Coldiretti: cosa cambia per l’agricoltura con la legge di stabilità

Rivalutazione dei redditi agrari e dominicali, rifinanziamento del Fondo di Solidarietà, disposizioni sulle società agricole. Sono alcune delle misure contenute nella bozza di Legge di Stabilità, approvata dal Consiglio dei Ministri, di interesse per il settore agricolo.Sul versante fiscale la bozza di legge prevede la rivalutazione ulteriore (rispetto a quella già attualmente prevista ai fini delle imposte sui redditi dell’80 e 70 per cento, rispettivamente per i redditi dominicale ed agrario come risultanti in catasto) nella misura del 5 per cento per i soggetti “professionali” (Cd e Iap iscritti nella relativa gestione previdenziale) e del 15 per cento per gli altri soggetti, da applicare sia al reddito dominicale che al reddito agrario. In altre parole, si incrementa rispettivamente del 5 e del 15 per cento la base di calcolo per le imposte determinate con i criteri catastali, con una netta distinzione tra chi vive di agricoltura e chi no.Tali incrementi non saranno immediatamente mitigati dalla riduzione di un punto percentuale delle prime due aliquote Irpef, atteso che questa diminuzione opererà solo a partire dalle dichiarazioni dei redditi 2014, mentre le rivalutazioni hanno effetto già dal periodo d’imposta in corso. Nota positiva quella del rifinanziamento con la somma di 120 milioni di euro del Fondo di Solidarietà, così da avere la necessaria copertura finanziarie per le polizze assicurative.Ancora, l’abrogazione delle disposizioni sulle società agricole (art. 1, commi 1093 e 1094 della legge n. 296 del 2006) non tocca le società semplici ma fa venire meno la possibilità di optare per la determinazione catastale del reddito per le società agricole costituite con la forma “commerciale” (snc, sas, srl) che conducono i terreni e per la determinazione forfetaria del reddito (25% dei ricavi) per le cosiddette società di commercializzazione. È previsto, altresì, che le opzioni precedentemente esercitate perdano di efficacia già dal 2012, rinviando ad apposito provvedimento le disposizioni transitorie. La norma appare critica, soprattutto perché le disposizioni abrogate si ponevano nel solco dell’evoluzione e modernizzazione dell’agricoltura, iniziato con il d.Lgs. n. 228 del 2001 e proseguito dalla legge n. 99 del 2004 e perché, atteso il particolare momento congiunturale, a fronte di un evidente aggravio di tipo “burocratico” (senza dubbio la determinazione catastale rappresenta una semplificazione per le aziende agricole) non si ottiene un rilevante impatto in termini di gettito.

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