Città del vino e manovra finanziaria: paura per i piccoli comuni

“Una vera e propria “stangata” per i comuni italiani, a partire dai tagli del 5% del personale, che avrà forti ripercussioni soprattutto sui territori con meno di 5.000 abitanti (oltre l’80% dei comuni in Italia), che rappresentano l'”ossatura” della gestione dei territori rurali e della produzione agricola di qualità del made in italy”: è quanto sottolineano le Città del Vino, l’associazione dei comuni a più alta vocazione vitivinicola d’Italia, dopo il via libera del Governo alla manovra che dispone tagli per 24 miliardi di euro. “Una manovra generalizzata e pericolosa – spiega il presidente delle Città del Vino Giampaolo Pioli – che non riconosce il valore ambientale, paesaggistico e turistico dei territori italiani”.”Perché la norma sulla tassa di soggiorno non è stata generalizzata a tutti i comuni? Magari obbligatoria per Roma e volontaria per gli altri?”, prosegue Pioli, secondo il quale, di pari passo con il sì al decreto legge che fissa gli interventi per la riduzione del deficit, “si doveva prevedere almeno l’eliminazione del patto di stabilità, perlomeno per una soglia superiore di comuni “virtuosi”. Il nostro Paese perderà competitività se non si prenderanno misure strategiche ed economiche, come nel caso, ad esempio, dell’Iva, che se in Francia per ristoranti e alberghi è al 5,5%, da noi è al 10%. In sintesi – conclude Pioli – la nuova manovra finanziaria è un decreto da cambiare”.
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