Cia: in E-R buone notizie per chi fa investimenti nel settore lattiero-caseario


“Si profila un risultato importante per le imprese agricole che stanno ammodernando, grazie alle richieste che come Cia abbiamo sostenuto nei giorni scorsi, in particolare ad un convegno a Castelnovo né Monti sul Piano di sviluppo rurale: l’Assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni si è impegnato infatti ad esaminare la possibilità di un recupero dei 74 piani d’investimento presentati da agricoltori della nostra provincia e della montagna, con il prossimo bando che finanzierà progetti di filiera nel settore lattiero caseario”. L’annuncio dell’importante novità è di Antonio Senza, responsabile per il credito della Cia di Reggio Emilia. L’eventuale possibilità di recuperare questi piani d’investimento, presentati sulla Misura 121 del Programma di sviluppo rurale della Regione che finanzia gl’investimenti per l’ammodernamento strutturale delle aziende, è un fatto di rilievo appunto perché 74 sono i piani finora non finanziati per mancanza di risorse sufficienti, “quando le aziende si stanno impegnando in uno sforzo significativo per essere al passo con l’evoluzione tecnica e dei mercati”, aggiunge Senza.

“Siamo entrati nella fase finale della gestione del Programma 2007/2013 – aggiunge Senza – il che significa che i finanziamenti disponibili sono minori (le prime annualità avevano disponibilità maggiori, ma la modulazione finanziaria del Psr è a decrescere), quindi questi 74 agricoltori, dei quali 14 della montagna, per i quali sarebbe richiesto un finanziamento pubblico di circa 7 milioni di Euro che sosterrebbero un investimento complessivo di oltre 15 milioni di Euro, rischiano di dover fare con le proprie sole forze”.

“Se l’impegno che l’Assessore ha preso dietro nostra richiesta – aggiunge il rappresentante della Cia – dovesse trovare sbocco nel prossimo bando per progetti di filiera, relativi al settore lattiero caseario la cui uscita è prevista nel prossimo autunno, almeno i piani d’investimento di questo settore potrebbero trovare un riscontro, e sono la maggior parte: riguardano il settore dell’allevamento bovino infatti, 13 dei 14 progetti presentati in montagna, e 45 dei 60 della pianura, cosa che non sorprende in una provincia che fa del Parmigiano-Reggiano il fondamento del comparto agroalimentare”.

“Un altro annuncio importante dato dall’Assessore Rabboni, a seguito di una decisione del Parlamento Europeo relativa alla futura Pac in cui si vede ancora una volta la mano del presidente della Commissione Agricoltura De Castro, che corrisponde ad una nostra reiterata richiesta – conclude Senza – è che nel futuro sarà possibile per le regioni e le aree che sono più efficienti nell’utilizzo dei finanziamenti pubblici, avere maggiori risorse recuperate da quelle aree che invece non sanno ‘spendere’, cosa che in Italia rappresenta una vera e propria piaga. Anche questo è importante, proprio perché la realtà reggiana si è trovata a corto di fondi, rispetto ad una struttura produttiva che, essendo soprattutto zootecnica, ha mediamente necessità economiche per finanziare gl’investimenti molto più elevata che in altri tipi di attività agricola”.

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