Cia, occorre dichiarare subito lo stato di crisi dell’agricoltura

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Subito lo stato di crisi per l’agricoltura. E’ la Confederazione italiana agricoltori a chiederlo in una lettera inviata al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e al ministro delle Politiche agricole Luca Zaia, davanti all’emergenza dei produttori stretti tra costi e oneri contributivi insostenibili e prezzi sui campi in caduta libera. Una situazione ”disastrosa che richiede immediati interventi” al fine di evitare un tracollo che comporterebbe la chiusura di tantissime aziende. ”E’ indispensabile dichiarare lo stato di crisi – scrive il presidente della Cia Giuseppe Politi – perche’ gli imprenditori agricoli, i cui redditi si sono dimezzati, non sono in grado di operare con la dovuta incisivita’; sospendere quindi i pagamenti sia dei contributi previdenziali che delle tasse – continua – sarebbe una boccata d’ossigeno per tutti i comparti che corrono il rischio di naufragare”. Secondo Politi sono molti infatti i produttori che non sono nelle condizioni di pagare ne’ gli oneri sociali, ne’ assolvere alle scadenze fiscali. ”In quest’ultimo anno si sono fatte troppe promesse non mantenute – conclude il presidente – i sei decreti legge anticrisi non contengono validi interventi a sostegno delle imprese agricole, la finanziaria 2010 toglie risorse (meno 550 milioni di euro), per non parlare del mancato finanziamento del Fondo di solidarieta’ nazionale per le calamita’ naturali”.

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