Cibus: per 97% consumatori extra vergine è olio preferito

olive3Nessuna nube offusca l’appeal e il successo dell’olio d’oliva prodotto in Italia sia nel nostro Paese sia in cinque mercati chiave per l’export dell’oro verde nazionale. L’extra vergine di oliva è saldamente la tipologia preferita non solo in Italia (96,8%), ma anche in mercati che solo in tempi recenti si sono aperti all’uso dell’olio di oliva come Russia, Cina e India. Questo è il responso ”più che positivo” emerso dalla ricerca sul consumo e il posizionamento dell’olio d’oliva italiano realizzata da AstraRicerche per Oleificio Zucchi, presentata dall’azienda olearia cremonese da anni presente regolarmente al Cibus. Lo studio è stato condotto tra luglio e agosto 2013 attraverso 5.500 interviste online somministrate a consumatori e/o acquirenti di olio di oliva in Italia, Usa, Brasile, Russia, India e Cina. La ricerca evidenzia però che se per gli italiani la scelta dell’olio è strettamente legata al territorio di origine delle olive (34,7%), questo aspetto non è rilevante, a dispetto delle attese, per nessuno degli altri Paesi indagati, tra cui la percentuale più elevata si attesta solo al 17,7% registrata in Cina, seguono Russia (17,5%), India (13,4%), Usa (11%) e Brasile (9,1%). Più che l’origine delle olive, per americani e brasiliani riveste maggior importanza la capacità delle aziende olearie di fornire prodotti di alta qualità, rispettivamente per il 65% e 57,9%.
In cucina l’Italia e il Brasile condividono l’abitudine a usare l’olio di oliva soprattutto come condimento, mentre in India l’utilizzo più frequente è per cuocere e friggere. Tuttavia, per quanto possa sembrare incongruo nella culla dell’alimentazione mediterranea, l’aspetto salutistico dell’olio di oliva ha una presa alquanto modesta sui consumatori di casa nostra, con appena il 16,6% degli intervistati che assegna una importanza alta o altissima ai benefici per la salute, contro valori al di sopra del 30% riscontrati in Cina, Brasile e Russia. Materie prime di elevata qualità sono importanti leve d’acquisto anche per cinesi (64,6%) e russi (65,5%), più che per i consumatori italiani (47%). Dopo la qualità, in fase di acquisto, riveste grande peso la genuinità e la naturalità del prodotto, in particolar modo in Russia (68%), in Cina (61%), negli Stati Uniti (55,7%), seguiti da Italia (45,6%), India (35%) e Brasile (33,8%). E in tema di caratteristiche organolettiche, italiani e brasiliani assegnano grandissima importanza alla valutazione sensoriale. ”Le differenze di abitudini e percezioni da mercato a mercato – sottolinea il presidente di AstraRicerche Enrico Finzi – portano a concludere che lo straordinario traino offerto dal successo planetario dei prodotti italiani non vada dato per scontato, bensì coltivato e sostenuto”. Tra le novità in fiera l’Oleificio Zucchi ha presentato anche oli di semi “speciali” (zucca, sesamo, avocado, vinacciolo) ”che permettono ai consumatori di esplorare nuove soluzioni culinarie puntando sulle caratteristiche nutrizionali dei semi” conclude Giovanni Zucchi, amministratore delegato di Oleificio Zucchi. (ANSA)

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