Cereali, crollano rese e prezzi

grano
Clima e calo dei prezzi all’origine: sono i due principali fattori che stanno mettendo in ginocchio il comparto dei cereali in Italia. Si ridimensionano le superfici seminate, si riducono i quantitativi ottenuti per ogni ettaro e con essi anche i guadagni dei produttori. E’ una fotografia dalle tinte fosche quella emersa dall’analisi dell’Associazione intersettoriale cereali e altri seminativi (Ass.in.cer) presentata a Bologna durante la Giornata di studio dell’associazione. Ed è un crollo che riguarda frumento duro, tenero, orzo e mais.
Nello specifico, i dati riguardano un aggiornamento a luglio per i cereali autunno-vernini, mentre le indicazioni del mais sono state ottenute nell’ultima settimana di settembre. Per quanto riguarda il grano duro, la superficie si ridimensiona a 1.241,348 ettari (-21,8%), le rese a 2,5 tonnellate/ettaro (-22,5%) e la produzione a 3.145.432 (-39,4%). I cali produttivi piu’ accentuati si registrano in Lombardia, Veneto e Sardegna con percentuali superiori al 70%. Sul grano tenero, le superfici hanno perso in media nazionale l’1,1% attestandosi a 694.269 ettari, piu’ accentuato il calo delle rese che si fermano a 4,6 ton/ha (-14,1%). Produzione che scende a 3.192.068 tonnellate (-15,1%). I dati sul mais vedono i valori delle superfici piu’ o meno ai livelli del 2008 (995.683 ettari, +0,4%), le rese scese a 8,6 ton/ha con un calo del 13,3% e la produzione complessiva di 8.518.321 tonnellate (-13%). Ridimensionamenti anche per l’orzo: meno superficie (301.280 ettari, -7,2%), meno resa (2,8 ton/ha, – 25,8%) meno produzione (858.647 tonnellate, -31,2%). All’origine della flessione dei raccolti ci sono da una parte il clima e dall’altro il costante calo dei prezzi. Per i cereali autunnali, piogge persistenti registrate per gran parte del periodo di semina hanno rallentato, e in alcuni casi impedito, la semina stessa. Inoltre durante il periodo di raccolta, l’alternanza pioggia-sole ha compromesso le rese unitarie. Secondo Ass.in.cer, a questo punto non ci sono ricette risolutive, ma ”e’ indispensabile in questa fase – afferma Carla Corticelli, presidente ad interim – una particolare attenzione al fenomeno da parte del Governo e degli operatori. In caso contrario la produzione nazionale rischia di diventare non solo complementare, ma addirittura accessoria rispetto al prodotto importato”.

Scrivi un commento

Utilizza gravatar per personalizzare la tua immagine

Copyright © 2009 Con I Piedi Per Terra . All rights reserved.
Copyright © GTV s.r.l.
Sede legale V.Bonazzi, 51 - 40013 Castelmaggiore (Bo) - Sede opertiva v. L.Manara, 6 - 40128 Bologna
tel: 051 63236 - fax 051 6323602 - fax redazione 051 6323609
P. Iva 01607481205 - C.F 01161880388 - R.E.A. 347487 - R.I.BO 01161880388 - C.S. € 1.550.000,00 Vers. € 1.445.375,00
Concessionaria per la Pubblicità Publivideo2 Srl.