Cese: stop alla concorrenza sleale e incentivi al rinnovo del parco macchine

Contrasto della concorrenza sleale che mette a rischio l’industria delle macchine per costruzioni e incentivi al rinnovo del parco per tutelare l’ambiente. Sono queste alcune delle raccomandazioni del Comitato economico e sociale europeo (Cese) contenute nel documento “Macchine agricole e attrezzature per la costruzione e la movimentazione: qual è il modo migliore per uscire dalla crisi?”
Secondo l’organismo che fornisce consulenza qualificata a Commissione, Consiglio e Parlamento europeo, fungendo da ponte tra le istituzioni dell’Ue e la cosiddetta “società civile organizzata” (associazioni di categoria, ambientaliste, dei consumatori, sindacati, ong ecc.), l’importazione, la commercializzazione e l’utilizzo di mezzi non conformi sul mercato dell’Unione rimane per l’industria europea delle macchine per costruzioni un problema molto grave che compremette la capacità delle aziende di finanziare le attività di ricerca e sviluppo, mettendo a rischio la tenuta dei volumi occupazionali. “Le macchine non conformi – secondo il documento – hanno maggiori probabilità di provocare incidenti e spesso non soddisfano le norme ambientali imposte dall’UE.” Le autorità nazionali che dovrebbero presiedere alla sorveglianza di mercato, inoltre, “non dispongono dei mezzi e delle risorse per rimediare a tale situazione, mentre le normative non sempre difendono con chiarezza i prodotti rispondenti ai requisiti di legge. Sono sempre più numerose le macchine non conformi immesse illegalmente sul mercato dell’Unione europea senza che le autorità doganali e di vigilanza del mercato intervengano per contrastare efficacemente tale fenomeno, nonostante l’entrata in vigore, il 1° gennaio del 2010, di norme più severe (Regolamento (CE) n. 765/2008)”.
Un altro punto messo in evidenza dal Cese riguarda le modalità per tutelare adeguatamente l’ambiente: “prima di prendere in considerazione l’applicazione di norme più rigide o l’elaborazione di nuove normative da applicare a questi stessi prodotti, sarebbe opportuno effettuare una valutazione di impatto a livello dell’Unione europea, tenendo conto delle possibili conseguenze negative sulla competitività del settore nel mercato mondiale e dei possibili miglioramenti marginali per tali macchine in termini concreti.” L’irrilevanza di tali miglioramenti è dovuta al fatto che la maggior parte dei mezzi obsoleti e inquinanti rimangono in circolazione. Da questo punto di vista il Comitato raccomanda che vengano realizzati provvedimenti d’incentivo allo svecchiamento del parco e che si velocizzi l’iter dell’estensione dei criteri di flessibilità per quanto riguarda la direttiva emissioni. Si tratta della proposta della Commissione europea che estende fino al 2013 la flessibilità del numero di motori di fase precedente montabili sulle macchine per costruzioni. “È molto importante – dichiara Franco Invernizzi (New Holland Construction – Fiat Industrial), vicepresidente di Unacea – che le principali raccomandazioni di un organismo ufficiale europeo, quale è il Cese, affrontino i problemi della concorrenza sleale e di un nuovo approccio alla tutela dell’ambiente, basato sulla riduzione del numero delle macchine obsolete e inquinanti, piuttosto che sulla produzione di nuove norme che non sempre riducono nella realtà il volume di emissioni inquinanti. Sono problemi urgenti che l’industria italiana e europea stanno richiamando all’attenzione della politica da molto tempo.”
foto www.unacea.org

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