Cia di Reggio Emilia: l’agricoltura ha ‘successo’ ma gli agricoltori non vanno bene

Aziende Agricole 1Poco coraggio di Ministro dell’agricoltura e Regioni nell’impostare la nuova programmazione della Politica agricola comune (Pac) per l’Italia di qui al 2020, tuttavia per quanto riguarda la zootecnia da latte reggiana ed emiliana ci sono notizie positive. Critiche anche sull’impostazione dei Piani regionali, partendo dall’esempio dei Programmi di filiera che negli anni scorsi non sembrano aver colto nel segno. E’ la sintesi di quanto emerso nell’Assemblea annuale della Cia di Reggio Emilia, chiusa dal presidente nazionale Dino Scanavino, che ha espresso un giudizio critico (che è della Cia ma anche di Agrinsieme) sull’operato di ministero e regioni, per le decisioni sui pagamenti diretti agli agricoltori, “Specchio del poco coraggio e poca capacità di innovare usati”. In sostanza – dice Scanavino c’è stata una spartizione territoriale delle risorse senza criteri di innovazione che possano aiutare a crescere l’agricoltura più produttiva; in particolare i pagamenti “accoppiati” (legati cioè a particolari produzioni), sono stati dotati di risorse insufficienti, poi si è voluto accontentare un po’ tutti i settori, con il risultato dei soliti interventi “a pioggia” che saranno poco efficaci.
Un giudizio severo, che nasce dalla necessità di una politica che rilanci effettivamente l’agricoltura, che oggi – afferma Scanavino – vive un paradosso: da un lato un evidente successo nell’opinione generale, dall’altro la persistente difficoltà degli agricoltori a fare reddito sufficiente, che ha sintetizzato nella formula “l’agricoltura va bene e gli agricoltori vanno male”.
L’assemblea, svoltasi sotto la regia del presidente provinciale Antenore Cervi, è stata introdotta dal responsabile del settore tecnico Antonio Senza, che ha spiegato la nuova Pac, calandola anche nella realtà reggiana rispetto alla quale, i pagamenti accoppiati daranno qualche aiuto significativo alla zootecnia da latte, per la quale è stato raddoppiato il plafond a disposizione. Tuttavia, una serie di casi concreti sui quali sono state fatte delle proiezioni, dimostrano che per ogni azienda si verificheranno situazioni diverse, dovute ai vari meccanismi di attuazione della Pac. Da questi esempi si deduce che ci sarà un riallineamento che darà maggiori risorse alle aziende zootecniche estensive, mentre caleranno per quelle intensive e per quelle cerealicole, mentre – ovviamente – avranno dei benefici, anche se sotto la media, quelle aziende che entrano ora tra i pagamenti diretti, come le viticole e frutticole.
Altre cose importanti sottolineate da Senza, il fatto che per i giovani, oltre ai premi per il primo insediamento si dovrebbe pensare alla crescita delle loro aziende, quindi alla possibilità di avere terreni a disposizione, cosa possibile rafforzando i finanziamenti dell’Ismea; ha chiesto un alleggerimento burocratico sui bandi del Piano di sviluppo rurale della Regione, ha rimarcato che grazie all’Ocm vitivinicola nel reggiano è stato rinnovato il 70% dei vigneti, quindi i fondi per la ristrutturazione si sono rivelati molto importanti, ha espresso una critica all’attuazione pratica dei Programmi di filiera negli anni scorsi.

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