Clima ed energia: il piano della Commissione europea per il 2030

gas serraContinuare sulla strada della riduzione della CO2 e aumentare l’uso di energia da fonti rinnovabili. Questi gli obiettivi del nuovo pacchetto energia e clima dell’UE presentato il 22 gennaio 2014 dal Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, il Commissario per l’Energia Günther Oettinger e la Commissaria per il Clima Connie Hedegaard. Il pacchetto sarà all’esame del Consiglio europeo al meeting del prossimo marzo. Il piano della Commissione pone obiettivi ambiziosi ma realizzabili: una riduzione del 40% delle emissioni di gas a effetto serra rispetto al 1990 e un 27% dell’energia proveniente da fonti rinnovabili. La Commissione ha invitato il Parlamento e il Consiglio a condividere i propri obiettivi, a renderli vincolanti per gli Stati membri e ad impegnare l’Unione europea al prossimo incontro mondiale sul clima di Parigi 2015, proponendosi così come un modello virtuoso a livello globale nella lotta al cambiamento climatico. In più, la Commissione propone nuove politiche di efficienza energetica, un nuovo sistema di governance e un mercato energetico sicuro e competitivo in Europa.
Per quanto riguarda l’energia, sarà fondamentale per gli Stati membri diminuire la dipendenza energetica e le importazioni, rilanciare l’industria ecocompatibile, investire nelle energie rinnovabili, armonizzare le politiche ambientali nazionali. Solo attraverso la mobilitazione dei governi nazionali e la cooperazione sarà possibile raggiungere davvero gli obiettivi auspicati dalla Commissione. Infatti, il nuovo sistema di governance prevedrebbe una cooperazione più stretta tra governi, e tra questi ultimi e le istituzioni comunitarie. Esso sarebbe basato su un approccio comune nell’elaborazione dei piani nazionali, scritti seguendo gli orientamenti della Commissione, che sarebbe anche incaricata della sorveglianza.
L’Ue punta a realizzare un sistema energetico il più competitivo e sicuro possibile, che garantisca a tutti i consumatori energia a prezzi abbordabili, e un approvvigionamento stabile e continuo, che dipenda in misura minore dai Paesi produttori extraeuropei. Rilanciare il settore delle energie rinnovabili, oltre a facilitare il raggiungimento di questo quadro energetico europeo, creerebbe nuove opportunità e posti di lavoro in Europa.
Come ha affermato il Presidente Barroso, la lotta al cambiamento climatico è di importanza capitale per l’avvenire del pianeta, e un’attiva politica europea dell’energia è essenziale per la competitività dell’Unione. Per quanto riguarda il mercato europeo delle emissioni, l’Emission Trading System, la Commissione intende operare per far sì che il prezzo delle unità inquinanti acquistabili da imprese e Stati non sia troppo basso, tale da incentivare concretamente la riduzione delle percentuali di gas effetto serra nell’atmosfera, e ha avanzato al Consiglio e al Parlamento europeo una proposta legislativa in merito.
Tra i fondi comunitari in materia ambientale figurano quelli del programma Horizon 2020 per la ricerca, che per i prossimi sei anni finanzierà anche progetti innovativi nei campi dell’energia e della lotta al cambiamento climatico, e quelli di Cosme, il programma per le PMI, che mira fra l’altro a migliorare la sostenibilità ambientale delle imprese e l’uso efficiente delle risorse.
Francesco Laera e Giulia Casagrande

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