Cia Ferrara: economia agricola come priorità del nuovo Governo

agricoltura generica2Un Governo autorevole che porti l’Italia fuori da questo estenuante periodo di crisi economica, metta in atto importanti riforme istituzionali e soprattutto si occupi di agricoltura, riportandola al centro della ripresa e dello sviluppo. La Cia di Ferrara auspica che si arrivi ad una soluzione positiva a questa empasse politica perché il tempo dell’incertezza è finito e il settore agroalimentare ha bisogno di una rappresentanza forte, sia a livello nazionale che internazionale. Nonostante sia altamente probabile che l’esecutivo incaricato debba occuparsi di alcuni nodi cruciali per il paese, l’associazione chiede che, tra le priorità, sia assolutamente considerato anche il settore primario. Sono due le questioni fondamentali che, secondo Lorenzo Boldrini, presidente provinciale della Cia di Ferrara, dovrebbero entrare immediatamente dell’agenda governativa. «Per prima cosa – spiega Boldrini – il nuovo Governo dovrebbe intervenire e rimediare ad alcuni provvedimenti vessatori, introdotti da Monti, andati ad aggravare ulteriormente la burocrazia e gli adempimenti per le aziende, già in piena difficoltà per il lungo periodo di crisi economica.
Partiamo, ovviamente, da una necessaria revisione dell’Imu che, oltre a pesare fortemente sui reddito degli agricoltori, ha messo in discussione la sopravvivenza stessa della aziende e ha bloccato la loro prospettiva di investire su miglioramenti fondiari e tecnologici.
Inoltre – continua il presidente Cia – si è inasprita la normativa in materia di sicurezza sul lavoro e tutela del territorio, complicando fortemente la gestione del lavoro alle imprese agricole. Mi riferisco alle regole introdotte per il patentino, obbligatorio per la guida dei mezzi agricoli, del collaudo delle macchine usate per le lavorazioni delle colture e naturalmente della normativa sul Pan (Piano Azione Nazionale) per l’utilizzo dei fitofarmaci. La nostra associazione concorda pienamente sulla necessità di regole certe in materia di sicurezza sul lavoro e salvaguardia dell’ambiente. Non esiste nulla di più importante che la tutela del lavoratore mentre svolge la sua attività, per evitare incidenti gravi e mortali. Questi provvedimenti però, validi in linea di principio, vanno nella direzione opposta alla semplificazione burocratica, richiesta e promossa dalla nostra associazione ormai da lungo tempo. Il secondo punto che il Governo dovrà mettere al centro della sua politica – conclude Boldrini – è la scelta di una rappresentanza importante, di un Ministro che difenda gli interessi dell’agroalimentare sia a livello nazionale che europeo. E’ fondamentale, in fase di discussione della Nuova Politica Agricola Comune, avere una voce autorevole che sostenga chiaramente le richieste italiane e ottenga quei contributi che, insieme all’impegno e agli investimenti delle imprese, sono fondamentali per mantenere la qualità e l’eccellenza del nostro settore.»

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