Chianti classico si candida Unesco e si allea a Champagne

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Il Chianti classico ha ufficializzato la candidatura del Chianti, corrispondente al territorio del Gallo nero, a patrimonio dell’umanità Unesco. L’idea, già ventilata dal consorzio nei mesi scorsi, è stata oggi formalizzata a Firenze nel corso di una serie di celebrazioni per i 300 anni dal bando del granduca Cosimo III De Medici – sorta di Docg ante litteram, primo esempio di delimitazione di una zona di origine dei vini in Italia – che, il 24 settembre 1716, decretava i confini di 4 territori di produzione del vino: Chianti, corrispondente all’attuale territorio del Chianti classico, Pomino (Chianti Rufina), del Valdarno di Sopra e di Carmignano. I festeggiamenti si sono chiusi al Teatro dell’Opera dove è intervenuto anche il premier Matteo Renzi.

Il presidente del Consiglio ha confermato l’obiettivo per l’export del vino, entro il 2020, da 5,5 a 7,5 miliardi di euro.

“La qualità del nostro vino – ha poi aggiunto – è almeno pari, ma io dico migliore dei nostri cugini francesi. Rispetto a loro noi non abbiamo saputo far squadra negli ultimi 20-30 anni. Non abbiamo fatto ciò che loro hanno fatto con grande visione e strategia: ora dobbiamo fare di più e meglio”.

Videomessaggio invece dal ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina che ha dato sostegno alla candidatura per l’Unesco: “Credo che sia un atto doveroso – ha detto – che possiamo fare insieme per rappresentare al massimo livello, una storia di eccellenza come quella del Chianti. Prendersi questo impegno per celebrare i 300 anni di questa esperienza è una scommessa sul futuro che dobbiamo vincere insieme”.

Nel corso dei festeggiamenti è stato anche annunciato che il consorzio del Gallo nero si appresta a siglare un importante accordo di collaborazione con un’altro territorio di elezione per la viticoltura: lo Champagne. Ad unire le due eccellenze sarà anche il riconoscimento Unesco che l’area dello Champagne ha già ottenuto e che il Chianti classico si candida ad avere.

“Punteremo su vari fattori: dalle politiche di governance dei due territori alla tutela dei nostri nomi e marchi a livello mondiale. Lo champagne ha tanto da insegnarci – ha detto il presidente del Gallo nero Sergio Zingarelli -. A questo si aggiungono scambi culturali e di esperienze. Probabilmente faremo insieme anche delle campagne di comunicazione per affiancare due eccellenze della produzione vinicola, francese e italiana, nel mondo”. Zingarelli ha sottolineato anche che l’intesa viene presentata a Firenze, anch’essa patrimonio Unesco, “che da molti anni, dal 1954, ha stretto un gemellaggio con Rems, città simbolo dello Champagne”.

Tra le tante novità annunciate oggi, anche quella di proporre di riconoscere il Chianti classico come un vero e proprio distretto rurale in virtù dei numeri di un territorio che, oltre al vino produce olio extravergine di oliva e turismo, e che complessivamente è in grado di generare un fatturato annuo globale stimabile in 700 milioni di euro.

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