Città del Vino: Bomporto vince il premio “Miglior Piano Regolatore”

Un Piano Regolatore che nasce in comunione di intenti tra il Comune e le aziende, e individua le zone a maggiore vocazione vitivinicola, agricola e storico-paesaggistica da tutelare e valorizzare, grazie anche ad un ”Libro delle Regole” che guarda alle esigenze di produzione e all’ambiente e che permette al territorio di puntare sul turismo enogastronomico e paesaggistico. Ecco il piano strutturale comunale di Bomporto, terroir dove nasce il Lambrusco di Sorbara in Emilia Romagna, vincitore del concorso per ”Il Miglior Piano Regolatore” promosso dalle Citta’ del Vino, che lo hanno assegnato oggi ad ”Urbanpromo”, l’evento dedicato al marketing urbanistico e territoriale di scena a Venezia. Ispirato alle linee guida del ”Piano Regolatore delle Citta’ del Vino” – lo strumento messo a punto dalle Citta’ del Vino per i comuni del vino italiani perche’ il piano regolatore sia attento non solo agli aspetti urbanistici, ma anche a quelli paesaggistici – il piano strutturale comunale di Bomporto rappresenta ”una felice concretizzazione del lavoro che da anni le Citta’ del Vino portano avanti per la tutela e la valorizzazione dei territori vitivinicoli da un punto di vista paesaggistico e ambientale – spiega il presidente delle Citta’ del Vino Giampaolo Pioli – e la dimostrazione di come la vitivinicoltura e l’agricoltura possono essere gli strumenti concreti per conservare le peculiarita’ di ciascun territorio, a vantaggio del turismo e dell’alta qualita’ della vita degli abitanti”. La messa a punto di una ”Carta delle vocazioni viticole” ha permesso cosi’ di individuare le zone ottimali per la maturazione del Lambrusco di Sorbara e del Lambrusco Salamino e di inserirle tra le aree da salvaguardare, evitando ad esempio di incrementare la pressione del traffico e la presenza di agglomerati residenziali o produttivi. Ma soprattutto la definizione di precisi ambiti agricoli ha consentito di costruire insieme alle aziende agricole un vero e proprio ”Libro delle Regole”, il piu’ possibile chiaro e condiviso – grazie anche alla semplificazione delle normative in materia e all’erogazione di incentivi per sostenere i costi delle aziende – per tutelare e valorizzare le aree piu’ vocate alla coltivazione dei vigneti, quelle rurali e quelle di rilievo storico-paesaggistico, definendo norme edilizie coerenti con le esigenze delle aziende stesse e, allo stesso tempo, compatibili con la tutela del paesaggio. Le Citta’ del Vino hanno assegnato anche una ”Menzione Speciale” al piano strutturale di San Gimignano, la patria della Vernaccia. Un riconoscimento speciale, infine, anche ai Comuni della Docg Prosecco Conegliano-Valdobbiadene che hanno sottoscritto un protocollo per abbattere l’uso della chimica nei propri vigneti. (ANSA).

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