Cereali: nel reggiano un raccolto sufficiente ma i mercati sono in ribasso

grano
La quantità eccezionale di pioggia caduta nei mesi scorsi ha inciso sulla prima importante campagna di raccolta sul territorio, quella dei cereali a semina autunnale. Per quanto riguarda la realtà reggiana però poteva andare peggio in termini produttivi; in definitiva ci si può accontentare dei risultati sul campo, ma è il mercato che sta dicendo male ai produttori con i prezzi in calo. Per una realtà zootecnica come quella di Reggio Emilia, ci si attende ora un calo anche dei prezzi dei mangimi, di cui questi cereali una componente basilare. E’ la sintesi delle valutazione della Cia reggiana sul raccolto di frumento tenero e orzo, a campagna da poco terminata.
“Per i cereali a semina autunnale, completata la trebbiatura,i risultati nel reggiano, pur facendo segnare un calo produttivo stimabile in un 10/15% (ma rispetto ad un’annata dai risultati ottimi qual era stata la 2012), tutto sommato sia in termini quantitativi che qualitativi non sono da disprezzare” afferma il presidente della Cia reggiana Ivan Bertolini. “In sostanza la campagna è andata meglio di quanto la primavera piovosa faceva temere”.
Dati produttivi rilevati mediamente in provincia dal gruppo di tecnici del “Bollettino agrometerologico” settimale:
ORZO: Produzione media: 50 – 55 qli/ha con peso specifico 63 – 68.
FRUMENTO TENERO: 60 – 70 qli/ha con peso specifico 75 – 85 (i valori produttivi sono comunque molto variabili a seconda delle zone e delle varietà).
Nella maggior parte dei casi si constata una buona qualità della granella, con ridotta o assente presenza di micotossine.
Dal punto di vista dell’influenza dell’andamento meteo, in particolare nelle zone a sud della via Emilia le piogge sono state abbondanti ed andando verso il Po sono diventate così intense da rendere difficoltosi i trattamenti fitosanitari, incidendo quindi sulla fase vegetativa dei frumenti.
“Una nota dolente – prosegue Bertolini – sono i prezzi iniziali dei prodotti, in discesa rispetto all’anno scorso perché condizionati dalle produzioni delle aree del Danubio e dei Balcani che hanno immesso sul mercato grani di base a prezzi bassi, e per le attese di ottimi raccolti, secondo le previsioni degli organismi internazionali. Per capire qualcosa di più sull’andamento delle quotazioni e fare una previsione più obiettiva bisognerà comunque attendere le produzioni di Francia e Germania che termineranno a fine agosto”.
Secondo l’ultimo rapporto trimestrale della FAO Crop Prospects and Food Situation (Prospettive dei Raccolti e Situazione Alimentare), la produzione cerealicola mondiale nel 2013 aumenterà di circa il 7% rispetto allo scorso anno, incremento che aiuterà a ricostituire le scorte globali e aumentare le aspettative per mercati più stabili nel 2013/14. L’aumento porterebbe la produzione mondiale di cereali a 2.479 milioni di tonnellate, un nuovo livello record. I prezzi sono in lieve diminuzione in coincidenza con la trebbiatura nell’emisfero settentrionale, e dovrebbero risultare stabili nei prossimi mesi.
“Se il risultato economico per i produttori di cereali si annuncia non entusiasmante – conclude il presidente Cia – per l’effetto congiunto del calo produttivo e dei prezzi internazionali minori, ci attendiamo a breve un effetto positivo almeno per la zootecnia: cioè che il calo delle materie prime si riverberi anche sul prezzo dei mangimi, fattore di costo decisivo per le aziende di allevamento, che rappresentano la principale vocazione agricola della nostra provincia”.

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