Coldiretti: bene il no del consiglio provinciale di Modena agli ogm

L’approvazione dell’ordine del giorno del Consiglio Provinciale di Modena contro gli Organismi Geneticamente Modificati (OGM) rappresenta un progresso positivo nella difesa delle eccellenze agroalimentari modenesi e di tutta l’agricoltura italiana. E’ quanto sostiene Coldiretti nel commentare l’iniziativa dell’Amministrazione provinciale che ha deciso di impegnarsi attivamente per evitare la diffusione dei prodotti biotech sul territorio. “Plaudiamo con soddisfazione a questa decisione che ha visto il riconoscimento di tutte le parti politiche – sostiene il Presidente di Coldiretti Modena, Maurizio Gianaroli. Lo abbiamo ribadito in più occasioni: gli OGM non servono né all’agricoltura né ai cittadini. La decisione della Provincia dà ragione ad una battaglia che sosteniamo con forza ormai da anni, convinti che i prodotti biotech costituiscano un serio rischio per tutte le nostre produzioni senza, d’altro canto, portare nessun vantaggio economico alle imprese.” La coltivazione di prodotti ogm – sostiene Coldiretti Modena – minerebbe seriamente la produzione agricola modenese che si basa, come tutta quella del nostro Paese, sulla tipicità e il legame con il territorio. Introdurre le coltivazioni biotech renderebbe i nostri prodotti modenesi uguali a quelli coltivati in una qualsiasi parte del mondo: le nostre pere come quelle argentine, i nostri duroni come quelli cileni, il nostro aceto balsamico come quello cinese, e così via. L’omologazione della produzione – continua Coldiretti – eliminerebbe l’unica leva competitiva della nostra agricoltura, la distintività, senza peraltro dare alle imprese la possibilità di concorrere a pari livello sul versante dei costi. Il drastico crollo del 12 per cento nei terreni seminati con ogm in Europa nel 2009 conferma il fatto che nel coltivare prodotti transgenici non c’è neanche convenienza economica, anche nei Paesi dove è ammesso. Gli OGM non sono graditi neanche ai cittadini: secondo, infatti, l’ultima indagine Coldiretti-Swg “Le opinioni di italiani e europei sull’alimentazione”, il 72 per cento dei cittadini italiani che esprimono una opinione ritiene che i prodotti alimentari contenenti organismi geneticamente modificati siano meno salutari rispetto a quelli tradizionali. “Non c’è vantaggio economico, i consumatori non li vogliono: ci domandiamo allora quale sia l’utilità del cibo biotech – conclude Gianaroli – se davvero è la panacea di tutti i problemi dell’agricoltura come sostengono i suoi difensori o piuttosto non entrino in gioco gli interessi di altri settori che poco hanno a che fare con l’agricoltura. Coldiretti chiede invece, con decisione una etichettatura chiara che permetta di sapere se il cibo che mangiamo contiene, direttamente o indirettamente, organismi geneticamente modificati.”

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