Cia, stop consumo suolo. In venti anni scippato 16% alla campagna

cementificazioneIn meno di venti anni la superficie edificata ha ‘mangiato’ oltre 2 milioni di ettari coltivati, cancellando il 16% delle campagne e lo ‘scippo’ procede a ritmi frenetici: 11 ettari l’ora, quasi duemila a settimana, circa ottomila al mese. A fare il quadro della situazione è la Confederazione italiana degli agricoltori che, oggi, a Firenze, nel salone dei Cinquecento, ha indetto un convegno con i ministri dell’Agricoltura Maurizio Martina e dell’Ambiente Gian Luca Galletti per fare il punto su suolo, paesaggio, agricoltura e cambiamenti climatici. “Se da una parte cresce la domanda di cibo – ha sottolineato il presidente della Cia Dino Scanavino – dall’altra diminuiscono le terre coltivate. Una contraddizione che va fermata e affrontata, altrimenti si rischia di aumentare la nostra dipendenza dall’estero nel capitolo agroalimentare, in un contesto globale in cui le stime di Fao e Ocse parlando per i prossimi anni di un rallentamento della crescita produttiva mondiale, a cui si affianca però la costante crescita demografica”. Perdere terreno agricolo, sottolinea la Confederazione italiana degli agricoltori, vuol dire anche mettere a rischio un patrimonio paesaggistico che, tra turismo rurale e indotto legato all’enogastronomia tipica, ‘vale’ più di 10 miliardi di euro l’anno. Inoltre, aggiunge la Cia, la mancata manutenzione, il degrado, l’incuria e la cementificazione contribuiscono ai fenomeni di dissesto idrogeologico che sono alla base di recenti tragedie con frane e smottamenti. “Non c’è tempo da perdere – ha osservato Scanavino – occorre porre immediato riparo e lavorare in tempi veloci per costruire un sistema ambientale realmente sostenibile, valorizzando il ruolo dell’agricoltura”.

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