Cicloturismo: in E-R circa 300 mila biker nel 2015. Al via Agricycle, nuovo format per scoprire l’Italia

bici ARTI E ORTI
Il turismo viaggia in bici e l’Emilia-Romagna rientra tra le prime scelte con circa 300.000 biker su un totale di 1.500.000 presenze in Italia nel 2015. Oltre il 60% viene dall’estero, soprattutto Germania, Austria e Svizzera (52%) ma anche Canada, Australia, Israele e Scandinavia (fonte Apt E-R).

Cresce l’interesse e prende il via Agricycle, nuovo format per cicloturisti desiderosi di scoprire la geografia del made in Italy agroalimentare promosso dagli agriturismi di Confagricoltura. Un’iniziativa che poggia su natie radici emiliano-romagnole: l’agricoltura e la solidarietà. «Saranno biciclettate benefiche ricche di contenuti storici e paesaggistici, ma soprattutto animate da uno spirito solidale che è da sempre nel Dna di ogni agricoltore» assicura Paola Pedroni, presidente regionale di Agriturist e del Club di Eccellenza Agricycle.

Sì, perché questi itinerari del gusto alla portata di tutti, che si staglieranno su e giù per la via Emilia tra pregiate colture e borghi magnifici, avranno lo scopo di far emozionare chi partecipa e di legarlo non solo al territorio ma anche a qualcosa di più, alla realizzazione di un progetto per gli altri: AfricHand Project, la costruzione di una centrale del latte in Mozambico, in un’area rurale che ha bisogno di tante braccia sapienti, di futuri allevatori come di produttori di foraggio per l’alimentazione degli animali che sappiano dar vita a una filiera sostenibile in grado di azzerare la malnutrizione che affligge, ancora oggi, metà della popolazione. Agricycle accoglie così l’appello della Ong bolognese Cefa e dei suoi partner (tra cui Granarolo, FederUnacoma, Regione Emilia Romagna) “a darsi una mano partendo da un bicchiere di latte” (www.cefaonlus.it).

Si comincia con quattro date. Domenica 11 settembre a Reggio Emilia, Agriturismo La Razza, si pedala nelle “Terre dell’Ariosto” su stradine minori e piste ciclabili per fare sosta a Scandiano, rifocillarsi di dolci leccornie ammirando le testimonianze medioevali e ritornare, dopo 30 chilometri, al punto di partenza dove ad attendere i cicloturisti c’è un aperitivo tipico reggiano con salumi, gnocco al forno, erbazzone, parmigiano reggiano, spergola frizzante ed altro, ovviamente di produzione propria. In collaborazione con Tuttinbici Reggio Emilia, associata Fiab (info: www.larazza.it).

Il 18 settembre l’appuntamento è a Sasso Marconi (Bo), Agriturismo Rio Verde, nei “luoghi di Guglielmo Marconi”, sulle colline lievi dove il genio delle radiocomunicazioni amava studiare, sperimentare e dove fece la sua grande scoperta. Un percorso facile di 17 chilometri, con pause di tanto in tanto tra bellezze naturalistiche e curiosità culturali: il settecentesco borgo di Colle Ameno, Palazzo Rossi e il Mausoleo di Guglielmo Marconi. È previsto un pranzo succulento con specialità del territorio, ragù e friggione, salsa al pomodoro di tradizione casalinga, paté e confetture, pure i ceci di produzione biologica (info: www.agriturismorioverde.it).

Domenica 25 l’avventura è in Romagna, a Forlì, Agriturismo La Gironda. Un giro ad “anello” di 20 chilometri verso Terra del Sole – cittadella medicea edificata dal Granduca di Toscana Cosimo De Medici nel 1564 per presidiare il confine con lo Stato Pontificio – fino alla Rocca medioevale di Monte Poggiolo. Con una guida d’eccezione, Daniele Avolio, capofila dei “Messaggeri della Ricerca – Ride for Aid 2016”, nati per promuovere il binomio sport-salute e sostenere l’Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (IRST-IRCCS). Degustazioni di prodotti, vini e oli (info: www.agriturismolagironda.com).

Ultima tappa il 2 ottobre a San Martino di Ferrara, Agriturismo Lama di Vallerosa. Sarà un viaggio nel tempo, nella storia del mondo agricolo. Lungo il percorso di 15 chilometri ci si ferma al Museo della Civiltà Contadina presso l’Agriturismo La Torretta a San Bartolomeo in Bosco: una vetrina visitata ogni anno da 10.000 persone, che documenta lavoro e tradizioni della campagna ferrarese dalla fine dell’Ottocento alla prima metà del Novecento con oltre 30mila oggetti esposti. Poi rientro e pausa buffet con il raccolto dell’orto, marmellate e sugoli fatti con il mosto d’uva della casa (info: www.lamadivallerosa.it).

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