Clonazione animali: primo stop da Europarlamento

Parlamento europeo Strasburgo‘No’ alla clonazione di animali per la produzione alimentare, inclusi i loro discendenti e materiale da riproduzione, e ‘no’ agli alimenti derivati come latte e carne, nell’Unione europea. Niente import anche da Paesi terzi, che dovranno adeguarsi alle regole comunitarie. Questo il messaggio che arriva oggi dal voto congiunto delle commissioni agricoltura e ambiente dell’Europarlamento, approvato a larga maggioranza (82 voti favorevoli, 8 contrari e 8 astensioni). La palla passa adesso alla plenaria, il prossimo settembre.

“E’ doveroso lo stop alla pecora dolly nel piatto, con la stragrande maggioranza dei cittadini italiani ed europei che ritengono la clonazione a fini alimentari insicura per le future generazioni, che non faccia bene alla salute e che sia innaturale, secondo l’ultimo sondaggio di Eurobarometro”. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare il voto congiunto delle commissioni per l’agricoltura e lo sviluppo rurale (AGRI) e per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (ENVI) del Parlamento europeo che hanno adottato il Progetto di Relazione sulla clonazione che trasforma la proposta direttiva in regolamento ed esprime parere contrario alla clonazione di animali per la produzione alimentare, inclusi i loro discendenti e materiale da riproduzione e anche gli alimenti derivati come latte e carne, nell’Unione europea od importati da Paesi terzi, che dovranno adeguarsi alle regole comunitarie. “La commercializzazione di carne, latte e formaggi proveniente da animali clonati – sostiene la Coldiretti – è un rischio da non correre, non accettabile dai consumatori, che pone insormontabili problemi anche di natura etica. La decisione delle commissioni dell’Europarlamento sono anche un segnale chiaro nei confronti delle trattative sugli accordi di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti dove la pratica della clonazione animale si è rapidamente diffusa, al pari di Brasile e Argentina”. “La prima clonazione animale annunciata risale alla pecora Dolly, pubblicata sulla rivista Nature del febbraio 1997 ma da allora si è intensificato lo sfruttamento commerciale di tale tecnica in molti Paesi ed oggi – conclude la Coldiretti – è possibile clonare un animale con una spesa attorno i diecimila euro e la tecnica riguarda già molti animali da allevamento dalle pecore ai maiali, dai tori ai cavalli”. La decisione finale dell’Europarlamento sarà assunta in seduta plenaria a settembre. (ANSA).

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