Cereali stivati in carri per rifiuti tossici, 37 denunciati

grano chicchiGrano trasportato in vani carico utilizzati per lo spostamento transnazionale di rifiuti speciali pericolosi, tra cui anche l’amianto, fanghi di depurazione, scarti di fonderia e ceneri. È quanto ha scoperto il Corpo forestale dello Stato appartenente al Nucleo investigativo polizia ambientale e forestale (NIPAF) di Reggio Emilia e alla sezione anticrimine del comando di Bologna a seguito di un’approfondita attività di polizia giudiziaria che ha riguardato 31 società di trasporto in conto terzi, sia italiane sia appartenenti alla Comunità europea. Si tratta dell’operazione “Grano sicuro” che ha portato a denunciare 37 persone, indagate a vario titolo per i reati di adulterazione di sostanze alimentari destinate all’alimentazione, falso ideologico commesso da privato in atto pubblico e gestione e trasporto illecito di rifiuti speciali. Gli indagati sono 9 italiani (4 della provincia di Trento, 3 di Bolzano, uno di Imperia e uno di Padova) e 28 stranieri (14 tedeschi, 5 austriaci, 5 ungheresi, 3 sloveni, un romeno e uno slovacco), tutti titolari di imprese di autotrasporto per conto terzi. Inoltre sono state eseguite 56 perquisizioni presso tutte le sedi delle imprese a vario titolo coinvolte in Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Trentino Alto Adige e Veneto, per un totale di 21 province interessate. Centottanta unità del Corpo forestale dello Stato hanno eseguito i decreti di perquisizione emessi dalla Procura della Repubblica di Reggio Emilia, dal sostituto procuratore Valentina Salvi, finalizzati a raccogliere ulteriori elementi, ad acquisire la documentazione da cui si evince che i camion partivano dall’Italia con i rifiuti pericolosi diretti verso i paesi stranieri e rientravano in Italia carichi di grano destinato all’alimentazione umana. Il rimorchio era sempre lo stesso che trasportava sia grano, sia rifiuti pericolosi. Il personale della Forestale ha quindi sequestrato 3000 quintali di grano sfuso ad uso alimentare, oltre a cinque camion. Le indagini sono partite dai controlli nei confronti di una società e da lì si sono estese a due siti di gestione di rifiuti pericolosi, uno in provincia di Reggio Emilia, l’altro a Rovigo. Sono inoltre stati osservati molini a cui il grano era destinato nelle province di Bologna, Mantova, Modena, Parma e Reggio Emilia. Tuttavia, per il momento, non risultano indagati tra i responsabili dei molini e dei siti di stoccaggio rifiuti. Le indagini, iniziate nel maggio 2014, sono ancora in corso, in attesa anche che arrivino i riscontri a livello internazionale, ed è probabile che il giro illecito scoperto dalla Forestale si allargherà. (ANSA)

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