Clima: Coldiretti, peschi e susini in fiore in Toscana

Temperature record e susini in fiore in Toscana. Lo segnala in una nota la Coltivatori Diretti commentando l’addio “ai giorni della merla”, i giorni, per tradizione, più freddi dell’anno, e gli effetti dell’anticiclone sulla Penisola negli ultimi giorni di gennaio. In particolare, le temperature record, con valori massimi fino a 15 gradi riscontrati nella giornata del 29 gennaio, primo giorno indicato come tra i più freddi secondo la tradizione popolare, “sconvolgono la natura – si legge nel comunicato che smentisce il proverbio popolare – con mandorli, susini, peschi fioriti in grande anticipo uniti ad una storica siccità invernale”. Lo scorso anno, di questo periodo, le temperature erano scese sotto zero abbondantemente e la temperatura media era 8 gradi inferiore. Secondo la leggenda “infatti – riferisce Coldiretti – in questi giorni si registrano le temperature invernali più basse, tanto che perfino la merla, che un tempo aveva il piumaggio bianco, per riscaldarsi andò a ripararsi in un camino e il suo manto divenne grigio per la fuliggine. I cambiamenti del clima, con il ritorno dello smog nelle città, smentiscono anche i proverbi dopo un anno che si è classificato in Italia come l’anno più caldo della storia con una temperatura superiore di 1,42 gradi la media di riferimento, secondo una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Isac Cnr”. L’effetto è che sono fiorite primule, viole e margherite mentre le mimose sono già fiorite da tempo in netto anticipo rispetto alla ‘Festa della donna’. Tuttavia, “nelle campagne – continua Coldiretti – si teme una serie compromissione dei raccolti per il possibile prossimo ed improvviso abbassamento della temperatura” e “a preoccupare per i raccolti sono anche le forti infestazioni degli insetti patogeni che proliferano per effetto del caldo fuori stagione”. “Il 2015 – sottolinea la Coldiretti – ha sorpassato il 2014 nella classifica degli anni piu’ caldi dove ci sono a seguire il 2003, il 2007, il 2012, 2001, poi il 1994, 2009, 2011 e il 2000. Siamo di fronte agli effetti dei cambiamenti climatici che si stanno manifestano con ripetuti sfasamenti stagionali ed eventi estremi con pesanti effetti sull’agricoltura”. Anche a livello globale il 2015, si segnala sempre nella nota, è stato l’anno più caldo con una temperatura media sulla superficie della terra e degli oceani superiore addirittura di 0,90 gradi celsius rispetto alla media del ventesimo secolo, sulla base della banca dati Noaa, il National Climatic Data Centre, che rileva le temperature dal 1880.(ANSA).

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