Coldiretti, +20% boschi in 20 anni ma nessuno li cura

alberiNegli ultimi 20 anni il bosco italiano e’ aumentato del 20 per cento ed oggi la stima provvisoria della superficie forestale complessiva, comprensiva di arbusteti, boscaglie e formazioni rade e’ pari al valore record di 10,9 milioni di ettari, ben il 35 per cento del territorio nazionale.
E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base del terzo Inventario Nazionale delle Foreste e dei serbatoi forestali di Carbonio elaborato dal Corpo forestale dello Stato nel sottolineare che il vero pericolo però e’ l’abbandono e l’incuria.
Sulla base dei dati Istat negli ultimi 20 anni si e’ infatti dimezzata la superficie di proprieta’ delle aziende agricole che hanno dovuto chiudere per la mancanza di concrete opportunita’ economiche e sociali e non c’e’ dunque piu’ chi svolge attivita’ di custodia, di valorizzazione, di protezione e di sorveglianza dei boschi.
E’ questa una delle ragioni della fragilita’ del territorio italiano dove ogni giorno viene sottratta terra agricola per un equivalente di circa 400 campi da calcio (pari a 288 ettari) che vengono abbandonati o occupati dal cemento con un amento della superficie impermeabilizzata soprattutto nei centri urbani.
E’ il risultato di un modello di sviluppo sbagliato che – precisa la Coldiretti – ha tagliato del 15 per cento le campagne e fatto perdere negli ultimi venti anni ben 2,15 milioni di ettari di terra coltivata. Ed oggi in Italia sono ben 6633 i comuni in cui sono presenti aree a rischio idrogeologico (l’82% del totale) con piu’ di 5 milioni di cittadini che ogni giorno vivono o lavorano in aree considerate pericolose per frane ed alluvioni, soprattutto in una situazione in cui si moltiplicano gli eventi estremi con precipitazioni brevi ed intense e vere e proprie bombe d’acqua. Per difendere il territorio occorre – sottolinea la Coldiretti – creare le condizioni affinche’ si contrasti l’allontanamento dalle campagne e si valorizzino quelle funzioni di sorveglianza, manutenzione e gestione del territorio svolte dagli imprenditori agricoli.
Un punto di partenza importante sarebbe l’utilizzo efficiente della biomassa legnosa dal quale si possono conseguire risultati importanti come la valorizzazione della risorsa forestale, la tutela attiva del bosco contro gli incendi e a prevenzione di frane e alluvioni ma anche l’utilizzo di tecnologie e di capacita’ industriali italiane.
L’Italia – conclude la Coldiretti – con un aumento record del 25 per cento delle importazioni di legna da ardere, che nel 2013 hanno raggiunto i 3,8 miliardi di chili, e’ infatti diventata il primo importatore mondiale.

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