Celiachia, da Regione Emilia Romagna più incentivi

Quella che è considerata la più frequente forma di intolleranza alimentare al mondo, la celiachia, colpisce in Europa una persona su 100. In Italia, dove la celiachia dal 2005 è riconosciuta come malattia sociale, la percentuale di persone affette è dello 0,7%. E’ quanto riferisce il testo della risoluzione presentata da Marco Monari (primo firmatario) e Anna Pariani del Pd; Liana Barbati (Idv), Mauro Manfredini (Lega nord) e Matteo Riva (misto), approvata dall’unanimità dall’Assemblea legislativa, nella quale si impegna la Giunta regionale a “valorizzare le azioni positive già intraprese ed a promuovere e incentivare tra gli operatori alimentari continue e costanti occasioni di formazione sulla materia”. Nel documento si chiede inoltre alla Giunta di attivarsi in tutte le sedi più opportune “perché crescano i controlli verso le aziende che speculando sulla malattia propongono alimenti dal costo esorbitante” e, infine, a “valorizzare le aziende che affiancano la tradizionale produzione con prodotti gluten free, osservando scrupolosamente i criteri di lavorazione onde evitare pericolose contaminazioni con farine vietate”. Tra le iniziative intraprese per chi è affetto da celiachia la Regione Emilia-Romagna, alla fine del 2011 – ricordano Monari e gli altri sottoscrittori – ha redatto un opuscolo, in collaborazione con l’Associazione italiana celiachia, per illustrare compiutamente agli operatori alimentari gli aspetti fondamentali da prendere in considerazione per la preparazione e somministrazione in sicurezza di alimenti per soggetti celiaci, sia per le grandi strutture di produzione pasti, che per le attività di ristorazione, somministrazione commerciale o per i laboratori artigianali con vendita diretta di prodotti di gastronomia, pasticceria, gelateria e prodotti da forno. Ad integrazione dell’opuscolo, la Regione ha prodotto specifiche Linee guida destinate al controllo ufficiale delle suddette imprese. “Attraverso le Ausl, la Regione – spiegano i consiglieri – eroga ai soggetti affetti da tale malattia un contributo mensile per l’acquisto di prodotti gluten free, il quale però dato il costo esorbitante di tale tipologia di prodotti è altamente insufficiente per garantire una corretta alimentazione”.

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