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	<title>Con i piedi per terra &#187; Lettere in redazione</title>
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	<description>Notizie e attualità dal mondo dell&#039;agricoltura</description>
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		<title>Sciopero tir: tornano alla normalità le consegne nei negozi di Coop Adriatica</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 16:18:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Coop Adriatica]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo i ritardi degli ultimi giorni nella consegna delle merci, sono ripresi la notte scorsa i rifornimenti regolari nei 171 tra ipercoop e supermercati di Coop Adriatica in Emilia-Romagna, Veneto, Marche e Abruzzo. Superate le difficoltà nelle consegne dovute al blocco dei caselli autostradali da parte dei Tir, inoltre, l’emergenza trasporti non sta avendo effetti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/centro-commerciale-13.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/centro-commerciale-13-300x236.jpg" alt="" title="centro commerciale 1" width="300" height="236" class="alignleft size-medium wp-image-41518" /></a>Dopo i ritardi degli ultimi giorni nella consegna delle merci, sono ripresi la notte scorsa i rifornimenti regolari nei 171 tra ipercoop e supermercati di Coop Adriatica in Emilia-Romagna, Veneto, Marche e Abruzzo.  Superate le difficoltà nelle consegne dovute al blocco dei caselli autostradali da parte dei Tir, inoltre, l’emergenza trasporti non sta avendo effetti  sui prezzi praticati dai negozi della Cooperativa di consumatori, che ha deciso di non acquistare a condizioni speculative, bloccando così i rincari in corso soprattutto sull’ortofrutta.<br />
Nei punti vendita di Coop Adriatica dunque oggi sono normalmente disponibili tutti i prodotti confezionati, gli alimentari freschi, la carne e latticini. E’ meno completo l’assortimento di frutta e verdura: si registra infatti un calo di circa il 20% delle forniture, dovuto soprattutto al blocco dei trasporti in Sicilia. Dall’isola, in particolare, provengono gli agrumi e alcuni ortaggi come pomodori, melanzane, peperoni, zucchine, finocchi. Oggi e domani inoltre potranno essere più sguarniti i banchi del pesce, anche a causa dello sciopero dei pescatori che ha appena preso il via e che si aggiunge al fermo dei tir.<br />
Visto il blocco in Sicilia, é soprattutto l’ortofrutta estera a registrare in questi giorni gli aumenti di prezzo maggiori sul mercato. Normalmente, nei punti vendita di Coop Adriatica l&#8217;85% dell&#8217;ortofrutta in vendita è di provenienza italiana, mentre il 53% dei prodotti freschi è realizzato da 800 fornitori locali. Per sopperire alla mancanza dell’ortofrutta siciliana e di altri prodotti freschi e freschissimi, la Cooperativa ha potuto contare in questi giorni soprattutto sui produttori locali, che hanno aumentato le forniture senza ritocchi al rialzo dei prezzi.  Per la quota di ortofrutta non disponibile sul mercato italiano, invece, si è in parte fatto ricorso all’ortofrutta fresca proveniente dalla Spagna e dall’Olanda. In questi giorni, dunque, la percentuale di prodotti esteri disponibili nel reparto ortofrutta è cresciuta, arrivando circa al 30%.<br />
Sul versante dei prezzi, Coop Adriatica ha deciso comunque di non accettare le richieste speculative sui prezzi dei prodotti alimentari deperibili avanzate da alcuni fornitori in seguito al blocco degli autotrasportatori; dunque, non sta acquistando né mettendo in vendita generi alimentari freschi i cui prezzi sono eccessivi. In particolare, le oscillazioni di prezzo alla vendita di frutta e verdura nei negozi di Coop Adriatica non sono diverse da quelle stagionali, che si registrano normalmente per questi prodotti.</p>
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		<title>Fima: appello alla Commissione Politiche Agricole Nazionali</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 10:14:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere in redazione]]></category>
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		<description><![CDATA[“La protesta degli agricoltori italiani, che si allarga a macchia d’ olio in varie parti d’ Italia, non puo’ lasciare insensibile la Commissione Politiche Agricole nell’ ambito della Conferenza delle Regioni”. Lo dichiara Saverio De Bonis, coordinatore della FIMA, Federazione Italiana Movimenti Agricoli. Da anni i movimenti agricoli italiani e le associazioni autonome stanno denunciando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/mani-terra.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/mani-terra.jpg" alt="" title="mani terra" width="240" height="180" class="alignleft size-full wp-image-41436" /></a>“La protesta degli agricoltori italiani, che si allarga a macchia d’ olio in varie parti d’ Italia, non puo’ lasciare insensibile la Commissione Politiche Agricole nell’ ambito della Conferenza delle Regioni”. Lo dichiara Saverio De Bonis, coordinatore della FIMA, Federazione Italiana Movimenti Agricoli.<br />
Da anni i movimenti agricoli italiani e le associazioni autonome stanno denunciando alle istituzioni, a tutti i livelli, l’ implosiva situazione in cui versa il settore, prospettando anche le soluzioni. E’ giunto il momento che il Coordinatore della Conferenza delle Regioni, Dario Stefano, faccia valere il suo peso istituzionale e politico, in questa fase cruciale che vede restringere sempre piu’ l’ accesso al credito e manifestare tutti gli effetti restrittivi della manovra fiscale su settori economici, da lunghi anni in sofferenza.<br />
Altri comparti gia’ da tempo utilizzano la moratoria delle scadenze per fronteggiare meglio la crisi, ma questa prerogativa e’ negata al mondo agricolo che, al pari degli altri, ha bisogno di alleggerire il peso del suo indebitamento ed e’ stanco di recitare il ruolo di cenerentola dell’ economia nazionale.<br />
La nostra Federazione, pertanto, lancia un appello al Coordinatore degli assessori Stefàno, affinche’ alle parole pronunciate sulla stampa, e alla nostra richiesta, faccia seguire i fatti, aprendo subito un confronto in Conferenza Stato Regioni, per chiedere la moratoria immediata delle scadenze Inps, Banche e Agenzie dell’ entrate anche per gli agricoltori italiani, bloccando tutte le esecuzioni in corso.</p>
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		<title>Naufragio Costa Concordia: duro colpo anche alla biodiversita&#8217;</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 14:28:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cosa sta succedendo sotto il mare dell’Argentario? Sotto “il tappeto blu” una parte dello Scoglio della Scola &#8211; zona privilegiata per le immersioni subacquee e di alto valore ambientale &#8211; è già stata divorata dalla Costa Concordia, che si è, poi, andata ad adagiare, con le sue 114mila tonnellate di stazza e 290 metri di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/pesci2.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/pesci2-300x225.jpg" alt="" title="pesci2" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-41263" /></a>Cosa sta succedendo sotto il mare dell’Argentario? Sotto “il tappeto blu” una parte dello Scoglio della Scola  &#8211;  zona privilegiata per le immersioni subacquee e di alto valore ambientale &#8211; è già stata divorata dalla Costa Concordia, che si è, poi, andata ad adagiare, con le sue 114mila tonnellate di stazza e 290 metri di lunghezza, su un letto di roccia non nuda, anzi piena di vita. “Al Giglio i fondali sono ancora ricchissimi di Cystoseire, Posidonie, Gorgonie, Spugne, Molluschi, Crostacei, Celenterati, che sono rimasti schiacciati assieme a miriadi di altri organismi” &#8211; spiega Francesco Cinelli, esponente del comitato tecnico di Marevivo e docente di Ecologia all’Università di Pisa, ricordando anche come “il bestione di migliaia di tonnellate di peso sta togliendo la luce a tutte le piante del fondale. Nella zona circostante è presente una prateria di Posidonia, una delle più preziose dell’arcipelago toscano dopo quella di Pianosa e dell’Africhella”.<br />
Oltre alla bomba ecologica costituita dalle migliaia di litri di carburante che, in queste ore, gli olandesi della Smit stanno provando a disinnescare, provate ad immaginare cosa significhi, in termini di dispersione in mare, l’inabissamento di un Comune di oltre 4.000 abitanti: la ‘Costa Concordia’  si sta portando a fondo tutto il suo carico di rifiuti &#8211; dai detersivi agli oli alle vernici ai prodotti di clorazione delle piscine, ai metalli di vario ordine e grado &#8211; che cominceranno a degradarsi e a diffondere nell’acqua circostante tutte le proprie componenti nocive. E, di conseguenza, a mettere a rischio la ricchezza di biodiversità, che non dobbiamo mai dimenticare essere alla base della nostra stessa sopravvivenza sulla Terra.<br />
“La speranza è che si faccia presto a togliere la Costa Concordia da quella posizione e a trasferirla altrove: più rimarrà adagiata sul fondo e più i danni saranno gravi e il recupero del fondale sarà lento”. Dopo più di 5 anni, alla Secca di S. Giovanni all’Isola di Pianosa, dove urtò, anche in quel caso per un’errata manovra del Comandante, la nave da ricerca “Allianz” del Centro Nurc di La Spezia, le rocce denudate sono ancora quasi prive di organismi.<br />
Marevivo </p>
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		<title>Motoslitte in alta montagna per gioco: 91.000 Soci del CAI della Lombardia dicono NO</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 12:15:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le motoslitte nascono per i grandi spazi del nord. Usate per divertirsi in ambiti limitati come le nostre Alpi, ne stravolgono l&#8217;equilibrio. L&#8217; assenza di leggi ha incoraggiato molti centauri ad utilizzarle sulle montagne e nelle valli innevate attraverso un uso cosiddetto &#8220;sportivo&#8221;. Tale utilizzo causa considerevoli danni al territorio attraverso un rilevante inquinamento atmosferico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/motoslitta.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/motoslitta.jpg" alt="" title="motoslitta" width="240" height="180" class="alignleft size-full wp-image-41254" /></a>Le motoslitte nascono per i grandi spazi del nord. Usate per divertirsi in  ambiti limitati come le nostre Alpi, ne stravolgono l&#8217;equilibrio. L&#8217; assenza di leggi ha incoraggiato molti centauri ad utilizzarle sulle montagne<br />
e nelle valli innevate attraverso un uso cosiddetto &#8220;sportivo&#8221;. Tale utilizzo  causa considerevoli danni al territorio attraverso un rilevante inquinamento  atmosferico ed acustico.Il CAI, ha già sollecitato i Ministeri competenti per normare il settore. In  questa vacatio legis non resta che affidarsi alle ordinanze locali e ad<br />
eventuali leggi regionali (vedi Regione Piemonte). In Lombardia è stato  presentato il PDL 118/2011 dai consiglieri Parolini e Quadrini che si propone di  regolamentare il tema. Il CAI lombardo ha accolto l&#8217;iniziativa con favore ma, di  fronte agli specifici contenuti, si è reso subito conto delle forti criticità  presenti e ne ha discusso con le sue 146 Sezioni, in assemblea a Vimercate nel  novembre scorso. Il PDL 118 intende modificare la legge regionale del 2008 in  materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale. Impressiona a tal  proposito l&#8217;assenza di qualunque accenno della tutela dell&#8217;ambiente montano, ed<br />
anzi, essendo prevista la circolazione anche sui &#8220;territori agro-silvo-pastorali<br />
innevati&#8221; i cingolati sarebbero liberi di muoversi in tutto il territorio<br />
montano. Tale previsione apre le porte a pericolose interferenze con i percorsi<br />
dello sci alpinismo, del fondo escursionistico e delle racchette da neve. Nello<br />
specifico la nostra proposta è che l&#8217;accesso dei mezzi debba essere limitato a<br />
poche e selezionate aree, alla cui scelta dovrebbero partecipare anche le<br />
associazioni, come il CAI, che hanno come finalità statutaria la tutela<br />
dell&#8217;ambiente montano. Le sezioni del CAI chiedono che i percorsi individuati<br />
siano scelti in bassa quota e localizzati solo ed esclusivamente in prossimità<br />
di territori antropizzati, come per esempio comprensori sciistici già esistenti.<br />
Il CAI è favorevole all&#8217;autorizzazione dell&#8217;uso delle motoslitte per gestori di<br />
impianti di risalita, per rifugisti, albergatori o proprietari di baite<br />
accessibili solo con tali veicoli, per il personale di soccorso e delle forze<br />
dell&#8217;ordine, anche fuori dai percorsi approvati. Non viene citato l&#8217;obbligo del<br />
ripristino dei luoghi oltre a garantire il risarcimento di danni al percorso, ma<br />
viene disposto l&#8217;uso di risorse pubbliche per finanziare i gestori privati. Aree<br />
d&#8217;alta montagna danneggiate e inquinate sarebbero da ripristinare a spese della<br />
collettività. La proposta delega il gestore dei percorsi, anche privato, di<br />
valutare il richiedente e di verificare la sussistenza dei requisiti previsti<br />
dalla norma, cosi come quello della reale necessità di fruizione del territorio<br />
montano. Il CAI ritiene che il rilascio dell&#8217;autorizzazione alla circolazione<br />
delle motoslitte debba invece essere appannaggio esclusivo dei Comuni.<br />
L&#8217;autorizzazione rilasciata all&#8217;utente non deve essere vaga ma va sancito<br />
l&#8217;obbligo di esposizione in modo visibile, e se a scopo ludico deve avere durata<br />
giornaliera ed il rilascio deve inoltre essere a titolo oneroso per tutti. Le<br />
sanzioni previste sono risibili e non hanno valore deterrente. Le Sezioni del<br />
CAI lombardo esprimono all&#8217;unanimità forti critiche al PDL 118, che risulta<br />
superficiale e sbilanciato in modo inaccettabile a favore degli utilizzatori<br />
&#8220;per gioco&#8221; delle motoslitte.<br />
foto <a href="http://www.flickr.com/photos/pecoroso77/">http://www.flickr.com/photos/pecoroso77/</a></p>
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		<title>Emilia Romagna: Parmigiano e biomasse,domani question time in aula</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 14:44:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[favia cinque stelle question time]]></category>
		<category><![CDATA[parmigiano biomasse]]></category>
		<category><![CDATA[parmigiano grillo]]></category>

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		<description><![CDATA[“C’è un’incompatibilità fra la produzione di Parmigiano-Reggiano e le centrali a biomasse” – dice Giovanni Favia, Consigliere Regionale del Movimento 5 Stelle, che spiega &#8211; “lo spargimento del digestato sui terreni contamina la terra e la vegetazione con i clostridi. I clostridi interferiscono con il processo di fermentazione del Parmigiano-Reggiano, tant’è che nelle linee guida [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/parmigiano-3.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/parmigiano-3-300x236.jpg" alt="" title="parmigiano 3" width="300" height="236" class="alignleft size-medium wp-image-41069" /></a>“C’è un’incompatibilità fra la produzione di Parmigiano-Reggiano e le centrali a biomasse” – dice Giovanni Favia, Consigliere Regionale del Movimento 5 Stelle, che spiega &#8211; “lo spargimento del digestato sui terreni contamina la terra e la vegetazione con i clostridi. I clostridi interferiscono con il processo di fermentazione del Parmigiano-Reggiano, tant’è che nelle linee guida regionali per la collocazione di impianti a biomasse, approvate lo scorso luglio, è fatto specifico divieto di insediarli nelle zone di provenienza del famoso formaggio. Ma c’è una contraddizione” – continua Favia – “visto che ad alcune stalle che forniscono il latte per il Parmigiano viene fornito foraggio coltivato nella zona di Medicina (BO). E a Medicina sono attivi degli impianti a biomasse anche molto potenti, e per altri sono in corso le procedure di autorizzazione. E’ un grosso controsenso, perché i clostridi sono persistenti sul foraggio. Quindi ci chiediamo che senso abbia” – dice Favia – “vietare gli impianti a biomasse nella zona del Parmigiano-Reggiano se poi si importa il cibo per gli animali da altre zone… Con impianti a biomasse! Quale sarebbe la logica? Non sappiamo se la Regione ne sia a conoscenza, e per questo abbiamo presentato un’articolata interrogazione a risposta immediata, perché questa contraddizione mette a rischio una produzione di qualità che ci rende famosi nel mondo. E’ successo infatti in alcuni casi che i clostridi abbiano interferito con la fermentazione delle forme di formaggio, creando molta anidride carbonica e portando allo scoppio delle forme! Sicuramente una situazione da evitare, senza considerare che alcuni pareri scientifici ipotizzano che i clostridi siano pericolosi anche per l’uomo. Quindi domani ci aspettiamo” &#8211; conclude il Consigliere del Movimento 5 Stelle – “che la Regione faccia chiarezza su tutta questa vicenda.”<br />
GIOVANNI FAVIA Consigliere<br />
Gruppo Assembleare Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it<br />
Emilia-Romagna</p>
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		<title>Biogas: il sistema &#8220;Smart energy&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 13:08:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioenergie]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere in redazione]]></category>
		<category><![CDATA[biogas]]></category>
		<category><![CDATA[centrali biogas]]></category>
		<category><![CDATA[costruire centrale biogas]]></category>
		<category><![CDATA[frappa edilizia]]></category>

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		<description><![CDATA[Attenzione al mondo “eco” con un sistema innovativo, chiamato “Smart Energy”, che permette di risparmiare tempo e soldi. Lo assicura Frappa Edilizia, azienda friulana di Camino al Tagliamento (Udine), punto di riferimento per la costruzione delle centrali a biogas e partner di alcune delle aziende leader del settore. Le centrali dette a biogas rappresentano una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/Biogas-4.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/Biogas-4-224x300.jpg" alt="" title="Biogas 4" width="224" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-41058" /></a>Attenzione al mondo “eco” con un sistema innovativo, chiamato “Smart Energy”, che permette di risparmiare tempo e soldi. Lo assicura Frappa Edilizia, azienda friulana di Camino al Tagliamento (Udine),  punto di riferimento per la costruzione delle centrali a biogas e partner di alcune delle aziende leader del settore.<br />
Le centrali dette a biogas rappresentano una delle soluzioni considerate ecologiche per l&#8217;approvvigionamento dell&#8217;energia elettrica. Perchè lo siano davvero però devono funzionare correttamente, e quindi devono essere costruite a regola d&#8217;arte. Solo se la dimensione, il funzionamento e l&#8217;alimentazione sono impeccabili, allora l&#8217;energia può ritenersi rinnovabile e le centrali possono offrire un approccio certamente più “green” al problema dell&#8217;impatto sul territorio connesso alla produzione di energia. Non per niente i maggiori esperti di questo tipo di produzione sono i paesi nordici, da sempre sensibili alle politiche ambientali. Frappa Edilizia è stata fra le prime imprese che hanno intravisto la possibilità di lavorare anche in questo campo, guadagnandosi presto la fiducia di multinazionali leader di mercato. Come la bavarese Schmack, che in Italia ha sede a Bolzano, autrice di 30 impianti in Italia e di ben 260 in giro per il mondo, la maggior parte dei quali localizzata in Germania.<br />
“Avere conquistato il grado di partner di un&#8217;azienda così importante nel settore” racconta Riccardo Frappa, titolare insieme al fratello Renato dell&#8217;azienda di famiglia, “ci rende particolarmente orgogliosi e allo stesso tempo ci conferma che abbiamo preso la strada giusta. Da quando abbiamo rilevato l&#8217;azienda, nel 1998, abbiamo sempre cercato di diversificare la nostra attività. Ci rende fieri abbinare il nostro nome, quello di una classica azienda di costruzioni, ad uno dei settori che al giorno d&#8217;oggi è più in espansione, sfatando il tabù che l&#8217;edilizia non possa essere verde”.Grazie all&#8217;esperienza consolidata nel tempo Frappa è ora in grado di fornire un servizio diverso e collaudato a coloro che hanno intenzione di costruire un impianto a biogas, in virtù di un metodo che si è voluto chiamare informalmente “Smart Energy”.<br />
Per vari clienti sono già stati realizzati con questo sistema 12 impianti da 1 MW in tutto il nord Italia, 5 nel solo 2011. Con le nuove centrali il fatturato di Frappa relativo a quest&#8217;ambito è cresciuto del 50% nel giro di due anni. Nel 2011 il business del biogas ha rappresentato il 25% del volume d&#8217;affari complessivo, circa 4 milioni di euro, contro il 20% del 2010.<br />
IN COSA CONSISTE IL LAVORO DI FRAPPA EDILIZIA<br />
Il primo step per la realizzazione di un impianto a biogas è quello di erigere diversi manufatti in calcestruzzo armato speciale, i quali svolgono diverse funzioni di seguito elencate:<br />
	• Digestori: vasche in calcestruzzo a tenuta stagna che contengono la biomassa ossia 	la miscela di materiali organici che servono a produrre il biogas;<br />
	• Prevasca: piccola vasca in calcestruzzo che contiene gli additivi liquidi da 	aggiungere all’interno dei digestori.<br />
	• Sistema di alimentazione della Biomassa: si tratta di contenitori (in calcestruzzo o 	prefabbricati) che alimentano la biomassa solida all’interno dei digestori secondo un 	preciso programma automatizzato.<br />
	• Basamento co-generatore: è il supporto adibito a sorreggere il cuore dell’impianto, 	ossia il motore che, alimentato dal Biogas, produce la corrente elettrica.<br />
	• Vasche di stoccaggio: sono simili ai digestori, ma all’interno di esse non viene 	prodotto biogas, bensì viene stoccato il digestato cioè il materiale esausto che ha già 	rilasciato la sua componente gassosa.<br />
	• Vasca di separazione: vasca nella quale il digestato viene diviso nelle sue due 	componenti (liquida e solida) per essere poi stoccato.<br />
	• Silos: si tratta di grandi aree per l’immagazzinamento della biomassa ossia il 	materiale che serve ad alimentare l’impianto.<br />
I PROBLEMI<br />
I problemi principali in fase realizzativa derivano dalla costruzione di tutte le precedenti componenti. Questo perchè tutte le strutture devono venir costruite con tipologie di calcestruzzo speciale, il quale garantisce una resistenza all’aggressione chimica delle sostanze contenute all’interno della biomassa, in particolare dei gas che si generano.<br />
Stesso dicasi per i “silos”. All’interno di questi il materiale stoccato rilascia dei liquidi, il cosiddetto  “percolato”, estremamente aggressivo tanto da poter corrodere la struttura.<br />
Gli enti preposti alla vigilanza ambientale ne prescrivono la raccolta completa, al fine di evitare la sua dispersione nel terreno circostante. Per fare ciò Frappa Edilizia ha acquisito l’esperienza necessaria a recepire le prescrizioni, progettare e sviluppare i sistemi di raccolta e trattamento del percolato.<br />
Anche le dimensioni sono soggette a tolleranze costruttive estremamente rigide, poiché in seguito è prevista l&#8217;installazione di sofisticati apparati tecnologici che faranno funzionare l’impianto, garantendo la tenuta stagna e scongiurando perdite di liquame all’esterno. </p>
<p>Ogni minimo particolare quindi deve essere curato sia dal punto di vista progettuale che della precisione in fase di costruzione.</p>
<p>La miscela del calcestruzzo, così come la struttura interna in acciaio e i dispositivi che garantiscono la tenuta vengono quindi progettati e applicati seguendo particolari parametri e nel rispetto delle normative che variano a seconda della regione in cui viene realizzato l’impianto e della zona sismica di riferimento. </p>
<p>Nella costruzione delle varie strutture niente può essere lasciato al caso: ad esempio anche il basamento del co-generatore è importante, perchè costituisce il supporto sul quale viene in seguito ancorato il motore che genera la corrente elettrica. Il suo posizionamento dev&#8217;essere estremamente solido, preciso e stabile. Anche una minima imperfezione potrebbe causare dei malfunzionamenti, riducendo la produzione di elettricità con conseguenti cali di rendimento dell’impianto.</p>
<p>Frappa Edilizia, grazie al proprio studio tecnico interno, analizza tutti questi aspetti in collaborazione con la ditta installatrice della tecnologia al fine di realizzare un progetto statico delle strutture che abbia tutti i requisiti per ospitare gli apparati tecnologici senza interferenze, ottenendo allo stesso tempo il parere positivo degli organi preposti alla verifica dei progetti.</p>
<p>“SMART ENERGY”: VELOCITA&#8217;, PRECISIONE, ECONOMIA,  SICUREZZA</p>
<p>La società friulana, grazie all’esperienza acquisita nella realizzazione di questi impianti, ha sviluppato un proprio e unico sistema di realizzazione delle vasche che le permette di produrre i manufatti in tempi estremamente ridotti, con precisione millimetrica e nel rispetto totale delle prescrizioni normative, riducendo al minimo l’errore umano e mettendo in moto un vero e proprio sistema produttivo da cantiere industrializzato. Per questo è stato chiamato “Smart Energy”.</p>
<p>Gli strumenti impiegati sono facilmente trasportabili sugli autotreni, per un rapido spostamento anche in diversi e simultanei impianti in fase di realizzazione. Inoltre, per garantire la qualità del prodotto e soprattutto la durabilità dei manufatti, i tecnici della Frappa Edilizia hanno eseguito uno studio approfondito, insieme ai maggiori esperti in materia a livello nazionale, al fine di ottenere le migliori miscele di calcestruzzo e soprattutto il controllo qualitativo dei materiali necessari alla realizzazione delle vasche. </p>
<p>La soluzione ideata da Frappa prevede attrezzature home made “studiate e realizzate” in autonomia, che permettono di realizzare vasche di diversi diametri ed altezze senza dover ogni volta sostituire parti o acquistarne di nuove.</p>
<p>Un costruttore che dovesse intraprendere per la prima volta questo tipo di lavoro sarebbe costretto ad acquistare/noleggiare ex novo attrezzature speciali atte allo scopo. Scontato quindi l&#8217;aumento del costo di realizzo e della conseguente fattura finale al committente. </p>
<p>Inoltre i componenti vengono installati in modo semplice, rapido e senza errori tali da alterare la geometria delle vasche. Senza contare che il processo è molto più rapido di quello che si può ottenere con ciò che si trova in commercio; un aspetto che solitamente incontra il favore del cliente: ogni giorno risparmiato in cantiere equivale ad un giorno in più in cui si può produrre, e vendere, energia elettrica verde.</p>
<p>In ultimo, fatto non meno importante, anzi fondamentale, è che il sistema “Smart Energy” è stato studiato abbinando gli aspetti operativi con quelli legati alla sicurezza. La tecnica utilizzata si sposa infatti alla perfezione con il ponteggio che viene realizzato per eseguire le operazioni ad altezze di 9 metri. Molti costruttori infatti finiscono per adottare sistemi che non comprendono l’uso del ponteggio, contravvenendo alle norme di sicurezza,  incorrendo in seri rischi legati alla salute nel posto di lavoro e a possibili fermi di cantiere attuati dagli ufficiali di controllo.</p>
<p>Per informazioni:<br />
Ufficio Stampa Frappa Edilizia</p>
<p>Seltz Pr +39 0432 546996<br />
www.seltzpr.it</p>
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		<title>Un pranzo italiano alla fiera bio più grande del mondo</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 10:59:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; così popolare da essere ormai una celebrità. Piace così tanto che davanti al suo bancone una fila lunghissima ferma il passo dall&#8217;ora di pranzo fino al pomeriggio inoltrato. I vini italiani che serve sono così prelibati da spopolare tra i clienti tedeschi, inglesi e giapponesi: puoi sentirli, un po&#8217; su di giri, intonare tarantelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/pranzo-bio02.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/pranzo-bio02-300x224.jpg" alt="" title="pranzo bio02" width="300" height="224" class="alignleft size-medium wp-image-41045" /></a><br />
E&#8217; così popolare da essere ormai una celebrità. Piace così tanto che davanti al suo bancone una fila lunghissima ferma il passo dall&#8217;ora di pranzo fino al pomeriggio inoltrato. I vini italiani che serve sono così prelibati da spopolare tra i clienti tedeschi, inglesi e giapponesi: puoi sentirli, un po&#8217; su di giri, intonare tarantelle che risuonano per tutti i giganteschi padiglioni del Biofach di Norimberga, la fiera del Biologico più grande al mondo. </p>
<p>E&#8217; il ristorante itinerante del Consorzio il Biologico: cibo raffinato, spirito nomade.<br />
Così l&#8217;Italia conquista anche chi viene da lontano, con i suoi vini da uve biologiche e un menu tradizionale studiato da uno chef d&#8217;alta classe: le melanzane alla parmigiana, la pasta al pomodoro e basilico, le mozzarelle, il pane preparato ogni mattina e servito ancora tiepido. Tutto rigorosamente biologico.<br />
La tradizione del ristorante del Consorzio il Biologico è iniziata, come tutte le storie d&#8217;una volta, da un&#8217;idea che pareva irrealizzabile: portare in giro per il mondo non solo i prodotti, ma anche la cucina migliore, per insegnare che il biologico non è solo sicuro e sano, ma anche buono.<br />
Al Consorzio, però, hanno deciso di provarci, e oggi la prima tappa per tutti i visitatori delle grandi fiere internazionali è il pranzo presso il padiglione italiano.<br />
Anche quest&#8217;anno, a Norimberga tornerà il ristorante itinerante, che per essere perfetto nei quattro giorni della fiera richiede mesi di preparazione. Il menu? E&#8217; ancora segreto.</p>
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		<title>Bocciatura della pizza napoletana in sede Unesco</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 13:19:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Liuteria cremonese batte la pizza napoletana, icona pop dell’italianità nel mondo, e le agguerrite macchine religiose della Calabria, che negli ultimi sondaggi sembravano essere in vantaggio persino sul tipico piatto nato all’ombra del Vesuvio, il saper fare liutario si pone come unica candidata italiana per il 2012 a entrare tra i beni patrimonio dell’umanità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/pizza2.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/pizza2-300x199.jpg" alt="" title="pizza2" width="300" height="199" class="alignleft size-medium wp-image-40678" /></a>La Liuteria cremonese batte la pizza napoletana, icona pop dell’italianità nel mondo, e le agguerrite macchine religiose della Calabria, che negli ultimi sondaggi sembravano essere in vantaggio persino sul tipico piatto<br />
nato all’ombra del Vesuvio, il saper fare liutario si pone come unica candidata italiana per il 2012 a entrare tra i beni patrimonio dell’umanità protetti dall’Unesco.La notizia, clamorosa è emersa sottotraccia nell’ambito di un convegno promosso dall’Unesco tenutosi nei giorni scorsi a Dubai. Lo comunica il Presidente del Comitato per la Tutela,Promozione e Valorizzazione della Pizza Napoletana,Rosario Lopa, che sottolinea, come si sia persona un’occasione vitale di sviluppo del comparto e di valorizzazione del settore  gastronomico, sia come immagine della città che sulle nuove opportunità occupazionali. L’esponente dell’Agricoltura ha ribadito che anche il prodotto più amato al mondo, della tradizione gastronomica napoletana, è stato vittima dell’indifferenza, in primis della classe dirigente e di una certa politica di questa città, pronta a strumentalizzare e gridare al trionfo su questioni banali legati al prodotto Pizza ( vedi segmenti del centro-sinistra sulla posizione della Commissione Europe riguardante la denominazione Stg Pizza Napoletana, rivelatasi poi una sostanziale bolla di sapone) e anche delle associazioni di categoria che sono rilegate ognuna sui propri e piccoli interessi di<br />
bottega, senza comprendere la necessità di fare rete e sistema con un vero e proprio accordo di filiera, cosi da non prestare attenzione a quello che stava accadendo all’Unesco. Comunque, ha concluso Lopa, verificheremo da subito, con gli organismi nazionali competenti, la possibilità di poter iscrivere la Pizza Napoletana come patrimonio Unesco, nel prossimo biennio 2013/2014.</p>
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		<title>Un nuovo appello per salvare la Pieve di Pastino</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 11:19:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[pieve di pastino]]></category>

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		<description><![CDATA[Francesco Grandi, imolese di origini ozzanesi, che fa parte del gruppo “Salviamo la Pieve di Pastino” lancia un nuovo appello sulla grave situazione del sito “Nel pomeriggio del 30 dicembre, transitando in auto in quel di Settefonti, mi sono fermato sul sito storico e archeologico della Pieve di Pastino. La situazione e drammatica! Dopo il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/pieve-pastino.jpeg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/pieve-pastino.jpeg" alt="" title="pieve pastino" width="194" height="259" class="alignleft size-full wp-image-40496" /></a>Francesco Grandi, imolese di origini ozzanesi, che fa parte del gruppo “Salviamo la Pieve di Pastino” lancia un nuovo appello sulla grave situazione del sito “Nel pomeriggio del 30 dicembre, transitando in auto in quel di Settefonti, mi sono fermato sul sito storico e archeologico della Pieve di Pastino. La situazione e drammatica! Dopo il crollo del tetto, è imminente quello della facciata dell’antico oratorio che potrebbe andare irrimediabilmente perso. Ma è ancora più grave il fatto che questo ulteriore crollo potrebbe distruggere per sempre la antica cripta sottostante, risalente all’anno mille, vero gioiello del sito. Come gruppo organizzato su facebook, denominato &#8220;Salviamo la Pieve di Pastino&#8221;, assieme ad altre associazioni, abbiamo già messo in campo varie iniziative ed interessato i livelli istituzionali, i mezzi di informazione e la proprietà, l’Università di Bologna. Nel prossimo febbraio ci sarà il bando di vendita, ma potrebbe essere troppo tardi &#8211; sottolinea Grandi -. Occorre agire subito presso la Soprintendenza ai monumenti e l’università perchè mettano da subito in sicurezza la facciata della chiesa al fine di salvare la stessa e l’antica cripta dalla scomparsa definitiva. Lancio un appello a tutti i mezzi di informazione perche aumenti la pressione mediatica su questi due enti, già gravemente responsabili di questo degrado. E’ necessario che si attivino immediatamente per salvare questo antico monumento”.</p>
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		<title>Suolo e Salute s.r.l. sull&#8217;operazione &#8221;gatto con gli stivali&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 16:41:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[falso bio]]></category>
		<category><![CDATA[gatto con gli stivali]]></category>
		<category><![CDATA[Suolo e salute]]></category>
		<category><![CDATA[truffa]]></category>

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		<description><![CDATA[Con riferimento al sequestro di un’ingente quantità di prodotti falsamente commercializzati come biologici operato dalla Guardia di Finanza di Verona nell’operazione denominata “gatto con gli stivali”, la Suolo e Salute s.r.l. intende precisare quanto segue. · La vicenda attiene a transazioni commerciali intervenute negli anni dal 2007 al 2010 e per prodotti assolutamente non dannosi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/12/logo-bio-nuovo1.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/12/logo-bio-nuovo1-300x201.jpg" alt="" title="logo bio nuovo" width="300" height="201" class="alignleft size-medium wp-image-40083" /></a>Con riferimento al sequestro di un’ingente quantità di prodotti falsamente commercializzati come biologici operato dalla Guardia di Finanza di Verona nell’operazione denominata “gatto con gli stivali”, la Suolo e Salute s.r.l. intende precisare quanto segue.<br />
·	La vicenda attiene a transazioni commerciali intervenute negli anni dal 2007 al 2010  e per prodotti assolutamente non dannosi per la salute pubblica.<br />
·	I sigg.ri Grossi Michele e Spadini Stefano, oggi arrestati, non intrattengono nessun rapporto di collaborazione con questo Organismo di controllo fin dal settembre 2010 allorché ne furono allontanati non appena le verifiche interne avviate in autocontrollo avevano evidenziato comportamenti dagli stessi tenuti assolutamente non in linea con le procedure aziendali. Il sig. Grossi Michele, inoltre, fu sollevato dall’incarico di Direttore Regionale della regione Marche fin dal luglio 2010.<br />
·	La capacità di autocontrollo manifestata dal sistema e dalla struttura di Suolo e Salute s.r.l. ha consentito di isolare il fenomeno deviante, costituito dalla fraudolenta condotta del Grossi e dello Spadini, tanto da porre in luce fatti e circostanze ulteriori a quelle già adombrate &#8211; al luglio 2010 &#8211; dall’Autorità inquirente.<br />
·	Proprio in virtù di tale capacità di rilevamento, la Suolo e Salute s.r.l. &#8211; nel corso dell’attività investigativa culminata con l’operazione “gatto con gli stivali” &#8211; ha tenuto nei confronti dell’Autorità inquirente un atteggiamento di fattiva ed ampia collaborazione supportando la Guardia di Finanza di Verona con la produzione di dati e di documenti.<br />
·	Fin dall’immediatezza dei fatti conosciuti (luglio 2010), sono state implementate azioni correttive efficaci e procedure di autocontrollo ancora più stringenti.<br />
·	Come emerso dalle risultanze sia dell’indagine interna che di quella condotta dalla Magistratura di Verona, risulta evidente il non coinvolgimento di Suolo e Salute srl nella condotta fraudolenta posta in essere da due collaboratori infedeli la cui attività illegittima è rimasta limitata nel tempo passato (ricompreso tra il 2007 ed il luglio 2010) ed unicamente alle aziende coinvolte nell’inchiesta; mentre integro ed affidabile è, nella sua interezza, il sistema di controllo e certificazione gestito da Suolo e Salute s.r.l., allora come adesso. Suolo e Salute srl non ha, quindi, mai perduto &#8211; neppure per un solo giorno &#8211; la riconosciuta caratteristica di struttura percepita come affidabile e  costituita da soggetti professionali, onesti ed impegnati, con dedizione, al servizio dei tanti operatori controllati, delle filiere di produzione e del mondo del biologico in generale.<br />
·	I sigg.ri Grossi Michele e Spadini Stefano sono soltanto due degli arrestati mentre la presenza di altri cinque soggetti sottoposti a misure cautelari e la contestazione di reati associativi delineano una dimensione della indagine “gatto con gli stivali” ben più articolata ed ampia rispetto ai soggetti interessati all’indagine e, all’epoca dei fatti, sottoposti al  sistema di controllo della Suolo e Salute s.r.l.<br />
La Suolo e Salute s.r.l., in ogni caso, è parte lesa nella vicenda ed è in condizione di poter dimostrare tale posizione nel procedimento penale. A tal fine, ha già conferito mandato al legale di fiducia al fine di costituirsi parte civile sia nei confronti dei predetti Grossi e Spadini che di quant’altri avessero arrecato danno – con la loro condotta criminosa &#8211; al sistema di controllo e certificazione gestito da Suolo e Salute srl.<br />
Augusto Mentuccia<br />
Presidente Suolo e Salute srl</p>
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