Ceq, in India cresce il consumo di olio d’oliva

Nel 2011-12 il valore delle importazioni di olio d’oliva in India supererà i 20 milioni di dollari (15,71 milioni di euro). L’India è il primo importatore a livello mondiale e il terzo maggior consumatore di olio, ma rispetto all’intero mercato di olio commestibile, la quota di mercato dell’olio d’oliva ha ancora dimensioni contenute ed è nella sua fase nascente: conta per lo 0,1% dei 3,5 milioni di tonnellate di olio presente nel paese. Ciò nonostante la crescita media negli ultimi tre anni è stata del 40-50%. Ed è proprio per questo che il mercato indiano presenta grandissime opportunità di crescita per il settore.
Sono i dati sulle prospettive di consumo ed export di olio d’oliva nel mercato indiano, illustrati ieri in una conferenza stampa al Ministero delle politiche agricole, dal Ceq, Consorzio Extravergine di Qualità. L’incontro, a cui hanno partecipato giornalisti indiani presenti in Italia per il tour presso le maggiori aziende olivicole aderenti al Ceq, è stato anche l’occasione per presentare lo stato dell’arte delle attività di “Oliveitup”, la campagna triennale che il Ceq sta realizzando in India per la promozione dell’olio d’oliva europeo.
“I dati del mercato indiano sono ottimisti. Le previsioni di crescita dell’intero mercato alimentare e i cambiamenti in atto nella società ci confermano che l’olio d’oliva può gradualmente entrare a far parte della cultura indiana, ha detto Elia Fiorillo, presidente del Ceq. “Serve molta convinzione nel creare la giusta consapevolezza nella popolazione che l’olio d’oliva è una alternativa sana alla cucina indiana. Noi in questi tre anni abbiamo lavorato in questo senso, per promuovere abitudini di vita sane e diffondere una corretta conoscenza delle fantastiche proprietà dell’olio. Bisogna puntare sulla promozione di questi prodotti e, una volta entrati nel mercato, perseverare”.
Secondo le stime, presentate da Sumit Saran, membro dell’ente esecutore in India della campagna, il mercato alimentare indiano, il cui valore si attesta intorno ai 330 miliardi di dollari, entro il 2020 raggiungerà i 900 miliardi di dollari. Entro il 2015, inoltre, il consumo di olio in India dovrebbe toccare quota 25 milioni di tonnellate e l’industria olearia crescerà ad un ritmo del 6% annuo. Il mercato indiano di olio dipende totalmente dalle importazioni, ma presenta una grande varietà di marchi e qualità. L’olio d’oliva sconta ancora una grande preferenza per la sansa e, soprattutto, prezzi troppo elevati per i consumatori medi. In prima linea ci sono Italia e Spagna. Sono però le aziende spagnole a detenere il comando con il 60% delle importazioni di olio d’oliva in India. Saran ha, però, sottolineato come ci sia grande spazio per una crescente introduzione dell’olio d’oliva in India.
“E’ in atto una completa rivoluzione dei consumi e delle abitudini alimentari, ha detto, dovuta da un lato alla apertura del governo all’entrata degli investitori stranieri nel Cash& carry (100%), nei negozi monomarca (100%) e nelle catene multi marca (51%). E dall’altro alle preoccupazioni salutistiche della polazione indiana circa l’aumento di problemi cardiovascolari, diabete e cancro.”

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