osservatorio nazionale Federconsumatori, hanno già provocato un aggravio del 10% sulla spesa mensile delle famiglie. &#8220;Ma siamo solo agli inizi &#8211; dice il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/centro-commerciale-21.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/centro-commerciale-21-300x236.jpg" alt="" title="centro commerciale 2" width="300" height="236" class="alignleft size-medium wp-image-42208" /></a>Temperature a picco e scaffali sempre più vuoti. La rincorsa dei prezzi dei prodotti freschi (frutta, verdura e latte in primo luogo) è già cominciata. I primi aumenti di questi giorni, secondo l&#8217;Osservatorio nazionale Federconsumatori, hanno già provocato un aggravio del 10% sulla spesa mensile delle famiglie. &#8220;Ma siamo solo agli inizi &#8211; dice il presidente Rosario Trefiletti &#8211; se la situazione si prolungherà, i fenomeni di accaparramento si farebbero più accentuati, arrivando a determinare un&#8217;accelerazione incontrollabile&#8221;. Così, se gli aumenti dovessero protrarsi la ricaduta sulla spesa delle famiglie sarebbe pari al 40% in più, arrivando a toccare i 132,89 euro mensili, calcola Federconsumatori. I ritocchi di questi giorni si sono limitati invece a un +10% dice la Coldiretti, causando un esborso di quasi 20 euro in più (19,71) dalle tasche di ogni nucleo familiare. Diverso invece il conteggio di Casper che stima rincari-boom del 200% sui freschi nelle ultime ore e annuncia ricorsi presso 104 Procure nazionali. Trefiletti ed Elio Lannutti, presidente Adusbef, ritengono &#8220;urgente un intervento di carattere istituzionale, in grado di far rientrare la situazione nella normalità, prima che degeneri ulteriormente&#8221;. Ma a fronte di gelo e supermercati sguarniti, si è registrato anche un calo dei consumi. A certificarlo è la Coldiretti che registra nelle regioni colpite dal maltempo &#8220;un taglio del 20% negli acquisti quotidiani di frutta e verdura per effetto del gelo e della neve che hanno bloccato gli italiani in casa e impedito le consegne con interi centri isolati&#8221;. L&#8217;organizzazione agricola stima in questi giorni una flessione media del 30% nelle forniture, più acuta in alcune zone. Il ministro delle Politiche agricole tuttavia rassicura: &#8220;Non bisogna enfatizzare più di tanto gli aumenti dei prezzi dei prodotti alimentari. Ci sono rincari qua e là ma nessuno stravolgimento del mercato&#8221; dice Mario Catania. &#8220;Sono piccoli episodi speculativi, gravi e da perseguire, che sarebbero però più rari con una filiera corta e trasparente&#8221; aggiunge il titolare del Mipaaf. Il ritocco all&#8217;insù dei listini si sta verificando soprattutto per bieta, broccoli, carciofi, cavolfiori, indivia e scarola. Ma anche carne, latte e pesce potranno subire notevoli rincari, dicono le associazioni dei consumatori. Sfiora la cifra-record dei 500 milioni di euro il bilancio dei danni al settore primario, secondo la mappatura tracciata dalla Confagricoltura nelle regioni più colpite. Una conta dei danni destinata ad aggravarsi, a giudicare dalla strage di animali che il gelo sta compiendo negli allevamenti al Nord e al Centro. (ANSA)</p>
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		<title>Latte: 85% degli italiani lo consuma, ma vincono i formaggi</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 15:01:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono una rarita&#8217; gli italiani che non consumano latte e formaggi, stando ai risultati dell&#8217;indagine biennale condotta da Astra Ricerche per Assolatte, presentata nell&#8217;ambito della consegna dei premi per il concorso giornalistico &#8216;L&#8217;attentibile&#8217;, indetto proprio dall&#8217;associazione dei produttori del settore lattiero-caseario. Il 92% degli italiani, infatti, mangia formaggi; l&#8217;85% beve latte; il 77% consuma sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/Ditecheese4.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/Ditecheese4-300x200.jpg" alt="" title="Ditecheese4" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-42189" /></a><br />
Sono una rarita&#8217; gli italiani che non consumano latte e formaggi, stando ai risultati dell&#8217;indagine biennale condotta da Astra Ricerche per Assolatte, presentata nell&#8217;ambito della consegna dei premi per il concorso giornalistico &#8216;L&#8217;attentibile&#8217;, indetto proprio dall&#8217;associazione dei produttori del settore lattiero-caseario.<br />
Il 92% degli italiani, infatti, mangia formaggi; l&#8217;85% beve latte; il 77% consuma sia burro sia yogurt e latti fermentati; il 70% non rinuncia alla panna. Percentuali che fanno balzare quello lattiero-caseario al primo posto tra i settori dei consumi alimentari nostrani.<br />
Se i formaggi vincono soprattutto tra i 25-34enni dei ceti medio-alti, il latte spopola al sud, yogurt e latti fermentati sono preferiti dai 45-54enni delle regioni centrali, di ceto e istruzione medio-alti. Il burro si consuma piu&#8217; al sud che al nord e attraversa trasversalmente tutte le fasce sociali mentre la panna e&#8217; amata dai giovani adulti, soprattutto del Triveneto. Quanto alle motivazioni che spingono al consumo di questi prodotti, il latte porta con se&#8217; un aspetto di tradizione e di accompagnamento lungo tutte le fasi della vita; yogurt e latti fermentati vincono sul piano del benessere mentre i formaggi su quello del sapore.Discorso a parte per il burro, che ha visto crescere i consumi negli ultimi dieci anni e che viene scelto oltre che per l&#8217;indispensabilita&#8217; in certe preparazioni anche per il gusto e le molte varianti in cui viene proposto. A dispetto delle informazioni relative al contenuto di grassi, anche la panna viene scelta per il sapore e la consistenza. &#8220;Questa fotografia &#8211; ha commentato Enrico Finzi, presidente di Astra Ricerche &#8211; mostra tre realta&#8217; di fondo della nostra societa&#8217;: quasi quattro italiani su dici vivono in condizioni di marginalita&#8217; sia socio-economica che psico-culturale; l&#8217;insoddisfazione per la propria vita vale per il 51% dei nostri connazionalij i veramente felici non superano il 26%. E i prodotti lattiero-caserai cosa c&#8217;entrano con tutto questo? Essi appaiono tanto piu&#8217; forti per consumo e piu&#8217; amati quanto piu&#8217; si passa dai cittadini piu&#8217; poveri e insoddisfatti a quelli piu&#8217; realizzati e contenti&#8221;.<br />
Quello lattiero caseario e&#8217; uno dei fiori all&#8217;occhiello del settore agroalimentare italiano &#8211; ha osservato il ministro delle Politiche agricole, Mario Catania &#8211; Settore nel quale ci sono sicuramente ombre e problemi ma che ci ha dato grandi soddisfazioni e che il governo cerca e cerchera&#8217; di sostenere nella prospettiva di un sempre maggiore sviluppo&#8221;. Il ministro ha tenuto a precisare che alcune azioni importanti sono state gia&#8217; intraprese, come la presentazione in parlamento del disegno di legge per la riorganizzazione della filiera della produzione del latte, nell&#8217;ottica di una maggiore trasparenza. &#8220;La nostra speranza &#8211; ha proseguito Catania &#8211; e&#8217; che questa norma venga valutata positivamente e venga anche difesa dagli attacchi di lobby come quella della grande distribuzione&#8221;. </p>
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		<title>Da italiani no a tasse su prodotti alimentari</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 13:25:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[No di otto italiani su 10 all&#8217;ipotesi di una nuova tassa di scopo su cibi e bevande. Lo dice un&#8217;indagine Ipsos condotta su un campione di mille intervistati. &#8220;Gli italiani sono contrari a una tassa su alimenti e bevande che considerano solo un altro modo dello Stato di fare cassa: l&#8217;85,6% dichiara di non volere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/merendina1.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/merendina1-300x200.jpg" alt="" title="merendina" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-42166" /></a><br />
No di otto italiani su 10 all&#8217;ipotesi di una nuova tassa di scopo su cibi e bevande. Lo dice un&#8217;indagine Ipsos condotta su un campione di mille intervistati. &#8220;Gli italiani sono contrari a una tassa su alimenti e bevande che considerano solo un altro modo dello Stato di fare cassa: l&#8217;85,6% dichiara di non volere l&#8217;introduzione di un simile provvedimento e ben l&#8217;81,5% la ritiene una misura finalizzata solo a fare cassa non ad orientare i consumi&#8221; afferma Federalimentare. Qualche tempo fa era circolata l&#8217;idea di una possibile tassa sul &#8216;junk food&#8217; e ieri il ministro della Salute Renato Balduzzi è tornato a parlare della possibilità di una imposta di scopo anche come &#8220;deterrente alle cattive abitudini alimentari”.<br />
La diffidenza degli italiani nei confronti di uno Stato etico che tassi alimenti e bevande riducendo il potere d&#8217;acquisto dei consumatori si attesta all&#8217;85,9%, diffidenza &#8211; spiega l&#8217;associazione dell&#8217;industria alimentare &#8211; che trova un&#8217;ulteriore conferma nella convinzione espressa dal 76,5% degli intervistati che si tratterebbe solo del primo di una lunga serie di provvedimenti che andrebbero a toccare alimenti e bevande. Se il governo centrale, sulla scia di altri esempi, intende diffondere tra i cittadini uno stile alimentare equilibrato, per l&#8217;85,4% degli intervistati è necessario ricorrere a un approccio basato sull&#8217;educazione alimentare e l&#8217;informazione. &#8220;L&#8217;indagine &#8211; dice il presidente di Federalimentare, Filippo Ferrua &#8211; conferma quanto i timori dell&#8217;industria alimentare nei confronti di ipotetiche tasse di scopo su alcuni cibi e bevande siano in realtà i timori di gran parte degli italiani, che dimostrano di averne abbastanza di imposte e gabelle. L&#8217;aumento dell&#8217;Iva al 21% ha già colpito più di un terzo dei consumi alimentari e il paventato ulteriore incremento di due punti per altre due aliquote di questa imposta impatterebbe su circa il 75% del fatturato dei prodotti del settore: è impensabile pertanto ipotizzare altre misure fiscali senza pensare che tutto ciò avrebbe delle inevitabili ripercussioni sui consumi, sulla produzione e quindi sull&#8217;occupazione&#8221;. &#8220;Non esiste poi alcun fondamento scientifico &#8211; prosegue Ferrua &#8211; capace di dimostrare la reale efficacia di una food tax sui comportamenti alimentari della popolazione. Ovunque in Europa sia stata introdotta non ha dato alcun esito rilevante in proposito, traducendosi di fatto in un mero aggravio del carrello della spesa dei cittadini. E di tutto questo non c&#8217;è bisogno in un momento di seria difficoltà per le famiglie e le imprese&#8221;. </p>
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		<title>Salute: Federalimentare, sbagliato demonizzare lo zucchero</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 09:02:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per Federalimentare è &#8220;irresponsabile&#8221; affermare che lo zucchero sia nocivo, come sostiene uno studio pubblicato sull&#8217;ultimo numero di Nature, e demonizzarne il consumo. Lo zucchero è impiegato da secoli ed è usato nei prodotti alimentari e nelle bevande in tutto il mondo. L&#8217;articolo di Nature, ha commentato Andrea Poli, Direttore Scientifico di Nfi &#8211; Nutrition [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/zucchero-zollette.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/zucchero-zollette.jpg" alt="" title="zucchero zollette" width="300" height="220" class="alignleft size-full wp-image-42060" /></a><br />
Per Federalimentare è &#8220;irresponsabile&#8221; affermare che lo zucchero sia nocivo, come sostiene uno studio pubblicato sull&#8217;ultimo numero di Nature, e demonizzarne il consumo. Lo zucchero è impiegato da secoli ed è usato nei prodotti alimentari e nelle bevande in tutto il mondo. L&#8217;articolo di Nature, ha commentato Andrea Poli, Direttore Scientifico di Nfi &#8211; Nutrition Foundation of Italy, &#8220;non presenta alcuna ricerca o studio originale, ma ripropone semplicemente il punto di vista dell&#8217;autore sulla tossicità del fruttosio, che assieme al glucosio è uno dei due costituenti dello zucchero da cucina (saccarosio). Si tratta di una visione non condivisa da larga parte della comunità scientifica e delle organizzazioni nazionali ed internazionali, che dappertutto promuovono il consumo di frutta, la principale fonte naturale di fruttosio. In Italia l&#8217;Inran suggerisce per esempio il consumo di circa 450 g di frutta al giorno, che contengono in media da 18 a 36 grammi di fruttosio (una lattina di una comune bevanda zuccherata ne contiene circa 15)&#8221;. &#8220;L&#8217;effetto del fruttosio sulla pressione arteriosa, citato dall&#8217;autore dell&#8217;articolo &#8211; ha sottolineato Giuseppe Fatati, Presidente di Fondazione Adi (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica) &#8211; è controverso, ed è sostanzialmente supportato da studi che prevedono la sommistrazione o il consumo di quantitativi irrazionalmente elevati di fruttosio. A Dicembre 2011 su Public Health Nutrition, è stato pubblicato l&#8217;articolo &#8220;Mediterranean diet pyramid today. Science and cultural updates&#8221; che conferma il ruolo positivo per la salute di un adeguato consumo di frutta e del modello mediterraneo&#8221;. In Italia, aggiunge Michele Carruba, direttore del Centro di Studio e Ricerca sull&#8217;Obesità all&#8217; Università degli Studi di Milano, il consumo di zuccheri &#8220;non è elevato&#8221;, secondo i recenti dati pubblicati dall&#8217;Inran relativi ai consumi alimentari nel nostro Paese. &#8220;L&#8217;obesità da noi ha radici che affondano forse più nell&#8217;inattività &#8211; spiega Carruba &#8211; che nell&#8217;eccessivo apporto di calorie. E&#8217; bene rinunciare a facili allarmismi, spesso relativi a singoli ingredienti, e riportare l&#8217;attenzione sui concetti di moderazione, equilibrio e attività fisica&#8221;.(ANSA). </p>
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		<title>Inflazione: Cia, la corsa dei prezzi penalizza i consumi</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 13:56:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 2012 comincia male per le tasche degli italiani: a gennaio il carrello della spesa delle famiglie ha registrato un nuovo boom, con un rincaro annuo del 4,2%, di un punto superiore al tasso d&#8217;inflazione tendenziale (+3,2%), imputabile sopratutto agli aumenti dei carburanti e dei listini alimentari. L&#8217;ennesimo &#8216;salasso&#8217;, che contribuisce ad affossare ulteriormente i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/centro-commerciale-2.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/centro-commerciale-2-300x236.jpg" alt="" title="centro commerciale 2" width="300" height="236" class="alignleft size-medium wp-image-42027" /></a><br />
Il 2012 comincia male per le tasche degli italiani: a gennaio il carrello della spesa delle famiglie ha registrato un nuovo boom, con un rincaro annuo del 4,2%, di un punto superiore al tasso d&#8217;inflazione tendenziale (+3,2%), imputabile sopratutto agli aumenti dei carburanti e dei listini alimentari. L&#8217;ennesimo &#8216;salasso&#8217;, che contribuisce ad affossare ulteriormente i consumi, specie quelli per la tavola. Questo il commento della Confederazione italiana agricoltori (Cia) ai dati diffusi oggi dall&#8217;Istat. I prezzi dei prodotti alimentari, spiega l&#8217;associazione, continuano a lievitare a causa del duplice effetto dell&#8217;impennata del gasolio da un lato, ma anche di speculazioni che gonfiano ulteriormente i listini. Risultato: lo zucchero è schizzato a +15,9%, il caffé a +16,5%, il pane a +2,9% e la pasta a +2,1%. Un esborso maggiore che spinge le famiglie a ridurre i consumi e ad orientarsi sempre più verso i discount o le offerte commerciali della Gdo (40% nuclei familiari). Ad essere particolarmente penalizzati, ricorda la Cia, sono anche gli agricoltori, che &#8220;non traggono nessun vantaggio dal rincaro dei listini alimentari al supermercato, ed anzi continuano a combattere con il caro-gasolio&#8221;, il cui prezzo è lievitato del 130% da gennaio 2010, con un aggravio di spesa di oltre 5mila euro ad impresa. </p>
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		<title>Maltempo: Cia, consegne alimentari fresche calate della metà</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 11:53:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Cia]]></category>
		<category><![CDATA[maltempo]]></category>
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		<description><![CDATA[Il grande freddo che ha investito l&#8217;Italia, portando intense nevicate soprattutto al Centro-Nord, sta bloccando le consegne di prodotti deperibili, come frutta, verdura, carne, latte e formaggi. Le cattive condizioni del fondo stradale hanno rallentato fortemente la circolazione dei tir, con la conseguenza che la distribuzione di alimentari freschi agli stabilimenti e ai punti vendita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/neve-tanta-1.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/neve-tanta-1.jpg" alt="" title="neve tanta" width="240" height="160" class="alignleft size-full wp-image-42018" /></a>Il grande freddo che ha investito l&#8217;Italia, portando intense nevicate soprattutto al Centro-Nord, sta bloccando le consegne di prodotti deperibili, come frutta, verdura, carne, latte e formaggi. Le cattive condizioni del fondo stradale hanno rallentato fortemente la circolazione dei tir, con la conseguenza che la distribuzione di alimentari freschi agli stabilimenti e ai punti vendita della Gdo e&#8217; diminuita della meta&#8217; rispetto al quantitativo medio abituale, che si attesta sulle 50 mila tonnellate al giorno in tutto il Paese. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori.<br />
L&#8217;ondata di gelo siberiano ha reso impraticabili molte strade rurali e interpoderali, soprattutto in collina e nelle zone montane, rendendo quasi impossibili non soltanto gli spostamenti di merci dalle imprese agricole, ma anche gli stessi approvvigionamenti aziendali, prima di tutto quelli mangimistici -continua la Cia-. Ora il freddo polare sta arrivando anche al Sud, dove si concentra il 70 per cento del valore commerciale della produzione ortofrutticola, e si teme un nuovo &#8220;caos viabilita&#8217;&#8221;. Con effetti diretti sia sui campi che sugli scaffali dei supermercati, dove i prezzi alimentari ancora risentono delle speculazioni provocate dallo sciopero degli autotrasportatori. (AGI)</p>
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		<title>Menu grasso e poi succo di frutta, ogni tanto si può</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 09:39:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
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		<description><![CDATA[In adulti sani e sovrappeso, alimenti di origine vegetale, in particolare un succo di frutta con ribes nero, ananas, e prugne, hanno capacità di modulare la risposta infiammatoria dell&#8217;organismo indotta da un pasto ricco in grassi, il cosiddetto stress infiammatorio postprandiale. La ricerca, pubblicata su &#8220;Current Pharmaceutical Design&#8221;, è dell&#8217;Inran (l&#8217;ente pubblico italiano per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/fritto.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/fritto-300x225.jpg" alt="" title="fritto" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-41991" /></a><br />
In adulti sani e sovrappeso, alimenti di origine vegetale, in particolare un succo di frutta con ribes nero, ananas, e prugne, hanno capacità di modulare la risposta infiammatoria dell&#8217;organismo indotta da un pasto ricco in grassi, il cosiddetto stress infiammatorio postprandiale. La ricerca, pubblicata su &#8220;Current Pharmaceutical Design&#8221;, è dell&#8217;Inran (l&#8217;ente pubblico italiano per la ricerca in materia di alimenti e nutrizione vigilato dal Mipaaf), ed è stata condotta nell&#8217;ambito di un progetto finanziato da The Coca Cola Company. Lo studio, si è svolto su 14 adulti (12 uomini e 2 donne), sovrappeso, sani, non fumatori, che non assumono integratori, ai quali è stato somministrato un pasto altamente calorico (1344 kcal con il 55% di grassi): uova fritte (108g), patate fritte(212g), formaggio (90g), pane bianco (90g), accompagnato da 500 ml di una bevanda placebo o della bevanda a base di succo di ananas, prugna e ribes nero. Le analisi hanno dimostrato che la bevanda a base di succo di frutta modula lo stress infiammatorio indotto dal pasto, attraverso una riduzione altamente significativa dei livelli plasmatici delle citochine infiammatorie, che oscilla tra il 90% e il 45% del valore osservato in assenza della bevanda a base di succo di frutta. &#8220;I risultati di questo studio forniscono, per la prima volta, le basi scientifiche dell&#8217;importanza delle bevande a base di frutta e, di conseguenza della frutta stessa, nello svolgere un&#8217;importante azione anti-infiammatoria in associazione con un pasto ad alto contenuto in lipidi, alla Homer Jay Simpson del serial Tv, induttore di stress infiammatorio e di fattori di rischio cardiovascolare &#8211; spiega l&#8217;autore dello studio, Mauro Serafini, ricercatore e responsabile del Laboratorio Antiossidanti dell&#8217;Inran -. &#8220;E&#8217; altresì importante &#8211; conclude &#8211; rimarcare che il consumo di pasti ad alto contenuto in grassi ed energia debba essere fortemente controllato, ma nel caso in cui ci si conceda il lusso del pasto &#8220;fuori regola&#8221; ed &#8220;una tantum&#8221;, è importante associarlo con alimenti ricchi di composti bioattivi, come un succo a base di frutta o la frutta stessa&#8221;. (ANSA). </p>
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		<title>Ue: pronto un progetto di promozione per Dop, Igp e Stg</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 09:30:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalla UE]]></category>
		<category><![CDATA[DOP e IGP]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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		<category><![CDATA[IGP]]></category>
		<category><![CDATA[promozione]]></category>
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		<description><![CDATA[Un sostegno più forte alla promozione dei prodotti alimentari di alta qualità, come le denominazioni d&#8217;origine e le indicazioni geografiche protette (Dop e Igp) e le specialità tradizionali garantite (Stg), in primo luogo la Pizza alla Napoletana, ma anche un nuovo approccio sull&#8217;origine del prodotto, rappresentano due elementi rilevanti per l&#8217;Italia nel progetto di proposta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/salumi-2.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/salumi-2-300x236.jpg" alt="" title="salumi 2" width="300" height="236" class="alignleft size-medium wp-image-41985" /></a><br />
Un sostegno più forte alla promozione dei prodotti alimentari di alta qualità, come le denominazioni d&#8217;origine e le indicazioni geografiche protette (Dop e Igp) e le specialità tradizionali garantite (Stg), in primo luogo la Pizza alla Napoletana, ma anche un nuovo approccio sull&#8217;origine del prodotto, rappresentano due elementi rilevanti per l&#8217;Italia nel progetto di proposta messo a punto dal commissario Ue all&#8217;agricoltura, Dacian Ciolos. La proposta che dovrebbe essere varata dalla Commissione europea il prossimo marzo. Il documento, che sta particolarmente a cuore al commissario, punta a realizzare una vera e propria riforma per mettere in valore a livello europeo, ma soprattutto sul mercato mondiale, le eccellenze prodotte in Europa. Il progetto, che prende anche spunto dalle misure introdotte dai partner mondiali per favorire le loro esportazioni, tocca numerosi aspetti, compreso l&#8217;approccio da seguire in caso di crisi di mercato, come è avvenuto lo scorso anno per l&#8217;ortofrutta. &#8211; DOP-IGP-STG &#8211; Si pensa ad un sostegno rafforzato per la promozione &#8220;di sistemi europei di qualità alimentare quali le denominazione d&#8217;origine protette, le indicazioni geografiche e le specialità tradizionali garantite, e i prodotti riconosciuti in questi sistemi&#8221;. Inoltre, le azioni potrebbero anche interessare &#8220;messaggi tematici che illustrano le caratteristiche dei prodotti europei quali la qualità, la salute, lo sviluppo sostenibile e il benessere degli animali&#8221;. &#8211; ORIGINE &#8211; La menzione dell&#8217;origine &#8220;Europa”, dovrebbe sempre, &#8220;in modo esplicito o no, emergere nelle azioni di formazione e di promozione&#8221;. Per i prodotti registrati a livello europeo come Dop e Igp, &#8220;la menzione dell&#8217;origine a titolo principale resterebbe possibile, come avviene ora, a condizione che queste referenze corrispondano esattamente a quelle che sono state registrate&#8221;. La bozza del commissario Ciolos passa ora all&#8217;esame degli uffici dei singoli commissari europei e, alla luce delle loro riflessioni, il documento potrebbe essere modificato o ritardato. L&#8217;Italia attende da anni una legislazione europea per promuovere le proprie eccellenze sui mercati Ue e mondiali. (ANSA). </p>
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		<title>Cia: con la spesa in campagna risparmi fino a 1.680 euro</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 15:56:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Consumi]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[produzioni agricole]]></category>
		<category><![CDATA[risparmi]]></category>
		<category><![CDATA[spesa in campagna]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 2011 gli acquisti direttamente nelle aziende agricole sono cresciuti del 15%, un piccolo boom, dovuto alla qualità delle produzioni agricole ma anche ai prezzi, visto che si può risparmiare fino a 1.680 euro l&#8217;anno per nucleo familiare. Lo afferma la Cia a Fieragricola, dove festeggia il successo della sua rete nazionale di vendita diretta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/cesto-spesa.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/cesto-spesa-300x300.jpg" alt="" title="AA026244" width="300" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-41954" /></a>Nel 2011 gli acquisti direttamente nelle aziende agricole sono cresciuti del 15%, un piccolo boom, dovuto alla qualità delle produzioni agricole ma anche ai prezzi, visto che si può risparmiare fino a 1.680 euro l&#8217;anno per nucleo familiare. Lo afferma la Cia a Fieragricola, dove festeggia il successo della sua rete nazionale di vendita diretta creata nel 2008 a partire da un sito di incontro tra domanda e offerta e ormai allargata all&#8217;intero territorio nazionale. Secondo i calcoli della Cia, su un budget medio mensile per alimentari e bevande di 467 euro a famiglia, la &#8216;spesa in campagna&#8217; fa spendere circa 140 euro in meno. Non poco, soprattutto se si considera che la crisi economica ha costretto una famiglia su 3 a tagliare il carrello alimentare, mentre 3 su 5 hanno dovuto modificare il menù quotidiano e oltre il 30% ha scelto di rivolgersi quasi esclusivamente agli hard-discount e alle promozioni commerciali. La vendita diretta in azienda agricola non è solo sinonimo di risparmio, ma anche di qualità. Il numero sempre crescente di consumatori che sceglie di fare la spesa nei campi, conclude la Cia, può dire di aver recuperato la completa tracciabilità dei cibi, con la piena garanzia della salubrità e della bontà di produzioni e trasformazioni, tutte naturali e made in Italy. (ANSA).</p>
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