Cia: in Puglia annata agraria 2010 tra luci e ombre

”In Puglia alcuni settori agricoli sono andati bene, altri male e altri ancora discretamente. La produzione lorda vendibile e’ in leggera diminuzione rispetto al 2009 ed e’ pari a 2.380 milioni di euro, i redditi agricoli sono in calo, e c’e’ sofferenza per importazioni di prodotti spacciati per ‘made in Italy”’. Sono le ‘luci’ e le ‘ombre’ dell’annata agraria 2010 illustrate oggi a Bari dal presidente Cia Puglia, Antonio Barile. Una situazione, quella della Puglia, che puo’ essere sintetizzata cosi’: l’annata agraria 2010 e’ andata bene per uva da tavola, agriturismo e vino. Discretamente per florovivaismo e ortofrutta. Male per olio d’oliva, pomodoro, grano duro e zootecnia. ”Nonostante la crisi – ha detto Barile – vanno piuttosto bene settori come l’uva da tavola, 9 milioni di quintali con una produzione lorda vendibile di circa 350 milioni di euro o l’agriturismo, con 330 aziende operanti ed una Plv di oltre 70 milioni di euro; certo pero’ una legge regionale adeguata alla normativa comunitaria e meno burocrazia darebbero piu’ slancio a questo settore ‘fiore all’occhiello’ del comparto”. Non completamente negativi secondo la Cia sono stati i settori del florovivaismo e dell’ortofrutta ”che – ha aggiunto – estesa su tutto il territorio regionale fa della Puglia una delle regioni piu’ importanti d’Italia, raggiunge una Plv pari a 450 milioni di euro, ma risente del dumping selvaggio di produzioni, spacciate per locali, dal bacino mediterraneo”. Le ”ombre” invece riguardano soprattutto il comparto dell’olio d’oliva, pomodoro, grano duro e zootecnia. Per l’olio la Cia stima una diminuzione di produzione di circa il 40per cento ed una Plv olivicola sui 260 milioni di euro che e’ il 70 per cento di quella dell’annata scorsa pari a 375 milioni di euro. ”Qualcuno pero’ ha interesse a dare dati sovrastimati per la produzione di olio pugliese – ha lamentato Barile – forse per dare un’alibi alle importazioni abusive. Cosi’ come si registra un vero e proprio ‘disastro’ per il pomodoro: 24 milioni di quintali per una Plv pari a 120 milioni di euro. Una situazione, questa, che e’ da attribuirsi al comportamento vergognoso e ricattatorio da parte dell’industria che non ha rispettato l’accordo firmato pagando il prodotto al 50 per cento del prezzo”. Il grano duro con 7 milioni di quintali prodotti ed una Plv di 170 milioni di euro e’ ”crollato” e le superfici investite sono ridotte del 30 per cento, mentre la zootecnia risente dei prezzi del latte che non rispettano gli accordi. Annata ”di buon risultato in termini qualitativi e quantitativi” per il vino che con 6.500.000 ettolitri e una Plv di 350milioni di euro, riporta il settore all’attenzione. ”Il 2010 e’ stato anche l’anno di una vittoria – ha ricordato Barile – perche’ abbiamo riconquistato nella Finanziaria le somme destinate alla fiscalizzazione degli oneri sociali che il Governo voleva tagliare; per la Puglia con 15 milioni di giornate lavorative, il danno sarebbe stato forte”. ”Per il futuro sul fronte nazionale, alla luce dell’approvazione della nuova legge sulle etichettature – ha concluso – saremo ancora piu’ impegnati perche’ l’Unione Europea ratifichi questa trasparenza tutelando produttori e consumatori; sul fronte regionale invece ci batteremo perche’ la promozione delle produzione trovi in bilancio finanziamenti adeguati”. (ANSA).

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