Cia Ferrara: speranze nei Psr

agricoltura generica2Lorenzo Boldrini presidente di Cia Ferrara fa il punto sull’annata agraria e sulle prospettive per il 2014. Molti gli interventi davvero urgenti per far ripartire il settore.
«Potremmo definire l’annata agraria 2013 come un periodo di stabilizzazione del reddito, una situazione di galleggiamento a filo d’acqua non sufficiente a dare un nuovo e vero slancio al settore, ad innovare e favorire l’inserimento dei giovani agricoltori.» Lorenzo Boldrini, presidente provinciale di Cia Ferrara, tira le somme a margine delle assemblee provinciali che si sono svolte in questi giorni e che porteranno l’associazione ferrarese al rinnovo degli organi elettivi e direttivi, il prossimo 20 gennaio. Di fronte alla platea degli associati delle diverse zone del territori si è parlato della nuova Pac, dell’importanza dei Piani di sviluppo Rurale e si è naturalmente posto l’accento sulle difficoltà di un anno decisamente in chiaroscuro. «Analizzando i dati messi a disposizione dall’assessorato all’Agricoltura Regionale – ha detto Boldrini – si può tranquillamente parlare di un’annata agraria che da un lato ha registrato un calo produttivo generalizzato a causa di fattori climatici avversi, ma che è stata comunque migliore delle tre che l’anno preceduta. Il settore – che a livello regionale vale 4.4 miliardi di euro – è stato uno dei più produttivi e quello che è riuscito a mantenere un buon grado di occupazione. Una soddisfazione che non va naturalmente a compensare le difficoltà riscontrate dagli agricoltori, difficoltà che continuano ad avere, da molti anni, gli stessi nomi: burocrazia, tasse, costi di produzione elevati, isolamento commerciale delle aziende, mancato ricambio generazionale. Una serie di ostacoli da superare – continua Boldrini – per i quali abbiamo cercato soluzioni sia come singola associazione che all’interno di Agrinsieme, credendo che l’unione del mondo agricolo sia fondamentale per affrontare questioni di tale portata. Il prossimo anno – spiega Boldrini – bisogna uscire da questa fase di immobilità attuando alcuni provvedimenti davvero urgenti tra i quali voglio citare, in primo luogo, la necessità di costituire filiere agroalimentari efficienti – le reti d’impresa saranno uno dei cardini dei PSR – per far uscire le aziende dal loro isolazionismo commerciale. Fondamentali anche i controlli sulla sicurezza alimentare, sia nelle fase di esportazione che di importazione, e la tutela dei marchi di qualità che rimangono un valore aggiunto della nostra economia agricola. Sul fronte tasse la Cia ha operato poi, in maniera forte – a livello nazionale – per confermare l’esenzione dell’Imu sui beni strumentali. Vogliamo ribadire, inoltre, che i fondi europei stanziati con la Nuova Pac, probabilmente in forma minore rispetto agli anni scorsi, dovranno andare agli agricoltori e solo agli agricoltori. Non è infatti pensabile che siano altre sovrastrutture a ricevere i soldi destinati ad integrare i redditi delle aziende che ne hanno pieno e assoluto diritto. E poi – conclude Boldrini – bisogna puntare sui giovani che ancora oggi rischiano di rimanere esclusi da un settore che ne avrebbe, invece, un’enorme necessità.»

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