Cia Imola per la sicurezza in agricoltura

araturaDopo l’incontro di carattere tecnico informativo organizzato a maggio, la Cia di Imola ha deciso di collegare il tema della sicurezza ai temi ancora più pressanti della tutela della redditività, delle politiche di filiera, della tassazione e, per questo, è stato organizzato un nuovo convegno a giugno.
Sul tavolo dei relatori oltre al Presidente della Cia di Imola, Giordano Zambrini, il coordinatore della Giunta nazionale della Cia, Alberto Giombetti e Claudia Merlino, responsabile del lavoro e delle relazioni sindacali della CIA nazionale.
“Avevo promesso” – precisa Giordano Zambrini, presidente della Cia di Imola – “che avrei portato ad Imola i dirigenti nazionali della Cia per un confronto su tutte le problematiche relative alla sicurezza sul lavoro in agricoltura che i nostri soci avevano avanzato nell’incontro del 7 maggio. Dopo aver parlato di aspetti tecnici occorreva un approfondimento politico. Sul tavolo, la troppa burocrazia, la difficoltà economica e finanziaria che devono sopportare le nostre aziende e l’articolo 62 che prevede il pagamento in anticipo delle produzioni. Era arrivato il momento di mettere a confronto i vertici massimi della Cia e i nostri soci”.
Da una parte, dunque, la necessità di conoscere in maniera dettagliata la strategia sindacale della Cia Nazionale, dall’altra la volontà di far capire la “sofferenza” di un territorio che non può più considerarsi un’isola felice.
“Rimanendo in tema politico” – continua Zambrini – “ci sono dei dati elaborati dalla regione Emilia-Romagna che devono far pensare. Il settore agroalimentare ha segnato negli ultimi dieci anni un aumento del valore aggiunto del 54%. Il V.A. dell’agricoltura a livello nazionale segna invece un -12%, mentre il livello si abbassa a -20 % in Emilia Romagna. La nostra regione che può contare su una buona organizzazione, registra comunque un andamento fortemente negativo rispetto ad altre regioni con più difficoltà. Una riflessione politica e sindacale su questo tema è oramai sempre più necessaria”.
“La sicurezza negli ambienti di lavoro è un tema quanto mai attuale e nel mondo agricolo lo è ancora di più” – precisa Alberto Giombetti, coordinatore della Giunta nazionale della Cia” – “Stanno venendo al pettine alcuni nodi che erano rimasti irrisolti con la legge del 2008 che riguardava, appunto, la necessità di riformare in maniera strutturale tutto il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Per l’agricoltura abbiamo avuto una serie di rinvii e oggi dobbiamo avere la capacità di collocarci dentro una dimensione che sia di garanzia per i lavoratori perché nessuno di noi vuole che ci siano delle difficoltà dal punto di vista ambientale o legato alla sicurezza ma, contemporaneamente, non si devono penalizzare le aziende agricole e la competitività di queste nel mercato.
Noi dobbiamo confrontarci nei mercati globali e in particolare con altri paesi che non hanno le stesse norme che ci sono in Italia e che salvaguardano, giustamente, il lavoratore e l’imprenditore agricolo. Alcune di queste norme sono assurde e le cercheremo di modificare e orientare verso soluzioni migliori”.
Dopo l’incontro del 25 gennaio dedicato all’accordo raggiunto per il rinnovo del contratto provinciale degli operatori agricoli e florovivaisti della provincia di Bologna, Claudia Merlino, responsabile del lavoro e delle relazioni sindacali della CIA nazionale, torna ad Imola per trattare altri argomenti.
“La prima volta è stato più semplice perché si è parlato di un aspetto tecnico” – sottolinea la Merlino – “il secondo incontro è stato dedicato ad un aspetto, sì tecnico, ma molto delicato e complesso. La sicurezza sul lavoro sta diventando la preoccupazione principale per tutti gli agricoltori e, a torto o a ragione, nel bene e nel male sta diventando il problema più grande da gestire. E’ quindi normale e giusto che gli agricoltori vogliano capire che cosa sta succedendo, vogliano avere delle risposte e vogliano anche capire come la Confederazione si stia muovendo anche perché la nostra missione principale è tutelare gli interessi dei produttori e questo non vuol dire non fare sicurezza ma farlo in modo sostenibile affinché l’azienda riesca ad andare avanti, che l’impresa riesca a non avere eccessivi carichi burocratici. Ci sembra, purtroppo, che l’orientamento del Governo e dei vari legislatori non stia andando in questa direzione. L’azione della Cia su questo deve essere particolarmente pressante perché l’esigenza che sentiamo è forte”.

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