Cibo italiano protagonista alla Fiera di Shanghai

Si conferma il successo dell’Italia alla fiera Fhc (Food and Hospitality China, ndr) di Shanghai, la più grande fiera asiatica sui prodotti dell’agroalimentare e vino. L’evento, giunto alla quindicesima edizione è a cadenza annuale e visitato da oltre 20 mila operatori da tutto il mondo. Quest’anno hanno partecipato 1.120 aziende provenienti da 70 paesi e distribuiti su una superficie espositiva di oltre 34 mila metri quadrati. Nonostante l’assenza di un padiglione istituzionale italiano (negli anni scorsi organizzato e gestito dall’Ice, Istituto nazionale per il Commercio con l’Estero, che comunque ha fornito un supporto alle aziende presenti), erano 82 le aziende italiane presenti alla fiera, secondi solo alle aziende taiwanesi (128) ma in numero maggiore di quelle di Francia, Stati Uniti e Spagna, quest’ultimo paese focus di quest’anno rappresentato anche dal ministro dell’agricoltura e del turismo. Successo per olio, pasta e vino italiani, ma anche di prodotti innovativi, come i cibi pronti GustoSi, una tecnologia puramente italiana che consente ai cibi di conservarsi per mesi ed essere preparati in pochi minuti al microonde conservando i loro sapori e la loro qualità. Nella classifica dei paesi esportatori di prodotti agroalimentari verso la Cina, l’Italia si è collocata nel 2010 al 28mo posto, con un valore complessivo di 204,58 milioni di dollari, in crescita del 64,2% rispetto al 2009. Dati che indicano l’agroalimentare come uno dei settori più dinamici del Made in Italy in Cina, soprattutto in un anno in cui le importazioni della Cina del settore sono aumentate del 30,37%. L’Italia risulta prima nelle esportazioni di cioccolato (con un quota di mercato del 44,3%) e di pasta (15,4%), mentre è seconda nelle esportazioni di olio d’oliva (33,6%). Nei primi nove mesi del 2011, l’Italia ha fatto registrare un ottimo +50,9%, superando quota 198 milioni di dollari. Si confermano al primo posto assoluto le esportazioni in Cina di cioccolato e pasta (entrambe con una quota di mercato leggermente in calo), mentre salgono al secondo posto, oltre all’olio d’oliva, anche le acque minerali. Discorso a parte per il vino. Nei primi nove mesi del 2011, la principale voce delle esportazioni italiane di vino in Cina è ancora rappresentata dal vino imbottigliato (55.44 milioni di dollari, +97.32% rispetto allo stesso periodo del 2010), per il quale l’Italia recupera una posizione e si colloca al terzo posto dopo Francia e Australia; segue il vino sfuso, dove l’Italia con una forte crescita del 82.58% raggiunge un valore di esportazioni di 8.63 milioni di dollari; infine i vini frizzanti (3.77 milioni di dollari, +87.28%), per cui l’Italia si consolida al secondo dopo la Francia. (ANSA)

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