Ciolos, ecco la nostra ‘rivoluzione’ bio. Italia seconda per terreni a produzione biologica

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La produzione biologica in Europa deve crescere mantenendo un alto livello di eccellenza che ha fatto il successo del settore. E’ il messaggio sottolineato dal commissario europeo all’agricoltura Dacian Ciolos, nel presentare all’ANSA gli obiettivi della proposta di riforma del settore biologico varata ieri dalla Commissione europea. Per Ciolos i dati parlano chiaro: il consumo di prodotti biologici in Europa è quadruplicato in 10 anni. Ogni anno mezzo milione di ettari di terreno agricolo nell’Ue viene convertito a produzione biologica, ma gli agricoltori sono bene lontani dal soddisfare le richieste dei consumatori che devono accontentarsi del biologico importato con standard qualitativi non sempre conformi alle rigide regole europee. In primo luogo quindi, spiega il commissario, “propongo di rivedere i nostri accordi internazionali, passando da disposizioni amministrative, ad accordi internazionali reali, con una vera reciprocità tra Paesi, anche per consentire ai nostri produttori di esportare in modo trasparente e con garanzie giuridiche”. D’altra parte, aggiunge, “applicheremo la stretta conformità alle regole Ue alle importazioni di prodotti biologici, riducendo così il margine di manovra degli organismi di controllo nei Paesi terzi”. Le nuove proposte sosterranno l’espansione del biologico in Europa e in Italia? “Nella sola Italia – spiega il commissario – la superficie a produzione biologica è cresciuta del 6,4% tra il 2011 e il 2012. Il consumo di prodotti lattiero-caseari bio è aumentato del 16%, del 21% per le uova, del 16% per biscotti, dolciumi, snack e bibite. Insomma, il mercato è molto dinamico”. Sono quindi quattro le linee guida che dovrebbero rilanciare il biologico proposte da Bruxelles. In primo luogo – sottolinea il commissario – “si tratta di rafforzare l’armonizzazione delle norme di produzione, sapendo che oggi gli europei consumano cibi più elaborati. Si tratta poi di semplificare la legislazione permettendo per la produzione bio la certificazione collettiva per i piccoli produttori. Inoltre, si punta a rafforzare i controlli per lottare più efficacemente contro la frode. Non bisogna dimenticare che gli alimenti biologici sono prodotti ad alto valore aggiunto, sempre più ricercati dai consumatori. Dobbiamo con grande fermezza – ha proseguito Ciolos – rafforzare anche la vigilanza e proteggere il mercato dagli operatori senza scrupoli. Infine, bisogna garantire che ci sia un livello qualitativo da esigere sui prodotti biologici importati”. Lei è ottimista? “Sì – ammette Ciolos – sono molto ottimista per il futuro del biologico, ma a condizione che il settore riesca a mantenere la sua specificità e il rapporto di fiducia che ha stabilito con i consumatori”. (di Patrizia Lenzarini – ANSA).

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