Centrale latte di Roma: Alemanno, vogliamo darla a produttori. No di Flai-Cgil


Il Comune di Roma ha ribadito la sua intenzione di consegnare la centrale del latte ai produttori. ”Vogliamo riprivatizzare la centrale del latte dandola ai produttori”, ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, nel corso del suo intervento all’assemblea di Coldiretti.
”Bisogna fare una gara che privilegi chi puo’ presentarsi come diretto produttore del latte”, ha aggiunto Alemanno. Quindi, sostanzialmente, ha spiegato, ”bisogna costituire un’evidenza pubblica che pero’ non esponga la centrale del latte a una privatizzazione a favore di una grande multinazionale, ma la porti verso il mondo degli allevatori”. A chi gli chiedeve se una tale modalita’ potesse provocare una reazione di Bruxelles, Alemanno ha risposto: ”E’ ovvio che dovremo concordare questa gara con l’Unione europea, con l’Antitrust, eccetera, ma sono convinto che se si opera in maniera trasparente e corretta questa scelta puo’ essere chiara ed evidente. Anche perche’ qua si tratta di privilegiare un interesse dei consumatori e non della proprieta”’.
Sull’ipotesi è immediatamente arrivato il parere negativo della Flai-Cgil che ha giudicato la strada “impercorribile”. “La Centrale – spiega una nota – e’ stata perno di quel piano industriale con il quale Parmalat e’ riuscita a riemergere dalle ceneri del crac finanziario facendo leva solo ed esclusivamente sul mantenimento delle produzioni e dei livelli occupazionali. ”La Centrale del latte di Roma – ha dichiarato il Segretario nazionale della Flai-Cgil Antonio Mattioli – deve continuare a fare parte del perimetro industriale della Parmalat e per noi e’ intoccabile”. ”Il problema del settore lattiero-caseario – ha continuato Mattioli – non e’ la presenza di grandi gruppi o di multinazionali ma l’assenza di un patto di filiera tra tutti i soggetti interessati sulla qualita’ del prodotto e sulla tutela delle produzioni e dell’occupazione”. ”Il sindaco Alemanno – ha concluso il Segretario nazionale della Flai – pensi quindi ad adoperarsi con il governo centrale affinche’ si definisca questo piano piuttosto che a rappresentare interessi corporativi che nulla hanno a che vedere con il futuro produttivo ed occupazionale della Centrale”. (ANSA).

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