Coldiretti: 100 imprese in meno per l’agricoltura modenese

“La perdita di 100 imprese agricole nel corso di un anno, nella sola Provincia di Modena, è un dato preoccupante che deve far riflettere seriamente gli operatori del settore e i decisori politici.” E’ il commento del Presidente di Coldiretti Modena, Maurizio Gianaroli, ai numeri divulgati da Unioncamere relativi al I trimestre 2012 che, aggiungendosi alla parabola discendente che caratterizza gli ultimi anni del comparto, porta a 9.133 il numero delle imprese attive iscritte alla Camera di Commercio modenese nel settore agricolo.
“La crisi mette a rischio un settore vitale per l’economia e il territorio modenese e, con esso, a repentaglio produzioni vanto del Made in Italy agroalimentare nel mondo. Tra le cause – continua Gianaroli – vanno annoverate sicuramente le difficoltà di mercato ma anche l’aumento dei costi e la stretta creditizia.” A marzo i prezzi pagati agli agricoltori in Italia – sottolinea Coldiretti – sono scesi del 2,3 per cento rispetto allo scorso anno mentre si è verificato un aumento dei costi a partire dal gasolio, rincarato del 44 per cento. Il credit crunch ha colpito anche i campi dove – continua Coldiretti – sei imprese agricole su dieci hanno difficoltà ad accedere al credito, con il costo del denaro in agricoltura che ha raggiunto il 6 per cento e risulta superiore del 30 per cento a quello medio del settore industriale. Una situazione di difficoltà che – conclude la Coldiretti si aggiunge alle preoccupazioni per l’applicazione della nuova Imu.
“Siamo consapevoli del periodo difficile che sta affrontando il Paese – afferma il Presidente della Coldiretti modenese – e noi rispetto a ciò non ci siamo mai tirati indietro ma è necessario che le scelte siano informate da capisaldi giusti quali sostenibilità, equità e riconoscimento delle peculiarità oggettive del settore. Per questo abbiamo apprezzato molto che il Governo abbia riconosciuto, nell’ambito del disegno di legge sulle misure fiscali approvato dal Consiglio dei Ministri, le specificità del settore e le difficoltà economiche che vive l’agricoltura italiana.”
“Per uscire dalla crisi – termina Gianaroli – e tornare a crescere, l’Italia deve valorizzare al meglio quello che ha già di unico e di esclusivo, a cominciare dal cibo, quello che Coldiretti sta facendo con la realizzazione della filiera agricola tutta italiana. L’accordo con Coop che abbiamo presentato questa mattina per la produzione della prima pasta italiana al 100% è un’esperienza concreta che mette a sistema le straordinarie capacità imprenditoriali e le potenzialità dei nostri territori per ridare reddito alle imprese e assicurare qualità ai consumatori.”

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