Clima: Legambiente,112 fenomeni meteo gravi negli ultimi 4 anni

allagamenti in campagna
Città ferme di fronte ai cambiamenti climatici: 112 gravi fenomeni meteorologici dal 2010 ad oggi hanno provocato pesanti danni al territorio urbano italiano, 30 casi di allagamenti da piogge intense, 32 casi di danni alle infrastrutture con 29 giorni di stop a metropolitane e treni urbani, 8 casi di danni al patrimonio storico, 20 casi provocati da trombe d’aria, 25 eventi causati da esondazioni fluviali, numerosi feriti e 138 vittime. E’ Legambiente che, in concomitanza con la Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici in corso a Lima, presenta la mappa del rischio climatico nelle città italiane (‘planningclimatechange.org/atlanteclimatico’) dal 2010 ad oggi. L’obiettivo – spiega l’associazione – è “capire dove e come l’intensità e l’andamento delle piogge, trombe d’aria e ondate di calore, hanno provocato impatti significativi nel Paese”.
Tra le ragioni – osserva il vicepresidente di Legambiente, Edoardo Zanchini – anche “quelle economiche, con 61,5 miliardi di euro spesi tra il 1944 ed il 2012 solo per i danni provocati dagli eventi estremi”. La mappa messa a punto da Legambiente raccoglie le informazioni sui danni provocati in Italia dai fenomeni climatici dal 2010 ad oggi. Tra le informazioni, danni e vittime negli 80 comuni dove si sono registrati in questi anni gli impatti maggiori. Per esempio, non mancano gli stop alle metropolitane e ai treni urbani nelle principali città italiane: 10 giorni a Roma, 9 giorni a Milano, 8 a Genova, 6 a Napoli, 5 a Torino, con conseguenze su traffico e vita delle persone. “Proprio le aree urbane devono diventare oggi la priorità di politiche che tengano assieme prevenzione del dissesto idrogeologico e adattamento ai cambiamenti climatici &ndash dichiara Zanchini – che attualmente viaggiano separate. Il Governo italiano non ha ancora una politica per affrontare il rischio climatico. Le aree urbane – conclude Zanchini che ricorda come l’81,2% dei comuni sia a rischio – sono in Italia quelle a maggior rischio”. (ANSA).

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