Ciolos apre all’etichettatura d’origine

In Europa, nella corsa per ottenere la valorizzazione del Made in Italy, l’agroalimentare potrebbe centrare l’obiettivo che, almeno per il momento, non e’ riuscito all’industria. Il commissario all’agricoltura Dacian Ciolos, ha messo a punto ”un quadro legale per poter introdurre l’etichetta d’origine obbligatoria in tutti i settori agricoli”. Proposta che potra’ presentare – salvo ostacoli da parte della Commissione europea – il prossimo 8 dicembre, per sottoporre poi al Consiglio dei ministri dell’Ue. L’idea e’ di dare la possibilita’ d’introdurre l’etichetta d’origine obbligatoria caso per caso, ed ”il primo settore dove sara’ esaminata e’ quello lattiero”. Verra’ invece mantenuta dove gia’ esiste, come la carne bovina. Il documento riposiziona la qualita’ al centro della produzione agricola: l’accento non e’ piu’ sui mercati mondiali ma sulla filiera corta. Viene favorita la vendita diretta alla fattoria dove l’agricoltore potra’ valorizzare il suo prodotto ponendo il proprio logo sull’etichetta. Non solo. Si vuole salvaguardare i mercati locali per creare sbocchi commerciali alle piccole aziende le cui specialita’ non possono sostenere la lunga procedura per un riconoscimento Ue. Per la prima volta poi viene riconosciuto il ”prodotto di montagna”. Bruxelles e’ convinta che il consumatore attribuira’ un valore aggiunto a questi alimenti grazie ad una loro maggiore visibilita’. Il ‘pacchetto’ qualita’, facendo una marcia indietro rispetto al passato, continuera’ a mantenere separati i registri europei per le denominazioni e indicazioni d’origine protette (Dop e Igp), ma con procedure saranno piu’ corte e semplificate. Le Specialita’ tradizionali come la Pizza alla Napoletana verrebbero piu’ a lungo protette (da 25 a 50 anni) ma con i controlli previsti per Dop e Igp. A sorpresa, infine, ”il cioccolato nero” puo’ candidarsi a conquistare Dop e Igp”. (ANSA).

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