Cereali, la crisi dei prezzi incide anche sulle superfici seminate. Il punto del ministro

“Quando dico che c’è bisogno di un progetto complessivo che rifondi tutto il nostro sistema agroalimentare, intendo dire che non è più possibile continuare ad accettare lo stato di crisi in cui ci troviamo ormai da anni. Infatti, anche quest’anno, la crisi dei prezzi dei cereali si è fatta sentire pure sulle semine di frumento duro, frumento tenero, orzo e avena, le cui superfici, nella campagna in corso, sono diminuite del 6% rispetto al 2009”.
Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, commentando i dati del bollettino AGRIT diffuso oggi dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali disponibile sul sito internet www.politicheagricole.it e su quello dell’ISTAT.
Rispetto ai 2,27 milioni di ettari del 2009, quest’anno è stata rilevata una superficie di circa 2,13 milioni di ettari. Il calo maggiore è stato registrato per l’orzo (-16%), seguito dall’avena (-15%), dal frumento tenero (-5%) e infine dal frumento duro (-1%).
Sono questi i primi risultati di AGRIT, un programma statistico messo a punto dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per realizzare stime sulle superfici e sulle rese delle principali colture agrarie italiane. Un monitoraggio articolato, che ha il pregio di combinare i dati provenienti dalla rilevazione diretta in campo con quelli ottenuti dalle immagini tele derivate, prendendo a riferimento circa 100 mila osservazioni su luoghi selezionati con metodi statistici, rispetto ad una ‘maglia’ predefinita composta da circa 1.200.000 punti.
SCHEDA TECNICA

AGRIT 2008 AGRIT 2009 AGRIT 2010 Variazione % Variazione %
Descrizione Superficie (ha) Superficie (ha) Superficie (ha) 2009/2008 2010/2009
Cereali invernali 2.698.924 2.273.560 2.132.181 -16% -6%
di cui:
Frumento duro 1.479.594 1.246.920 1.230.250 -16% -1%
Frumento tenero 714.075 559.929 530.802 -22% -5%
Orzo da granella 345.829 284.734 239.383 -18% -16%
Avena da granella 159.426 127.185 108.055 -20% -15%

Dopo le già consistenti contrazioni delle superfici investite a cereali invernali del 2009 (-16% rispetto al 2008), nell’anno in corso si registra un ulteriore calo, tuttavia inferiore a quello dell’anno precedente. Tale andamento è da imputare prevalentemente alla sempre minore convenienza economica di queste colture a causa delle basse quotazioni di mercato, diminuite sensibilmente a partire dalla metà del 2008.
In particolare, i prezzi all’origine diffusi da ISMEA evidenziano che già la campagna 2008/09 si era conclusa con una flessione media, rispetto alla precedente, del 41% per il frumento duro, del 33% per il frumento tenero, del 36% per l’orzo e del 12% per l’avena. A fronte di tali andamenti si era contrapposta una crescita dei costi di produzione (indice ISMEA dei prezzi dei mezzi correnti di produzione) pari a circa il 10%.
E’ in tale contesto che l’operatore agricolo ha dovuto effettuare le proprie scelte colturali per l’annata agraria 2009/2010. Inoltre, la congiuntura del mercato nell’autunno 2009 evidenziava un’ulteriore flessione dei prezzi della granella di frumento duro e una stabilità delle già contenute quotazioni di mercato per gli altri prodotti.
A livello regionale, si evidenziano andamenti contrastanti. Rispetto al 2009, si registra un calo delle superfici complessivamente investite a cereali invernali in Friuli (- 20%), Abruzzo (-18%), Molise (-17%), Sicilia (-16%) e Marche (-14%), e un aumento nelle regioni dove maggiore è stata la diminuzione nel 2009, ossia in Sardegna (+35%), Calabria (+20%), Lazio (+8%) e Toscana (+8%).
Gli andamenti descritti si riflettono anche a livello di singola coltura. Il frumento duro evidenzia riduzioni significative in Abruzzo (-20%), Molise (-20%), Sicilia (-12%), Marche (-12%), e aumenti consistenti nelle regioni dove maggiore è stata la contrazione di superficie nel 2009: Sardegna (+45%), Lazio (+42%), Umbria (+ 34%) e Calabria (+16%).
Nelle altre regioni cosiddette “tradizionali” per la coltura (Puglia e Basilicata), la superficie investita a duro rimane pressoché costante.
Per il frumento tenero si registra una diminuzione nelle regioni più rappresentative del nord Italia ed in particolare in Friuli (-19%), Lombardia (-10%), Piemonte (-5%), Veneto (-5%) ed Emilia Romagna (-4%) e, come per il duro, un aumento significativo nelle regioni che hanno registrato il maggior calo nel 2009: Umbria +8%, Toscana + 72% e Abruzzo + 10%.
Per l’orzo, infine, si evidenzia una riduzione significativa in quasi tutte le regioni, ad eccezione della Sardegna (+43%), dell’Emilia Romagna (+27%), del Molise (+17%) e della Campania (+6%).
Stabile rispetto al 2009, risulta invece la produzione complessiva di frumento duro, tenero e orzo pari a circa 79 milioni di quintali. In particolare, la produzione di frumento duro si stima intorno a 41,6 milioni di quintali, quella di frumento tenero intorno ai 28,6 milioni di quintali e quella di orzo a 8,8 milione di quintali.

AGRIT 2008 AGRIT 2009 AGRIT 2010 Variazione % Variazione %
Descrizione Produzione (Q.li) Produzione (Q.li) Produzione (Q.li) 2009/2008 2010/2009
Frumento duro 52.820.347 39.935.079 41.590.648 -24% 4%
Frumento tenero 39.252.343 28.932.558 28.635.065 -26% -1%
Orzo 13.018.134 10.341.613 8.831.185 -21% -15%
Totale 105.090.824 79.209.250 79.056.898 -25% 0%

Rispetto al 2009, il frumento duro risulta in aumento (+4%) a causa di rese medie superiori a quelle dell’anno precedente (33,8 q.li/ha contro i 32 q.li/ha del 2009), mentre si registrano diminuzioni per le altre due colture, più contenuta per il tenero (-1%), più significativa per l’orzo (- 15%).
Il panorama regionale evidenzia che la Regione Emilia Romagna consolida il primato produttivo per i principali cereali autunno vernini con circa 15,2 milioni di quintali, su di una superficie di circa 273 mila ettari, segue la Puglia, con circa 10,5 milioni di quintali su di una superficie nettamente superiore (circa 353 mila ettari). La Regione Marche si piazza al terzo posto, con 6,9 milioni di quintali, su di una superficie di 166 mila ettari, seguono il Veneto con 6,8 milioni di quintali su 118 mila ettari, la Lombardia con 6 milioni di quintali su 103 mila ettari e la Sicilia con 5,9 milioni di quintali su 211 mila ettari.
Per il frumento duro, il primato produttivo spetta alla Puglia con 10 milioni di quintali, seguita dalle Marche con 5,9 milioni di quintali, dalla Sicilia con 5,7 milioni di quintali, dalla Toscana con 3,5 milioni di quintali, dalla Basilicata con 3,4 milioni di quintali e quindi dall’Emilia con 2,8 milioni di quintali.
Per il frumento tenero, il primato produttivo spetta all’Emilia con 10,5 milioni di quintali, seguita dal Veneto con 5,5 milioni di quintali e dal Piemonte con 4,6 milioni di quintali.
Per l’orzo il primato produttivo spetta all’Emilia con 1,9 milioni di quintali, seguita dalla Lombardia con 1,3 milioni di quintali, dal Piemonte con 1 milione di quintali e dalle Marche con 0,7 milioni di quintali.

3 Commenti in “Cereali, la crisi dei prezzi incide anche sulle superfici seminate. Il punto del ministro”

  • marco scritto il 11 luglio 2010 pmdomenicaSundayEurope/Rome 14:48

    ma vi rendete conto che se il prezzo del grano duro o di altro cereale non sale gli agricoltori fermeranno i trattori vi rendete conto che nella zona delle marche 1 quintale di frumrnto duro a un costo di produzione di 26 euro al quintake mentre si vende a 13 non fate proclami di gioia l’agricoltura in queste condizioni è finita nella mia zona parecchie aziende sono all’asta perchè anno fatto investimenti

  • sara scritto il 14 luglio 2010 pmmercoledìWednesdayEurope/Rome 17:29

    salve, volevo sapere ad oggi come e quanto viene pagata la soia.
    grazie

  • EMANUELE scritto il 4 settembre 2010 pmsabatoSaturdayEurope/Rome 17:20

    sono un cerealicoltore della provincia di cagliari quest’anno ci pagheranno il grano duro a 13 euro il quintale mentre il concime e’ gia’ schizzato a 50 euro il quintale. è un fallimento qui’ in zona stiamo decidendo di non seminare.

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