Coldiretti, con il set-aside terreni agricoli “scippati” ai legittimi proprietari


Imprenditori agricoli scippati dei terreni di loro legittima proprietà. Sta succedendo a quanti vent’anni fa decisero di aderire ai programmi di set-aside (messa a riposo) dei terreni per ridurre le produzioni agricole allora eccedentarie. Lo denuncia Coldiretti Emilia Romagna in una lettera agli assessori regionali all’Agricoltura, Tiberio Rabboni, e all’Ambiente, Sabrina Freda.

Finanziato dall’Unione europea a partire dal 1988 – ricorda Coldiretti – il set-aside prevedeva lo stop produttivo dei terreni per vent’anni, sostituendo le normali coltivazioni agricole con interventi di rinaturalizzazione o di zone umide. In 18 anni di applicazione oltre 200 aziende hanno ritirato dalla produzione circa 1.000 ettari di terreni. Oggi cominciano ad arrivare a scadenza centinaia di contratti, sottoscritti allora con la prospettiva di tornare a coltivare i terreni al termine del periodo di messa a riposo.

Alla fine degli anni Ottanta – sottolinea Coldiretti – nulla lasciava prevedere che sui terreni non più coltivati potessero insorgere vincoli che non consentissero di poter riportare questi terreni alla loro destinazione produttiva originaria. Invece, a seguito della sospensione dell’attività di coltivazione, tali aree rinaturalizzate o allagate sono state sottoposte a vincoli di rispetto ambientale, impedendo ai produttori di tornare a coltivare i terreni.

E’ un problema – conclude Coldiretti – che è destinato a crescere man mano che arrivano a scadenza i contratti sottoscritti fino 2004-2005. Nella lettera ai due assessori, Coldiretti chiede un intervento per trovare in tempi brevi una soluzione che non costringa gli imprenditori agricoli a estenuanti iter giudiziari per far valere i loro diritti.

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