Coldiretti: “due prosciutti su tre venduti in Italia provengono da maiali allevati all’estero”. Risponde il Consorzio del Prosciutto di Parma: “i nostri maiali sanno parlare solo in italiano”

Mentre e’ in corso l’iniziativa Coldiretti, a difesa del Made in Italy al Brennero, il Consorzio specifica che i prodotti Dop come il Prosciutto di Parma ”sono prodotti assolutamente italiani”, e che non ci sono rischi per il consumatore perche’ si tratta di prodotti per cui esiste una completa tracciabilita’ della filiera. Quello che viene selezionato per il Parma e’ un maiale ‘speciale’, spiega. Nato e allevato in Italia, alimentato con granoturco, orzo, siero derivato dalla produzione del Parmigiano-Reggiano. ”Un suino italiano e pesante, caratterizzato da carni mature, sode, compatte, sapide: la materia prima ideale per un prodotto eccellente”, spiega il consorzio. Una qualita’ garantita dalla ‘firma’ lasciata da ogni componente della filiera. ”Sulla cotenna del prosciutto e’ riportata l’intera storia del prodotto, dalla nascita del suino, fino alla marchiatura – ha spiegato Paolo Tanara, presidente del consorzio -. Nessuna incertezza quindi per gli amanti del Prosciutto di Parma che possono essere certi non solo di mangiare un alimento assolutamente naturale, ma anche italiano al 100%”.
Oggi un carico di circa 1.500 prosciutti ”taglio Parma” proveniente dall’Olanda e diretto a Langhirano in provincia di Parma e’ stato scoperto al valico del Brennero dai militanti di Coldiretti nel loro presidio per il Made in Italy. Rispondendo cosi’ indirettamente a quanto aveva assicurato il Consorzio dei produttori del prosciutto di Parma, (”I nostri maiali sanno parlare solo in italiano”) Coldiretti afferma che ”due prosciutti su tre di quelli in vendita in Italia provengono in realta’ da maiali allevati all’estero, ma nessuno lo sa perche’ non e’ ancora obbligatorio indicare in etichetta la provenienza della materia prima”. Tra le ‘sorprese’ denunciate da Coldiretti c’e’ anche un camion proveniente dalla Germania e carico di pesto con scritte in italiano.
”Dalle frontiere italiane passano ogni giorno 3,5 milioni di litri di latte sterile, semilavorati, cagliate e polveri di caseina per essere imbustati o trasformati industrialmente e diventare magicamente mozzarelle, formaggi o latte italiani, all’insaputa dei consumatori”. Lo ha detto al Brennero il presidente di Coldiretti Sergio Marini. Complessivamente nel 2009 in Italia sono arrivati 8,8 miliardi di chili in equivalente latte (fra latte liquido, panna, cagliate, polveri, formaggi, yogurt e altro) utilizzati in latticini e formaggi ”all’insaputa dei consumatori e a danno degli allevatori”. Il 68% per cento del latte importato afferma Cordiretti – viene da Germania, Francia e Austria, ma e’ rilevante anche la quota da Paesi dell’est come la Polonia (5%), Lituania (3%), Slovenia (3%) e l’Ungheria (3%). Coldiretti stima che 3 cartoni di latte a lunga conservazione su 4 venduti in Italia sono stranieri, mentre la meta’ delle mozzarelle in vendita sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall’estero. Non solo latte ma anche cosce di maiale destinate a diventare prosciutti, carne di vitello olandese diretta verso le province di Milano, Varese, Cesena, Rimini, pasta fresca, yogurt e formaggi austriaci con nome italiano, fiori olandesi. Sono queste alcune delle merci ‘scoperte’ dai militanti della Coldiretti nel presidio del Brennero. Sotto il controllo vigile delle forze di polizia e dei carabinieri, sono stati ispezionati decine di camion ”in marcia verso il nostro Paese, tutti destinati a diventare prodotti italiani perche’ non e’ obbligatorio indicare la provenienza in etichetta”, ha sottolineato Coldiretti. (ANSA).

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