Chiusa di Casalecchio, ultimata la prima fase di lavori. Si riparte in estate

chiusa casalecchio
“Sono stati 105 giorni quasi ininterrotti di lavoro da quando, il 2 luglio, siamo entrati nell’alveo del fiume Reno per cercare di ripristinare i guasti causati dalle piene dell’inverno scorso”, commenta Antonio Caliceti, presidente del Consorzio della Chiusa di Casalecchio e del Canale di Reno.
L’intervento “di somma urgenza”, eseguito di concerto fra lo storico Consorzio bolognese e la Regione Emilia Romagna (Servizio tecnico di bacino), ha ridato integrità e solidità all’antico manufatto costruito a metà del XIV secolo. Senza questi lavori le piene del prossimo inverno avrebbero certamente potuto causare danni irreparabili alla struttura, una eventualità da scongiurare in quanto la Chiusa, oltre ad alimentare la derivazione del Canale di Reno e con essa assicurare l’equilibrio igienico del sottosuolo urbano bolognese, assesta il territorio circostante fortemente antropizzato.
“In altre parole senza la Chiusa l’abitato di Casalecchio e le numerose infrastrutture della parte di vallata circostante ( Porrettana, Ferrovia, autostrada, ecc.) sarebbero sottoposte a un potenziale pericolo”, dice Caliceti. E’ stato un impegno eccezionale: di uomini (in alcuni momenti erano attivi in cantiere oltre 50 persone con ruspe, escavatori, carotatrici, pompe, ecc) e di risorse finanziarie ( quasi 1 milione di euro). “E’ stata anche una corsa contro il tempo – continua Caliceti – perché solo con il fiume in magra si poteva lavorare. Una volta entrati nell’alveo, abbiamo scoperto giorno dopo giorno i segreti di un struttura della quale poco conoscevamo, finchè non è stata tolta l’acqua, se non leggende poi rivelatosi false e disegni medievali belli ma non utili”.
“Terminata questa prima fase di lavori per esaurimento della disponibilità finanziaria e per il probabile approssimarsi del periodo di piogge – conclude Caliceti – non si potrà ora che aspettare l’estate prossima quando, disponibilità finanziaria permettendo, si potranno effettuare gli interventi più importanti sul rivestimento e nel fiume a monte e a valle della Chiusa. Sperando che l’inverno 2009 sia clemente e non si verifichino grandi piene, che provocherebbero ulteriori danni alla struttura”.

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