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	<title>Con i piedi per terra &#187; Primo Piano</title>
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	<description>Notizie e attualità dal mondo dell&#039;agricoltura</description>
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		<title>Da Fruitlogistica di Berlino emergono le priorità per il rilancio dell&#8217;ortofrutta italiana</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 16:28:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il rilancio del settore ortofrutticolo in Italia è un tema di grande attualità in questo momento così cruciale anche per la discussione in corso sulle nuove politiche comunitarie. Il settore ortofrutta vale il 31 % della PLV agricola italiana e rappresenta un&#8217;asse portante dell’economia agricola europea. Le grandi sfide di questo momento e la profonda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/Senna-Stefano-Bruni.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/Senna-Stefano-Bruni-300x200.jpg" alt="" title="Senna Stefano Bruni" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-42286" /></a><br />
Il rilancio del settore ortofrutticolo in Italia è un tema di grande attualità in questo momento così cruciale anche per la discussione in corso sulle nuove politiche comunitarie. Il settore ortofrutta vale il 31 % della PLV agricola italiana e rappresenta un&#8217;asse portante dell’economia agricola europea. Le grandi sfide di questo momento e la profonda crisi che il settore sta vivendo in termini di prezzi alla produzione, redditività per le aziende agricole e diffuso calo dei consumi, spinge verso la necessità di un grande rilancio, incentrato su  alcuni elementi chiave che sono stati discussi oggi in Piazza Italia, a Berlino. A presiedere la tavola rotonda che ha visto la partecipazione di tutte le rappresentanze dell&#8217;ortofrutta organizzata, il Cavalier Paolo Bruni, in qualità di Presidente di CSO, il Centro Servizi Ortofrutticoli che ha organizzato ed ospitato l&#8217;incontro all&#8217;interno dello stand Piazza Italia &#8220;L&#8217;Italia &#8211; dichiara Paolo Bruni, presentando la tavola rotonda &#8211; produce un totale di 36 milioni di tonnellate di frutta e verdura e questo dato ci colloca al primo posto in Europa, è evidente che uno dei punti chiave su cui focalizzare i nostri sforzi per rilanciare la competitività del settore è legato alla nostra capacità di dare nuovo impulso all&#8217; export.</p>
<p>Oggi l&#8217;Italia, secondo dati elaborati da CSO, esporta un totale di 3 milioni e 800.000 tonnellate di ortofrutta pari al 13 % della produzione; analiticamente si parla di 2,5 milioni di tonnellate di frutta pari al 14% della produzione, 300.000 tonnellate di agrumi e 1 milione di tonnellate di ortaggi pari ad appena l&#8217;11% della produzione ed è evidente da questi numeri che le potenzialità di crescita sono molto ampie. A rimarcare la necessità di mettere a punto strumenti strategici per l&#8217;export è Davide Vernocchi di Alleanza per le Cooperative italiane: &#8220;Dobbiamo agire tempestivamente e in modo coordinato &#8211; dichiara Vernocchi &#8211; per poter creare le condizioni di apertura di nuovi mercati attraverso l&#8217;abbattimento di quelle barriere, ad esempio per le mele e le pere in USA che oggi sono utilizzate spesso come strumento distorsivo per il libero scambio delle merci. E’ importantissimo &#8211; sottolinea Davide Vernocchi &#8211; che l’Unione Europea presti una maggiore attenzione ai produttori di ortofrutta che versano in questo momento in una crisi spaventosa.&#8221;</p>
<p>E Gino Peviani, presidente di Fruitimprese, concorda con la tesi di Alleanza cooperativa evidenziando la necessità di mettere a punto un sistema di tutela finanziario/assicurativa per le imprese che si affacciano ai nuovi mercati. &#8220;E&#8217; necessario &#8211; sottolinea Peviani &#8211; che il sistema Italia si rafforzi per affrontare mercati sempre più complessi con strumenti efficaci, coordinamento, elasticità e dotazioni tecniche per migliorare la competitività&#8221;. Ma lo sviluppo dell&#8217;export non può che essere accompagnato da un rafforzamento delle Organizzazioni dei produttori in Italia, come rimarca il presidente di Unaproa Ambrogio De Ponti&#8221;. Occorre &#8211; dichiara De Ponti &#8211; che il nostro sistema sia coeso e strategicamente finalizzato ad ottenere risultati importanti anche utilizzando lo strumento della promozione attraverso progetti europei, un valido aiuto per le imprese sia in Italia che all&#8217;estero&#8221;.  La tavola rotonda di Fruitlogistica ha offerto una ottima opportunità alle Organizzazioni ortofrutticole italiane di condividere strategie, come ha rimarcato Gianni Petrocchi di Italia Ortofrutta. &#8220;Siamo di fronte &#8211; dichiara Petrocchi &#8211; ad un momento di accesa discussione in Europa sulla riforma della PAC e sull&#8217;OCM unica. Vogliamo mettere in campo tutta la nostra competenza ed esperienza per discutere e mettere a punto strumenti di gestione delle crisi efficaci che possano essere un valido supporto alle aziende quando i prezzi alla produzione non coprono nemmeno i costi sostenuti.&#8221; &#8220;La coesione e l&#8217;univocità sono elementi che danno forza e rilevanza alle istanze rivolte al governo dichiara Dario Stefano, Coordinatore degli Assessori Regionali all&#8217; Agricoltura, mi farò portavoce diretto di queste istanze in sede di Conferenza Stato Regioni evidenziando la grande novità del sistema ortofrutticolo italiano: La scelta del dialogo per individuare priorità e strategie comuni. Un approccio nuovo – continua Stefano – che viene da un comparto che è tratto identitario dell’agroalimentare italiano e del Made in Italy in generale (vale 12 miliardi di euro) e che ci può consentire di lavorare meglio per modificare una politica europea troppo lontana dai temi dello sviluppo.&#8221;</p>
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		<title>Col freddo le mucche fanno meno latte e calano anche le uova</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 16:23:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Zootecnia]]></category>

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		<description><![CDATA[Con il freddo gelido le mucche hanno ridotto in media del 15 per cento la produzione di latte con la raccolta che a livello nazionale si è ridotta di 4 milioni di litri al giorno che vengono a mancare nei caseifici e sulle tavole degli italiani. Lo afferma la Coldiretti nel sottolineare le pesanti conseguenze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/bovini-latte-4.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/bovini-latte-4-300x236.jpg" alt="" title="bovini latte 4" width="300" height="236" class="alignleft size-medium wp-image-42273" /></a><br />
Con il freddo gelido le mucche hanno ridotto in media del 15 per cento la produzione di latte con la raccolta che a livello nazionale si è ridotta di 4 milioni di litri al giorno che vengono a mancare nei caseifici e sulle tavole degli italiani. Lo afferma la Coldiretti nel sottolineare le pesanti conseguenze determinate dal freddo negli allevamenti che insieme alle perdite subite nelle coltivazioni, concorrono al bilancio provvisorio di 200 milioni di euro di danni per l&#8217;agroalimentare italiano in una settimana di maltempo. Gli effetti delle temperature estreme &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; si fanno sentire anche sugli allevamenti di pecore particolarmente presenti nelle regioni centrali colpite dal maltempo, dove il crollo della produzione di latte è ancora maggiore e stimato pari al 30%. Con il freddo gli animali mangiano di più e consumano più energia per difendersi riducendo quindi le produzioni. Un comportamento che &#8211; riferisce ancora l&#8217;organizzazione agricola &#8211; riguarda anche le galline allevate a terra che depongono fino al 20% di uova al meno al giorno. Ma il freddo ha provocato anche una vera strage di agnellini per aborti mentre sono centinaia tra mucche, pecore, cavalli, conigli morti, feriti o dispersi a causa del maltempo che ha provocato crolli di stalle e capannoni. Almeno un milione di animali &#8211; continua la Coldiretti &#8211; per l&#8217;emergenza maltempo ha difficoltà a essere rifornita di acqua e cibo a causa degli ostacoli a garantire l&#8217;approvvigionamento di mangimi o acqua. </p>
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		<title>Vinitaly apre a produzioni biologiche e biodinamiche, prima volta con spazio dedicato</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 16:22:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Vinitaly quest&#8217;anno &#8216;aprirà&#8217; per la prima volta ai vini prodotti dall&#8217;agricoltura biologica e biodinamica. Oltre un centinaio di aziende provenienti da tutto il mondo saranno presenti al &#8216;Vivit&#8217; (Vigne, vignaioli, terroir) questo il nome dello spazio dedicato a queste produzioni, a dimostrazione dell&#8217;interesse crescente da parte dei consumatori a vini ottenuti con metodi a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/Vinitaly2011-ER.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/Vinitaly2011-ER-300x201.jpg" alt="" title="Vinitaly2011 ER" width="300" height="201" class="alignleft size-medium wp-image-42282" /></a><br />
Il Vinitaly quest&#8217;anno &#8216;aprirà&#8217; per la prima volta ai vini prodotti dall&#8217;agricoltura biologica e biodinamica. Oltre un centinaio di aziende provenienti da tutto il mondo saranno presenti al &#8216;Vivit&#8217; (Vigne, vignaioli, terroir) questo il nome dello spazio dedicato a queste produzioni, a dimostrazione dell&#8217;interesse crescente da parte dei consumatori a vini ottenuti con metodi a basso impatto ambientale. L&#8217;apertura del Salone, in programma a Verona dal 25 al 28 marzo, come spiega Giovanni Mantovani direttore generale di Veronafiere, coglie la richiesta del mercato di conoscere meglio questi vini, le cui tecniche di produzione non sono regolamentate nell&#8217;attuale legislazione comunitaria. Per questo, dal punto di vista giuridico, si può parlare solo di &#8216;vino ottenuto da uve coltivate biologicamente&#8217;. Proprio per evitare fraintendimenti su quali etichette saranno in esposizione, Vinitaly ha chiesto alle aziende partecipanti a ViVit di sottoscrivere un&#8217;autocertificazione molto restrittiva sui metodi di produzione applicati sia in vigneto che in cantina.<br />
“Siamo vignaioli che hanno come obiettivo primario fare vini legati al territorio &#8211; afferma Elena Pantaleoni, dell&#8217;azienda biologica La Stoppa che sarà presente al Vivit &#8211; spesso pratichiamo agricoltura biologica o biodinamica, ma non sempre siamo certificati; in cantina mettiamo in atto pratiche che non alterino le caratteristiche del territorio, ma anche dell&#8217;annata e del vitigno&#8221;. Produrre con metodo biodinamico, ossia lasciando al terreno la capacità di nutrire le piante senza aiuti esterni, non è una garanzia assoluta di qualità, spiega Nicolas Joly, fondatore de La Renaissance des Appellations, associazione di vignaioli creata 2001 che conta 200 produttori di 14 Paesi, di cui 34 solo in Italia. Per Joly, &#8220;il risultato dipende dal luogo dove si coltiva, dal vitigno scelto, però quando si assaggia uno di questi vini si capisce la differenza perché si torna alla verità del gusto&#8221;. E&#8217; comunque difficile avere dati precisi sulla viticoltura da agricoltura biodinamica, di territorio o naturali, anche se conta diverse associazioni. Più monitorato invece, è il biologico; secondo il Sinab (Sistema informativo nazionale sull&#8217;agricoltura biologica) tra superfici già convertite e quelle in conversione, il bio nel 2009 rappresentava poco più del 6% del totale vitato, pari a oltre 43.600 ettari. Le più coinvolte sono le regioni centro-meridionali, mentre tra le regioni grandi produttrici di vini solo la Toscana è interessata con una percentuale del 10%.</p>
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		<title>Agricoltura: Cia, la rinascita delle aree rurali passa dai giovani</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 15:53:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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		<description><![CDATA[Il ricambio generazionale è il segreto della rinascita delle aree agricole. E&#8217; il messaggio emerso nel quinto seminario di &#8216;Agriyou-Terra giovane&#8217; a Verona, il progetto europeo sulla Pac dell&#8217;Agia, l&#8217;associazione dei giovani imprenditori della Cia-Confederazione italiana agricoltori. Solo dando la terra ai giovani e mettendoli nella possibilità di lavorarla, spiegano gli under 35, le aree [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/Aziende-Agricole-11.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/Aziende-Agricole-11-300x236.jpg" alt="" title="Aziende Agricole 1" width="300" height="236" class="alignleft size-medium wp-image-42264" /></a><br />
Il ricambio generazionale è il segreto della rinascita delle aree agricole. E&#8217; il messaggio emerso nel quinto seminario di &#8216;Agriyou-Terra giovane&#8217; a Verona, il progetto europeo sulla Pac dell&#8217;Agia, l&#8217;associazione dei giovani imprenditori della Cia-Confederazione italiana agricoltori. Solo dando la terra ai giovani e mettendoli nella possibilità di lavorarla, spiegano gli under 35, le aree agricole possono diventare un luogo socialmente ed economicamente appetibile. Del resto i numeri del progressivo invecchiamento delle campagne ricordati nel seminario, parlano chiaro: il 17% della popolazione rurale europea supera i 65 anni, percentuale che per gli agricoltori sale al 34,1%; e l&#8217;Italia fa ancora peggio toccando quota 44,5%, contro il 2,9% di imprenditori &#8216;junior&#8217;. Secondo il presidente nazionale di Agia-Cia Luca Brunelli per mettere fine al fenomeno di spopolamento, occorre affrontare la redditività in agricoltura, adottando politiche riformatrici sul mercato del lavoro che rendano più remunerativo il mestiere del produttore. &#8220;Le zone rurali rappresentano il 92% della superficie Ue e impegnano il 53% della manodopera, creando il 45% di valore aggiunto &#8211; ha precisato il presidente nazionale della Cia, Giuseppe Politi &#8211; è ora di considerarle una risorsa da valorizzare, soprattutto in questo momento di crisi globale&#8221;. </p>
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		<title>Pesca: alleanza cooperative, Ue dia risposte sul caro gasolio</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 15:53:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[caro gasolio]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;appello dei pescatori al commissario europeo per la pesca, Maria Damanaki, per contrastare il caro-gasolio ha ricevuto una risposta &#8220;ai limiti del sarcasmo&#8221;, secondo l&#8217;Alleanza delle cooperative italiane. &#8220;Sul gasolio non si può fare nulla al di fuori del de minimis, ma si può anche consumarne di meno&#8221;, avrebbe detto il commissario ieri nel corso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/Adriatico1.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/Adriatico1-300x225.jpg" alt="" title="Adriatico" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-42269" /></a><br />
L&#8217;appello dei pescatori al commissario europeo per la pesca, Maria Damanaki, per contrastare il caro-gasolio ha ricevuto una risposta &#8220;ai limiti del sarcasmo&#8221;, secondo l&#8217;Alleanza delle cooperative italiane. &#8220;Sul gasolio non si può fare nulla al di fuori del de minimis, ma si può anche consumarne di meno&#8221;, avrebbe detto il commissario ieri nel corso dell&#8217;assemblea di Europeche, l&#8217;Associazione degli armatori Ue. Acgi Agrital, Federcoopesca-Confcooperative e Lega Pesca hanno denunciato in una nota il rischio che si ripeta quanto avvenuto nel 2008 con il Commissario Borg, quando &#8220;tante manifestazioni, serrate e blocchi dei porti in tutta Europa non produssero niente e &#8211; hanno ricordato &#8211; il prezzo del gasolio si abbassò da solo sull&#8217;onda della crisi mondiale&#8221;. Nel corso dell&#8217;assemblea, si è sviluppato un intenso dibattito sulla riforma della politica per la pesca. &#8220;Damanaki ha ribadito la sua rigida impostazione richiamando, in particolare, la necessità di una ulteriore riduzione della flotta attraverso l&#8217;introduzione delle concessioni trasferibili, che dove già attuate hanno portato al ritiro del 30-50% dei pescherecci&#8221;. </p>
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		<title>Ministro Catania presenta annuario Inea e volume su commercio estero</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 14:06:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;analisi dei dati e delle dinamiche che caratterizzano il settore agricolo e il commercio estero dell&#8217;agroalimentare italiano saranno al centro, domani giovedì 9 febbraio, di una conferenza stampa del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania. Presso la Sala Cavour del Mipaaf, alle ore 11.30, il Ministro presenterà infatti due volumi realizzati dall&#8217;Inea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/Ministero_agricoltura1.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/Ministero_agricoltura1.jpg" alt="" title="Ministero_agricoltura" width="285" height="243" class="alignleft size-full wp-image-42254" /></a><br />
L&#8217;analisi dei dati e delle dinamiche che caratterizzano il settore agricolo e il commercio estero dell&#8217;agroalimentare italiano saranno al centro, domani giovedì 9 febbraio, di una conferenza stampa del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania. Presso la Sala Cavour del Mipaaf, alle ore 11.30, il Ministro presenterà infatti due volumi realizzati dall&#8217;Inea (Istituto nazionale di economia agraria): l&#8217;&#8221;Annuario dell&#8217;agricoltura italiana&#8221; e &#8220;Il commercio con l&#8217;estero dei prodotti agroalimentari italiani&#8221;. Aprirà i lavori Tiziano Zigiotto, Presidente di Inea ed interverranno oltre al Ministro Catania, Roberta Sardone e Alessandro Antimiani, entrambi dell&#8217; Istituto nazionale di economia agraria. L&#8217;Annuario focalizza l&#8217;attenzione sui dati relativi alla produzione, al consolidato del sostegno pubblico, al mercato fondiario e alla multifunzionalità, registrando gli andamenti delle principali componenti del sistema agroalimentare, ma cercando anche di approfondire l&#8217;analisi su alcuni processi particolarmente significativi. &#8220;Il Commercio con l&#8217;estero dei prodotti agroalimentari italiani&#8221; offre invece un&#8217;analisi dello scenario macroeconomico e internazionale, fornendo una fotografia dettagliata dell&#8217;evoluzione degli scambi internazionali nel 2010. </p>
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		<title>Neve: la CIA dell’Emilia-Romagna chiede lo stato di calamità naturale</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 14:04:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le eccezionali nevicate degli ultimi giorni &#8211; tuttora in corso ed in probabile intensificazione nel fine settimana &#8211; stanno mettendo in ginocchio buona parte del sistema agricolo della parte centro orientale dell’Emilia Romagna, con notevoli disagi sociali ed economici, gravi problemi alla circolazione dei prodotti agricoli stoccati nei magazzini e che non possono essere distribuiti. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/campagna-neve1.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/campagna-neve1.jpg" alt="" title="campagna neve" width="240" height="164" class="alignleft size-full wp-image-42250" /></a>Le eccezionali nevicate degli ultimi giorni &#8211; tuttora in corso ed in probabile intensificazione nel fine settimana &#8211; stanno mettendo in ginocchio buona parte del sistema agricolo della parte centro orientale dell’Emilia Romagna, con notevoli disagi sociali ed economici, gravi problemi alla circolazione dei prodotti agricoli stoccati nei magazzini e che non possono essere distribuiti.<br />
A questi vanno aggiunti danni alle strutture, al patrimonio animale, alle orticole di stagione in fase di raccolta e, per i rischi già verificati o incombenti, per colture agricole di pregio.<br />
Di fronte a questo scenario di assoluta gravità sul territorio romagnolo, la CIA dell’Emilia Romagna chiede alla Regione di :<br />
1-    avanzare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri il riconoscimento dello stato di emergenza ex art. 5 L. 225/1992, su tutto il territorio romagnolo, provvedendo all&#8217;attivazione di ogni iniziativa volta a supportare le Amministrazioni locali per prestare soccorso ed assistenza anche alle imprese agricole che stanno fronteggiando l&#8217;emergenza.<br />
2-    Deliberare lo stato di calamità naturale, con la delimitazione dell’area colpita e la quantificazione dei danni, al fine di poter attivare ogni intervento – finanziario, fiscale e contributivo &#8211; possibile a ristoro dei danni alle attività produttive del settore agricolo.<br />
Occorre che prosegua l’azione delle Istituzioni preposte e venga sostenuto lo sforzo per salvaguardare persone, animali e cose per consentire la ripresa delle attività.<br />
La CIA è mobilitata per la segnalazione delle situazioni critiche e per la successiva evidenziazione dei danni subiti dalle imprese agricole.</p>
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		<title>Vino: aziende dimezzate in dieci anni</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 14:04:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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		<category><![CDATA[Istat]]></category>
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		<description><![CDATA[Solo un&#8217;azienda vinicola su due ha resistito agli ultimi, terribili, dieci anni. I dati del censimento agricoltura 2011 dell&#8217;Istat, elaborati da Winenews, mostrano che nel 2010 erano in attività solo 383.645 aziende, il 51,5% in meno rispetto a quelle del 2000. Negli stessi anni, l&#8217;estensione delle vigne è diminuita del 12% fino a 632.140 ettari. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/vigne2.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/vigne2-300x225.jpg" alt="" title="vigne2" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-42247" /></a><br />
Solo un&#8217;azienda vinicola su due ha resistito agli ultimi, terribili, dieci anni. I dati del censimento agricoltura 2011 dell&#8217;Istat, elaborati da Winenews, mostrano che nel 2010 erano in attività solo 383.645 aziende, il 51,5% in meno rispetto a quelle del 2000. Negli stessi anni, l&#8217;estensione delle vigne è diminuita del 12% fino a 632.140 ettari. Il calo più drastico &#8211; segnala Winenews &#8211; è stato nel Lazio, con la chiusura del 70,5% delle aziende (restano attive in 20.485 nel 2010) e un numero di ettari quasi dimezzato nel decennio (-45,7% a 16.082). Hanno sofferto anche la Liguria, che ha perso il 68% delle aziende e il 45,1% dell&#8217;estensione e la Calabria (-61% delle aziende). La Sicilia è rimasta la regione con il più alto numero di ettari coltivati (110.699 nel 2010 ettari nonostante il calo del 9,5%), seguita dalla Puglia e dal Veneto. Hanno conosciuto invece aumenti dell&#8217;estensione a due cifre il Trentino Alto Adige (+12% a 15.323 ettari) e il Friuli Venezia Giulia (+10% a 19.668 ettari). Tra le regioni a più forte vocazione vinicola, hanno limitato le perdite di estensione sotto il 10% solo la Toscana (-3% a 56.587 ettari) e l&#8217;Emilia Romagna (-73% a 55.814). </p>
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		<title>Vino bio: l&#8217;Europa dice sì</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 13:58:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalla UE]]></category>
		<category><![CDATA[Olio e vino]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[comitato produzione biologica]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<category><![CDATA[vino biologico]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Europa riconosce il vino biologico &#8216;doc&#8217;. Una conquista importante per i viticoltori biologici italiani ed europei, che dalla vendemmia 2012 potranno utilizzare il termine &#8220;vino biologico&#8221; sulle etichette. La decisione presa oggi a Bruxelles dal Comitato per la produzione biologica dell&#8217;Ue è stata commentata con soddisfazione dal commissario Ue all&#8217;agricoltura, Dacian Ciolos, secondo cui &#8220;si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/uva-nera-1.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/uva-nera-1-300x225.jpg" alt="" title="uva nera 1" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-42244" /></a><br />
L&#8217;Europa riconosce il vino biologico &#8216;doc&#8217;. Una conquista importante per i viticoltori biologici italiani ed europei, che dalla vendemmia 2012 potranno utilizzare il termine &#8220;vino biologico&#8221; sulle etichette. La decisione presa oggi a Bruxelles dal Comitato per la produzione biologica dell&#8217;Ue è stata commentata con soddisfazione dal commissario Ue all&#8217;agricoltura, Dacian Ciolos, secondo cui &#8220;si dà ai consumatori la certezza che un &#8216;vino biologico&#8217; è stato prodotto applicando norme più rigorose&#8221;.<br />
Entrerà in vigore il prossimo primo agosto, secondo quanto appreso dall&#8217;ANSA, il nuovo regolamento che permetterà ai viticoltori biologici di utilizzare il termine &#8220;vino biologico&#8221; sulle etichette, accompagnato dal logo biologico dell&#8217;Ue e dal numero di codice dell&#8217;organismo di certificazione competente. Una decisione che, non solo garantisce ai consumatori un prodotto di maggiore qualità, ma permette al settore di rilanciare la produzione. Insomma, anche il vino biologico, orfano della normativa europea del 1991, che dava una base legale all&#8217;agricoltura biologica, può contare da ora su una legislazione europea armonizzata, mettendo fine ad una moltitudine di standard privati di vinificazione che si sono sviluppati negli anni in diversi Stati membri. Il compromesso raggiunto, oggi a Bruxelles, prevede per il vino biologico una presenza di solfiti pari a 100 milligrammi il litro per i vini rossi e 150 per i vini bianchi e rosé: 50 milligrammi in meno per ogni categoria, rispetto ai livelli attualmente in vigore per i vini convenzionali. Tuttavia, per i vini dei Paesi del centro e del nord d&#8217;Europa, Francia compresa, in cui è presente un tenore di zucchero residuo superiore a 2 grammi il litro, la presenza limite di solfiti per il vino biologico passa da 100 a 120 milligrammi il litro per i vini rossi, e da 150 a 170 per quelli bianchi e rosé.</p>
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		<title>Crescono le biotecnologie in agricoltura: +8% nel 2011</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 11:42:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[biotecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[isaaa]]></category>
		<category><![CDATA[ogm]]></category>

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		<description><![CDATA[Continua a crescere l&#8217;agricoltura biotech nel mondo: nel 2011 ha fatto segnare un +8% rispetto al 2010, passando da 148 milioni a 160 milioni di ettari coltivati. Gli Stati Uniti rimangono i leader nella produzione, mentre il Brasile si conferma per il terzo anno consecutivo come la &#8216;locomotiva&#8217; mondiale di questa crescita, rimanendo in testa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/ogm-21.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/ogm-21-300x236.jpg" alt="" title="ogm 2" width="300" height="236" class="alignleft size-medium wp-image-42238" /></a><br />
Continua a crescere l&#8217;agricoltura biotech nel mondo: nel 2011 ha fatto segnare un +8% rispetto al 2010, passando da 148 milioni a 160 milioni di ettari coltivati. Gli Stati Uniti rimangono i leader nella produzione, mentre il Brasile si conferma per il terzo anno consecutivo come la &#8216;locomotiva&#8217; mondiale di questa crescita, rimanendo in testa alla schiera dei Paesi in via di sviluppo. A scattare questa fotografia è l&#8217;ultimo rapporto annuale dell&#8217;Istituto internazionale per la promozione delle colture biotech (Isaaa). Nel corso del 2011 sono stati quasi 17 milioni gli agricoltori che in tutto il mondo hanno coltivato biotech: i contadini poveri dei Paesi in via di sviluppo rappresentano la fetta più grossa, oltre il 90% del totale. Proprio nei Paesi in via di sviluppo si concentra quasi la metà di tutte le coltivazioni biotech mondiali: nel 2011 hanno fatto segnare una crescita dell&#8217;11% (8,2 milioni di ettari) contro il 5% (3,8 milioni di ettari) dei paesi industrializzati. Il sorpasso, secondo le ultime stime, avverrà nel 2012. I cinque Paesi in testa tra quelli in via di sviluppo sono India, Cina, Brasile, Argentina e Sud Africa, che insieme rappresentano il 40% della popolazione mondiale. Il Brasile si conferma per il terzo anno consecutivo come la &#8216;locomotiva&#8217; mondiale dell&#8217;agricoltura biotech: nel 2011 si sono coltivati quasi 5 milioni di ettari in più, facendo segnare un aumento del 20% rispetto al 2010. Gli Stati Uniti mantengono ancora una volta la testa della classifica dei paesi produttori, e si confermano i leader mondiali con 69 milioni di ettari coltivati. L&#8217;Europa scivola invece più indietro: il primo paese in graduatoria è la Spagna, ferma al 17esimo posto. Anche se in misura minore, comunque, anche il Vecchio Continente fa segnare una crescita positiva per il biotech in agricoltura. Gli ettari coltivati a mais geneticamente modificato sono passati da 91mila a 114mila: la Spagna ha registrato una crescita del 27% e il Portogallo addirittura del 59%. </p>
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