Centrale di Russi, 5 Stelle appoggia ricorso al Tar

Il consigliere regionale ‘grillino’ Giovanni Favia annuncia che il Movimento 5 Stelle appoggera’ ”il ricorso al Tar gia’ annunciato dall’associazione Clan-destino” contro il via libera della Conferenza dei servizi per il ‘polo delle energie’ di Russi (Ravenna), centrale a biomasse piu’ centrale a biogas e impianto fotovoltaico (costo 120 milioni con fondi europei), progettato dalla Powercrop. Un via libera che secondo Favia ”e’ una vergogna”, espresso ”contro il parere dei cittadini, e parandosi dietro la scusa dei nuovi posti di lavoro e dei parametri di legge apparentemente rispettati”. ”Non ha nessun peso – chiede – per la Maggioranza in Regione, che alla discussione della nostra risoluzione a fine ottobre Sel, Fds e Idv avessero votato con noi, insieme a Lega nord e a quei pochi consiglieri del Pdl rimasti?”. Ora ”la palla passa alla Giunta regionale che dovra’ deliberare formalmente la Valutazione dell’impatto ambientale”, precisa Favia, che rilancia la proposta di ”convertire l’ex zuccherificio in un impianto di riciclo ‘stile Vedelago’: i posti di lavoro sarebbero enormemente di piu’ e i costi piu’ ridotti. Inoltre, innoveremmo la filiera del trattamento dei rifiuti introducendo un circolo virtuoso e le emissioni di Co2 sarebbero pari a zero”. Protesta anche il consigliere regionale ravennate del Pdl, Gianguido Bazzoni: ”la mia risoluzione non e’ stata nemmeno discussa” e intanto e’ arrivato un via libera che non tiene ”in considerazione le esigenze dei 2.500 cittadini di Russi che hanno firmato per dire di No” e ”nemmeno – afferma – del parere della Soprintendenza” sul vicino palazzo San Giacomo; ”lo stesso vale per il centro abitato. E tutto per una ventina di posti di lavoro in piu’ oltre ai 65 gia’ impiegati in quel che resta dell’ex Eridania, lo stabilimento di confezionamento. Di tutt’altro avviso invece il Pd di Ravenna: il segretario provinciale Alberto Pagani e il responsabile Ambiente Mauro Dadina apprezzano ”l’accordo raggiunto” sostenendo che il nuovo ‘polo delle energie’ garantisca ”emissioni molto inferiori all’impianto preesistente”, perseguendo anche gli obiettivi regionali per la produzione di energia da rinnovabili. E appoggiano gli EcoDem che hanno tre proposte ‘fondamentali’: primo, aggiungere al progetto ”una rete di teleriscaldamento che utilizzi il vapore disponibile con la nuova centrale”, avviando un ‘confronto serrato’ tra Regione, enti locali, proprieta’ e Gruppo Hera per trasformare ”la nuova centrale in un moderno impianto di cogenerazione”. Poi, ”rafforzare i rapporti con il mondo agricolo affinche’ venga attuato puntualmente l’accordo per la realizzazione di una filiera corta (rispetto del vincolo dei 70 km) per la fornitura delle biomasse” (Coldiretti Ravenna parlo’ di contratti per 4.000 ettari invece dei 9.000 previsti, ndr). Infine, ”monitoraggio costante trasparente sulle emissioni e su tutti i parametri ambientali”. (ANSA).

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