Clima: peschi e mandorli in fiore, in Italia è già primavera

ciliegi in fioreLa primavera anticipa di un mese il suo arrivo. Mimose e mandorli, peschi e alberi di albicocche, il ‘giardino’ italiano è già in fiore. Il tutto prima dell’arrivo del tradizionale tepore primaverile mediterraneo. Ad offrire un’analisi delle variazioni climatiche nel nostro Paese ci pensano gli esperti del premio ambientale ‘Monito del Giardino’ – il premio ambientale ideato della Cassa di risparmio di Firenze e realizzato dalla Fondazione parchi monumentali Bardini e Peyron – i quali mettono in evidenza come anche le piante ‘domestiche’, quelle che si trovano su balconi e terrazzi, rispondono agli impatti del clima che cambia. Per gli esperti fiorentini è il segnale dell’incidenza dei cambiamenti climatici sul Pianeta, a conferma di quanto racconta l’Ipcc (Intergovernmental panel on climate change), gli scienziati che studiano il clima su mandato delle Nazioni Unite. Secondo il climatologo Giampiero Maracchi, emerito di climatologia all’università di Firenze, “questa primavera incredibilmente anticipata si deve al fatto che, a differenza di quello che accadeva ancora fino agli ’90 del secolo scorso, la circolazione delle masse d’aria è avvenuta solo lungo i paralleli terrestri e mai lungo i meridiani, cioè da nord a sud, come è normale che succeda nel periodo invernale e di fine inverno. Lo squilibrio è legato all’aumento della temperatura della superficie degli oceani”. “La primavera in anticipo di un mese – Francesco Ferrini, docente a scienze delle produzioni agroalimentari e dell’ambiente all’università di Firenze – può incrementare significativamente i danni da gelate tardive. Gli effetti nel lungo periodo” saranno per la vegetazione “una variazione significativa nella distribuzione geografica con un inasprimento degli effetti disastrosi di alluvioni, frane e smottamenti”. Tra gli altri indicatori, per Ferrini “l’aumento di temperatura porterebbe alla proliferazione infestante di alcuni insetti esotici” arrivati in Italia per via di importazione di legno da Paesi orientali. Alcuni alberi, come gli ippocastani, già sensibili all’aumento delle temperature diventano così il “cibo preferito” di alcune di queste larve. (ANSA).

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