Cibus: 2° World Food Research and innovation forum

indexNell’apertura a Parma della diciottesima edizione di Cibus, il salone internazionale dell’alimentazione, la Regione Emilia-Romagna ha rilanciato il proprio impegno su temi di importanza strategica per il futuro del pianeta, a partire dall’accesso al cibo sicuro e in quantità sufficiente per tutti. Varata la seconda edizione del World Food Research and Innovation Forum, il forum internazionale sulla ricerca, la sostenibilità e la sicurezza nel settore agroalimentare promosso dalla Regione con il contributo di Aster, consorzio per l’innovazione e la ricerca industriale. Il confronto, che nella mattinata inaugurale ha ospitato il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, chiama a raccolta alcuni dei massimi esperti della ricerca internazionale, a partire da Sanjaya Rajaram, vincitore nel 2014 del World Food Prize, il Nobel del cibo. La sfida è quella di ripensare l’organizzazione della produzione agricola puntando su innovazione e tecnologia. Settori in cui l’Emilia-Romagna è chiamata a giocare un ruolo di primo piano, per la qualità del suo sistema agroalimentare, l’eccellenza e la distintività dei prodotti, la capacità di competere sui mercati internazionali, la rete dei centri di ricerca e università e l’attenzione che da sempre dedica agli aspetti del lavoro.
”Dopo il debutto ad Expo Milano 2015 – ha sottolineato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini – questo secondo appuntamento del Forum è una grande occasione per fare rete e per dare risposte concrete alle sfide che ci attendono, prima fra tutte quella di sfamare, garantendo al tempo stesso la sicurezza alimentare e la sostenibilità ambientale, nove miliardi di persone nei prossimi decenni. Puntiamo su un’agricoltura innovativa, e lo facciamo destinando al Piano di sviluppo rurale oltre la metà dei 2,5 miliardi di fondi europei disponibili per l’Emilia-Romagna fino al 2020. Ma lo facciamo anche in un’ottica di cooperazione strategica, e non semplicemente solidaristica, con altri Paesi del mondo, tra cui la Cina, dove nel Guandong abbiamo firmato un’intesa che al primo posto mette proprio la sicurezza alimentare. Per il futuro guardiamo a nuovi mercati, ma anche a nuovi partner: vogliamo aprire un canale con l’Africa e riattivarlo con il Sudamerica, mettendo a disposizione il nostro patrimonio di esperienze sull’agricoltura sostenibile, in grado di soddisfare esigenze produttive e preservare al tempo stesso le risorse ambientali”.
Sono presenti al Forum anche i rappresentanti della Commissione Europea, di World Bank, Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura), Efsa (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), Fda Usa (Food and Drug Administration), Fda China (China Food and Drug Administration), Unido (Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale), Ifad (Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo), Bei (Banca Europea per gli Investimenti), Eit (Istituto Europeo per l’Innovazione e la Tecnologia), Jrc (Joint Research Centre), Cgiar (Consultative Group on International Agricultural Research), Caas (Accademia cinese delle scienze agricole). Completano il panel dei relatori rappresentanti di multinazionali italiane ed estere (Barilla, Nestlè, Unilever, Granarolo, Google). Il convegno si articola in tre sessioni. Le strategie europee per la ricerca e l’innovazione alimentare nel settore dell’agricoltura e della bio-economia; gli scenari e i progetti delle imprese sull’alimentazione; la finanza alimentare, tra le novità di questa edizione, tema più che mai attuale in un contesto globale dominato dalle grandi multinazionali, che vede troppo spesso il cibo ridotto a mera commodity. Da qui la necessità di definire nuovi strumenti di finanziamento per lo sviluppo delle piccole comunità rurali del sud del mondo. (ANSA).

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