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	<title>Con i piedi per terra &#187; Politiche agricole</title>
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	<description>Notizie e attualità dal mondo dell&#039;agricoltura</description>
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		<title>Anche il Convito di Romagna tra i 100 great producers di OperaWine</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 13:14:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Wine Spectator, la più importante rivista internazionale dedicata al vino, punta i riflettori sulla Romagna. Per la “OperaWine &#8211; Finest Italian Wines: 100 Great Producers”, esclusivo evento che si terrà in apertura di Vinitaly 2012 e vedrà protagoniste le 100 migliori aziende italiane secondo la testata, vi saranno anche due aziende del Convito di Romagna, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/grappolo-estetico.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/grappolo-estetico.jpg" alt="" title="grappolo estetico" width="240" height="216" class="alignleft size-full wp-image-42398" /></a>Wine Spectator, la più importante rivista internazionale dedicata al vino, punta i riflettori sulla Romagna. Per la “OperaWine &#8211; Finest Italian Wines: 100 Great Producers”, esclusivo evento che si terrà in apertura di Vinitaly 2012 e vedrà protagoniste le 100 migliori aziende italiane secondo la testata, vi saranno anche due aziende del Convito di Romagna, Drei Donà- La Palazza e Fattoria Zerbina,  Grazie all’evento l’autorevole rivista americana, per la prima volta in Europa, farà una grande verticale delle eccellenze dei vini provenienti da ogni regione d&#8217;Italia.  “OperaWine” (www.operawine.it) è un  progetto nato per offrire agli operatori internazionali la possibilità di conoscere i vini italiani direttamente nel territorio d’origine e l’appuntamento sarà il Grand Tasting, che si terrà sabato 24 marzo 2012 a Verona, nella prestigiosa cornice del Palazzo della Ragione. Questa occasione  precederà  la 46^ edizione di Vinitaly, in programma da domenica 25 a mercoledì 28 marzo 2012.<br />
Per Drei Donà- La Palazza e Fattoria Zerbina sarà un onore rappresentare il territorio nel quale credono da sempre. Proprio per far conoscere il Sangiovese di Romagna e la sua qualità, in Italia e all’Estero, le due aziende hanno contribuito alla fondazione del Convito di Romagna, che annovera oggi otto aziende socie: Oltre a Drei Donà &#8211; La Palazza e  Fattoria Zerbina  vi sono anche Calonga, Poderi Morini, San Patrignano, San Valentino, Stefano Ferrucci e Tre Monti. Tra le attività sviluppate dal Convito di Romagna vi è l’ideazione dell’evento Vini ad Arte, presentazione internazionale del Sangiovese di Romagna, evento giunto oggi alla settima edizione e organizzato in collaborazione con Enoteca Regionale Emilia Romagna e con il Consorzio Vini di Romagna. </p>
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		<title>Fusione Cap Reggio Emilia-Bologna: Confagricoltura contraria</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 10:59:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei mesi scorsi Confagricoltura Reggio Emilia ha espresso a più riprese ferma contrarietà al progetto di fusione tra il Consorzio Agrario di Reggio Emilia (CAP RE) e quello di Bologna-Modena (CAIP BO-MO). Dopo la presa di posizione della Coldiretti Modena, schieratasi apertamente a favore della fusione, nella vicenda è intervenuto Gabriele Cristofori, presidente del Consorzio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/cap.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/cap.jpg" alt="" title="cap" width="133" height="109" class="alignleft size-full wp-image-42389" /></a>Nei mesi scorsi Confagricoltura Reggio Emilia ha espresso a più riprese ferma contrarietà al progetto di fusione tra il Consorzio Agrario di Reggio Emilia (CAP RE) e quello di Bologna-Modena (CAIP BO-MO).<br />
Dopo la presa di posizione della Coldiretti Modena, schieratasi apertamente a favore della fusione, nella vicenda è intervenuto Gabriele Cristofori, presidente del Consorzio Agrario bolognese, lamentando che i dati di bilancio diffusi da Confagricoltura sarebbero stati riferiti in forma parziale.Ora, con una lettera inviata dal presidente Lorenzo Melioli, Confagricoltura Reggio Emilia replica a Cristofori dimostrando ancora una volta quanto siano fondate le preoccupazioni in ordine alla fusione tra la realtà reggiana, finanziariamente sana, e quella bolognese, non altrettanto florida.<br />
“Reputiamo l’operazione fortemente svantaggiosa per il CAP di Reggio e per l’intero comparto agricolo reggiano – afferma Melioli – sia dal punto di vista economico che per l’inevitabile perdita di influenza dell’agricoltura reggiana. La comparazione tra la situazione finanziaria di Bologna e di Reggio al 31/12/2010 vede un debito netto con banche del CAIP BO-MO pari a 46,6 milioni di euro mentre quello del CAP RE è di soli 2,2 milioni di euro: anche solo questo dato giustifica l’espressione “forte passivo” del CAIP BO-MO rispetto al CAP RE.Se poi analizziamo anche il conto economico si rileva che il CAIP BO-MO nel 2010 ha sostenuto oneri finanziari lordi per 1,95 milioni di euro (1,96 nel 2009) e oneri finanziari netti per 1,63 milioni di euro (1,64 nel 2009), il che dimostra come il ricorso all’indebitamento bancario, per il Consorzio bolognese-modenese sia sistematico.Il CAP RE invece ha sostenuto oneri finanziari nel 2010 per soli 15,7 mila euro (18,5 mila nel 2009) mentre ha percepito proventi finanziari per 345,1 mila euro (378,4 nel 2009) dimostrando che, nella propria gestione, il ricorso all’indebitamento bancario, non solo è del tutto sporadico, ma soprattutto prevale costantemente il segno positivo (anche in misura rilevante) nei saldi dei propri conti correnti bancari”.Secondo Confagricoltura Reggio Emilia, analizzando i bilanci dei due Consorzi si possono fare molte altre considerazioni, valutando anche aspetti patrimoniali ed economici, ma non si farebbe altro che sottolineare sempre di più che la situazione patrimoniale, finanziaria ed economica del CAP RE è molto più sana di quella del CAIP BO-MO.<br />
“Confagricoltura non ha mai descritto il CAIP di Bologna usato il termine “soggetto di incerta solvibilità” – prosegue Melioli &#8211; tuttavia è innegabile che la situazione finanziaria del CAP RE appaia di gran lunga migliore di quella del CAIP BO-MO.Confrontando il valore della produzione e i crediti verso clienti emerge chiaro un ulteriore problema, molto sentito dagli agricoltori: il CAIP BO-MO concede ai propri clienti una dilazione di pagamento media di 84 giorni, mentre la rotazione media dei crediti verso clienti del CAP RE ammonta a 130 giorni. Se si esclude dal valore della produzione il fatturato derivante dalla commercializzazione dei prodotti petroliferi (che non è presente in quello del CAIP di BO-MO perché effettuato tramite una società partecipata) la dilazione mediamente concessa del consorzio reggiano sale a circa 160 giorni.In definitiva – conclude Melioli &#8211; si può affermare che il CAP RE è oggi in grado di sostenere l’agricoltura reggiana (che fra l’altro ha caratteristiche molto differenti rispetto a quella bolognese) con una capacità di concedere significative dilazioni di pagamento, in ossequio alla finalità mutualistica dell’ente, capacità che domani, a seguito della prospettata fusione, potrebbe non essere più possibile.Anche approfondendo alla luce di ulteriori dati di bilancio la disamina che Confagricoltura Reggio Emilia ha fatto, il giudizio negativo espresso in merito al preannunciato matrimonio non muta affatto anzi, se possibile, si aggrava ulteriormente”.</p>
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		<title>Calendario venatorio: E-R, ok dei cacciatori, contrari gli ambientalisti</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 09:36:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torna il dualismo cacciatori-ambientalisti: sul nuovo calendario venatorio 2012-15, al centro di una udienza conoscitiva in Regione, è sostanzialmente positivo il giudizio delle associazioni Urca, Enalcaccia, Arcicaccia, Fidc (ma anche Copagri); perplessità invece da Legambiente, Lipu e Lav (Lega antivivisezione), che hanno chiesto alla Regione di &#8220;attenersi maggiormente alle indicazioni espresse dall&#8217;Ispra e dall&#8217;Unione europea&#8221;. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/Caccia-2.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/Caccia-2-300x236.jpg" alt="" title="Caccia 2" width="300" height="236" class="alignleft size-medium wp-image-42374" /></a><br />
Torna il dualismo cacciatori-ambientalisti: sul nuovo calendario venatorio 2012-15, al centro di una udienza conoscitiva in Regione, è sostanzialmente positivo il giudizio delle associazioni Urca, Enalcaccia, Arcicaccia, Fidc (ma anche Copagri); perplessità invece da Legambiente, Lipu e Lav (Lega antivivisezione), che hanno chiesto alla Regione di &#8220;attenersi maggiormente alle indicazioni espresse dall&#8217;Ispra e dall&#8217;Unione europea&#8221;. L&#8217;Unione regionale cacciatori dell&#8217;appennino (Urca) ha anche chiesto l&#8217;introduzione sperimentale, in alcune zone, dell&#8217;uso dell&#8217;arco, vietato in Emilia-Romagna. Per Arcicaccia ed Enalcaccia, questo calendario è &#8220;accettabile, tiene conto di un lungo lavoro di concertazione&#8221;. Così anche Fidc, che vi &#8220;si riconosce sostanzialmente&#8221;. Copagri ha auspicato, a difesa dei campi coltivati, &#8220;interventi di contenimento degli ungulati e del nomadismo venatorio&#8221;. Illustrato dall&#8217;assessore Tiberio Rabboni e dal relatore Tiziano Alessandrini (Pd), all&#8217;udienza indetta dalla commissione Politiche economiche presieduta da Franco Grillini, il nuovo testo ripropone in buona parte il precedente calendario venatorio, ma con elementi di novità per i periodi di prelievo e i carnieri. Tra i più significativi, alcune misure di conservazione per le zone umide, naturali e artificiali, dove sarà vietato utilizzare fucili a pallini di piombo. Vengono confermati gli orari venatori, le misure di salvaguardia dell&#8217;ambiente agricolo-forestale, con l&#8217;ampliamento però a nuove tipologie di coltivazioni. Confermata anche l&#8217;apertura generale alla terza domenica di settembre, con date posticipate al primo ottobre per alcune specie. Per la caccia agli ungulati viene mantenuta l&#8217;articolazione in vigore per i periodi di caccia e per i prelievi selettivi, in applicazione delle indicazioni dell&#8217;Ispra. Infine, confermata entro il 31 marzo la riconsegna del tesserino, per consentire l&#8217;acquisizione in tempi rapidi dei dati sui prelievi. (ANSA).</p>
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		<title>La Lucania a piedi&#8230;con Lucio Dalla</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 09:12:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sì, proprio lui, la star intramontabile della musica italiana Lucio Dalla, che tra breve vedremo a Sanremo nella veste inconsueta di direttore d’orchestra, ha voluto prestare il suo volto, la sua cultura, la sua maestranza per testimoniare ai materani che l’ultimo libro edito dalla casa materana Edizioni Magister “La Lucania a piedi” di Nicola D’Imperio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/lucio_nicola_teo.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/lucio_nicola_teo-300x199.jpg" alt="" title="lucio_nicola_teo" width="300" height="199" class="alignleft size-medium wp-image-42367" /></a>Sì, proprio lui, la star intramontabile della musica italiana Lucio Dalla, che tra breve vedremo a Sanremo nella veste inconsueta di direttore d’orchestra, ha voluto prestare il suo volto, la sua cultura, la sua maestranza per testimoniare ai materani che l’ultimo libro edito dalla casa materana Edizioni Magister “La Lucania a piedi” di Nicola D’Imperio è un testo da leggere perché porta beneficio alla mente, all’arte, alla poesia, all’anima, alla memoria, ai luoghi in cui è ambientato: la “Lucania”.<br />
E’ giunto, insieme all’attore e suo produttore discografico, Marco Alemanno, a Matera sabato 04.02.2012 alle 16:30 ed è stato ricevuto dall’autore Nicola D’Imperio e dall’editore Timoteo Papapietro nell’ufficio del primo cittadino in cui vi erano i rappresentanti della casa comunale, ed ha firmato il libro degli illustri visitatori. Un coloratissimo cucù in terracotta, che prontamente Lucio Dalla ha trasformato in musica soffiando all’interno e producendo il suono del fischietto, ha  ricordato di trovarsi di fronte, oltre che ad un cantante, anche ad un clarinettista. La Dott.ssa Eleonora Bianco, storica dell’arte, scrittrice e guida turistica, ha accompagnato il cantante bolognese, insieme all’organizzazione, alla Casa Cava descrivendo le particolarità di questi 900mq restituiti alla città dopo un accurato restauro. Colmo di ammirazione e stupore per l’inaspettato posto, Lucio Dalla contempla a voce alta: “È un vero gioiello dall’acustica straordinaria, dove antico e moderno parlano la stessa lingua, una lingua autentica fatta di cultura e di arte”.Giunti al Palazzo Viceconte (già Venusio), si è soffermato ad apprezzare le scale irregolari, il prezioso restauro di tutto il palazzo, rispettoso nel ripristinare la sua originalità, e tra i suoi incantevoli accessori appesi ai muri ritrova un dipinto di un pittore russo a lui tanto caro.<br />
I giornalisti sono stati premiati per la paziente attesa ed in una sala dedicata esclusivamente a loro, sono pronti per intervistare Lucio Dalla giunto insieme a Nicola D’Imperio, Timoteo Papapietro, Giovanni Viceconte, Cornelio Bergantino e Salvatore Adduce.Senza attendere domande, Dalla con la sua loquacità, dichiara:“Vivete in un posto unico al mondo, una città che conosco bene grazie all’amicizia trentennale con Nicola D’Imperio, uomo di scienza ma anche di arte e cultura. Matera è un miracolo del tempo, di un armonioso contatto fra il tempo passato e il tempo reale, la contemporaneità, è un posto dove vale la pena vivere un po’ di tempo ed entrare in possesso di tutte le informazioni che la città trasmette. La bellezza dei Sassi sta nel fatto che è capace di raccontare non solo il suo passato, ma anche il presente. Ringrazio di cuore per l’invito di Nicola, occasione per parlare del magico libro da lui scritto ma anche per ritornare in questa città del sud; siate orgogliosi di essere materani”.<br />
Usciti dalla conferenza stampa, il gruppo raggiunge l’attigua sala del convegno e all’entrata in sala, Lucio Dalla, resta meravigliato del numeroso pubblico accorso al convegno “Musicalità e racconti tra i Sassi di Matera”.Visibilmente entusiasta per la calorosa accoglienza saluta tutti i convenuti alzando in alto, come un trofeo, il libro oggetto del convegno “La Lucania a piedi” di Nicola D’Imperio (Edizioni Magister).Accompagnato dal caloroso applauso di benvenuto si accomoda al centro del tavolo dei relatori accanto al suo personale amico, l’autore del libro, restando con il suo cappellino di lana sul capo.<br />
Ancor prima che la bella ed elegante moderatrice, Tatiana Lisanti, ha il tempo di presentare la serata, il cantante bolognese debutta dicendo: “Cari amici di Matera non mi aspettavo una accoglienza così sentita, mi scuso dell’abbigliamento non istituzionale, sono vestito da lavoro ma daltronte io sono vestito sempre così”. Ringrazia l’organizzazione dell’evento, l’autore e le autorità presenti ma sottolinea, rivolgendosi al calororoso pubblico, che “questa sera l’autorità vera siete voi” dimostrando che per lui la gente viene al primo posto e non le rappresentanze politico-istituzionali.<br />
La giornalista della Rai dichiara il proprio attaccamento alla sua Lucania ma, che per motivi di lavoro, è costretta a trascurarla e ringrazia il Prof. D’Imperio, a cui è legata con una bella amicizia, e l’organizzazione, di aver incaricato lei di moderare questo convegno dal titolo “Musicalità e racconti tra i Sassi di Matera” perché lei stessa ha  partecipato alla stesura del libro, oggetto del convegno, con una sua presentazione inserita in copertina. Nicola D’Imperio, continua la giornalista, gode di tutta la mia stima, lui è uno dei più apprezzati grastroenterologi italiani e non solo, primario di due strutture ospedaliere del capoluogo emiliano, anche se questa sera qui è in veste di scrittore e devo dire che riesce molto bene anche in questo ambito.Il convegno si apre con “una delle più belle canzoni -dice Dalla- della storia mondiale, il testo del poeta Salvatore Di Giacomo paragonabile al Petrarca”, il brano “Era di Maggio” è perfettamente eseguito dalla chitarra di Cosimo Maragno e cantato da Monica Petrara, ragazzi materani di notevole talento.Aperto il convegno e, dopo i dovuti saluti, il sindaco di Matera Salvatore Adduce dice di aver letto il libro: “un il libro molto bello, molto interessante, molto commovente. Nicola D’Imperio ha voluto scegliere di stare dalla parte di Matera per il progetto che abbiamo lanciato, parlo del progetto della candidatura di questa città a capitale europea della cultura per il 2019”.<br />
Il cantante bolognese, dopo aver ricordato che Nicola D’Imperio oltre ad essere un bravo scrittore è anche un bravo medico, entra nel vivo del convegno parlando della musicalità della materia “innanzitutto per dire quanto sia connessa e vicina, non solo la sonorizzazione della materia ma anche la resa artistica della sonorizzazione della materia, è necessario sapere che ci sono artisti importanti che realizzano sculture di pietra che emettono suoni. Io ho un quadro che passando i polpastrelli attorno, questi emette un suono. Sono il primo testimone della musicalizzazione degli oggetti, della materia. Certo che anche noi siamo materia in quanto corpo, ma siamo anche anima, e quindi ritengo che anche nella materia vera, che è la materia classica, i sassi, i muri dei castelli, le città di pietra, le città come Matera, come Petra in Giordania abbiano una musicalizzazione loro, naturale, autonoma rispetto ai miliardi di suoni che percorrono il mondo e l’universo. Non potrei mai immaginare anche la materia più pesante senza suono”.<br />
Lucio Dalla ha promesso di tornare a Matera soprattutto come concittadino amante di questa terra.<br />
L’assessore alla cultura, Prof. Cornelio Bergantino, è intervenuto con piacere sulla cronaca, poesie, racconti e sonorità narrate nel libro. Ha ricordato lo spiritello del monacello, una trascrizione simpatica e avvolgente, che entrava nelle vite della gente dei Sassi, nei loro mestieri con dispetti a regola d’arte. Viene assunta come metafora per dire che fare la scalata sociale era un problema, difficile, e che era fattibile solo con la complicità del monacello che spostava l’invidia su un’altra persona concorrente del precedente. Ha richiamato altre storie, di grande suggestione che attengono anche alla magia, scritte nel volume concludendo con un ringraziamento profondo a D’Imperio “per aver saputo raccontare pezzi dell’umanità di Basilicata con il cuore e l’ingegno di chi la ama profondamente”.<br />
Dopo una pregevole esecuzione del dalliano brano“Caruso” da parte di Monica e Cosimo, meritando l’ascolto e il convinto applauso di Lucio Dalla, lo scrittore del libro dice che la Lucania è una terra in cui lui è nato ma che a un certo punto si accorge di non conoscere, e quindi ha organizzato questo viaggio, un itinerario per attraversarla ma, solo andando a piedi si riesce a cogliere l’essenza, osservare bene quello che c’è intorno, ascoltare i suoni, i profumi, parlare con la gente.<br />
Ha scoperto una terra che paesaggisticamente, soprattutto all’interno, è di una fantasia, di una poesia disarmante, gente con cui non era abituato a confrontarsi, gente diversa rispetto a quella della bellissima città di Bologna in cui vive e lavora, tuttavia la gente lucana che ha incontrato in questi paesi è diversa, con un significato, una essenza diversa, la bellezza della gente e del paesaggio hanno conquistato la sua anima.   Aggiunge “se un medico si mette a scrivere è una follia, tutti dobbiamo essere folli come ci ha detto anche Steve Jobs, ricordate il folle volo di Ulisse? Sono quelli gli uomini che hanno creato il mondo in cui viviamo, gli uomini con un po’ di follia; voglio essere anche folle perché il mio mestiere di primario medico a Bologna mi porta ad essere troppo razionale tutto il giorno ed è per questo che voglio, ogni tanto, essere folle”.Continua, quasi a dimostrare che la sua follia è poesia, con una dolcezza incantevole, pittorica, seducente e musicale descrizione di luoghi e posti della Lucania: “Le chiese, le case, le grotte, le cantine, i vicinati, le stradine coi comignoli per tetto delle case sottostanti, le scale, i gradini, in salita, in discesa, gli archi, i muretti, le balaustre, le scalinate, le chianche, i gradoni, la pietra, la roccia di calcarinite che affiora prepotente tra le case, i chianconi, il tutto ammucchiato insieme, in un disordine straordinario e incorniciato in alto dai palazzi nobili ed in basso dall’orrido e  ancora in alto dalle pietre della murgia. E poi i falchi e le rondini nelle liriche risonanze d’estate, il fiore del cappero che spunta dal tufo e i tramonti che uniscono il rosso ai cento toni di grigio. E ancora le storie millenarie racchiuse nell’urna di voci e di canti lontani, la memoria senza i limiti del tempo, che gli anni della vergogna e dello scellerato abbandono non hanno cancellato.  Questa terra così antica, misteriosa, magica, non poteva lasciare indifferente l’uomo, neppure il più distratto o superficiale, in alcuni ha suscitato sgomento, in altri stupore, o tristezza, ma in ogni caso forti sensazioni, moti dell’animo. E così la città dell’uomo ispirava artisti, scrittori, poeti che, nella società agricolo-pastorale,  si esprimevano semplicemente nell’arte e nella poesia popolare, pur non mancando espressioni di arte nobile. Oggi i pastori ed i contadini non abitano più i Sassi, nelle loro case ci sono ristoranti, piccoli alberghi, botteghe artigiane o di souvenir, ma sono ricomparsi gli artisti, gli scrittori e i poeti, numerosi”.<br />
Poi analizzando il rapporto tra medici, cultura e Sassi, lo stesso Nicola D’Imperio, ricorda i più grandi uomini medici che si sono distinti, nei secoli, anche nel mondo dell’arte, della poesia, dell’archeologia, del sociale, a testimonianza dei moti dell’animo suscitati in essi dai paesaggi, dalla natura e dalla storia di questa prodigiosa terra: Eustachio da Matera (1230), Tuccio De Scalzonibus (1450), Antonio Verricelli (1500), Matteo Parisi (1600), Domenico Pistola da Matera (1700), Giovanni Dragone (1800), Carlo Battista da Matera (1825-1889), Domenico Ridola (1841-1932), Raffaele Serra (1861-1938), Antonio Guerricchio (1894), i contemporanei Rocco Mazzarone,  Mauro Padula e il suo fraterno e compianto amico Eustachio Loperfido.Chiude coperto da un lunghissimo e convinto applauso del soddisfatto e numeroso pubblico dicendo “Nel mio essere medico, legato alla tecnologia ed alla razionalità dell’evidenza scientifica appresa ed esercitata fuori da Matera, non si sono mai assopite le sensazioni ed i moti dell’animo innescati dalla magia di questa terra durante le suggestioni dell’infanzia e dell’adolescenza, che ho tentato di esprimere, da lontano, nella pittura e nella scrittura coltivate nel poco tempo che mi rimane al termine del giorno, dedicato per intero alla diagnosi ed alla terapia dei mali dell’uomo, l’ultima mia espressione è stato questo mio libro. Il medico antico era cultore dell’arte, della letteratura e del pensiero e, a volte, artista, scrittore e pensatore lui stesso e, coniugando questa cultura con le indispensabili conoscenze scientifiche, riusciva a porre l’Uomo come elemento centrale del suo interesse e lo curava, spesso con successo, pur in assenza di tecnologie. Il medico moderno ha a disposizione un poderoso patrimonio tecnologico grazie al quale fa diagnosi, terapia e prevenzione e sta allungando velocemente la vita media, ma non basta, è necessario migliorare anche la qualità della vita e per fare ciò il medico deve riscoprire la centralità dell’Uomo, come facevano i suoi predecessori”.<br />
Il presidente dell’APT della Basilicata afferma: “questo interessante itinerario che il Prof. D’Imperio ci propone nel suo libro, è uno spunto interessante per promuovere e raccontare la Basilicata. La fortuna recente della nostra regione, la dobbiamo in gran parte a questi grandi lucani che ritornano alle loro origini, pensate a Francis Ford Coppola, Rocco Papaleo, al romanzo di Mariolina Venezia e stasera a questo straordinario lavoro di Nicola D’Imperio. Grazie a loro la Basilicata si racconta molto di più del passato, si racconta nella memoria con uno sguardo e un ritorno alle origini. Mi ha molto colpito che nel raccontarla, torna negli occhi di un grande scienziato, come il Prof. D’Imperio, il monacello e tornano i briganti con i loro miti. Il merito del libro è far tornare in evidenza, che sono tutte storie di qualcuno che ha subito violenze ed abusi e quindi si ribellano. Nel grande sforzo del governo nazionale per il centocinquantenario dell’unità d’Italia, al fine di ricordarcela, semmai si è occultata questa contraddizione che è nel cuore della Basilicata e che rappresenta una delle grandi questioni indomabili, è un grande mito della nostra terra”.<br />
Il Prof. Giovanni Viceconte ricorda il contributo dato in campo scientifico insieme con l’autore, organizzando nella città di Matera convegni internazionali di grastroenterologia suscitanto lo stupore dei convenuti da tutte le parti del mondo per la magia e l’unicità delle nostre terre.<br />
La serata si conclude ricordando una frase, di sinisgalliana memoria, che vollero utilizzare come titolo ad uno dei convegni: i fiumi dalle acque profonde scorrono senza fare rumore.<br />
Foto: edizioni Magister<br />
<a href="http://www.edizionimagister.com">www.edizionimagister.com<br />
</a></p>
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		<title>Quote latte: Catania a Lega, “non cambia nulla”</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 17:12:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il governo ha ascoltato con attenzione, non c&#8217;è null&#8217;altro da aggiungere&#8221;. Così il ministro delle Politiche agricole Mario Catania ha commentato l&#8217;incontro ieri con i leader della Lega Nord che ha toccato la vicenda delle quote latte. &#8220;Nulla cambia rispetto alla politica esistente&#8221; ha aggiunto il ministro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/bovini-latte-21.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/bovini-latte-21-300x236.jpg" alt="" title="bovini latte 2" width="300" height="236" class="alignleft size-medium wp-image-42364" /></a><br />
Il governo ha ascoltato con attenzione, non c&#8217;è null&#8217;altro da aggiungere&#8221;. Così il ministro delle Politiche agricole Mario Catania ha commentato l&#8217;incontro ieri con i leader della Lega Nord che ha toccato la vicenda delle quote latte. &#8220;Nulla cambia rispetto alla politica esistente&#8221; ha aggiunto il ministro. </p>
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		<title>Ministro Catania attacca Gdo: vuole affossare liberalizzazioni</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 14:24:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Duro attacco del ministro delle Politiche agricole Mario Catania al fronte della grande distribuzione organizzata, schierato nell&#8217;affossare le norme del pacchetto agroalimentare contenuto nel decreto liberalizzazioni. &#8220;Sono basito e preoccupato &#8211; ha detto Catania incontrando i giornalisti – c&#8217;è in atto un duro attacco a queste norme soprattutto relativo all&#8217;obbligatorietà dei pagamenti a 30 e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/Catania-Ministro4.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/Catania-Ministro4-300x168.jpg" alt="" title="Catania Ministro" width="300" height="168" class="alignleft size-medium wp-image-42335" /></a><br />
Duro attacco del ministro delle Politiche agricole Mario Catania al fronte della grande distribuzione organizzata, schierato nell&#8217;affossare le norme del pacchetto agroalimentare contenuto nel decreto liberalizzazioni. &#8220;Sono basito e preoccupato &#8211; ha detto Catania incontrando i giornalisti – c&#8217;è in atto un duro attacco a queste norme soprattutto relativo all&#8217;obbligatorietà dei pagamenti a 30 e 60 giorni. Non capisco come chi incassa cash tutti i giorni possa essere contrario a pagare in tempo&#8221;.<br />
Oggetto del contendere, le norme relative ai rapporti commerciali all&#8217;interno della filiera agroalimentare, contenute nel dl liberalizzazioni. Novità salutate positivamente dai produttori e dalle imprese della trasformazione. Contro l&#8217;art.62 si era invece schierata fin da subito la Gdo ritenendolo &#8220;inapplicabile&#8221;. &#8220;La grande distribuzione si è mossa armi in pugno per far saltare l&#8217;articolo e non so come andrà a finire. Sono preoccupato &#8211; ha detto il ministro a margine di un incontro &#8211; vedo già reazioni da parte di alcune forze politiche. Ma è una battaglia importante e sono determinato a combatterla fino in fondo&#8221;. &#8220;C&#8217;è un tentativo in atto &#8211; ha proseguito Catania &#8211; di spazzare via principi equi e sacrosanti come il diritto ad avere contratti scritti nelle transazioni commerciali e a essere pagati entro certi termini. Sono soprattutto le piccole e medie imprese dell&#8217;agroalimentare ad essere strozzate dalle condizioni poste dalla Gdo. Avrò un incontro con quest&#8217;ultimi la prossima settimana, non rinunzio certo al confronto ma il loro atteggiamento mi delude fortemente, osteggiare con tanta veemenza principi elementari come il contratto scritto e termini di pagamento entro 30 o 60 giorni. Eppure &#8211; ha proseguito &#8211; quando andiamo a fare la spesa dobbiamo tutti pagare subito, mi sembra un&#8217;opposizione che vuole solo difendere nicchie di rendita&#8221;. </p>
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		<title>Vino: De Castro, Parlamento Ue decisivo per il riconoscimento del biologico</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 14:01:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/De-Castro-11.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/De-Castro-11-300x231.jpg" alt="" title="De Castro 1" width="300" height="231" class="alignleft size-medium wp-image-42332" /></a><br />
«Finalmente anche l’Europa ha intrapreso l’importante percorso di valorizzazione del vino biologico». Così il Presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento Europeo Paolo De Castro ha commentato il parere favorevole del Comitato permanente per la produzione biologica al nuovo regolamento in materia di vinificazione biologica. «Con l’introduzione del logo europeo abbiamo colmato un vuoto normativo che rischiava di creare fenomeni di distorsione della concorrenza rispetto ad altre realtà produttive che già godono di un regime di tutela normativa. Un risultato importante, soprattutto per il nostro Paese che, ormai da tempo, ha deciso di puntare con decisione sull’agricoltura di qualità tanto da diventare leader indiscusso nelle produzioni biologiche. Un risultato, su cui ha pesato anche l’impegno della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo che, a più riprese, si era schierata a favore di una proposta flessibile tra le diverse realtà produttive europee e non penalizzante per la compagine mediterranea. Era importante, ha aggiunto De Castro, introdurre il principio normativo. Adesso sarà più facile lavorare per individuare revisioni e integrazioni necessarie per meglio tutelare consumatori e produttori europei». Infine, sull’annuncio del Commissario di aprire allo stoccaggio privato dell’olio d’oliva, il Presidente ha commentato: «dovremo verificare l’applicabilità per il nostro Paese ma, sono convinto, che sia arrivato il momento per ridefinire il funzionamento degli strumenti normativi previsti per la filiera olivicola. Il nuovo regolamento sull’OCM unica nell’ambito della riforma della Pac rappresenta, in tal senso, un’occasione da non farsi sfuggire».</p>
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		<title>Neve: in Emilia-Romagna 20 mln di danni all&#8217;agricoltura</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 13:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ammontano a circa 15-20 milioni di euro i danni all’agricoltura causati fino ad oggi da neve e ghiaccio. Lo comunica Coldiretti Emilia Romagna, sottolineando che si tratta di una prima stima, che interessa soprattutto strutture dell’area orientale della regione che ha avuto le maggiori nevicate. Sono crollate – informa Coldiretti – stalle, serre, fienili e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/danni-neve-romagna.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/danni-neve-romagna-300x225.jpg" alt="" title="danni neve romagna" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-42322" /></a><br />
Ammontano a circa 15-20 milioni di euro i danni all’agricoltura causati fino ad oggi da neve e ghiaccio. Lo comunica Coldiretti Emilia Romagna, sottolineando che si tratta di una prima stima, che interessa soprattutto strutture dell’area orientale della regione che ha avuto le maggiori nevicate.</p>
<p>Sono crollate – informa Coldiretti – stalle, serre, fienili e capannoni, provocando la morte e il ferimento di diverse centinaia di animali soprattutto di mucche, ma anche di pecore e polli. I danni più ingenti si sono verificati nella Valmarecchia e in provincia di Forlì-Cesena. A Meldola (FC), nella sola azienda florvivaistica “Eredi Valentino Peron”, sono crollate quattro sere, con danni quantificati in 400 mila euro per le strutture e 25 mila euro per le piante ornamentali andate perse. Nella zona di Mercato Saraceno è crollato un capannone con 21 mila polli dentro, con danni per oltre 150 mila euro. Danni si segnalano in tutta la regione agli impianti di approvvigionamento dell’acqua, indispensabile per abbeverare gli animali negli allevamenti.</p>
<p>Tra tante difficoltà – afferma Coldiretti – non mancano le gare di solidarietà, tra allevatori e anche da settori esterni all’agricoltura. Un medico di Faenza, la dottoressa Mikela Berger, ha contattato la Coldiretti mettendo a disposizione una stalla vuota nei pressi della sua casa di campagna in località Castel Raniero (per necessità contattare Coldiretti regionale 051 2758811).</p>
<p>Per il momento – sottolinea Coldiretti – si tratta di una prima ricognizione parziale, destinata probabilmente ad aggravarsi anche a causa della perturbazione annunciata nei prossimi giorni. Solo dopo lo scioglimento della neve sarà possibile valutare tutti i danni, anche ai vigneti e agli uliveti. Secondo Coldiretti oltre all’attivazione del Fondo di solidarietà nazionale, già richiesto dall’assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni, si rende necessario bloccare il pagamento dei mutui e il versamento dei contributi nei confronti di Agenzia delle Entrate, Inps e Inail. Inoltre, servono provvedimenti per far ripartire da subito le imprese che si trovano strette fra danni, mancata produzione e pagamenti da effettuare in particolare, occorre l’attivazione da parte della Regione di un fondo di rotazione per consentire alle aziende l’accesso al credito agevolato.</p>
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		<title>Maltempo: pesca, in Friuli Venezia Giulia danni per oltre 2 milioni di euro</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 10:12:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ammonta a 2 milioni e 250mila euro di mancati introiti, di cui 450mila solo a Trieste, la stima dei danni provocati dal maltempo al comparto pesca del Friuli Venezia Giulia secondo Guido Doz, presidente Fvg Agci Agrital, che chiederà lo stato di calamità. &#8220;Si tratta di un danno molto grosso &#8211; ha spiegato Doz &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/barca.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/barca.jpg" alt="" title="barca" width="240" height="180" class="alignleft size-full wp-image-42298" /></a><br />
Ammonta a 2 milioni e 250mila euro di mancati introiti, di cui 450mila solo a Trieste, la stima dei danni provocati dal maltempo al comparto pesca del Friuli Venezia Giulia secondo Guido Doz, presidente Fvg Agci Agrital, che chiederà lo stato di calamità. &#8220;Si tratta di un danno molto grosso &#8211; ha spiegato Doz &#8211; stimabile in circa 500 euro al giorno per peschereccio. Se si pensa che l&#8217;attività è rimasta bloccata negli ultimi 15 giorni per il maltempo, è facile fare il conto visto che le imbarcazioni ufficiali del comparto sono 300&#8243;. A causa della bassa temperatura del mare &#8211; che ieri ha toccato i 5 gradi &#8211; il pesce sta migrando verso acque più calde. &#8220;Il rischio che il mare si &#8216;svuoti&#8217; esiste sia per i pescatori che per tutta la filiera della miticoltura &#8211; ha aggiunto Doz &#8211; che ha subito dei grossi danni, questa temperatura fa si che i molluschi non riescano a crescere e quindi avremo problemi anche nella stagione estiva&#8221;. (ANSA). </p>
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		<title>Da Fruitlogistica di Berlino emergono le priorità per il rilancio dell&#8217;ortofrutta italiana</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 16:28:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il rilancio del settore ortofrutticolo in Italia è un tema di grande attualità in questo momento così cruciale anche per la discussione in corso sulle nuove politiche comunitarie. Il settore ortofrutta vale il 31 % della PLV agricola italiana e rappresenta un&#8217;asse portante dell’economia agricola europea. Le grandi sfide di questo momento e la profonda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/Senna-Stefano-Bruni.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/02/Senna-Stefano-Bruni-300x200.jpg" alt="" title="Senna Stefano Bruni" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-42286" /></a><br />
Il rilancio del settore ortofrutticolo in Italia è un tema di grande attualità in questo momento così cruciale anche per la discussione in corso sulle nuove politiche comunitarie. Il settore ortofrutta vale il 31 % della PLV agricola italiana e rappresenta un&#8217;asse portante dell’economia agricola europea. Le grandi sfide di questo momento e la profonda crisi che il settore sta vivendo in termini di prezzi alla produzione, redditività per le aziende agricole e diffuso calo dei consumi, spinge verso la necessità di un grande rilancio, incentrato su  alcuni elementi chiave che sono stati discussi oggi in Piazza Italia, a Berlino. A presiedere la tavola rotonda che ha visto la partecipazione di tutte le rappresentanze dell&#8217;ortofrutta organizzata, il Cavalier Paolo Bruni, in qualità di Presidente di CSO, il Centro Servizi Ortofrutticoli che ha organizzato ed ospitato l&#8217;incontro all&#8217;interno dello stand Piazza Italia &#8220;L&#8217;Italia &#8211; dichiara Paolo Bruni, presentando la tavola rotonda &#8211; produce un totale di 36 milioni di tonnellate di frutta e verdura e questo dato ci colloca al primo posto in Europa, è evidente che uno dei punti chiave su cui focalizzare i nostri sforzi per rilanciare la competitività del settore è legato alla nostra capacità di dare nuovo impulso all&#8217; export.</p>
<p>Oggi l&#8217;Italia, secondo dati elaborati da CSO, esporta un totale di 3 milioni e 800.000 tonnellate di ortofrutta pari al 13 % della produzione; analiticamente si parla di 2,5 milioni di tonnellate di frutta pari al 14% della produzione, 300.000 tonnellate di agrumi e 1 milione di tonnellate di ortaggi pari ad appena l&#8217;11% della produzione ed è evidente da questi numeri che le potenzialità di crescita sono molto ampie. A rimarcare la necessità di mettere a punto strumenti strategici per l&#8217;export è Davide Vernocchi di Alleanza per le Cooperative italiane: &#8220;Dobbiamo agire tempestivamente e in modo coordinato &#8211; dichiara Vernocchi &#8211; per poter creare le condizioni di apertura di nuovi mercati attraverso l&#8217;abbattimento di quelle barriere, ad esempio per le mele e le pere in USA che oggi sono utilizzate spesso come strumento distorsivo per il libero scambio delle merci. E’ importantissimo &#8211; sottolinea Davide Vernocchi &#8211; che l’Unione Europea presti una maggiore attenzione ai produttori di ortofrutta che versano in questo momento in una crisi spaventosa.&#8221;</p>
<p>E Gino Peviani, presidente di Fruitimprese, concorda con la tesi di Alleanza cooperativa evidenziando la necessità di mettere a punto un sistema di tutela finanziario/assicurativa per le imprese che si affacciano ai nuovi mercati. &#8220;E&#8217; necessario &#8211; sottolinea Peviani &#8211; che il sistema Italia si rafforzi per affrontare mercati sempre più complessi con strumenti efficaci, coordinamento, elasticità e dotazioni tecniche per migliorare la competitività&#8221;. Ma lo sviluppo dell&#8217;export non può che essere accompagnato da un rafforzamento delle Organizzazioni dei produttori in Italia, come rimarca il presidente di Unaproa Ambrogio De Ponti&#8221;. Occorre &#8211; dichiara De Ponti &#8211; che il nostro sistema sia coeso e strategicamente finalizzato ad ottenere risultati importanti anche utilizzando lo strumento della promozione attraverso progetti europei, un valido aiuto per le imprese sia in Italia che all&#8217;estero&#8221;.  La tavola rotonda di Fruitlogistica ha offerto una ottima opportunità alle Organizzazioni ortofrutticole italiane di condividere strategie, come ha rimarcato Gianni Petrocchi di Italia Ortofrutta. &#8220;Siamo di fronte &#8211; dichiara Petrocchi &#8211; ad un momento di accesa discussione in Europa sulla riforma della PAC e sull&#8217;OCM unica. Vogliamo mettere in campo tutta la nostra competenza ed esperienza per discutere e mettere a punto strumenti di gestione delle crisi efficaci che possano essere un valido supporto alle aziende quando i prezzi alla produzione non coprono nemmeno i costi sostenuti.&#8221; &#8220;La coesione e l&#8217;univocità sono elementi che danno forza e rilevanza alle istanze rivolte al governo dichiara Dario Stefano, Coordinatore degli Assessori Regionali all&#8217; Agricoltura, mi farò portavoce diretto di queste istanze in sede di Conferenza Stato Regioni evidenziando la grande novità del sistema ortofrutticolo italiano: La scelta del dialogo per individuare priorità e strategie comuni. Un approccio nuovo – continua Stefano – che viene da un comparto che è tratto identitario dell’agroalimentare italiano e del Made in Italy in generale (vale 12 miliardi di euro) e che ci può consentire di lavorare meglio per modificare una politica europea troppo lontana dai temi dello sviluppo.&#8221;</p>
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